Storia della pedagogia: modelli educativi di Sparta, Atene e naturalismo

Documento dalla Libera Università di Bolzano sulla storia della pedagogia. Il Pdf esplora gli obiettivi e la metodologia di studio, confrontando i modelli educativi di Sparta e Atene, e approfondisce il naturalismo con le idee di Tommaso Campanella e G. Amos Comenio, utile per lo studio universitario di Filosofia.

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Storia della pedagogia
Pedagogia Generale (Libera Università di Bolzano)
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Storia della pedagogia
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(Pedagogia> Dal greco significa „guida del bambino“. Ha lo stesso significato di educare,
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1. I modelli educativi di Sparta e Atene: somiglianze e differenze
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Anteprima

Obiettivi della Storia della Pedagogia

studocu Storia della pedagogia Pedagogia Generale (Libera Università di Bolzano) Scan to open on Studocu Studocu is not sponsored or endorsed by any college or university Downloaded by Rebecca Albertini (r.albertini02@gmail.com)1. La storia della pedagogia: quali sono gli obiettivi? (Pedagogia> Dal greco significa „guida del bambino“. Ha lo stesso significato di educare, ossia trarre fuori, ma ha assunto un ulteriore significato: sia l'azione educativa sia la riflessione o teoria su tale azione). La storia della pedagogia riferisce le idee educative che nel corso della storia sono state elaborate. E' una scienza storica e studia il pensiero educativo dei pedagogisti e le istituzioni della scuola e dell'educazione.

Storia della pedagogia o storia dell'educazione? Si può dire in entrambi i modi ed è la stessa cosa perché l'oggetto è sempre lo stesso, l'educazione; dicendo storia della pedagogia si accentuano le idee, dicendo invece storia dell'educazione si accentuano le realizzazioni pratiche ossia le istituzioni educative.

La storia della pedagogia è costituita da due elementi:

  1. la ricerca storica: ossia il contesto di riferimento, la vita, il pensiero e le opere dei grandi educatori, le realizzazioni pratiche delle idee pedagogiche (istituzioni educative, università, scuole ... );
  2. riflessione pedagogica (riflessione storico-sistematica sui fatti): chiedersi quale sia il valore permanente delle idee educative di una data epoca, cioè quale sia il contenuto di verità scientifica ancora valido che esse presentano e quindi mantengono nel fluire storico; sono verità che possono illuminare la prassi educativa di ogni tempo.

La storia della pedagogia coincide con la storia delle dottrine che hanno espresso una concezione generale della vita che deve essere insegnata. La storia della pedagogia è collegata sia con la storia della scuola e delle istituzioni educative sia con la storia dell'educazione.

Metodologia dei Testi di Storia della Pedagogia

I testi di storia della pedagogia seguono una metodologia:

  • inquadramento storico,
  • idee pedagogiche (autori e opere),
  • istituzioni educative (le leggi sull'educazione/ i sistemi scolastici),
  • il diritto all'istruzione (nelle opere pedagogiche, filosofiche e giuridiche),
  • esposizione delle opere maggiori.

Studiare la storia della pedagogia serve a favorire la conoscenza e la comprensione delle teorie pedagogiche e delle istituzioni educative del mondo classico, moderno e contemporaneo.

Modelli Educativi di Sparta e Atene

1. I modelli educativi di Sparta e Atene: somiglianze e differenze Sparta e Atene furono due città-stato (polis) profondamente diverse l'una dall'altra. Sparta fu una città conservatrice e monarchica, chiusa in se stessa e per niente propensa ai cambiamenti. Atene fu una città aperta, innovatrice e democratica. Queste due città rappresentano la contrapposizione tra due sistemi politici opposti. Le profonde differenze in campo politico tra Sparta e Atene nascevano da due civiltà molto diverse e da due diverse concezioni di vita: dura, severa, dedicata solamente alle armi quella spartana; più incline alla pace, all'eleganza e alla cultura, quella ateniese. Sono costituite su modelli educativi contrapposti, ma con alcuni elementi in comune come la virtù, l'amore per la patria e il coraggio. In entrambe le polis l'educazione è pubblica e in quella spartana esclusivamente This document is available on studocu Downloaded by Rebecca Albertini (r.albertini02@gmail.com)militare.

Educazione Spartana

Il Re spartano Licurgo introduce un'educazione militaresca ed esclusivamente statale. La legge spartana "non considerava i figli come un bene privato dei padri, ma come un bene comune della città"

Sparta VII secolo A 7 anni i fanciulli passano allo Stato per l'educazione sotto la guida del pedonomo (educatore). L'educazione di Stato comprende tre cicli: fanciulli fino a 11 anni; ragazzi fino a 15 anni; ireni fino a 20 anni. A 12 anni il ragazzo lasciava definitivamente la casa paterna per vivere in caserma fino all'età di 30 anni e rimaneva soldato fino a 60 anni. L'educazione militare è composta da ginnastica, indurimento fisico, minimo insegnamento delle lettere e della musica, l'abitudine del parlar poco (laconismo) e allo spirito del sacrificio. Anche le donne furono educate al vigore fisico più che alla grazia.

Educazione Ateniese

Il merito di aver operato una vasta e profonda riforma, che nella storia di Atene ha la stessa importanza di quella attribuita a Licurgo in Sparta, spetta all'arconte Solone, nato ad Atene verso il 640 a. Che introduce la prima legislazione sull'educazione ateniese. Grazie a lui, le scuole divennero pubbliche, escludendo completamente le famiglie dall'educazione dei fanciulli.

Atene VII secolo Educazione ateniese aveva l'obiettivo di preparare il fanciullo a diventare membro dello Stato. I bambini di sette anni dovevano seguire un particolare corso chiamato pentathlon, in cui imparavano il salto, la corsa, la lotta, il lancio del giavellotto del disco e la ginnastica. Un altro insegnamento importante riguardava la scuola di musica, dove si insegnavano non solo il canto e l'uso della lira, ma anche materie come la lettura, la scrittura e l'aritmetica. I bambini cominciavano ad apprendere l'alfabeto a sette anni e appena in grado di leggere iniziavano lo studio dei poemi omerici. Il periodo dedicato all'educazione del fanciullo arrivava ordinariamente fino ai 14 anni. I figli dei più abbienti frequentavano il ginnasio per altri due anni dove si specializzarono nella preparazione atletica. Alla fine di questa educazione i giovani diventarono efèbi e iniziavano il duro esercizio militare.

La Scuola Sofista

2. La scuola sofista Con la scuola sofista, nata intorno al V secolo a.C. ad Atene, la riflessione si spostò dall'importanza del cosmo e dell'universo, concentrandosi sull'interiorità della persona e dell'io, inaugurando il periodo umanistico. Nella scuola sofista venivano educati i giovani, i quali una volta terminata la formazione di quattro anni, diventavano oratori-docenti, avvocati, giuristi magistrati oppure persone impegnate nella politica.

Valore della Parola e Persuasione

Un tema centrale, sul quale la scuola sofista ci interrogò, fu il valore della parola. Quest'ultima ha un enorme potenziale educativo ed è definita come antropoplastica, Downloaded by Rebecca Albertini (r.albertini02@gmail.com)in quanto educa, stimola, suscita e interessa ed è per questo motivo che i sofisti inventarono l'arte della persuasione. L'utilizzo di questa tecnica, esercitata soltanto al fine di guadagnare, riguardava sia l'esplicitazione della verità, sia l'esplicitazione della menzogna, con la conseguenza di poter modificare l'oggettività del reale.

Relativismo Gnoseologico e Leggi Umane

I sofisti credevano nel relativismo gnoseologico, secondo il quale non esiste una verità assoluta dimostrabile, la quale invece si può costruire attraverso le proprie parole e argomentazioni, persuadendo e convincendo le persone delle proprie idee pronunciando dei discorsi sottili. Un altro punto fondamentale, a cui ci hanno condotto i sofisti, consiste nel credere che le leggi emanate dagli uomini siano delle convenzioni tra essi, alla cui definizioni ha influito anche la volontà degli interessi individuali.

Protagora e l'Arte della Politica

Il primo sofista fu Protagora, il quale identificò, nelle sue lezioni, l'arte della politica sia in senso utilitaristico, che pragmatico. Egli, inoltre, individuò una distinzione tra dialettica e retorica; la prima consisteva nell'usare la ragione nelle argomentazioni, mentre la seconda nell'utilizzare gli argomenti per persuadere gli altra dalla verità del contenuto. Secondo Protagora, per preparare un discorso, bisogna seguire tre passi. Innanzitutto, l'allievo deve porre attenzione e studiare i discorsi orali e scritti dell'insegnante; a seguire egli deve scrivere un discorso articolato opportunamente e per concludere imparare l'elaborato a memoria ed esercitarsi a pronunciarlo in modo convincente.

Isocrate e la Scuola di Retorica

3. Isocrate Isocrate fu un sofista (anche se si discostò molto dagli altri intellettuali) che visse ad Atene tra il 436 e il 338 a.c. Egli nel 390 a.c. fondò nella sua casa privata una scuola superiore di retorica con un corso di studi ben definito: esso era organizzato in 4 anni, in cui vennero insegnate le tecniche dello stile e della dizione, cioè la corretta pronuncia delle parole. Questa scuola fu di analoga importanza a quella di Platone, l'Accademia, circondata da giardini e ruscelli, su cui il filosofo si basava per le sue lezioni.

Teoria del Dibattito

Un elemento fondamentale della scuola sofista-isocratica fu la teoria del dibattito, che i giovani studenti dovettero esercitare ed apprendere al fine di formare futuri giuristi, magistrati, avvocati, politici. La disputatio fu poi utilizzata parecchio nelle università medievali come metodo pedagogico e didattico, dove gli alunni, attraverso il confronto e la condivisione di idee, disputavano gli opposti di un medesimo argomento in modo critico, secondo dei principi esposti a priori dal maestro.

Idee Educative in Socrate e Platone

4. Idee educative in Socrate e in Platone Socrate è stato uno dei massimi educatori della storia. È soprattutto attraverso i "Dialoghi giovanili" di Platone che oggi conosciamo il suo pensiero. L'unica certezza di cui egli dispone è il "sapere di non sapere". Secondo Socrate la sapienza dell'uomo sta nel riconoscere i propri limiti. Le discussioni di Socrate erano volte a portare i suoi allievi a riconoscere che la vera conoscenza sta nella consapevolezza di non sapere. Proprio per questo egli non forniva concetti e teorie, ma tendeva a instillare dubbi e discussioni. Socrate si avvaleva dell'arte della maieutica, ovvero una tecnica con la quale, attraverso il dialogo, aiutava i suoi allievi a trovare autonomamente la luce della verità. Un altro strumento da lui utilizzato è quello dell'ironia con la quale egli portava il suo interlocutore a riconsiderare le sue posizioni. Un importante principio di Socrate è il "conosci te stesso": nell'interiorità This document is available on studocu Downloaded by Rebecca Albertini (r.albertini02@gmail.com)della persona vi sono dei valori innati che bisogna conoscere. Il suo intento è quello di insegnare a cercare la verità per divenire sapienti. Si tratta però di una verità che deve essere cercata all'interno dell'animo umano (exducere).

Platone e l'Educazione nello Stato

Platone, fedele allievo di Socrate, si occupò di educazione soprattutto nella "Repubblica" e nelle "Leggi". Egli prevedeva un progetto educativo strettamente legato al progetto politico. Lo Stato doveva dunque legiferare un modello educativo coerente con i propri principi e i propri valori. Egli sostiene che lo Stato è costituito da sapienti (anima razionale), guerrieri (anima irascibile) e lavoratori (anima concupiscibile). L'aristocrazia dello Stato non era basata sulla stirpe o sulla ricchezza, ma sulla sapienza e sul cuore. Lo Stato provvedeva all'educazione della persona sin dalla nascita e attraverso successive selezioni, i ragazzi venivano assegnati alla classe che risulta più opportuna. Platone parla di educazione come di un dovere sociale, è importante combattere e superare l'ignoranza. Egli istituì l'Accademia, una scuola che ha avuto grande importanza nella formazione di molti filosofi. Nella "Repubblica" egli indica quello che dovrebbe essere il programma scolastico (musica e ginnastica, matematica, dialettica, pratica politica). Secondo Platone la matematica dovrebbe essere studiata sin da piccoli perché è espressione dell'essere. Egli parla inoltre di un obbligatorietà di istruirsi, sia per gli uomini sia per le donne. Platone tendeva inoltre alla verità e non alla conquista dell'arte. Considerava importante la dialettica e la scoperta delle idee fondamentali sull'uomo e sul mondo. Gli studenti dell'Accademia non ricevevano alcun diploma che li aiutasse a trovare un lavoro. Non era previsto un insegnamento troppo dottorale, vi dovevano essere numerosi intrattenimenti familiari, simposi e una comunità di vita tra maestro e discepolo.

Caratteri dell'Educazione Romana

5. Caratteri dell'educazione romana in età arcaica e in età repubblicana La civiltà romana si costituiva su salde basi, tra cui quelle educative. Da Tito Livio si apprese che intorno al 449 a.C. vi erano scuole pubbliche, tuttavia la vera e prima scuola per il bambino era sicuramente data dalla partecipazione alla vita della famiglia, istituzione estremamente vitale nella società della Roma arcaica e poi repubblicana. Il padre era considerato il perno della famiglia (pater familias) e il suo potere era assoluto su tutti i membri della stessa. Pertanto, sino al perdurare della Repubblica, il ruolo dell'insegnamento pubblico era, sotto il profilo educativo, marginale. Era la famiglia ad impartire i primi principi morali e religiosi, richiamanti il cosiddetto "costume degli antenati" (mos maiorum); di qui il carattere essenzialmente pratico, funzionale, dell'insegnamento famigliare. Ciò che in primo luogo si insegnava era la pietas (ossia la reverenza) verso gli Dei e verso i genitori, a cui poi si aggiungevano le virtù in cui il rispetto per le istituzioni si accompagnava all'equilibrio psico-fisico: la modestia, la fermezza del carattere (constantia), il coraggio, la prudenza, la serietà (gravitas), la temperanza (fragilitas), l'obbedienza alle leggi. Vi era poi, nella Roma arcaica, l'uso che il padre dovesse riconoscere come proprio il bambino appena nato; questi, deposto in terra, era da lui sollevato, accolto tra le braccia e poi consegnato alla nutrice. Alcune divinità erano preposte ad aiutare la vita del piccolo e, trascorsi otto giorni dalla nascita della femmina e nove da quella del maschio, si celebrava un sacrificio, dando al bambino il nome, un amuleto e la cosiddetta toga praetexta (di colore rosso) sino alla maggiore età che si raggiungeva a 16 anni. Allora il giovane indossava la toga virile di colore bianco, partendo per il servizio militare e diventando cittadino partecipante alla vita pubblica. Downloaded by Rebecca Albertini (r.albertini02@gmail.com)

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