L'osservazione: cenni storici e concetti chiave in psicologia

Documento sull'osservazione, cenni storici. Il Pdf esplora l'evoluzione storica e concettuale dell'osservazione in psicologia, dal riduzionismo al soggettivismo, definendo concetti chiave e analizzando diverse modalità osservative per la raccolta e interpretazione dei dati in ambito universitario di Psicologia.

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30 pagine

Spiegazione:
L’OSSERVAZIONE-CENNI STORICI
Dalla constatazione dell’impossibilità di recuperare informazioni funzionali sul piano diagnostico nei bambini
che non avevano sviluppato il canale linguistico. SPECIFICITA’ DELL’OSSERVAZIONE IN CAMPO
PSICOMETRICO
L’attenzione all’osservazione nasce nel secolo precedente quando alcuni studiosi dell’infanzia che
avevano l’obiettivo di andare a comprendere alcune compromissioni, fecero una considerazione, e
appurarono che nei bambini molto piccoli, dove ancora non si era sviluppato il linguaggio, l’assenza
del linguaggio era una diminuzio perchè non metteva lo specialista che prendeva in carico il bambino
nelle condizioni di attingere ad alcune informazioni; per cui c’era una condizione di compromissione e
l’operatore non aveva una fonte, come quella della produzione verbale, da cui attingere e allora si cominciò a
pensare a un’osservazione sistematica, metodologicamente corretta e come diranno alcuni
fenomenologica, come scelta che ci potesse consentire di attingere ad alcuni importanti informazioni per
potere aiutare il bambino e le famiglie a risolvere alcune compromissioni. -> SPECIFICITÀ
DELL’OSSERVAZIONE IN CAMPO PSICOTERAPEUTICO.
L’osservazione nasce storicamente nel campo della primissima infanzia quindi e nel tempo è diventata un
metodo che si utilizza quotidianamente; dobbiamo ricordare che nasce per fare delle diagnosi, e che un
importantissimo elemento che ha consentito di sviluppare moltissima attenzione nel linguaggio
dell’osservazione e del metodo dell’osservazione è dovuto agli studi di etologia, è all’etologia che dobbiamo
l’attenzione all’ambiente naturale.
Cenni storici sull’osservazione (slide) -> -Dalle teorie del profondo allo sviluppo di altro approccio teorici
all'Etologia verso la rilevazione dei micro-comportamenti in ambiente naturale.-
Ambiente naturale, complessità fenomenologica, rilevanza comportamentale e non solo verbale, relazioni,
costituiscono delle peculiarità attraverso le quali l'osservazione assume un profilo che la differenzia, nel
senso che essa costituisce l'unica possibilità di condurre un'esplorazione, una scoperta, una ricerca, un
intervento in contesti non costruiti ad hoc, che forniscono quindi la possibilità di cogliere l'immediatezza dei
pattern comportamentali attivi.
Lo sviluppo del pensiero attraversa l’oggettivismo e il soggettivismo.
MENTRE, l’Epistemologia è linsieme dei contenuti di conoscenza, che strutturano losservazione, che si fonda
sullo statuto epistemologico.
Durante questa lezione stiamo facendo una doppia operazione: da una parte stiamo vedendo che cosa
caratterizza nello specifico l’osservazione, e dall’altra parte ne stiamo vedendo le ricadute
dell’applicazione (che cosa ci da l’osservazione).
È quando noi diciamo perchè stiamo scegliendo l’osservazione che lavoriamo sulla competenza ->
quando diciamo quali sono i fattori di questo metodo e che cosa lo caratterizza, stiamo descrivendo la
bontà dell’osservazione e la peculiarità del metodo dell’osservazione.
Quando cominciamo però a valutarne l’applicazione, a fare una comparazione con altri metodi, è lì che
stiamo lavorando sulla competenza, cioè sulla gestione della conoscenza dell’osservazione sulla sua
applicazione la competenza infatti non è altro che la gestione della conoscenza.
Per cui, utilizzando questo doppio registro, mi chiedo “che cos’è? Com’è?” E poi mi chiedo che cosa mi porta
poi sul piano della sua applicazione, perché la scelgo, perché la preferisco, come la posso utilizzare nel
momento dell’intervento..
Protendere per il metodo dell’osservazione ha voluto dire andare a bloccare e superare alcune tendenze
della scienza delle idee, alcune tendenze della filosofia del momento (dell’800 e ancor prima).
Si può cominciare a parlare di osservazione e a parlarne in termini di complessità, nel momento in cui si
evolvono alcune tendenze nella storia del pensiero dell’umanità, perché evidentemente le trasformazioni e i
cambiamenti del mondo filosofico e delle scienze del pensiero hanno portato alla possibilità di attenzione
questa complessità.
Quando la scienza del pensiero si orienta in senso riduzionista, di negazione della complessità, allora
ecco che i modelli di indagine e di analisi propri quelli orientati da questo riduzionismo, vanno ad
evidenziare l’importanza solo di ciò che è tangibile, di ciò che cade sotto i nostri sensi.
Quindi, possiamo dire che la predominanza nella storia del pensiero dell’attenzione all’osservazione come
scelta metodologica costituisce testimonianza perchè proprio questa attenzione all’osservazione
costituisce un atteggiamento riduzionista, positivistico ecc perché un atteggiamento della storia del
pensiero era quello di dare rilevanza e valore nella conoscenza dell’umanità a tutto ciò che era
rintracciabile attraverso i sensi, dunque quello che veniva chiamato e continua a essere chiamato spesso
oggettività.
Cominciare ad avere attenzione verso il metodo dell’osservazione e privilegiarlo rispetto ad altri
metodi ha voluto rappresentare un passaggio importante nella storia del pensiero, un passaggio che
va a caratterizzare un nuovo atteggiamento che è quello della presa in carico della complessità a cui un
comportamento può fare riferimento: il metodo dell’osservazione è quindi testimonianza di un
atteggiamento della storia del pensiero verso l’esigenza della conoscenza e dell’esplorazione di tutti
quelli che sono gli elementi costituitivi alla base del comportamento.
Non è un elemento come tanti altri nel mondo della scienza, esso è proprio testimonianza di un
cambiamento, di una trasformazione della storia del pensiero dell’umanità e dell’umanità in generale.
Tornando all’ambiente naturale, ricordiamo che quest’ultimo è proprio un ambiente in cui non vado a
manipolare variabili, ma è anche, quando faccio l’osservazione, un ambiente che non è nato per
l’osservazione ma è di pertinenza della vita e del manifestarsi del soggetto che stiamo prendendo in
carico proprio durante l’osservazione.
Il superamento del riduzionismo: esso è una tendenza verso il paradigma del soggettivismo,
quindi una tendenza verso il soggetto visto attraverso tutte le interconnessioni che lo
caratterizzano.
Il paradigma del soggettivismo non corrisponde più a una visione di fotografia della realtà, ma di
costruzione della realtà perché io con l’osservazione, posso andare a costruire la complessità della
realtà del soggetto in cui si va ad attivare un comportamento -> questo lo posso fare proprio perché
con l’osservazione costruiscono la realtà, la quale è data non dal comportamento che sto vedendo, ma è
data dalla complessità in cui si innesta il comportamento.
Dunque rispetto al soggettivo, il metodo dell’osservazione, se punteggiamo sull’operatore, ha gli
strumenti per contenere la soggettività dell’operatore perché poi quest’ultimo, se segue appunto il
metodo dell’osservazione, interpreta attraverso il modello, ma da la possibilità invece di prendere in
carico la complessità della soggettività in cui si innesta il comportamento nell’area fenomenica.
Per cui, il metodo dell’osservazione oltre al superamento del riduzionismo ci da la possibilità di un rapporto
con le soggettività coinvolte (che sono due o possono essere più di due), cioè che ci da la possibilità di
andare a gestire la soggettività: la soggettività dell’operatore come possibilità che l’osservazione da di
leggere i dati e interpretarli in funzione del modello, e la valorizzazione della soggettività dell’utente,
dell’oggetto osservato, in cui si innesta l’area fenomenica che stiamo focalizzando.
Qual è la realtà che prende in carico il metodo dell’osservazione? Con il riduzionismo la realtà presa in
carico è data dal comportamento; la realtà di cui si occupa il metodo dell’osservazione invece è la
complessità all’interno della quale si innesta l’area fenomenica. Di fatti, nel metodo dell’osservazione noi
non parliamo di oggetto dell’osservazione bensì di sistema osservato così come parliamo anche di
sistema osservante.
DAL PARADIGMA FILOSOFICO EPISTEMOLOGICO OGGETTIVISMO AL
PARADIGMA DEL SOGGETTIVISMO (slide) -> -Dalla separazione oggetto/soggetto, dal riduzionismo,
dalla quantificazione, dall'essenzialità dell'oggetto, dalla possibilità di frammentare questo oggetto,
dall'osservatore neutro.- -> l'oggettivismo risultava inadeguato nel momento in cui l'osservazione doveva
prendere in carico due soggetti e non più soggetto e un oggetto: con il ruolo di osservatore il primo e di
osservato il secondo; entrambi caratterizzati non più da “apparenze oggettive”, ma soprattutto da processi
mentali, affettivo relazionali, emotivi.
Questa crisi risulta intanto contestualizzata all'interno di una trasformazione epocale che, dalla fine
dell'Ottocento, assume il soggetto come esito di Interconnessioni fino a considerarlo, nel tempo, un
sistema e contribuisce, inoltre, a ridefinire il senso e il significato della conoscenza.
IL PARADIGMA DEL SOGGETTIVISMO (slide) -> Il soggetto come esito di interconnessione fino a
considerarlo, nel tempo, un sistema e contribuisce, inoltre, a ridefinire il senso e il significato della
conoscenza, che non risulta considerata come rispecchiamento di realtà, ma come una “costruzione" della
stessa realtà, che è esito di un processo di conoscenza e di una funzione ri-elaborativa. L'osservazione ci dà
quindi la possibilità di gestire la soggettività.
Il metodo dell’osservazione è poliedrico anche rispetto alle direzioni all’interno delle quali lo
possiamo usare.
Guardiamo ad alcune direzioni:
Assessment
Valutazione
Diagnosi
Ricerca-indagine.
Una direzione quasi naturale è l’assestment, che è una forma di valutazione finalizzata alla modifica e
alla definizione dell’intervento, che mi da tutti quei dati relativi alle risorse delle compromissioni che mi
servono per definire l’intervento.
Quindi, il metodo dell’osservazione è una scelta fortissima quando devo mettere a punto il progetto di
intervento, che sia un intervento terapeutico, che sia una progettazione della conduzione di un gruppo e

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Anteprima

L'osservazione: cenni storici e specificità

Spiegazione: L'OSSERVAZIONE-CENNI STORICI Dalla constatazione dell'impossibilità di recuperare informazioni funzionali sul piano diagnostico nei bambini che non avevano sviluppato il canale linguistico. >SPECIFICITA'DELL'OSSERVAZIONE IN CAMPO PSICOMETRICO L'attenzione all'osservazione nasce nel secolo precedente quando alcuni studiosi dell'infanzia che avevano l'obiettivo di andare a comprendere alcune compromissioni, fecero una considerazione, e appurarono che nei bambini molto piccoli, dove ancora non si era sviluppato il linguaggio, l'assenza del linguaggio erauna diminuzio perchè non metteva lo specialista che prendeva in carico il bambino nelle condizioni di attingere ad alcune informazioni; per cui c'era una condizione di compromissione e l'operatore non aveva una fonte, come quella della produzione verbale, da cui attingere e allora si cominciò a pensare a un'osservazione sistematica, metodologicamente corretta e come diranno alcuni fenomenologica, come scelta che ci potesse consentire di attingere ad alcuni importanti informazioni per potere aiutare il bambino e le famiglie a risolvere alcune compromissioni. - > SPECIFICITÀ DELL'OSSERVAZIONE IN CAMPO PSICOTERAPEUTICO. L'osservazione nasce storicamente nel campo della primissima infanzia quindi e nel tempoè diventata un metodo che si utilizza quotidianamente; dobbiamo ricordare che nasce per fare delle diagnosi, e che un importantissimo elemento che ha consentito di sviluppare moltissima attenzione nel linguaggio dell'osservazione e del metodo dell'osservazione è dovuto agli studi di etologia, è all'etologia che dobbiamo l'attenzione all'ambiente naturale.

Cenni storici sull'osservazione

Cenni storici sull'osservazione (slide) -> -Dalle teorie del profondo allo sviluppo di altroapproccio teorici all'Etologia verso la rilevazione dei micro-comportamenti in ambiente naturale .- Ambiente naturale, complessità fenomenologica, rilevanza comportamentale e non solo verbale, relazioni, costituiscono delle peculiarità attraverso le quali l'osservazione assumeun profilo che la differenzia, nel senso che essa costituisce l'unica possibilità di condurre un'esplorazione, una scoperta, una ricerca, un intervento in contesti non costruiti ad hoc, che forniscono quindi la possibilità di cogliere l'immediatezza dei pattern comportamentaliattivi.

Sviluppo del pensiero e statuto epistemologico

Lo sviluppo del pensiero attraversa l'oggettivismo e il soggettivismo. MENTRE, l'Epistemologia è l'insieme dei contenuti di conoscenza, che strutturano l'osservazione, che si fonda sullo statuto epistemologico. Durante questa lezione stiamo facendo una doppia operazione: da una parte stiamo vedendo che cosa caratterizza nello specifico l'osservazione, e dall'altra parte ne stiamovedendo le ricadute dell'applicazione (che cosa ci da l'osservazione). È quando noi diciamo perchè stiamo scegliendo l'osservazione che lavoriamo sulla competenza -> quando diciamo quali sono i fattori di questo metodo e che cosa lo caratterizza, stiamo descrivendo la bontà dell'osservazione e la peculiarità del metododell'osservazione. Quando cominciamo però a valutarne l'applicazione, a fare una comparazione con altri metodi, è lì che stiamo lavorando sulla competenza, cioè sulla gestione della conoscenzadell'osservazione sulla sua applicazione > la competenza infatti non è altro che la gestione della conoscenza. Per cui, utilizzando questo doppio registro, mi chiedo "che cos'è? Com'è?" E poi mi chiedoche cosa mi porta poi sul piano della sua applicazione, perché la scelgo, perché la preferisco, come la posso utilizzare nel momento dell'intervento ..

Superamento delle tendenze riduzioniste

Protendere per il metodo dell'osservazione ha voluto dire andare a bloccare e superarealcune tendenze della scienza delle idee, alcune tendenze della filosofia del momento (dell'800 e ancor prima). Si può cominciare a parlare di osservazione e a parlarne in termini di complessità, nel momento in cui si evolvono alcune tendenze nella storia del pensiero dell'umanità, perchéevidentemente le trasformazioni e i cambiamenti del mondo filosofico e delle scienze del pensiero hanno portato alla possibilità di attenzione questa complessità. Quando la scienza del pensiero si orienta in senso riduzionista, di negazione della complessità, allora ecco che i modelli di indagine e di analisi propri quelli orientati da questo riduzionismo, vanno ad evidenziare l'importanza solo di ciò che è tangibile, di ciòche cade sotto i nostri sensi. Quindi, possiamo dire che la predominanza nella storia del pensiero dell'attenzione all'osservazione come scelta metodologica costituisce testimonianza perchè proprio questa attenzione all'osservazione costituisce un atteggiamento riduzionista, positivisticoecc ... perché un atteggiamento della storia del pensiero era quello di dare rilevanza e valore nella conoscenza dell'umanità a tutto ciò che era rintracciabile attraverso i sensi, dunque quello che veniva chiamato e continua a essere chiamato spesso oggettività. Cominciare ad avere attenzione verso il metodo dell'osservazione e privilegiarlo rispetto ad altri metodi ha voluto rappresentare un passaggio importante nella storia del pensiero, un passaggio cheva a caratterizzare un nuovo atteggiamento che è quello della presa in carico della complessità a cui un comportamento può fare riferimento:il metodo dell'osservazione è quindi testimonianza di un atteggiamento della storia del pensiero verso l'esigenza della conoscenza e dell'esplorazione di tutti quelli chesono gli elementi costituitivi alla base del comportamento. Non è un elemento come tanti altri nel mondo della scienza, esso è proprio testimonianzadi un cambiamento, di una trasformazione della storia del pensiero dell'umanità e dell'umanità in generale.

L'ambiente naturale nell'osservazione

Tornando all'ambiente naturale, ricordiamo che quest'ultimo è proprio un ambiente in cuinon vado a manipolare variabili, ma è anche, quando faccio l'osservazione, un ambienteche non è nato per l'osservazione ma è di pertinenza della vita e del manifestarsi del soggetto che stiamo prendendo in carico proprio durante l'osservazione.

Il paradigma del soggettivismo

Il superamento del riduzionismo: esso è una tendenza verso il paradigma delsoggettivismo, quindi una tendenza verso il soggetto visto attraverso tutte le interconnessioni che lo caratterizzano. Il paradigma del soggettivismo non corrisponde più a una visione di fotografia dellarealtà, ma di costruzione della realtà perché io con l'osservazione, posso andare a costruire la complessità della realtà del soggetto in cui si va ad attivare un comportamento -> questo lo posso fare proprio perché con l'osservazione costruiscono la realtà, la quale è data non dal comportamento che sto vedendo, ma è data dalla complessità in cui si innesta il comportamento. Dunque rispetto al soggettivo, il metodo dell'osservazione, se punteggiamo sull'operatore, ha gli strumenti per contenere la soggettività dell'operatore perché poiquest'ultimo, se segue appunto il metodo dell'osservazione, interpreta attraverso il modello, ma da la possibilità invece di prendere in carico la complessità della soggettività in cui si innesta il comportamento nell'area fenomenica. Per cui, il metodo dell'osservazione oltre al superamento del riduzionismo ci da la possibilità di un rapporto con le soggettività coinvolte (che sono due o possono essere piùdi due), cioè che ci da la possibilità di andare a gestire la soggettività: la soggettività dell'operatore come possibilità che l'osservazione da di leggere i dati e interpretarli in funzione del modello, e la valorizzazione della soggettività dell'utente, dell'oggetto osservato, in cui si innesta l'area fenomenica che stiamo focalizzando. Qual è la realtà che prende in carico il metodo dell'osservazione? Con il riduzionismola realtà presa in carico è data dal comportamento; la realtà di cui si occupa il metodo dell'osservazione invece è la complessità all'interno della quale si innesta l'area fenomenica. Di fatti, nel metodo dell'osservazione noi non parliamo di oggetto dell'osservazione bensì di sistema osservato così come parliamo anche di sistema osservante.

Dall'oggettivismo al soggettivismo

DAL PARADIGMA FILOSOFICO EPISTEMOLOGICO OGGETTIVISMO AL PARADIGMA DEL SOGGETTIVISMO (slide) -> -Dalla separazione oggetto/soggetto, dalriduzionismo, dalla quantificazione, dall'essenzialità dell'oggetto, dalla possibilità di frammentare questo oggetto, dall'osservatore neutro .- - > l'oggettivismo risultava inadeguato nel momento in cui l'osservazione doveva prendere in carico due soggetti e non più soggetto e un oggetto: con il ruolo di osservatore il primo e di osservato il secondo; entrambi caratterizzati non più da "apparenze oggettive", ma soprattutto da processi mentali, affettivo relazionali, emotivi. Questa crisi risulta intanto contestualizzata all'interno di una trasformazione epocale che, dalla fine dell'Ottocento, assume il soggetto come esito di Interconnessioni fino a considerarlo, nel tempo, un sistema e contribuisce, inoltre, a ridefinire il senso e il significato della conoscenza. IL PARADIGMA DEL SOGGETTIVISMO (slide) -> Il soggetto come esito di interconnessione fino a considerarlo, nel tempo, un sistema e contribuisce, inoltre, a ridefinire il senso e il significato della conoscenza, che non risulta considerata come rispecchiamento di realtà, ma come una "costruzione" della stessa realtà, che è esito di unprocesso di conoscenza e di una funzione ri-elaborativa. L'osservazione ci dà quindi la possibilità di gestire la soggettività.

Direzioni del metodo dell'osservazione

Il metodo dell'osservazione è poliedrico anche rispetto alle direzioni all'interno dellequali lo possiamo usare. Guardiamo ad alcune direzioni:

  • Assessment
  • Valutazione
  • Diagnosi
  • Ricerca-indagine.

Una direzione quasi naturale è l'assestment, che è una forma di valutazione finalizzata alla modifica e alla definizione dell'intervento, che mi da tutti quei dati relativi alle risorse delle compromissioni che mi servono per definire l'intervento. Quindi, il metodo dell'osservazione è una scelta fortissima quando devo mettere a punto ilprogetto di intervento, che sia un intervento terapeutico, che sia una progettazione della conduzione di un gruppo e

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