L'estetica: Kant, Simmel e la moda come fenomeno sociale

Documento di Filosofia sull'estetica, esplorando il suo rapporto con la moda e l'esperienza estetica. Il Pdf approfondisce i concetti di Kant sul sublime e lo schematismo trascendentale, e le teorie di Simmel sulla moda come fenomeno sociale, utile per studenti universitari.

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32 pagine

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L’ESTETICA
L’ estetica è una disciplina recente che si distingue dalla fisica e dalla metafisica poiché non si occupa di com’è fatto il
mondo o di come appare nelle nostre menti.Tratta dell’incontro del mondo con il nostro occhio, esiste un modo in cui le
cose stanno tra l’oggetto e il soggetto, ognuno ha una percezione diversa.
Di cosa si occupa l’estetica?
L’estetica, così come la moda, non ha niente a che fare con “che cos’è la bellezza”: la moda si occupa della bellezza
così come di forme, percezione, bruttezza, mostruosità, che sono tutti concetti di uguale importanza.
L’estetica si occupa in primo luogo di:
Capire per quale ragione alcune cose del mondo ci arrivino prima di altre.
Capire perché percepiamo le cose nel modo in cui le percepiamo, quindi in che modo ognuno di noi si incontra con il
mondo anche tramite i cinque sensi.
Il mondo non è né quello che abbiamo davanti né quello che abbiamo dentro: è l’incontro tra i due.
Questo avviene attraverso un paesaggio: una porzione di mondo confinata da noi.
Quali sono i selezionatori epidemici ?
Tutti percepiamo il mondo diversamente, in quanto ognuno percepisce i colori, i suoni, le forme in modalità differenti
rispetto agli altri: questa è la ragione per cui spesso ci fraintendiamo o confondiamo tra di noi.!
Il tentativo della cultura umana è tendenzialmente quello di cercare di universalizzare il fraintendimento.
La selezione di ciò che percepiamo avviene attraverso le forme che ci attirano particolarmente grazie alla bellezza.
L’esperienza estetica
Un’esperienza estetica è un’emozione, modo attraverso cui gli esseri umani si incrociano con il mondo.
Inter soggettività: modo in cui noi tutti siamo attraversati da esperienze estetiche, che per quanto differenti tra loro
hanno un denominatore comune per ognuno di noi
L’esperienza estetica basilare si basa sull’ebrezza delle prime volte, come i bambini molto piccoli o gli animali provano.
Domanda fondamentale dell’estetica!
Domanda fondamentale dell’estetica: “Che tipo di forma di conoscenza produce il sapere estetico?”!
Chiave di lettura dell’estetica: Il problema non è vivere la perfezione, bensì abitare con stile l’imperfezione; imperfetti
ognuno a proprio modo nella ricerca di un sublime personale.
Come il mondo appare? Differenza tra discipline scientifiche e artistiche:
Le discipline scientifiche hanno la pretesa di produrre una forma di conoscenza che dovrebbe essere così per tutti.
Le discipline artistiche e la moda si occupano di sfidare come il mondo è per cercare di portarlo altrove, spesso
tramite un principio enorme, cioè la fantasia può essere più importante della realtà.
L’oggetto di interesse riguarda non come il mondo è, ma come il mondo ci appare.
Affordance: !
Concetto di affordance: insieme di azioni che un oggetto invita a compiere su se stesso.!
Il soggetto comunica con l’oggetto e ha bisogno che il mondo gli suggerisca il modo in cui le cose stanno.!
La moda è in accordo con questo concetto, ma nel contempo lo sfida: da un lato vuole cambiare il modo in cui le cose
stanno, ma deve assecondare il modo in cui le cose stanno affinché possa avvenire il cambiamento.
La moda ha a che fare con un dispositivo essenziale della losofia, la modalità, ossia quali sono i modi diversi in cui
possono stare le cose: non solo il necessario, ma anche il possibile, il contingente, il probabile.!
La grande moda e le sfilate non vogliono comunicare che cosa c’è adesso, bensì quale è l’immagine di società e di
mondo che dovremmo o non dovremmo avere in futuro: un mondo che sarà.
Aristotele nelle “Categorie” afferma che le cose in metafisica possono collocarsi in quattro categorie:
1. Necessarie: c’è un modo in cui le cose stanno e non c’è alcuna possibilità alternativa in cui possano stare
Esempio. Socrate è un uomo, tutti gli uomini sono mortali. Socrate è mortale
2. Possibili: non c’è una ragione metafisica per cui un cosa non possa accadere. Non esiste soltanto ciò che è qui ma
allo stesso modo il mondo è tutte le possibilità delle cose che possono accadere. Il mondo è l’insieme di tutti i fatti
che ci sono ma che possono esserci
3. Impossibili
4. Contingente: un qualcosa che è ma che può non essere Esempio. Noi possiamo scegliere se essere uomo o donna
Design!
Il mondo ha un modo molto preciso di sbatterci addosso: Il design
È lo studio della comprensione di quali sono i modi attraverso cui un oggetto ci arriva prima rispetto ad altri.
È compromesso tra nascondere qualcosa e renderla palese, è il momento di riorganizzazione dello spazio per creare
un nuovo ambiente e nella moda è la riorganizzazione di un corpo secondo un nuovo abito: idea di creare un nuovo
mondo affinché si stabiliscano nuovi rapporti di senso con il reale.
Può essere inteso come un piccolo spostamento di senso, per cui un oggetto comune brilla all’improvviso.
Il design non lavora solo sul visivo o sull’estetica degli oggetti, ma sull’avvolgimento sensibile del soggetto. !
Immagini !
Il primo grande momento di studio su che funzione conoscitiva (problema dell’estetica) hanno le immagini per noi risale
intorno alla metà del 1800 con Baugarden, a cui poi Kant si ispira.!
Domanda sulle immagini: “Nella teoria della conoscenza, che ruolo ha il mondo dell’immagine?”.!
Con il termine immagine in senso tecnico in filosofia ci si riferisce non soltanto all’immagine visiva, ma anche a suoni,
profumi, tatto: è immagine tutto ciò che è un filtro di qualche natura sensoriale tra noi e il mondo.
Noi siamo sempre in relazione con il mondo, ne conosciamo l’immagine ma non l’essenza, la si può indagare. !
EMMANUEL KANT
Primo grande filosofo dell’estetica, si pone la domanda come noi percepiamo il mondo?
L’estetica è una disciplina che nasce con Kant, il quale si chiede quali siano le domande importanti della filosofia, della
vita e dell’esistenza, arrivando ad individuarne tre principali:
1. Che cosa posso conoscere, “La critica della ragion pura”.
2. Che cosa posso fare, “La critica della ragion pratica”.
3. Che cosa posso sperare, “La critica della ragione di giudizio” (domanda che riguarda l’estetica).
Ne “La critica della ragione di giudizio” Kant sfida Platone, secondo cui gli artisti imitano la natura, quindi la realizzano
peggio di come è in quanto creano delle copie del mondo e mimesi della natura.!
Kant capisce che l’arte non ha la funzione di copiare il mondo, bensì di inventare un suo proprio mondo.
Il sublime: noi viviamo con per e attraverso l’esperienza del sublime
Schematismo trascendentale
Nella critica della ragion pura di Kant vi è un momento centrale, ovvero lo schematismo trascendentale: schema con
cui cerca di capire come nel processo di conoscenza delle cose le organizziamo per categorie.
Organizziamo il mondo in uno schema, per categorie, astraendolo poi all’interno di nuvole concettuali.
Le intuizioni (su cui lavorano i designer) senza concetto sono cieche: se, trovandoci davanti ad un oggetto, non
abbiamo avuto prima il concetto di quell’oggetto, non avremo nemmeno l’intuizione del suo uso.
Tuttavia, ci sono oggetti che ci arrivano senza il concetto e che possono essere più intuitivi: ci sono cose che rimandano
meglio alla scimmia, quindi con cui immediatamente e istintivamente capiamo come relazionarci.
Ci sono delle cose che il design asseconda perché ci vengono naturali.
Perché Kant afferma che le intuizioni senza concetto sono ceche, se molte cose hanno relazione estetica privilegiata con i soggetti?
La relazione estetica delle cose viene orientata dai meta concetti, ovvero concetti estetici come la bellezza.
Kant afferma che noi abbiamo intuizione concreta di ciò che noi già possediamo concettualmente.
Noi conosciamo (conoscenza come esperienza estetica) solo sulla base del mondo dove siamo stati gettati!
Riessioni!
Kant nel momento in cui organizza l’estetica inizia a riflettere sui seguenti temi:
Quanto c’è di universale e quanto di rela4vo nella comprensione dei fenomeni este4ci?
Conosciamo qualcosa a:raverso l’este4ca e la bellezza?
Cosa si produce a livello conosci4vo quando ci si occupa delle immagini del mondo?
Cosa produciamo quando produciamo interpretazioni sensoriali dell’universo?
La teoria degli imperativi categorici!
Nella la critica della ragion pratica Kant spiega che esiste un imperativo categorico, ovvero un modo soltanto che spiega
come ci si deve comportare. Per quale ragione l’etica è oggettiva e l’estetica è soggettiva? !
Il sublime !
Sentimento attraverso cui il mondo si manifesta nella sua interezza attraverso un particolare del mondo.
Il particolare esiste per ricordarci la potenza dell’universale, che si manifesta attraverso il particolare.!
Kant distingue due tipologie di sublime:
-
Sublime puro: ciò che si prova davanti alla conoscenza pura e a informazioni oggettive.
-
Sublime impuro: ciò che proviamo di fronte ai fenomeni naturali.
Il sublime mostra come ciò che crea e ciò che distrugge sono strettamente legati.!
Il motivo per cui la moda oggi si occupa molto del mostruoso affossa le sue radici nell’intuizione di Kant. !
Svolta concettuale dell’arte !
Il mondo non è lì per essere copiato o contemplato, bensì per essere cambiato: svolta estetica che porta dalla teoria
della conoscenza alle teorie estetiche.
Pierre Cardin nel 1957 alla Sorbona di Parigi, fa sfilare dei modelli uomini per la prima volta. É una sfida
Fontana con “i tagli” prende una superficie bidimensionale trasformandola in tridimensionale, annulla la distinzione fra
pittura e scultura.
L’attuale, quello che sta capitando adesso
Il contemporaneo non è un periodo stoico , è un’aggettivazione di una temporalità che negli ultimi anni ha costruito
una propria forma espressiva.
Il contemporaneo è il conflitto nei confronti dell’attuale, la volontà di essere presenti nel proprio tempo poiché si è in
conflitto con ciò che accade. Costruzione di alternative offerte dall’attualità.

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Anteprima

L'estetica

L'estetica è una disciplina recente che si distingue dalla fisica e dalla metafisica poiché non si occupa di com'è fatto il mondo o di come appare nelle nostre menti. Tratta dell'incontro del mondo con il nostro occhio, esiste un modo in cui le cose stanno tra l'oggetto e il soggetto, ognuno ha una percezione diversa.

Di cosa si occupa l'estetica?

L'estetica, così come la moda, non ha niente a che fare con "che cos'è la bellezza": la moda si occupa della bellezza così come di forme, percezione, bruttezza, mostruosità, che sono tutti concetti di uguale importanza.

L'estetica si occupa in primo luogo di:

  • Capire per quale ragione alcune cose del mondo ci arrivino prima di altre.
  • Capire perché percepiamo le cose nel modo in cui le percepiamo, quindi in che modo ognuno di noi si incontra con il mondo anche tramite i cinque sensi.

Il mondo non è né quello che abbiamo davanti né quello che abbiamo dentro: è l'incontro tra i due. Questo avviene attraverso un paesaggio: una porzione di mondo confinata da noi.

Quali sono i selezionatori epidemici ?

Tutti percepiamo il mondo diversamente, in quanto ognuno percepisce i colori, i suoni, le forme in modalità differenti rispetto agli altri: questa è la ragione per cui spesso ci fraintendiamo o confondiamo tra di noi. Il tentativo della cultura umana è tendenzialmente quello di cercare di universalizzare il fraintendimento. La selezione di ciò che percepiamo avviene attraverso le forme che ci attirano particolarmente grazie alla bellezza.

L'esperienza estetica

Un'esperienza estetica è un'emozione, modo attraverso cui gli esseri umani si incrociano con il mondo. Inter soggettività: modo in cui noi tutti siamo attraversati da esperienze estetiche, che per quanto differenti tra loro hanno un denominatore comune per ognuno di noi L'esperienza estetica basilare si basa sull'ebrezza delle prime volte, come i bambini molto piccoli o gli animali provano.

Domanda fondamentale dell'estetica

Domanda fondamentale dell'estetica: "Che tipo di forma di conoscenza produce il sapere estetico?" Chiave di lettura dell'estetica: Il problema non è vivere la perfezione, bensì abitare con stile l'imperfezione; imperfetti ognuno a proprio modo nella ricerca di un sublime personale.

Come il mondo appare? Differenza tra discipline scientifiche e artistiche:

  • Le discipline scientifiche hanno la pretesa di produrre una forma di conoscenza che dovrebbe essere così per tutti.
  • Le discipline artistiche e la moda si occupano di sfidare come il mondo è per cercare di portarlo altrove, spesso tramite un principio enorme, cioè la fantasia può essere più importante della realtà.

L'oggetto di interesse riguarda non come il mondo è, ma come il mondo ci appare.

Affordance

Concetto di affordance: insieme di azioni che un oggetto invita a compiere su se stesso. Il soggetto comunica con l'oggetto e ha bisogno che il mondo gli suggerisca il modo in cui le cose stanno. La moda è in accordo con questo concetto, ma nel contempo lo sfida: da un lato vuole cambiare il modo in cui le cose stanno, ma deve assecondare il modo in cui le cose stanno affinché possa avvenire il cambiamento. La moda ha a che fare con un dispositivo essenziale della filosofia, la modalità, ossia quali sono i modi diversi in cui possono stare le cose: non solo il necessario, ma anche il possibile, il contingente, il probabile. La grande moda e le sfilate non vogliono comunicare che cosa c'è adesso, bensì quale è l'immagine di società e di mondo che dovremmo o non dovremmo avere in futuro: un mondo che sarà.

Aristotele nelle "Categorie" afferma che le cose in metafisica possono collocarsi in quattro categorie:

  1. Necessarie: c'è un modo in cui le cose stanno e non c'è alcuna possibilità alternativa in cui possano stare Esempio. Socrate è un uomo, tutti gli uomini sono mortali. Socrate è mortale
  2. Possibili: non c'è una ragione metafisica per cui un cosa non possa accadere. Non esiste soltanto ciò che è qui ma allo stesso modo il mondo è tutte le possibilità delle cose che possono accadere. Il mondo è l'insieme di tutti i fatti che ci sono ma che possono esserci
  3. Impossibili
  4. Contingente: un qualcosa che è ma che può non essere Esempio. Noi possiamo scegliere se essere uomo o donna

Design

Il mondo ha un modo molto preciso di sbatterci addosso: Il design

  • È lo studio della comprensione di quali sono i modi attraverso cui un oggetto ci arriva prima rispetto ad altri.
  • È compromesso tra nascondere qualcosa e renderla palese, è il momento di riorganizzazione dello spazio per creare un nuovo ambiente e nella moda è la riorganizzazione di un corpo secondo un nuovo abito: idea di creare un nuovo mondo affinché si stabiliscano nuovi rapporti di senso con il reale.

Può essere inteso come un piccolo spostamento di senso, per cui un oggetto comune brilla all'improvviso. Il design non lavora solo sul visivo o sull'estetica degli oggetti, ma sull'avvolgimento sensibile del soggetto.

Immagini

Il primo grande momento di studio su che funzione conoscitiva (problema dell'estetica) hanno le immagini per noi risale intorno alla metà del 1800 con Baugarden, a cui poi Kant si ispira.Domanda sulle immagini: "Nella teoria della conoscenza, che ruolo ha il mondo dell'immagine?". Con il termine immagine in senso tecnico in filosofia ci si riferisce non soltanto all'immagine visiva, ma anche a suoni, profumi, tatto: è immagine tutto ciò che è un filtro di qualche natura sensoriale tra noi e il mondo. Noi siamo sempre in relazione con il mondo, ne conosciamo l'immagine ma non l'essenza, la si può indagare.

EMMANUEL KANT

Primo grande filosofo dell'estetica, si pone la domanda come noi percepiamo il mondo? L'estetica è una disciplina che nasce con Kant, il quale si chiede quali siano le domande importanti della filosofia, della vita e dell'esistenza, arrivando ad individuarne tre principali:

  1. Che cosa posso conoscere, "La critica della ragion pura".
  2. Che cosa posso fare, "La critica della ragion pratica".
  3. Che cosa posso sperare, "La critica della ragione di giudizio" (domanda che riguarda l'estetica).

Ne "La critica della ragione di giudizio" Kant sfida Platone, secondo cui gli artisti imitano la natura, quindi la realizzano peggio di come è in quanto creano delle copie del mondo e mimesi della natura. Kant capisce che l'arte non ha la funzione di copiare il mondo, bensì di inventare un suo proprio mondo. Il sublime: noi viviamo con per e attraverso l'esperienza del sublime

Schematismo trascendentale

Nella critica della ragion pura di Kant vi è un momento centrale, ovvero lo schematismo trascendentale: schema con cui cerca di capire come nel processo di conoscenza delle cose le organizziamo per categorie.

  • Organizziamo il mondo in uno schema, per categorie, astraendolo poi all'interno di nuvole concettuali.

Le intuizioni (su cui lavorano i designer) senza concetto sono cieche: se, trovandoci davanti ad un oggetto, non abbiamo avuto prima il concetto di quell'oggetto, non avremo nemmeno l'intuizione del suo uso. Tuttavia, ci sono oggetti che ci arrivano senza il concetto e che possono essere più intuitivi: ci sono cose che rimandano meglio alla scimmia, quindi con cui immediatamente e istintivamente capiamo come relazionarci.

  • Ci sono delle cose che il design asseconda perché ci vengono naturali.

Perché Kant afferma che le intuizioni senza concetto sono ceche, se molte cose hanno relazione estetica privilegiata con i soggetti?

La relazione estetica delle cose viene orientata dai meta concetti, ovvero concetti estetici come la bellezza. Kant afferma che noi abbiamo intuizione concreta di ciò che noi già possediamo concettualmente. Noi conosciamo (conoscenza come esperienza estetica) solo sulla base del mondo dove siamo stati gettati

Riflessioni

Kant nel momento in cui organizza l'estetica inizia a riflettere sui seguenti temi:

  • Quanto c'è di universale e quanto di relativo nella comprensione dei fenomeni estetici?
  • Conosciamo qualcosa attraverso l'estetica e la bellezza?
  • Cosa si produce a livello conoscitivo quando ci si occupa delle immagini del mondo?
  • Cosa produciamo quando produciamo interpretazioni sensoriali dell'universo?

La teoria degli imperativi categorici

Nella la critica della ragion pratica Kant spiega che esiste un imperativo categorico, ovvero un modo soltanto che spiega come ci si deve comportare. Per quale ragione l'etica è oggettiva e l'estetica è soggettiva?

Il sublime

Sentimento attraverso cui il mondo si manifesta nella sua interezza attraverso un particolare del mondo. Il particolare esiste per ricordarci la potenza dell'universale, che si manifesta attraverso il particolare. Kant distingue due tipologie di sublime:

  • Sublime puro: ciò che si prova davanti alla conoscenza pura e a informazioni oggettive.
  • Sublime impuro: ciò che proviamo di fronte ai fenomeni naturali.

Il sublime mostra come ciò che crea e ciò che distrugge sono strettamente legati. Il motivo per cui la moda oggi si occupa molto del mostruoso affossa le sue radici nell'intuizione di Kant.

Svolta concettuale dell'arte

Il mondo non è lì per essere copiato o contemplato, bensì per essere cambiato: svolta estetica che porta dalla teoria della conoscenza alle teorie estetiche. Pierre Cardin nel 1957 alla Sorbona di Parigi, fa sfilare dei modelli uomini per la prima volta. É una sfida Fontana con "i tagli" prende una superficie bidimensionale trasformandola in tridimensionale, annulla la distinzione fra pittura e scultura.

  • L'attuale, quello che sta capitando adesso
  • Il contemporaneo non è un periodo stoico , è un'aggettivazione di una temporalità che negli ultimi anni ha costruito una propria forma espressiva.

Il contemporaneo è il conflitto nei confronti dell'attuale, la volontà di essere presenti nel proprio tempo poiché si è in conflitto con ciò che accade. Costruzione di alternative offerte dall'attualità.

HEGEL

Hegel riceve da Kant l'idea secondo cui l'estetica si occupa del "fuori-ragione", ovvero di ciò che non può essere sistematizzato con la logica della ragione. L'estetica non serve solo a conoscere, ma serve anche a modificare la realtà: Hegel comprende che non bisogna riflettere su come il mondo è, bensì su come noi vogliamo che il mondo ci appaia (base della moda). La relazione estetica che noi abbiamo con il mondo è una relazione che mira a comprendere qualcosa che eccede ciò che noi possiamo capire con la fotografia realista del mondo.

Arte e spirito

Nella fenomenologia dello spirito si chiede cosa l'arte rappresenta per lo spirito, il quale è il modo con cui l'uomo ha una relazione conoscitiva con la realtà, cioè riesce a coglierne delle parti, facendole proprie. Le discipline dello spirito sono quelle che cercano di conoscere come è fatto il mondo tramite dei sistemi. Con queste discipline non ci mettiamo in relazione con "come il mondo è fatto", ma con qualcosa di più, un'eccedenza di senso: c'è qualcosa che eccede il modo attraverso cui conosciamo la realtà. Chiave di lettura: non come il mondo è fatto, ma come il mondo è fatto per noi e come appare a noi.

Mostrare vs dimostrare:

L'estetica riconosce una distinzione fondamentale:

  • Mostrare: esistono determinate cose su cui non si può costruire la teoria.
  • Dimostrare: alcune scienze hanno la pretesa di dimostrare come le cose sono fatte.

L'estetica e l'arte non hanno nessuna pretesa di dimostrare come le cose stanno realmente, anche perché non è un ambito di interesse: non come il mondo è, ma diventa interessante come il mondo arriva a noi. -> Hegel capisce che dell'arte a noi non interessa l'oggetto, bensì il concetto e l'idea mostrati dall'arte. -> L'arte è un supporto a qualcosa che eccede il senso ordinario che noi abbiamo di organizzare il reale: è quindi il supporto a un concetto inavvolgibile da un semplice supporto materico.

TECNOLOGIA E CREATIVITÀ

Riflessioni di Hegel

Hegel si rende conto che i principi del sistema industriale avrebbero dato la possibilità di non essere più didascabili, cioè di realizzare con il materiale esattamente l'idea iniziale: la tecnologia ad alto livello dà la possibilità di realizzare un sistema di idee dietro ad un concetto. Hegel inizia a capire come nella metà dell'800 sta cercando di cominciare a sostituirsi a dio. -> I concetti diventano più forti degli oggetti e si passa dall"individuale al concettuale: fino alla metà del 1800 ogni oggetto era unico, tutto il mondo sia intellettuale sia pratico era artigianale.

Tecnologia vs tecnica

L'avvento di una tecnologia crea una frattura tra un prima e un dopo, modificando tutto come una rivoluzione complessiva: quando si diffonde, crea dei nuovi bisogni necessari che prima di essa non esistevano. -> La tecnologia è una trasformazione non tecnica, bensì biologica, che arriva a creare nuove forme di vita. Una rivoluzione tecnologica è totalmente diversa da una tecnica, è un'atmosfera entro la quale la vita cambia. Le caratteristiche di una tecnologia possono portare a salti non antropologici o sociali, bensì biologici: il modo in cui si definiva l'umano prima di quella tecnologia non funziona e non vale più.

DARWIN e l'umano

La tecnologia impatta sulla definizione di umano: tra fine 700 e inizio 800 la migliore definizione di umano è data da Darwin ne "L'origine dell'uomo", in cui afferma che uomo e scimmia hanno un antenato comune. È importante poiché il design è gesto evolutivo ed estensione del modo in cui i primati utilizzano gli oggetti. Darwin comincia a definire l'umano per le sue caratteristiche e per le sue proprietà.

Moda, design e tecnologia

La moda e il design non hanno bisogno di tecnica, che c'era anche prima, bensì di tecnologia, ossia un apparato di sistema e di pensiero molto più grande e complessa di tutti i singoli elementi di cui sono composti. Il design e la moda sono in qualche modo tecnologie: lavorare su teorie di arte, moda e design comporta anche il porsi una domanda che si ponevano anche i filosofi, ossia "che cos'è l'essere umano?". Una tecnologia arriva molto prima di quando il mondo la saprà descrivere, la moda è sempre più avanti della società.

INCERTEZZA DEL 900

Incertezza e creatività

È impossibile concepire la realtà com'è fatta, l'uomo contrappone ciò che sa sul mondo con ciò che realmente è.

  • Tra metà 700 e 800, la descrizione delle cose della natura non basta più, si ricrea un desiderio.
  • Dante mostra che il mondo è mosso dall'amore di dio

Tra la metà dell'800 e l'inizio del 900 ci sono le grandi teorie trasformative che ci consegnano l'incertezza, senza la quale non c'è creatività: l'atto di creazione è un atto di risposta alle incertezze della vita.

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