I Comuni e la Dieta di Roncaglia del 1158: Appunti di Storia

Documento sui Comuni italiani e la Dieta di Roncaglia del 1158. Il Pdf, adatto per la scuola superiore, presenta una sintesi chiara e concisa sulla Dieta di Roncaglia e le regalie, con un focus sul contesto storico e le motivazioni di Federico Barbarossa per riaffermare l'autorità imperiale.

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32 pagine

I Comuni
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Anteprima

I Comuni: Un cambiamento a tutto tondo

Tra il IX e il X secolo si intrecciano alcuni fenomeni:

  • dispersione del potere regio e imperiale
  • Trasformazione delle campagne (incastellamento e signorie
    di banno)
  • Cambiamenti interni alle città (presenza di un mercato
    cittadino; piazza del mercato e botteghe artigiane erano
    luoghi dove circolavano idee, uomini, denaro) .
  • nuove figure professionali e nascita di una borghesia
  • alfabetizzazione della popolazione cittadina

La nascita delle Corporazioni e delle Arti

  • artigiani si organizzano in CORPORAZIONI: erano istituzioni
    professionali dotate di uno statuto che fissava le quote associative, i
    compiti di ciascun lavoratore, il numero dei lavoratori, le diverse
    retribuzioni, le tecniche ecc.
  • chi faceva parte delle Arti? Solo i Maestri (cioè i padroni delle
    botteghe) .
    A Firenze: ARTI MAGGIORI (mercanti, giudici, notai, lana, seta,
    medici, conciatori)
    ARTI MINORI (calzolai, fabbri, fornai).

Il ruolo politico delle corporazioni

Aspirazione a ricoprire un ruolo di rilievo nella vita
politica (sottraendosi al potere dei vescovi e ai signori
locali o, in alternativa, collaborando con essi).
I cittadini iniziano ad auconsiderarsi come un corpo
collettivo che condivide esigenze ed obiettivi ->br />rivendicano il riconoscimento di un proprio stato giuridico,
contro la rigida gerarchia feudale.

Le tappe della formazione dei Comuni

COMUNE: il termine indica coloro che hanno giurato
(coniurationes o "patti giurati") di volere sostituire le
vecchie autorità con nuovi organismi di tipo elettivo
insieme.
A farlo erano i cittadini più in vista (spesso i Maestri
d'Arte o alcuni aristocratici) .

I cittadini iniziarono a chiedere ai signori il
riconoscimento di alcuni diritti (elencati nelle CARTE DI
LIBERTA': questi diritti riguardavano la possibilità di
autogovernarsi, soprattutto relativamente alla gestione
delle tasse e della giustizia) .
L'Imperatore, che in teoria era il titolare del potere
supremo sulle città, in un primo momento non fu in grado di
opporsi ai Comuni e per questo riconobbe le nuove forme di
governo cittadino.

Il COMUNE CONSOLARE

Le istituzioni comunali cambiarono ordinamento nel corso del
tempo. Inizialmente: Comune consolare.
I consoli (in numero variabile) dovevano:

  • guidare l'esercito
    amministrare la giustizia
  • condurre missioni diplomatiche)
    + CONSIGLIO degli ANZIANI
    (potere legislativo)
    + ARENGO (assemblea di tutti i cittadini, che si riuniva solo in
    occasioni particolari, come ad es l'elezione dei consoli).

Motivi di tensione interna al Comune

  • conflitti tra famiglie aristocratiche per l'elezione dei
    Consoli
  • contrasti interni al Popolo Grasso (famiglie dei mercanti e
    degli imprenditori)
  • contrasti tra Popolo Grasso e Popolo Minuto (ex contadini, ora
    lavoratori salariati che vivevano in condizioni di miseria)

Tensioni TRA i Comuni

  • I Comuni più importanti cercavano di estendere il proprio
    potere al CONTADO circostante > rivalità tra i Comuni ).
  • motivazioni politiche ma anche economiche (ad es porre
    sotto il proprio controllo alcune strade poteva costituire
    un vantaggio per i mercanti di un Comune).

Il COMUNE PODESTARILE

Dal Duecento: Comune PODESTARILE: il governo viene affidato
ad un PODESTA', ovvero un funzionario super partes, scelto
fuori dalla città, in modo da garantire la sua imparzialità
nei confronti delle diverse fazioni.
Persona competente sia dal punto di vista militare che
giuridico.
Inoltre per garantire l'imparzialità, il podestà restava in
carica solo un anno.

L'importanza della formazione

  • nascita di un gruppo di "tecnici della politica", che
    dovevano essere molto preparati > già dal 1088 a Bologna era
    stata fondata la prima università italiana (in cui si
    studiava il diritto)
    Non dobbiamo immaginare che le università fossero come
    quelle di oggi: inizialmente esse erano libere associazioni
    di studenti e insegnanti che si autogovernavano, godendo di
    larghe autonomie.

Il COMUNE POPOLARE

Ancora alla fine del XIII secolo in città erano ancora molti
ad essere esclusi dal governo: si trattava di mercanti,
cambiatori, artigiani, intellettuali: essi richiedevano di
poter partecipare alla vita politica e ben presto iniziarono
a sentirsi parte di un corpo unico (il "popolo") .
Scontrandosi contro i gruppi che tradizionalmente
governavano le città, riuscirono ad affermarsi e ad eleggere
un capitano del popolo che si affiancò al podestà.

Il compito del Capitano del popolo era quello di occuparsi
della difesa e dell'ordine pubblico.
Il podestà invece continuava ad amministrare la giustizia e
il funzionamento degli uffici comunali.

Una particolarità italiana

Le condizioni che abbiamo descritto finora sono valide
soprattutto per l'Italia, dove nell'Alto Medioevo molte città
sorte in età romana avevano continuato a mantenere una certa
vitalità.
In altre regioni d'Europa, invece, le città medievali erano città
nuove, nate come borghi accanto a un grande monastero o a un
castello. Esse erano abitate da mercanti e artigiani, ma non
disponevano di una milizia cittadina e, per questo, non divennero
quasi mai indipendenti da sovrani, vescovi o signori e per questo
non conquistarono mai il proprio contado.

PERCORSO ISTITUZIONALE DEI COMUNI ITALIANI (SECOLI XII-XIV)

DENOMINAZIONE

Comune consolare
(XII secolo)

Comune podestarile
(prima metà XIII secolo)

Comune di popolo
(seconda metà XIII-
prima metà XIV secolo)

PRINCIPALI ISTITUZIONI

  • Vescovo della città
  • Consoli (in carica 6 mesi o 1
    anno)
  • Convocazioni periodiche
    dell'assemblea
  • Assemblea dei cittadini
  • Consoli incaricati di svolgere
    le funzioni di governo
  • Podestà
  • Varie magistrature
  • Vari consigli
  • I consigli svolgono le varie
    funzioni di governo
  • Podestà
  • Podestà e capitano del popolo
    ai vertici del potere
  • Capitano del popolo
  • Varie magistrature
  • Vari consigli
  • Funzione politica ed economica
    svolta dalle corporazioni
  • Corporazioni di Arti e Mestieri

RUOLO DELLE ISTITUZIONI

  • Vescovo riconosciuto capo
    della città
  • In carica per un periodo
    limitato di tempo

UNITÀ 2

l'Furona a il mondo nel Basso Medioe

Per ripassare

I Comuni (Barbero)

Lo scontro tra Impero e Comuni

Federico I di Svevia

  • La nascita e lo sviluppo dell'esperienza comunale era stata resa
    possibile dalla lontananza del potere centrale, cioè dell'imperatore, e
    dal fatto che per lungo tempo i conflitti interni alla Germania lo
    avessero tenuto lontano dall'Italia. In Germania, infatti, dopo la
    morte dell'imperatore Enrico V, si stavano scontrando due casate
    feudali: quella di BAVIERA ( i cui sostenitori si chiamavano GUELFI) e
    quella di SVEVIA (GHIBELLINI) .
    Inoltre il Concordato di Worms aveva rappresentato una sconfitta per
    l'Imperatore (che non poteva più contare sull'assoluta fedeltà del
    vescovi) .

Il primo sovrano che cercò di rafforzare l'autorità
imperiale fu FEDERICO I DI SVEVIA (sovrano dal 1154 al
1190), detto Barbarossa.
Egli era intenzionato a rafforzare la propria autorità sia
in Germania che in Italia: per questo guardò con
preoccupazione all'espansione di alcune grandi città
italiane che, senza nemmeno interpellare l'imperatore,
muovevano guerra a quelle più piccole per inglobarle.

La prima discesa in Italia nel 1154

Nel 1154, dopo essere stato eletto re di Germania, Federico
Barbarossa scese in Italia, dove ottenne la corona di re
d'Italia a Pavia.
Alcuni comuni GHIBELLINI (cioè filo-imperiali) come Lodi,
Pavia e Cremona, gelosi della potenza dei comuni vicini, lo
accolsero con entusiasmo.

La Dieta di Roncaglia 1158

  • Nel 1158 Federico scese una seconda volta in Italia e
    convocò una DIETA (assemblea) a RONCAGLIA (vicino a
    Piacenza): l'obiettivo era riunire gli aristocratici
    dell'Impero e i rappresentanti dei Comuni.
    Alla loro presenza, Federico chiese ai giuristi bolognesi di
    redigere la CONSTITUTIO DE REGALIBUS, un documento che
    presentava un elenco di REGALIE (cioè diritti regali, che
    spettavano all'imperatore e che solo lui poteva
    eventualmente delegare ad altri).

Cosa sono le regalie?

  • « Le regalie sono queste: le vie pubbliche, i fiumi
    navigabili e i canali, i porti, i dazi, le imposte, le
    monete, la riscossione delle multe, i beni di tutti coloro
    colpiti da confische, le tasse sui carri e sulle navi, la
    facoltà di eleggere magistrati per le cause giudiziarie, le
    miniere, i palazzi pubblici delle città, i redditi delle
    pescaie e delle saline, i beni dei colpevoli di lesa
    maestà ».

Barbarossa stava cercando di riordinare l'Impero, imponendo
alle città italiane di riconoscere la sua autorità,
rinunciando a tutte le forme di autonomia che si erano
create in quegli anni (ad es battere moneta, riscuotere
tasse, eleggere i propri amministratori).
Si trattava di un atto di forza importante: il suo obiettivo
era riportare sotto il proprio controllo i ricchi comuni
italiani, per poi potersi impegnare ad imporsi anche sui
signori tedeschi e sul papato.

Naturalmente la politica di Federico irritò profondamente i
Comuni, che però non erano uniti tra loro e faticavano a
trovare una linea comune.
Le città più piccole infatti accettarono di sottomettersi
all'imperatore, mentre le più grandi gli si opposero.
In particolare Milano si assunse il compito di guidare la
lotta contro l'imperatore, ma venne sconfitta, assediata ed
espugnata. La sua completa distruzione fu affidata agli
abitanti di Lodi (1162).

La nascita della Lega Lombarda

  • La durezza della repressione fece però capire alle città
    italiane la necessità di unirsi per difendersi meglio.
    1167: viene istituita la LEGA LOMBARDA (Brescia, Bergamo,
    Venezia, Vicenza, Padova e Treviso) .
    Federico reagì con forza ed avanzò profondamente nella
    penisola, arrivando fino a Roma. Ma la Lega Lombarda era
    pronta allo scontro e approfitto di un'epidemia che nel
    frattempo aveva messo a dura prova l'esercito di Barbarossa.

Nel frattempo Milano era stata ricostruita e si aggiunse
alla Lega Lombarda: anche il papa Alessandro III, minacciato
dalle ambizioni di potere dell'imperatore, diede il proprio
sostegno.
La Lega Lombarda riuscì a schiacciare l'esercito imperiale
nella BATTAGLIA DI LEGNANO (1176).

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