Documento sull'approccio di Shein alla consulenza di processo, esplorando principi e modelli. Il Pdf, utile per studenti universitari di Psicologia, analizza la psicodinamica della relazione d'aiuto e il ruolo del consulente, con un focus sugli interventi educativi.
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Quando un medico si prende cura di un paziente o di un gruppo di persone in terapia, un genitore aiuta un figlio, una persona un amico, quello che succede tra una persona che fornisce aiuto e la persona che lo riceve è ciò che è chiamata consulenza di processo (PC). Acquisire conoscenza dei processi interpersonali e relativi ai gruppi è essenziale per il funzionamento delle relazioni tra persone, gruppi e organizzazioni. La PC è inoltre considerata come un'attività chiave che si svolge all'inizio o per tutta la durata di ogni sviluppo organizzativo, di centrale importanza per ogni programma di miglioramento organizzativo. La creazione di situazioni in cui le persone e i gruppi possano produrre apprendimento e cambiamento è fondamentale. La persona che chiede aiuto spesso non sa esattamente quello che cerca; ogni processo di consulenza deve quindi comprendere l'importante compito di aiutare il cliente a capire la natura del problema e del progetto, e solo dopo si potrà decidere quale altro tipo di aiuto sarà necessario. Chi fornisce aiuto deve scegliere, secondo il momento, quale ruolo assumere o quale tipo di aiuto offrire.
Esistono 10 PRINCIPI:
Il consulente esperto può passare tra questi modelli a seconda del contesto, adattando il proprio ruolo e il tipo di intervento necessario in quel momento.
Si concentra sullo sviluppo del rapporto tra cliente e consulente, considerando gli aspetti psicologici che influenzano entrambi. A differenza di altre interazioni, qui l'aiuto è centrale e i SENTIMENTI del cliente possono variare, passando dal risentimento (con atteggiamenti difensivi o denigratori) al sollievo (quando il cliente si sente finalmente compreso), fino alla dipendenza (ricerca continua di rassicurazioni) e al transfert (proiezione di esperienze passate sul consulente).
È importante che il consulente non approfitti della posizione di potere che potrebbe derivare da questi sentimenti, ma che lavori per riequilibrare la relazione, aiutando il cliente a recuperare la propria autonomia e autostima. Entrambe le parti devono riconoscere il ruolo e la posizione dell'altro affinché la relazione funzioni. Durante i primi incontri, infatti, avviene un "test" reciproco per capire se l'altro sia accettabile.
La FIDUCIA si costruisce permettendo al cliente di raccontare la propria storia, mentre il consulente ascolta attivamente e cerca di capire, accettando ciò che emerge senza pregiudizi. Man mano che la relazione evolve, diventa uno scambio reciproco di aiuto. Per far sì che l'ambiente sia favorevole, il consulente deve rispettare alcuni principi fondamentali, tra cui il "seguire la corrente", cioè adattarsi alla cultura e alle dinamiche del cliente, scoprendo le sue motivazioni e la disponibilità al cambiamento.
Infine, la sfida principale è creare un clima in cui entrambe le parti possano conoscersi e in cui il cliente si senta sicuro di esprimersi liberamente, facilitando così una relazione d'aiuto efficace.
I processi equilibratori della RICERCA ATTIVA e dell'ascolto sono fondamentali per un consulente che voglia aiutare efficacemente un cliente. Il consulente deve inizialmente ascoltare in modo attento e sensibile, prestando attenzione non solo ai contenuti ma anche alla dinamica psicologica del cliente.
La RICERCA ATTIVA è un processo creativo che ha tre scopi principali:
Esistono tre tipi di ricerca attiva:
CS CamScannerLa scelta del momento giusto per passare da un tipo di ricerca all'altro è cruciale, per evitare di sovrapporre la propria visione a quella del cliente troppo presto e rischiare di distogliere l'attenzione dai suoi reali bisogni e sentimenti.
Il concetto di cliente nel processo d'aiuto si riferisce alla persona o gruppo per cui il consulente lavora. Esistono diversi tipi di clienti:
Il consulente deve anche classificare i problemi affrontati, che possono situarsi su sette livelli:
Il consulente parte sempre dal cliente iniziale per comprendere la situazione e decide i passi successivi in collaborazione con i clienti intermedi e primari. Anche i clienti involontari e finali devono essere considerati, poiché possono essere influenzati dal processo.
Il CICLO ORGI descrive il processo che avviene nella mente durante le interazioni e include quattro fasi principali:
Durante questo processo, ci sono delle trappole che possono compromettere la nostra capacità di agire in modo efficace: