I virus: parassiti cellulari e l'influenza stagionale

Slide dalla Scuola superiore sui virus, in particolare l'influenza. Il Pdf descrive i virus come parassiti cellulari obbligati e analizza i virus influenzali, la loro diffusione stagionale e i fattori che influenzano la trasmissione, con un focus sulla biologia.

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35 pagine

I virus
Una particella virale è un’entità costituita da
proteine e acidi nucleici, ma priva di
organizzazione cellulare, che può svolgere
attività vitali e riprodursi solo all’interno di
una cellula ospite.
È quindi un endoparassita cellulare
obbligato.
Quando si trova fuori dalla cellula ospite, la
particella virale è denominata virione,
mentre il termine virus è utilizzato in biologia
per indicare la forma presente in una cellula,
capace di riprodursi.
I virus: parassiti non cellulari

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Anteprima

I virus: parassiti non cellulari

I virus: parassiti non cellulari
Una particella virale è un'entità costituita da
proteine e acidi nucleici, ma priva di
organizzazione cellulare, che può svolgere
attività vitali e riprodursi solo all'interno di
una cellula ospite.
È quindi un endoparassita cellulare
obbligato.
Quando si trova fuori dalla cellula ospite, la
particella
virale è
denominata
virione,
mentre il termine virus è utilizzato in biologia
per indicare la forma presente in una cellula,
capace di riprodursi.

A
C
Virus dell'influenza.
B
Virus del mosaico
del tabacco.
Virus batterico
(batteriofago T4).I virus sono in grado di infettare qualsiasi cellula:

  • Animale
  • Vegetale
  • Batterica (batteriofagi)

Scoperta e virologia

La prima prova dell'esistenza dei virus è arrivata da esperimenti
con filtri che avevano pori abbastanza piccoli da trattenere i
batteri.
Nel 1892, Dmitri Ivanovsky utilizzò uno di questi filtri per
dimostrare che la linfa di una pianta di tabacco malata rimaneva
infettiva per le piante di tabacco sane nonostante fosse stata
filtrata.
Martinus Beijerinck ha chiamato la sostanza infettiva filtrata un
"virus" (veleno) e questa scoperta è considerata l'inizio della
virologia.

Micrografia elettronica delle
particelle a forma di bastoncino del
virus del mosaico del tabacco che sono
troppo piccole per essere viste con un
microscopio otticoE. coli (bacterium)
(1000 nm × 3000 nm)
Red blood cell
(10,000 nm in diameter)
2500 nm
750 nm
Bacterial
ribosomes
(25 nm)
Smallpox virus
(200 nm x 300 nm)
Poliovirus
(30 nm)
Bacteriophage T4
(50 nm × 225 nm)
300 nm
Bacteriophage MS2
(24 nm)
Tobacco mosaic virus
(15 nm x 300 nm)
Rispetto alle cellule
(sia
eucariotiche
che procariotiche)
hanno
dimensioni
piccolissime, tanto
da poter essere
osservate solo con
il
microscopio
elettronicoAlcuni virus possono causare gravi patologie nell'uomo e negli animali
provocandone la morte (virus in latino significa veleno)
La minaccia più recente alla quale siamo stati esposti è stato il Coronavirus, ma è da
quando l'essere umano ha iniziato a organizzarsi in società e a creare nuclei di persone che
convivono insieme nello stesso spazio che le malattie contagiose hanno assunto un ruolo
particolare

  • La peste nera
  • L'influenza spagnola
  • Il vaiolo
  • Il virus dell'Immunodeficienza umana (HIV)

I virus sono in gradi di infettare qualsiasi cellula:

  • Animale
  • Vegetale
  • Batterica (batteriofagi)I virus vegetali, trasmessi attraverso il morso degli insetti, possono provocare gravi
    danni ai raccolti.
    In genere i virus vegetali non causano la morte della pianta, ma si limitano a
    rallentare la crescita, a indurre cambiamenti di colore, a provocare la comparsa di
    striature sui petali o alterazioni della superficie fogliare.
    Ne è un esempio il virus del mosaico del tabacco (TMV), uno dei primi virus ad
    essere stato studiato e isolato, aprendo la strada alla scoperta e alla descrizione di
    queste particelle, la cui natura e origine evolutiva non sono state ancora del tutto
    chiarite.

    CHPHISMAPS
    A
    B
    COrganizzazione strutturale dei virus
    I virus NON hanno un organizzazione cellulare, ma solo macromolecolare
    NON sono in grado di svolgere attività biosintetiche, essendo privi di ribosomi,
    né metaboliche
    La definizione più esatta dei virus è quella di elementi genetici mobili in quanto
    trasportano, all'interno di un involucro proteico detto capside, una molecola di
    acido nucleico, DNA o RNA, che iniettata nella cellula ospite ne riprogramma e
    gestisce gli enzimi coinvolti nei processi trascrizionali e traduzionali, per produrre
    un gran numero di nuovi virus rilasciati poi all'esterno.INGRESSO DELL'HIV NELLA CELLULA
    .
    AGGANCIO
    FUSIONE
    Recettori dei
    linfociti CD4
    .
    n
    DNA VIRALE
    Viral RNA
    M-
    I
    Trascrittasi
    inversa
    cDNA
    INTEGRAZIONE
    DNA DEI CROMOSOMI NEL
    NUCLEO CELLULARE
    Provirus
    9Struttura dei virus
    Ogni singola cellula pronta a infettare è chiamata VIRIONE
    Un virione è formato da:

    • Un involucro di proteine chiamato capside
    • Una molecola di acido nucleico, ovvero una molecola di DNA o
      RNA che costituisce il patrimonio genetico del virus contenenti tutte
      le informazioni genetiche necessarie per la produzione delle
      proteine virali e la sua replicazione

    Questi virus, formati solo da un NUCLEOCAPSIDE sono detti
    virus nudi
    AdenovirusUn virus influenzale
    capside
    acido nucleico
    envelope (involucro
    di grassi e zuccheri)
    Talvolta, la superficie esterna del capside virale è rivestita
    da uno strato di lipidi e carboidrati, detto envelope (o
    pericapside), che serve ai virus a sfuggire ai sistemi di
    difesa dell'ospite in cui penetrano
    Attenzione
    Le macromolecole biologiche sono distinte in quattro classi:

    • I carboidrati (polimeri di zuccheri semplici, come il glucosio o il fruttosio)
    • i lipidi (polimeri di acidi grassi)
    • le proteine (polimeri di amminoacidi)
    • gli acidi nucleici, ovvero DNA e RNA (polimeri di nucleotidi e depositari
      dell'informazione genetica)Carboidrati
      CH2 OH
      CH2OH
      CH2OH
      OH,
      -0
      -0
      O-
      OH
      OH
      OH
      OH
      OH
      lattosio (galattosio-glucosio)
      CH2 - O
      0
      CH2OH
      CH2OH
      0
      0
      OH
      -0
      OH
      OHN
      CH2 OH
      OH
      OH
      saccarosio (glucosio-fruttosio)
      Colesterolo
      H3 C_
      CHỊ
      C27H460
      C
      CHỊ
      CH,
      CH,
      HO
      Lipidi
      OH
      OH
      OH
      OH
      isomaltosio
      OH
      OH
      OHProteine
      A
      Legame peptidico
      Monomeri (amminoacidi)
      0
      H
      R
      R
      R
      R
      N
      C
      c
      C
      N
      c
      N
      c
      C
      N
      C
      c
      N
      R
      R
      H
      H
      H
      H
      C
      U
      Legame a idrogeno
      a elica
      Foglietto ß pieghettato
      B
      Subunità 1
      Loop
      D
      Foglietto ₿
      Subun
      Ponte
      disolfuro
      Subunità 3
      Subuni
      (
      a elica
      N
      c
      C
      N
      C
      C
      N
      C
      C
      c
      RAcidi nucleici
      Cytosine
      C
      NH2
      Nucleobases
      N
      0
      Guanine
      G
      O
      -NH
      N
      -NH2
      N
      Base pair
      Adenine
      A
      H2N
      SN
      N
      -N
      ZI
      Uracil
      U
      O
      NH
      ZI
      Nucleobases
      of RNA
      M
      Cytosine
      C
      NH2
      N
      0
      Guanine
      G
      0
      -NH
      N
      NH2
      N
      N
      H
      Adenine
      A
      H2N
      SN
      N
      N
      N
      Thymine
      T
      O
      H3C.
      NH
      ZI
      O
      Nucleobases
      of DNA
      RNA
      Ribonucleic acid
      DNA
      Deoxyribonucleic acid
      helix of
      sugar-phosphatesLa forma dei virus
      La forma dei virus è molto varia. Per esempio, esistono capsidi virali che
      hanno la forma di un icosaedro regolare, un solido geometrico composto
      da 20 facce triangolari identiche, dai cui vertici spuntano 12 «spine») che
      servono al virus per agganciarsi alla cellula da infettare
      Altri virus, come quelli responsabili di
      alcune malattie delle piante, hanno la
      forma di un tubetto cavo, al cui interno è
      presente la molecola di acido nucleico.
      LAGUNA DESIGN/SPL
      Parvovirus, uno dei virus più piccoli conosciuti
      (20 milionesimi di millimetro), ha un capside
      icosaedrico con 20 facce triangolari.
      acido
      nucleico
      Il virus del mosaico del tabacco, un parassita di
      cellule vegetali, ha la forma di un tubetto cavo
      formato da 2130 copie di una proteina.Stocktrek Images, Inc./Alamy/IPA
      Esistono virioni di forma più complessa, come
      quelli di alcuni batteriofagi (virus che infettano i
      batteri) che hanno una «testa icosaedrica>>
      montata su una «coda>> a sua volta appoggiata
      su un «trespolo)) a sei zampe.
      Forma diversa ma funzionano tutti allo
      stesso modo ??
      Per infettare una cellula batterica, il batteriofago
      vi si ancora con le fibre che formano le «zampe».
      Poi la «coda» si abbassa e perfora la parete
      cellulare del batterio, permettendo la discesa del
      genoma virale al suo interno.Tappe dell'infezione virale
      1. L'infezione virale inizia con il riconoscimento da parte del virus della sua cellula ospite.
      Il virione si lega alla cellula ospite attraverso un legame chimico tra le proteine e gli
      zuccheri che si trovano sulla propria superficie e quelle presenti sulla superficie esterna
      della cellula ospite, dette recettori.
      Un virus può riconoscere le proteine presenti
      su alcune cellule ma non su altre, per questa
      ragione, per esempio, il virus dell'influenza
      infetta
      solo le
      cellule
      dell'apparato
      respiratorio ma non quelle dei muscoli o di un
      altro apparato del corpo.2. Dopo che è avvenuto il riconoscimento, si
      verifica l'introduzione da parte del
      virus del
      proprio patrimonio genetico all'interno della
      cellula.
      Il modo in cui questo avviene dipende dal tipo
      di virus e dal tipo di cellula ospite: per
      esempio, molti virioni parassiti di cellule animali
      fondono l'envelope (il rivestimento di lipidi e
      carboidrati) con la membrana plasmatica della
      cellula, formata anch'essa principalmente da
      lipidi, e liberano all'interno della cellula il loro
      acido nucleico, DNA o RNA.
      adattina
      1
      perdita del
      rivestimento
      formazione
      della vescicola
      recettore
      di carico
      clatrina
      molecole di caricoCiclo litico
      Al termine di questo processo si verifica la rottura (lisi) della cellula ospite.
      1
      3. La cellula ospite
      duplica il DNA virale,
      come se fosse il proprio.
      6
      3
      X
      6. I nuovi virioni
      abbandonano
      la cellula.
      2
      5
      2. Il DNA del virus
      (in rosso) entra
      nel nucleo della
      cellula.
      4
      5. Il DNA e le proteine
      del virus si uniscono
      formando i nuovi
      virioni.
      4. La cellula ospite produce
      le proteine partendo dalle
      informazioni contenute
      nel DNA del virus.
      cess
      1. Il virus infetta la cellula
      ospite grazie al legame che
      si forma tra le proteine
      presenti sulla superficie
      del virione e quelle
      presenti sulla superficie
      esterna della cellula.
      XCiclo lisogeno
      Ciò avviene quando, subito dopo l'infezione della cellula ospite, il patrimonio
      genetico del virus si inserisce all'interno del patrimonio genetico della cellula ospite,
      formando un provirus.
      INIZIO
      1
      Il virus riconosce la cellula ospite.
      cellula
      batterica
      2 Il virus introduce
      il suo patrimonio
      genetico nella
      cellula ospite.
      6
      In alcuni casi, il provirus può separarsi dal patrimonio
      genetico della cellula, riattivarsi e iniziare il ciclo litico.
      CICLO LISOGENO
      5
      Quando la cellula si duplica,
      anche il provirus si duplica
      rimanendo all'interno di
      ciascuna cellula figlia.
      3
      Il patrimonio genetico virale
      si integra all'interno di quello
      della cellula ospite.
      -
      4
      Si forma il provirus.Talvolta un provirus può riattivarsi e cominciare un ciclo litico. Funziona in questo modo, per
      esempio, il virus dell'Herpes simplex (HSV)
      Dopo l'infezione il virus va incontro al ciclo lisogeno e
      può rimanere allo stadio di provirus per tutta la vita
      dell'individuo senza provocare disturbi
      Talvolta però il virus si riattiva, passa al ciclo litico e
      provoca la cosiddetta «febbre labiale»), cioè la
      comparsa di vescicole intorno alla bocca.
      Analogo è il caso dell'Herpes Zoster, comunemente noto
      come fuoco di sant'Antonio. un'eruzione cutanea causata
      dal Varicella-Zoster-Virus (VZV), appartenente alla famiglia
      degli Herpes virus: lo stesso virus che provoca la varicella in
      età pediatrica.
      Il virus è capace di rimanere inattivo nel tessuto nervoso ed è
      possibile che si riattivi ad anni di distanza, scatenando l'herpes
      zoster

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