I virus: parassiti non cellulari
I virus: parassiti non cellulari
Una particella virale è un'entità costituita da
proteine e acidi nucleici, ma priva di
organizzazione cellulare, che può svolgere
attività vitali e riprodursi solo all'interno di
una cellula ospite.
È quindi un endoparassita cellulare
obbligato.
Quando si trova fuori dalla cellula ospite, la
particella
virale è
denominata
virione,
mentre il termine virus è utilizzato in biologia
per indicare la forma presente in una cellula,
capace di riprodursi.
A
C
Virus dell'influenza.
B
Virus del mosaico
del tabacco.
Virus batterico
(batteriofago T4).I virus sono in grado di infettare qualsiasi cellula:
- Animale
- Vegetale
- Batterica (batteriofagi)
Scoperta e virologia
La prima prova dell'esistenza dei virus è arrivata da esperimenti
con filtri che avevano pori abbastanza piccoli da trattenere i
batteri.
Nel 1892, Dmitri Ivanovsky utilizzò uno di questi filtri per
dimostrare che la linfa di una pianta di tabacco malata rimaneva
infettiva per le piante di tabacco sane nonostante fosse stata
filtrata.
Martinus Beijerinck ha chiamato la sostanza infettiva filtrata un
"virus" (veleno) e questa scoperta è considerata l'inizio della
virologia.
Micrografia elettronica delle
particelle a forma di bastoncino del
virus del mosaico del tabacco che sono
troppo piccole per essere viste con un
microscopio otticoE. coli (bacterium)
(1000 nm × 3000 nm)
Red blood cell
(10,000 nm in diameter)
2500 nm
750 nm
Bacterial
ribosomes
(25 nm)
Smallpox virus
(200 nm x 300 nm)
Poliovirus
(30 nm)
Bacteriophage T4
(50 nm × 225 nm)
300 nm
Bacteriophage MS2
(24 nm)
Tobacco mosaic virus
(15 nm x 300 nm)
Rispetto alle cellule
(sia
eucariotiche
che procariotiche)
hanno
dimensioni
piccolissime, tanto
da poter essere
osservate solo con
il
microscopio
elettronicoAlcuni virus possono causare gravi patologie nell'uomo e negli animali
provocandone la morte (virus in latino significa veleno)
La minaccia più recente alla quale siamo stati esposti è stato il Coronavirus, ma è da
quando l'essere umano ha iniziato a organizzarsi in società e a creare nuclei di persone che
convivono insieme nello stesso spazio che le malattie contagiose hanno assunto un ruolo
particolare
- La peste nera
- L'influenza spagnola
- Il vaiolo
- Il virus dell'Immunodeficienza umana (HIV)
I virus sono in gradi di infettare qualsiasi cellula:
- Animale
- Vegetale
- Batterica (batteriofagi)I virus vegetali, trasmessi attraverso il morso degli insetti, possono provocare gravi
danni ai raccolti.
In genere i virus vegetali non causano la morte della pianta, ma si limitano a
rallentare la crescita, a indurre cambiamenti di colore, a provocare la comparsa di
striature sui petali o alterazioni della superficie fogliare.
Ne è un esempio il virus del mosaico del tabacco (TMV), uno dei primi virus ad
essere stato studiato e isolato, aprendo la strada alla scoperta e alla descrizione di
queste particelle, la cui natura e origine evolutiva non sono state ancora del tutto
chiarite.
CHPHISMAPS
A
B
COrganizzazione strutturale dei virus
I virus NON hanno un organizzazione cellulare, ma solo macromolecolare
NON sono in grado di svolgere attività biosintetiche, essendo privi di ribosomi,
né metaboliche
La definizione più esatta dei virus è quella di elementi genetici mobili in quanto
trasportano, all'interno di un involucro proteico detto capside, una molecola di
acido nucleico, DNA o RNA, che iniettata nella cellula ospite ne riprogramma e
gestisce gli enzimi coinvolti nei processi trascrizionali e traduzionali, per produrre
un gran numero di nuovi virus rilasciati poi all'esterno.INGRESSO DELL'HIV NELLA CELLULA
.
AGGANCIO
FUSIONE
Recettori dei
linfociti CD4
.
n
DNA VIRALE
Viral RNA
M-
I
Trascrittasi
inversa
cDNA
INTEGRAZIONE
DNA DEI CROMOSOMI NEL
NUCLEO CELLULARE
Provirus
9Struttura dei virus
Ogni singola cellula pronta a infettare è chiamata VIRIONE
Un virione è formato da:
- Un involucro di proteine chiamato capside
- Una molecola di acido nucleico, ovvero una molecola di DNA o
RNA che costituisce il patrimonio genetico del virus contenenti tutte
le informazioni genetiche necessarie per la produzione delle
proteine virali e la sua replicazione
Questi virus, formati solo da un NUCLEOCAPSIDE sono detti
virus nudi
AdenovirusUn virus influenzale
capside
acido nucleico
envelope (involucro
di grassi e zuccheri)
Talvolta, la superficie esterna del capside virale è rivestita
da uno strato di lipidi e carboidrati, detto envelope (o
pericapside), che serve ai virus a sfuggire ai sistemi di
difesa dell'ospite in cui penetrano
Attenzione
Le macromolecole biologiche sono distinte in quattro classi:
- I carboidrati (polimeri di zuccheri semplici, come il glucosio o il fruttosio)
- i lipidi (polimeri di acidi grassi)
- le proteine (polimeri di amminoacidi)
- gli acidi nucleici, ovvero DNA e RNA (polimeri di nucleotidi e depositari
dell'informazione genetica)Carboidrati
CH2 OH
CH2OH
CH2OH
OH,
-0
-0
O-
OH
OH
OH
OH
OH
lattosio (galattosio-glucosio)
CH2 - O
0
CH2OH
CH2OH
0
0
OH
-0
OH
OHN
CH2 OH
OH
OH
saccarosio (glucosio-fruttosio)
Colesterolo
H3 C_
CHỊ
C27H460
C
CHỊ
CH,
CH,
HO
Lipidi
OH
OH
OH
OH
isomaltosio
OH
OH
OHProteine
A
Legame peptidico
Monomeri (amminoacidi)
0
H
R
R
R
R
N
C
c
C
N
c
N
c
C
N
C
c
N
R
R
H
H
H
H
C
U
Legame a idrogeno
a elica
Foglietto ß pieghettato
B
Subunità 1
Loop
D
Foglietto ₿
Subun
Ponte
disolfuro
Subunità 3
Subuni
(
a elica
N
c
C
N
C
C
N
C
C
c
RAcidi nucleici
Cytosine
C
NH2
Nucleobases
N
0
Guanine
G
O
-NH
N
-NH2
N
Base pair
Adenine
A
H2N
SN
N
-N
ZI
Uracil
U
O
NH
ZI
Nucleobases
of RNA
M
Cytosine
C
NH2
N
0
Guanine
G
0
-NH
N
NH2
N
N
H
Adenine
A
H2N
SN
N
N
N
Thymine
T
O
H3C.
NH
ZI
O
Nucleobases
of DNA
RNA
Ribonucleic acid
DNA
Deoxyribonucleic acid
helix of
sugar-phosphatesLa forma dei virus
La forma dei virus è molto varia. Per esempio, esistono capsidi virali che
hanno la forma di un icosaedro regolare, un solido geometrico composto
da 20 facce triangolari identiche, dai cui vertici spuntano 12 «spine») che
servono al virus per agganciarsi alla cellula da infettare
Altri virus, come quelli responsabili di
alcune malattie delle piante, hanno la
forma di un tubetto cavo, al cui interno è
presente la molecola di acido nucleico.
LAGUNA DESIGN/SPL
Parvovirus, uno dei virus più piccoli conosciuti
(20 milionesimi di millimetro), ha un capside
icosaedrico con 20 facce triangolari.
acido
nucleico
Il virus del mosaico del tabacco, un parassita di
cellule vegetali, ha la forma di un tubetto cavo
formato da 2130 copie di una proteina.Stocktrek Images, Inc./Alamy/IPA
Esistono virioni di forma più complessa, come
quelli di alcuni batteriofagi (virus che infettano i
batteri) che hanno una «testa icosaedrica>>
montata su una «coda>> a sua volta appoggiata
su un «trespolo)) a sei zampe.
Forma diversa ma funzionano tutti allo
stesso modo ??
Per infettare una cellula batterica, il batteriofago
vi si ancora con le fibre che formano le «zampe».
Poi la «coda» si abbassa e perfora la parete
cellulare del batterio, permettendo la discesa del
genoma virale al suo interno.Tappe dell'infezione virale
1. L'infezione virale inizia con il riconoscimento da parte del virus della sua cellula ospite.
Il virione si lega alla cellula ospite attraverso un legame chimico tra le proteine e gli
zuccheri che si trovano sulla propria superficie e quelle presenti sulla superficie esterna
della cellula ospite, dette recettori.
Un virus può riconoscere le proteine presenti
su alcune cellule ma non su altre, per questa
ragione, per esempio, il virus dell'influenza
infetta
solo le
cellule
dell'apparato
respiratorio ma non quelle dei muscoli o di un
altro apparato del corpo.2. Dopo che è avvenuto il riconoscimento, si
verifica l'introduzione da parte del
virus del
proprio patrimonio genetico all'interno della
cellula.
Il modo in cui questo avviene dipende dal tipo
di virus e dal tipo di cellula ospite: per
esempio, molti virioni parassiti di cellule animali
fondono l'envelope (il rivestimento di lipidi e
carboidrati) con la membrana plasmatica della
cellula, formata anch'essa principalmente da
lipidi, e liberano all'interno della cellula il loro
acido nucleico, DNA o RNA.
adattina
1
perdita del
rivestimento
formazione
della vescicola
recettore
di carico
clatrina
molecole di caricoCiclo litico
Al termine di questo processo si verifica la rottura (lisi) della cellula ospite.
1
3. La cellula ospite
duplica il DNA virale,
come se fosse il proprio.
6
3
X
6. I nuovi virioni
abbandonano
la cellula.
2
5
2. Il DNA del virus
(in rosso) entra
nel nucleo della
cellula.
4
5. Il DNA e le proteine
del virus si uniscono
formando i nuovi
virioni.
4. La cellula ospite produce
le proteine partendo dalle
informazioni contenute
nel DNA del virus.
cess
1. Il virus infetta la cellula
ospite grazie al legame che
si forma tra le proteine
presenti sulla superficie
del virione e quelle
presenti sulla superficie
esterna della cellula.
XCiclo lisogeno
Ciò avviene quando, subito dopo l'infezione della cellula ospite, il patrimonio
genetico del virus si inserisce all'interno del patrimonio genetico della cellula ospite,
formando un provirus.
INIZIO
1
Il virus riconosce la cellula ospite.
cellula
batterica
2 Il virus introduce
il suo patrimonio
genetico nella
cellula ospite.
6
In alcuni casi, il provirus può separarsi dal patrimonio
genetico della cellula, riattivarsi e iniziare il ciclo litico.
CICLO LISOGENO
5
Quando la cellula si duplica,
anche il provirus si duplica
rimanendo all'interno di
ciascuna cellula figlia.
3
Il patrimonio genetico virale
si integra all'interno di quello
della cellula ospite.
-
4
Si forma il provirus.Talvolta un provirus può riattivarsi e cominciare un ciclo litico. Funziona in questo modo, per
esempio, il virus dell'Herpes simplex (HSV)
Dopo l'infezione il virus va incontro al ciclo lisogeno e
può rimanere allo stadio di provirus per tutta la vita
dell'individuo senza provocare disturbi
Talvolta però il virus si riattiva, passa al ciclo litico e
provoca la cosiddetta «febbre labiale»), cioè la
comparsa di vescicole intorno alla bocca.
Analogo è il caso dell'Herpes Zoster, comunemente noto
come fuoco di sant'Antonio. un'eruzione cutanea causata
dal Varicella-Zoster-Virus (VZV), appartenente alla famiglia
degli Herpes virus: lo stesso virus che provoca la varicella in
età pediatrica.
Il virus è capace di rimanere inattivo nel tessuto nervoso ed è
possibile che si riattivi ad anni di distanza, scatenando l'herpes
zoster