Documento di Università su Monarchie, Repubbliche, Imperi. Il Pdf esplora la struttura politica dell'Europa moderna, analizzando i meccanismi di potere e l'evoluzione dello stato, con approfondimenti su Inquisizione spagnola e riforme politiche in Francia nel '600, utile per lo studio della Storia.
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Alle soglie dell'età moderna, l'Europa aveva al suo centro l'Impero, realtà politica e ideologica con pretese universalistiche; non era uno stato, ne una nazione. Non aveva un esercito, un'unica lingua, un solo diritto. Esso era tenuto insieme solo dall'elemento religioso, che si sarebbe spaccato con la riforma protestante.
A formare l'Impero erano diverse realtà con diverse giurisdizioni e poteri di natura territoriale, riconosciuti dall'imperatore che in cambio riceveva fedeltà (Atto di concessione o beneficium + auxilium et consilium).
Amministrare = giudicare, prendere decisioni di carattere giudiziario ( = giustizia ) per tenere insieme queste diverse realtà.
Il potere era di natura giurisdizionale = applicare norme "astratte" a casi concreti.
Il re è un giudice-padre: egli giudica, ma deve fare in modo che i suoi sudditi/figli abbiano che sfamarsi. Per questo, il commercio del grano era severamente controllato con occhi vigili e invasivi.
Auxilium et consilium era un patto che spesso provocava tensioni fra l'imperatore e i diversi soggetti politici: i signori godevano di privilegi e libertà, cosa non comune a tutti.
Queste diverse realtà erano smembrabili e li si poteva ottenere attraverso unioni matrimoniali e per via ereditaria. !! Questo non era possibile per la Chiesa.
L'impero comprendeva altresì: principati, vescovati, repubbliche cittadine (gestite da oligarchie locali).
L'Impero aveva un'assemblea rappresentativa: la Dieta/Reichstag. Essa aveva 2 camere: una dei feudatari e una delle città. Al vertice, vi era una Dieta elettorale, composta da 7 membri: 4 laici e 3 ecclesiastici, con il potere di eleggere l'imperatore.
Esso aveva una capitale ideale: Roma. "Ideale" perché era fuori dal suo territorio, infatti si chiamava "Sacro Romano Impero" ed era ideale perché era centro di un altro Stato, lo Stato ecclesiastico o pontificio, il cui capo era il vescovo di Roma, il papa. Questi doveva badare al celibato, per cui lo Stato pontificio non era suo, bensì patrimonio di San Pietro, non cedibile e vendibile (donazione di Costantino).
Il papa veniva eletto dai cardinali; a sua volta, il papa nominava i vescovi, che gli dovevano la decima.
A cosa fu dovuta l'immoralità della Chiesa? Al problema della continuità del potere: essa era incapace di difendersi militarmente, necessitava di supporto militare da altri Stati e questo le costeranno strategie di corruzione.
San Paolo diceva che non c'è nessun potere che non discenda da Dio, ma questo potere andò a sdoppiarsi: quello temporale o politico sarebbe appartenuto all'imperatore o re, quello spirituale al papa. Tuttavia, era la Chiesa a legittimare il potere temporale, cioè ad incoronare l'imperatore. Non è una novità che la Chiesa trovasse protezione nel bracciosecolare (potere politico) per la tutela dell'ortodossia: in Spagna il problema delle coscienze si pose come problema politico. Per rafforzare l'unità del paese e dare spazio ad un'omogeneità della cultura, si pensò di istituire nel 1478 l'Inquisizione, al cui vertice c'era la Corona, ma l'operazione politica fu affidata a giudici ecclesiastici.
Perché si agì in questo modo? Perché in Spagna convivevano musulmani ed ebrei, che con le loro religioni potevano minacciare la sicurezza e l'uniformità del paese.
A chi si era allontanato dall'ortodossia, veniva richiesto di abiurare (rinunciare alla propria religione). Da allora, la vittima rimaneva un sorvegliato speciale e, se fosse ricaduto nell'eresia, poteva essere lasciato in vita ma espulso per sempre dalla società civile oppure essere bruciato vivo in una cerimonia chiamata auto da fé, in pubblica piazza. Il Vangelo sosteneva che era meglio che a morire tra le fiamme fosse un membro della comunità piuttosto che non l'intero suo corpo.
Oltre all'Impero e alla Chiesa, l'Europa fu altresì segnata dalla presenza di Monarchie o stato moderno, l'avvio di un processo di sistemazione, riordino e unificazione del territorio sul terreno della sicurezza, protezione e giustizia. La sfida di queste monarchie europee è capire come organizzare la folla di poteri attraverso cui venivano gestite le diverse realtà che davano spazio all'ancien régime.
Come si afferma e organizza lo stato moderno? Attraverso l'organizzazione intorno a sé delle periferie, che devono comunicare con il centro, e viceversa.
Lo stato moderno conosce il confine/frontiera, che può essere di natura politica (fisicamente) o fiscale -> le imposte/tasse = diretta e indiretta, entrambe presupponevano la conoscenza precisa del numero di abitanti, le terre possedute da questi ... si parla di censimenti, a cui la Chiesa aveva già provveduto tramite i registri dei battesimi.
Privilegio per antonomasia era quello fiscale = NON PAGARE LE TASSE. Chi concedeva privilegi? Il re, anch'egli un privilegiato per grazia regia, cioè è Dio che gliel'ha affidato. Infatti, si parla di re teocratico che è al contempo un signore feudale: si ergeva al di sopra dei suoi sudditi ma anche tra i vassalli, diventandone uno di loro.
Nell'ambito di questa seconda funzione, il diritto era risultato di ampie consultazioni e consenso, quindi c'era una collaborazione che sfociava in un lavoro di gruppo = l'amministrazione del regno era il risultato di uno sforzo congiunto fra sovrano e nobili.
Ruolo delle assemblee rappresentative: accettare o rifiutare le richieste del re, qualora questi necessitasse di denaro, doveva convocare un'assemblea e ricevere dai 3 ordini la somma richiesta (clero, nobiltà e terzo stato). L'assemblea esercitava un controllo sulla politica del re.
L'inizio dell'età moderna può essere suddiviso in 2 fasi: una prima fase dominata da scoperte geografiche, tecniche, scientifiche, etnografiche e l'altra dominata da conquista e sfruttamento.
L'Europa conobbe tutto ciò grazie al commercio (traffici dell'Atlantico), attraverso cui si arricchisce. Essa riesce inoltre ad organizzare un sistema periferia-centro, dove è nelleperiferie che si produce (grazie alla manodopera servile) e i capitali vengono poi fatti fluire nei centri.
1453 = caduta di Costantinopoli, impero d'oriente, erede diretto dell'impero romano, in mano ai Turchi.
I portoghesi preannunciarono la loro conquista in Africa con la conquista di Ceuta; essi avevano come principale scopo quello di raggiungere l'India, uno dei principali paesi produttori di spezie. La loro fu una colonizzazione riflessa, in quanto in India scoprirono anche l'oro della Guinea, essenziale per pagare le spezie provenienti dall'Oriente.
Al contempo, i portoghesi contribuirono al commercio schiavile, soprattutto quello triangolare (Europa, Africa e colonie americane) >>> compra-vendita di schiavi neri comprati in Africa dai capi tribù a opera dei portoghesi e spagnoli, che poi li rivendevano in America per lavorare nelle piantagioni di mais e cotone (Questo commercio nasce per sopperire la mancanza di manodopera).
Grazie alla loro incredibile artiglieria e caravelle + il fatto che combattessero contro paesi internamente deboli (che li rendeva vincitori, dunque) riuscirono a spodestare Venezia, che prima deteneva il monopolio del commercio delle spezie. Venezia si allea con gli Arabi del Mar Rosso e con gli indiani.
!! In realtà, anche i portoghesi dipendevano economicamente: importavano alcuni prodotti da altri paesi (Francia, Fiandre ... ).
Cristoforo Colombo sottopose al re portoghese Giovanni II un piano di spedizione per raggiungere il Giappone, ma questi rifiutò in primis per mancanza di denaro, poi Bartolomeo Dias aveva già scoperto come raggiungere l'Oriente.
Colombo non si perde d'animo e si rivolge alla Spagna, dove Ferdinando e Isabella accoglieranno la sua proposta. Colombo non commette di attraversare l'Atlantico salpando per la Terceira (isola), come avevano fatto altri, egli si imbarca nelle Canarie, superando i venti ostili.
Perché si dice che il mondo si europeizza e la storia si mondializza?
Il DIRITTO fu importante per la conquista del Nuovo Mondo, in fondo, quella di Colombo (e dei conquistadores) fu un'impresa giuridica.
Un atto giuridico fu emanato dal papa Alessandro VI con la bolla papale Inter Caetera (4 maggio 1493), con cui il mondo si spartì in 2 grandi zone: Spagna e Portogallo.
Il termine "scoperta", usato per l'impresa di Colombo ebbe doppia accezione: scoperta e acquisizione -> se si scopriva qualcosa, era cosa di nessuno e quindi era legittimo impossessarsene.
Gli spagnoli abolirono 2 cose:
!! BISOGNAVA DEFINIRE IL NUOVO MONDO: furono i giuristi a decidere se il nuovo mare fosse uno spazio liberum oppure clausum. Il diritto fu utilizzato per assoggettare gli indios, ma anche per controllare i conquistadores e le loro strategie.
Il mare era zona grigia, terra di nessuno, ma alla fine fu qualificato come res publica, appartenente allo Stato. Le tensioni fra Spagna e Portogallo si conclusero con l'Inter Coetera.
Fu istituita l'encomienda, la quale prevedeva che agli Indios venissero affidate delle terre da cui questi poi ricavavano delle risorse da dare poi agli Encomenderos, i quali dovevano proteggerli e civilizzarli, cioè evangelizzarli.
Agli indios venivano imposti anche dei tributi, da pagare in oro o in cotone e chi si rifiutava veniva ridotto in schiavitù o venduto come schiavo. Chi non aveva ricchezze, era costretto a compiere servizi agricoli e minerari per gli spagnoli.
1503 = cedola di Isabella, secondo la quale gli indios dovevano essere considerati come persone libere e non schiavi, e per il lavoro prestato, dovevano essere salariati, ed anche convertiti alla fede cattolica. A tal fine, furono inviati nelle colonie religiosi e membri del clero. Ferdinando, il marito, fu meno sensibile: pretese che gli Indios lavorassero nelle miniere.
Perché i religiosi ebbero un doppio ruolo?
Bolla papale SUBLIMIS DEUS di papa Paolo III: dichiarò che gli indios, pur estranei alla fede di Cristo, dovessero avere libertà e dominio sulle proprie cose. Ma come potevano gli indios avere diritto di proprietà? I giuristi stabilirono che il diritto di proprietà PRESUPPONESSE il diritto divino, che gli Indios non avevano, quindi di conseguenza non godevano di alcun diritto di proprietà. Con questa bolla si stabilì altresì che gli indios erano uomini liberi se si fossero convertiti al cattolicesimo.
DEFINIZIONE DEGLI INDIOS?
Essi erano gli abitanti delle nuove terre, dove l'annuncio di Cristo non era arrivato e questo per i giuristi spagnoli fu cosa impossibile: Dio aveva lasciato in ombra una parte del mondo ?! Si affermò, difatti, la convinzione secondo cui l'annuncio fosse arrivato, ma gli Indios se ne erano dimenticati. Pertanto, essi vivevano senza legge e questo faceva di loro degli esseri privi di ragione.
Attraverso poi delle indagini etnografiche si giunse alla conclusione che gli indios dovessero essere protetti, o meglio, sottomessi DAGLI EUROPEI. Questo, si diceva, ne