Documento da Università su Educazione, Istruzione e Formazione. Il Pdf esplora le differenze tra educazione, istruzione e formazione, analizzando poi il concetto di educazione e i suoi tipi (formale, non formale, informale). Successivamente, si concentra sul paesaggio, distinguendolo da ambiente e territorio e classificandone le componenti naturali e umane, utile per lo studio della Geografia.
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Nell'ambito dei processi di apprendimento e sviluppo utilizziamo 3 termini che spesso vengono usati come sinonimi, ma in realtà hanno dei significati e dei compiti diversi:
> Sia per istruire sia per educare: bisogna avere ben presente il grado cognitivo che ha la persona davanti a noi
FORMAZIONE/EDUCAZIONE/ISTRUZIONE: concorrono a quello che è il pieno sviluppo della persona: sono concetti che non possono essere separati ma devono essere dosati bene gli strumenti per fornire un servizio contestualizzato alle esigenze dell'individuo e della società. In questo modo la persona può progredire nel proprio percorso di vita.
ISTRUZIONE ED EDUCAZIONE sono legate da un rapporto di PROPEDEUTICITA' l'una nei confronti dell'altra: perché l'educazione esplica con l'imparare (è alla fine del '900 che l'educazione si evolve in apprendimento legandosi all'istruzione).L'EDUCAZIONE
In passato si preferivano metodi educativi e istruttivi passivi, con cui i bambini apprendevano a memoria le nozioni trasmesse dagli adulti. Attualmente, invece, si preferisce usare dei metodi partecipativi, affinché gli educandi siano coinvolti attivamente nelle fasi del proprio sviluppo.
> L'educazione non deve essere solo un atto trasmissivo che si attua in un arco limitato di tempo, come spesso accade nelle scuole
> L'educazione deve favorire il pieno sviluppo di qualità e attitudini durante tutta la vita: educare significa "tirare fuori" ciò che possediamo, per modificarlo e accrescerlo durante tutta la vita (non si finisce mai di imparare).
Secondo la critica scientifica esistono 3 tipi di educazione
> EDUCAZIONE FORMALE: apprendimento che avviene in un contesto organizzato, strutturato e istituzionale, caratterizzato dalla relazione verticale tra docente e studente. È obbligatoria (per alcuni anni) e ha l'obiettivo di fornire una conoscenza di base omogenea; perciò, è pianificata per portare al conseguimento di un titolo. Dura dai 6 ai 18 anni (obbligatoria fino ai 16 anni);
Possiamo sostenere che:
L'educazione ha un carattere più sociale, perché pone in risalto la dimensione della conformazione della guida al contesto sociale
> L'attività formativa tende alla promozione di qualità dell'individuo generale (carattere, intelletto, senso morale ... ) o di attività specifiche (acquisizione di una tecnica o una competenza professionale precisa).
Insegnare geografia oggi significa accettare una doppia sfida:
A questa domanda si possono dare più risposte. Anticamente per GEOGRAFIA si intendeva "fare carte geografiche": infatti Geografia e Cartografia si potevano considerare due facce della stessa medaglia. Deriva dal greco yñ + ypapia: etimologicamente parlando significa la "descrizione della terra". Secondo il vocabolario, la geografia è la scienza che ha per oggetto la Terra: la descrizione e la rappresentazione della sua superficie e della distribuzione spaziale dei fenomeni relativi alla vita umana, animale e vegetale.
> In questa definizione, però, non si considera la percezione degli uomini
Si può dire che oggi non esiste più una geografia ma più geografie, oppure è meglio dire una geografia critica. DE BLIJ e MURPHY definiscono la geografia come il destino dell'umanità: per la maggior parte degli abitanti della Terra, il luogo di nascita è importante per determinare le esperienze di vita (anche non indica un fato predestinato). Le prime cose che facciamo (mangiare, i vestiti che indossiamo, modi che abbiamo, ecc.) sono legati al luogo in cui nasciamo. Il luogo può condizionare le scelte di vita e può influenzare il sviluppo del proprio progetto di vita (es. la propria istruzione, educazione, formazione). Il termine "destino" va inteso come un insieme di situazioni e presupposti che possono rappresentare dei limiti o delle matrici per lo sviluppo del proprio progetto di vita. È una sorta di patrimonio che ognuno ha e che può sviluppare o no per il proprio progetto di vita. Per arrivare a questa definizione, hanno studiato le tappe evolutive della geografia, per arrivare a capire pienamente questa disciplina. Il neuropsichiatra SAPOLSKY sostiene che non si possano dissociare i geni e le loro proprietà dall'ambiente e dalle condizioni ambientali in cui uno vive, e quindi dal luogo geografico. Dunque, per i geografi, questa disciplina è una SCIENZA DI SINTESI: è una scienza di raccordo tra tante scienze analitiche, perché analizza il rapporto che si instaura tra ambiente e società: per fare ciò, è necessario fare sinergia con tutte quelle scienze/discipline che interessano sia lo studio dell'ambiente sia lo studio dell'uomo, e lo fa nello spazio e nel tempo.
La geografia non ha sempre trattato il rapporto uomo-ambiente. È considerata allo stesso tempo scienza antica (perché risale agli albori della società, come risposta all'esigenza fondamentale dell'uomo di conoscere l'ambiente che lo circonda) e scienza giovane (perché ha ricevuto una sistemazione logica solo in tempi moderni).
> IN TEMPI MODERNI (tra la fine del XVIII e XIX secolo) la geografia diventa una scienza esplicativa. Si basa su movimenti di pensiero di fine '700, quando getta lefondamenta della sua costruzione scientifica (individua specifici contenuti, principi, metodi e strumenti). Non ha più un atteggiamento acritico (cioè non si poneva domande), ma diventa critica, ponendo domande. L'uomo diventa il centro dello studio geografico: si analizzano i rapporti con il territorio in modo bidirezionale, e la geografia da fisica diventa antropica (diventa la scienza dell'organizzazione umana dello spazio ambientale). La geografia non si limita ad analizzare hic et nunc, ma anche come influenzeranno il futuro.
Quando la geografia passa a SCIENZA ESPLICATIVA, si possono individuare 3 correnti di pensiero:
La geografia nasce con l'uomo: la conoscenza dei luoghi e la possibilità di orientarsi sono sempre state esigenze primarie dell'uomo, soprattutto agli albori della civiltà, quando la sopravvivenza dell'essere umano era strettamente dipendente dalla Natura. Fonda le sue radici nella quotidianità, legata alla soddisfazione dei bisogni primari: l'esplorazione dei