Documento dall'Università degli Studi di Milano su Storia Moderna Manuale Criscuolo. Il Pdf esplora la periodizzazione e l'evoluzione demografica, le riforme religiose di Lutero, Zwingli e Calvino, le guerre d'Italia e la situazione politica degli stati italiani, adatto per studenti universitari di Storia.
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Termine "moderno" compare tra il V e il VI secolo, dall'avverbio modo, recentemente/or ora. Disputa tra antichi e moderni, in particolare nella cultura francese tra fine '600 e inizio '700, dibattito che sancì l'affermazione della coscienza europea verso la superiorità dei moderni, i quali potevano disporre di un patrimonio di conoscenze e di esperienze che consentiva loro di progredire oltre i grandi esempi del mondo classico. La periodizzazione dell'età moderna si affermò definitivamente quando Burckhardt nella sua opera "La civiltà del Rinascimento in Italia" (1860) elaborò il concetto di Rinascimento come sorgere della civiltà moderna. La rivoluzione Francese creò un bug nella periodizzazione perchè ebbe influenza sui paesi industrializzati, così si decise di aspirare ad una storia globale (world History) in grado di ricostruire le vicende dell'umanità in una prospettiva spazio-temporale più ampia, del progresso dell'umanità.
Si pose la necessità di intraprendere uno studio strutturato su popolazione ed economia e nel XVII secolo in Inghilterra, in particolare con Graunt, il quale, nel 1662 analizzò i bollettini della mortalità pubblicati settimanalmente a Londra e dell'economista Petty, che studiò la crescita di popolazione di Londra e Dublino. Nel 1741 arrivò Sussmilch (Germania) che dimostrò la possibilità di ricavare principi generali dall'osservazione dei fenomeni demografici (volontà di Dio).
Nel 1789 comparve invece la raccolta di Malthus che, attraverso le sue analisi, formulò il problema del rapporto tra popolazione e mezzi di sussistenza- la popolazione in condizioni naturali accresce secondo una progressione geometrica mentre le risorse naturali accrescono secondo una progressione aritmetica; questo squilibrio è corretto periodicamente da freni naturali come guerre, carestie ed epidemie o freni preventivi/morali (castità prematrimoniale, matrimoni tardivi).
Dalla fine del '700 ci fu un radicale cambiamento nella disponibilità di fonti per lo studio della popolazione: venne fatto un censimento in Spagna nel 1787 e negli USA nel 1790; grazie alla rivoluzione Francese lo Stato ebbe il compito di registrare attraverso mezzi pubblici tutte le nascite, i matrimoni e le morti degli abitanti, senza distinzione di ceto. Questa novità si estese a tutti i paesi occupati dalle armate napoleoniche e nell'800 si ebbero i primi uffici; in Italia i censimenti iniziarono ad essere eseguiti ogni 10 anni dal 1861. Compiti della demografia: Stato della popolazione, struttura, composizione (sesso,età, stato civile); per le epoche precedenti invece si possono solo fare valutazioni approssimative circa gli abitanti. Nel medioevo le rilevazioni furono sporadiche e limitate a determinati territori. Come prime forme di rilevazione abbiamo: il "Domesday book" in Inghilterra del 1000 e il catasto fiorentino del 1400 ca .; importanti furono anche i libri di battesimo, matrimonio e delle sepolture redatti dalla chiesa. Indice di natalità e mortalità viene stabilito una volta che si sa il numero di abitanti dividendo il numero dei nati in un anno per il totale della popolazione e moltiplicando per mille. Altra operazione importante è la speranza di vita che si ottiene cancellando progressivamente i nati in un anno e i morti dell'anno successivo fino all'esaurimento della lista, dividendo per il numero totale.
Andamento della popolazione mondiale- due punti di svolta: sviluppo dell'agricoltura a partire dal 10.000 a.C., epoca in cui si contavano circa 6 milioni di abitanti per arrivare nell'era cristiana con 250 milioni di abitanti e epidemie.
Epidemie-> A partire dal '500 si assistette alla diffusione della lebbra, seguita poi da sifilide, tifo, vaiolo e peste (per la peste venne identificato ad Hong Kong il bacillo nel 1894); peste bubbonica This document is available free of charge on studocu Scaricato da Laura Uliano (laura.uliano2004.ballerina@gmail.com)(70/100 di mortalità) e peste polmonare (100/100 mortalità). Peste nera tra il 1347 e il 52 causò la morte di 250.000.000 di persone e durò fino al 1750, poi venne debellata. Guerre-> Aumento della mortalità causata dalle nuove armi e dall'incremento degli eserciti; gli effetti della guerra sull'andamento demografico furono soprattutto indiretti: carestie, saccheggi, violenze ai danni della popolazione civile, sfruttamento e distruzione delle risorse, carestie e conseguenti malattie. Carestie - Periodicamente si ripresentarono lungo tutto il corso dell'età moderna; la causa principale fu l'eccessiva dipendenza della popolazione dal consumo di cereali (i 2/3 delle calorie della dieta delle classi inferiori era composta da cereali). Nel '700 si ha un cambio di alimentazione, con l'introduzione della patata, del mais e del riso.
Mortalità e natalità infantile -> 1/4 dei bambini moriva prima di 1 anno, e un altro quarto prima dei 5 anni; c'era un'assenza di controllo delle nascite e la natalità era circa al 35-40%.
La popolazione nell'età moderna- La catastrofe demografica della peste condizionò molto lo sviluppo della popolazione Europea ed il recupero dei vuoti fu piuttosto lento; i livelli di popolazione di inizio '300 furono raggiunti quasi ovunque solo all'inizio del '500, quando si avviò una fase di crescita abbastanza accentuata. Ci fu però stagnazione nel '600, soprattutto in Italia ed in Spagna, per quanto riguarda la Germania invece ci fu la devastazione sulla popolazione causata dalla guerra del 30 anni. Nel '700 si assistette invece ad una transizione demografica, le cause sono difficili da riscontrare, si ebbe una natalità più elevata ed una mortalità ridotta, forse per una congregazione di fenomeni, non c'è una soluzione univoca: pressione provocata dall'andamento demografico e quindi crescita delle risorse o crescita delle risorse e quindi aumento della popolazione.
Differenze tra popolazione urbana e popolazione rurale - All'interno della popolazione urbana ci sono più donne (domestiche) e uomini (del clero) non sposati, in città invece la mortalità era più elevata poiché i ceti più bassi vivevano in condizioni pessime. Gli spazi urbani sono ridotti, si ha una crescita di questi solo nell'XI-XIII secolo. Particolarmente intenso risultò lo sviluppo degli spazi urbani nella penisola italiana. Ci fu la nascita delle grandi capitali: Madrid, Vienna, San Pietroburgo: il loro emergere avvenne di pari passo alla loro funzione di centri politico- istituzionali ed amministrativi.
La società di antico regime era fondata su un'economia prevalentemente agricola, alla fine del '770 mediamente il 75% della popolazione europea era impegnata in lavori agricoli, quando la produttività agricola aumentava, le persone si spostavano verso gli altri settori. Questo processo si sviluppò molto velocemente in Inghilterra, dove già nel 1801 la forza lavoro agricola era al 36% per scendere sotto al 10% nel 1914. Per quanto riguarda il resto del continente invece la modernizzazione delle tecniche di coltivazione ed il superamento dell'agricoltura tradizionale portarono alla modernizzazione.
Nell'età medievale le grandi proprietà erano suddivise in pars dominica gestita dal proprietario con prestazione di giornate di lavoro gratuite e pars massaricia, suddivisa tra contadini liberi e schiavi. Tra il IX e il X secolo i proprietari terrieri assunsero sempre di più una funzione di protezione e difesa delle popolazioni che vivevano nelle loro terre, anche a causa della debolezza Scaricato da Laura Uliano (laura.uliano2004.ballerina@gmail.com)del potere politico e si istituì una signoria fondiaria, in cui il signore, in cambio di protezione, imponeva obblighi, riscuoteva tributi e amministrava la giustizia. Scomparve quasi totalmente la schiavitù ma i contadini, liberi o al servizio del padrone, assunsero una posizione comunque di servaggio - coloni adscripticii, più tardi chiamati servi della gleba. Legame di vassallaggio: ad una persona viene concesso il feudo come beneficio in cambio di fedeltà e servizio.
Lo sviluppo dell'agricoltura insieme alla ripresa degli scambi commerciali portò all'erosione del potere signorile, i contadini iniziano a spostarsi verso le città e tra il XII e XIII secolo decadono quasi ovunque le limitazioni delle libertà personali. A partire dal XV secolo poi si ebbe la tendenza di principati e monarchie a richiamare nelle proprie mani le funzioni di ordine amministrativo e politico che avevano delegato prima ai signori medievali. Agli inizi del '500 dunque il servaggio era di fatto scomparso, le corvées erano limitate a qualche giornata di lavoro, la riserva signorile era generalmente divisa in appezzamenti affidati a contadini titolari di diverse tipologie di contratto e si pagava in natura o in denaro. La parte maggiore dell'azienda era suddivisa in unità di coltivazione, in Francia chiamate Mansi, sulle quali risiedevano famiglie coloniche; il terreno era condiviso col signore, il contadino doveva pagare il censo annualmente, non molto gravoso; più pesante era invece il pagamento in natura (es. lo Champart, che consisteva nella terza o quarta parte del raccolto) e in più il contadino poteva lasciare la terra e venderla dovendo però pagare al signore il diritto di laudemio; i diritti signorili non finivano qui: il mulino, il frantoio, il forno ecc erano di proprietà del signore e il contadino era tenuto a pagargli il diritto di bannalità. I diritti signorili potevano essere ereditati o comprati, la giurisdizione del territorio era prima dei signori e poi dei tribunali.
Nel '400 si ebbe la seconda ondata di servaggio, in Polonia, Russia, Boemia, Ungheria, Germania, Danimarca, ... l'incremento demografico aveva richiesto una domanda più elevata di manodopera e ciò portò ad una condizione di duro sfruttamento dei contadini, vincolati al signore. Le corvées aumentarono molto, i contadini perdevano sempre più libertà, dovevano ottenere il permesso dei padroni anche per potersi sposare. Tutta questa parte di Europa era basata sul lavoro coatto del mondo contadino, spesso c'erano fughe di contadini o rivolte vs signori ( es. i Cosacchi, insurrezione a Sten'ka Razin), clima di profondo malessere, il servaggio permase fino al XIX secolo in Ungheria, Romania e Russia, finchè Alessandro II lo abolì.
Agricoltura di sussistenza - in primo luogo puntava a produrre gli alimenti e gli altri prodotti di cui la famiglia aveva bisogno, il ricorso al mercato era dunque marginale. Tutta la famiglia non viveva sola ed isolata, era ovunque integrata nella realtà del villaggio, che condizionava ogni aspetto della vita, dell'attività economica e delle vicende individuali. Nelle zone in cui erano previsti i contratti agrari c'erano case coloniche, vicine ai terreni da coltivare; in Europa occidentale invece le case dei contadini erano riunite in villaggi, con non + di 1000 abitanti. L'agricoltura praticata era di tipo comunitario, basato sulla rotazione delle colture. Il territorio del villaggio era diviso in 3 parti, ciascuna delle quali era coltivata il primo anno a semina invernale, il secondo ad avena o orzo ed il terzo anno veniva lasciata a maggese. Molto importanti erano i campi in comune, spesso formati da boschi e pascoli; su queste terre gli abitanti potevano far pascolare le greggi, raccogliere legna e fabbricare carbone. Nel mondo contadino vi erano però posizioni differenti: in Francia al vertice della gerarchia contadina vi erano i laboureurs, che avevano proprietà più estese e disponevano anche di animali, diversa era la condizione dei manouvriers, che non avevano terra. Un'agricoltura statica - XI secolo:aratro pesante e aratura del cavallo, nel '500 non ci furono scoperte eclatanti. Scompare la carne dalla dieta contadina, la This document is available free of charge on studocu Scaricato da Laura Uliano (laura.uliano2004.ballerina@gmail.com)