Psicologia Cognitiva: Embodied Cognition, Memoria e Apprendimento

Documento di Università sulla psicologia cognitiva, embodied cognition, memoria e apprendimento. Il Pdf esplora i processi cognitivi e mnemonici, analizzando le strutture della memoria e il modello di Baddley e Hitch, utile per gli studenti di Psicologia.

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39 pagine

EMBODIED COGNITION
con questo approccio viene superata la metafora del sandwich, dove la cognizione viene vista
come un sistema centrale e più importante messo tra 2 sottosistemi, percezione e azione, che
sono in relazione circolare.
l’embodied cognition è un approccio odierno che sottolinea la connessione tra funzioni mentali
e interazione corpo-ambiente, in quanto non viviamo nel nulla cosmico ma siamo immersi
nell’ambiente estenso. Viene introdotto il concerto di simulazione in quanto, quando vediamo
svolere un azione da qualcuno, nella nostra mente la simuliamo come se fossimo già pronti
per mettera in atto. Questo dimostra che i processi cognitivi sono sempre collegati alle
esperienze senso-motorie e ala nostra capacità di agire nel mondo esterno.
Due approcci importanti sono poi:
cold cognition: secondo cui è importante studiare anche i processi superiori come
attenzione, memoria e apprendimento
hot cognition: che fa leva sull’importanza delle emozioni e delle motivazioni sottostanti il
comportamento umano poiché influenzano e modulano tutti i processi cognitivi
Quindi i punti chiave di questi approcci sono: lo studio delle variabili ecologicamnete valide,
l’attenzione all’interazione tra processi cognitivi-corpo-ambiete-emozioni-motivazioni e l’idea
di un approccio interdisciplinare
MODELLO HIP E APPROCCI CLASSICI
Secondo la metafora del computer, la mente viene vista come un software attraverso il quale
le informazioni vengono elaborate e fornite come prodotto.
questa visione si serve del modello HIP e di diagrammi di flusso con cui si possono illustrare i
passaggi che avvengono quando entriamo in contatto con l’informazione fino al
comportamento finale.
Secondo il modello HIP, le funzioni e i processi sono scomponibili in gruppi di operazioni
distinte e sequenziali.
secondo la metafora del sandwich invece la cognizione sarebbe il sistema centrale più
importante, racchiuso tra 2 sistemi periferici ovvero percezione e azione.
Sono tutti processi sequenziali, ma questa caratteristica è anche un limite, assieme
all’unidirezionalità

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Anteprima

EMBODIED COGNITION

con questo approccio viene superata la metafora del sandwich, dove la cognizione viene vista come un sistema centrale e più importante messo tra 2 sottosistemi, percezione e azione, che sono in relazione circolare. l'embodied cognition è un approccio odierno che sottolinea la connessione tra funzioni mentali e interazione corpo-ambiente, in quanto non viviamo nel nulla cosmico ma siamo immersi nell'ambiente estenso. Viene introdotto il concerto di simulazione in quanto, quando vediamo svolere un azione da qualcuno, nella nostra mente la simuliamo come se fossimo già pronti per mettera in atto. Questo dimostra che i processi cognitivi sono sempre collegati alle esperienze senso-motorie e ala nostra capacità di agire nel mondo esterno.

Approcci Importanti

Due approcci importanti sono poi:

  • cold cognition: secondo cui è importante studiare anche i processi superiori come attenzione, memoria e apprendimento
  • hot cognition: che fa leva sull'importanza delle emozioni e delle motivazioni sottostanti il comportamento umano poiché influenzano e modulano tutti i processi cognitivi

Quindi i punti chiave di questi approcci sono: lo studio delle variabili ecologicamnete valide, l'attenzione all'interazione tra processi cognitivi-corpo-ambiete-emozioni-motivazioni e l'idea di un approccio interdisciplinare

MODELLO HIP E APPROCCI CLASSICI

Secondo la metafora del computer, la mente viene vista come un software attraverso il quale le informazioni vengono elaborate e fornite come prodotto. questa visione si serve del modello HIP e di diagrammi di flusso con cui si possono illustrare i passaggi che avvengono quando entriamo in contatto con l'informazione fino al comportamento finale. Secondo il modello HIP, le funzioni e i processi sono scomponibili in gruppi di operazioni distinte e sequenziali. secondo la metafora del sandwich invece la cognizione sarebbe il sistema centrale più importante, racchiuso tra 2 sistemi periferici ovvero percezione e azione. Sono tutti processi sequenziali, ma questa caratteristica è anche un limite, assieme all'unidirezionalità

APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE

Questo approccio allo studio della cognizione, mette in evidenza limiti e vantaggi di ciascun approccio precedente, utilizzandoli insieme.

  • psicologia cognitiva sperimentale: per studiare la cognizione, gli psicologi cognitivi usano esperimenti in laboratorio. Questo ha portato allo sviluppo della maggior parte delle teorie sul funzionamento cognitivo, ma presenta dei limiti: il comportamento è un indice indiretto, poiché si può osservare parzialmente quello che avviene; in più i paradigmi di cui si compone sono eccessivamente rigidi e a volte non permettono di generalizzare i risultati
  • neuropsicologia cognitiva: si basa sullo studio dei paziente con lesioni celebrali al fine di comprendere meglio il funzionamento normale dei processi mentali. I limiti di questo approccio sono: la riduzione al minimo dell'interazione tra processi cognitivi, la difficile interpretazione dei risultati derivanti da studi con pazienti che si differenziano in base alla localizzazione della lesione , all'eta, all'esperienze vissute, l'insufficiente enfasi data alle funzioni cognitive generali, non tiene conto delle strategie compensatorie e della riorganizzazione celebrale, delle differenze tra i pazienti anche se hanno la stessa lesione e dell'estinzione della lesione a più moduli
  • Neuroscienze cognitive: studiano la relazione tra processi cognitivi e funzioni del cervello per scoprire come il cervello contribuisce all'attività cognitiva. Limiti: presunzione di una specializzazione funzionale, forniscono dati di correzione a volte di importanza limitata per le teorie cognitive(mostrano che un aria si attiva durante l'esecuzione di un compito ma non dimostrano che quell'area è necessaria), le configurazioni di attivazione celebrale non costituiscono evidenza diretta dell'elaborazione cognitiva
  • scienza cognitiva computazionale: usa il metodo simulat crea modelli che vogliono simulare il comportamento umano in maniera fedele. Permette di: valutare l'adeguatezza di un compito, fare predizioni da testare attraverso esperimenti i limiti sono: non formulato nuove previsioni, è un approccio complesso e non c'è considerazione dei fattori emotivi e motivazionali

NEUROPSICOLOGIA COGNITIVA

Si basa sullo studio dei paziente con lesioni celebrali al fine di comprendere meglio il funzionamento normale dei processi mentali. Si occupa di valutazione, diagnosi, riabilitazione neuropsicologica volta al recupero di funzioni cognitive complesse, compensa deficit conadeguate strategie. il punto di partenza è: Correlazione anatomo- clinica, la sede e l'estensione di una lesione celebrale sono messe in relazione con deficit delle funzioni mentali presenti nel paziente

Assunti di Base

Gli assunti di base sono:

  • modularità funzionale, ovvero la specificità di alcuni processi che sono isolabili e indipendenti (se una lesione intacca quel processo, quel processo avrà un deficit nella sua funzione); correlato al concetto di seriali di elaborazione (si da per scontato che i moduli interagiscano poco tra loro)
  • modularità anatomica, ovvero esistenza di specifiche aree che sono predisposte a determinate funzioni
  • uniformità dell'architettura funzionale delle persone
  • Sottrattività e trasparenza: un danno ad un modulo porta a un deficit della funzione da esso svolto, lasciando intatte le funzioni cognitive supportate da altri moduli

Metodi di Osservazione

i metodi (ovvero le osservazioni che uso per andare a infierire nella relazione tra lesione- funzioni mentali ) sono:

  • associazione: secondo cui se si osserva un deficit nella funzione A e nella funzione B, questi dipendono dallo stesso meccanismo. Dà conclusioni deboli perchè non è detto che sia sempre cos,ì i compiti possono essere mediati da meccanismi diversi ma da aree adiacenti
  • Dissociazione semplice: secondo cui non ci sarebbe un sistema specifico che si occupa di rispondere agli stimoli di una stessa class. Ad esempio potrebbe esserci un deficit selettivo per il riconoscimento dei volti, ma la capacità intatta di riconoscere gli oggetti
  • doppia dissociazione: ovvero il confronto di un paziente con deficit opposti e meccanismi intatti opposti. È una sorta di controllo incrociato che da conclusioni più forti. ma non basta, perchè è una dissociazione funzionale, quindi una differenza nella prestazione dei due pazienti, ma serve una dissociazione anatomo-funzionale ovvero quando i due pazienti hanno 2 lesioni in ue circuiti celebrali diversi, il che spiega la loro prestazione speculare. È l'unica condizione che ci permette di pensare che ci sia un meccanismo speicifico per ogni funzione

LIMITI E PUNTI DI FORZA DELLE NEUROSCIENZE COGNTIVE

Le neuroscienze cognitive studiano la relazione tra processi cognitivi e funzioni del cervello per scoprire come il cervello contribuisce all'attività cognitiva e usa le scoperte per testare le teorie cognitive sul funzionamento della mente.

Punti di Forza

  • si tratta dello studio dell'attività celebrale attraverso delle tecniche di neuroimmagine differenti che permettono di osservare la specializzazione funzionale e l'integrazione celebrale formando buona o ottima risoluzione spaziale e temporale

Limiti

  • presunzione di una specializzazione funzionale
  • Associazioni correlative: forniscono dati di correlazione a volte di importanza limitata, mostrano un area che si attiva durante l'esecuzione di un compito ma non dimostrano che quell'area è necessaria
  • le configurazioni di attivazione celebrale non costituiscono evidenza diretta dell'elaborazione cognitiva
  • Restrizioni sui compiti che possono essere usati durante gli scanner
  • per la stimolazione magnetica transcranica (TMS) non si comprende bene quai siano i rischi e gli effetti collaterali del suo utilizzo
  • Non vengono considerati fattori emotivi e motivazionali

TECNICHE DI NEUROIMMAGINE PER MISURARE L'ATTIVITÀ CEREBRALE

Tecniche per Mappare la Struttura

  • TAC (tomografia assiale computerizzata): radiografia che permette di analizzare il cervello in sezioni
  • Risonanza magnetica (RM): tramite campi magnetici viene rilevato lo spostamento di ioni, in base al quale si rileva la struttura del cervello

da qui si derivano : spettroscopia di RM (permette di rilevare la concentrazione di metaboliti ovvero residui del metabolismo) e RM con tensore di diffusione (permette di misurare le molecole d'acqua che si spostano in una direzione: misura la connettività del cervello visualizzando i tratti di materia bianca)

Tecniche per Analizzare le Funzioni

  • elettroencefalogramma (EEG): registrazione dell'attività elettrica corticale di molti neuroni tramite elettrodi posti sul cuoio capelluto. Le fluttuazione dell'EEG sono suddivise in bande oscillatorie che danno un'indicazione sull'attività cerebrale
  • potenziali evento correlati (ERPs) o potenziali evocati: sono cambiamenti transitori nel segnale EEG che avvengono in risposta a eventi interni o esterni. Dopo molte prove, coente di fare una media dell'attività cerebrale in condizioni base e differenziarla dall'attivazione derivata da un determinato compito. Ha un ottima risoluzione temporale quindi siamo in grado di rilevare i cambiamenti che avvengono subito dopo che si è verificata la stimolazione, ma bassa risoluzione spaziale
  • Magneto-encelografia (MEG): rileva le fluttuazioni nei campi magnetici generate dall'attività elettrica dei neuroni. Non è invasiva ma è poco utilizzata perche costosa. migliore risoluzione spaziale rispetto all'EEG
  • tomografia ad emissione di positroni (PET): rileva il flusso sanguigno, in particolare il consumo di ossigeno, e sopratutto il metabolismo del glucosio. richiede di iniettare nel soggetto un isotopo radioattivo che, immesso nel flusso sanguigno, raggiunge i punti in cui c'è maggiore richiesta di sangue, ciò permette di vedere quali sono le aree che stanno lavorando di più. Migliore risoluzione spaziale, invasiva.
  • Risonanza magnetica funzionale (fMRI): rileva la variazione dell'ossigenazione sanguigna nel tempo. È meno invasiva della PET. Ha una buona risoluzione spaziale e temporale
  • spettografia funzionale del vicino infrarosso (fNIRS): è un'altra modo di rilevare il livello di ossigeno, ma tramite una luce che passa attraverso il cranio. La rifrazione di questi fasci di luce cambia in base alla concentrazione di ossigeno del sangue, rilevando le aree più attive. Metodo non invasivo
  • Stimolazione magnetica transcranica (TMS): si produce, con uno stimolatore, un campo magnetico localizzato su una porzione di cuoio capelluto che può causare: - un'attivazione temporanea dell'area cerebrale attraversata dalla corrente, che porta alla lesione temporanea e reversibile - attivazione di un area cerebrale, in modo tale che possa vedere a livello comportamentale delle reazioni che sarebbero solitamente sottosoglia migliore risoluzione spaziale. Non invasiva perchè la lesione è temporanea

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