Documento di Università sulla Psicometria. Il Pdf esplora la misurazione dei costrutti psicologici, le scale di Likert, Thurstone e Guttman, e la Teoria Classica dei Test, per la materia Psicologia.
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La Psicometria studia come misurare la mente. Essa è un'esigenza della psicologia che ha l'intento di asse- gnare numeri a individui in maniera sistematica e replicabile.
La motivazione è sia scientifica che applicativa. Scientifica perché serve conoscere e studiare la psicologia umana, mentre è applicativa perché ha fini pratici come la misurazione di un fenomeno reale.
Ciò che viene misurato in psicometria è il costrutto, un'entità teorica sintesi di specifici indicatori comporta- mentali non osservabile direttamente. A tal proposito, per la misurazione del costrutto si usano determinati indicatori, cioè il comportamento.
I costrutti quindi sottendono i comportamenti osservabili e sono anche chiamati variabili latenti (o anche proprietà latenti). Le ma- nifestazioni dei costrutti vengono misurate tramite le scale, degli strumenti particolari (termometro, bilancia) che misurano quantità variabili di una stessa entità e li collocano all'interno di un conti- nuo omogeneo. La fonte di variabilità nelle scale è proprio l'indi- viduo che d'altronde è l'unità di ricerca.
Non tutte le variabili misurabili in un individuo sono però latenti (ansia, intelligenza). Per esempio, il genere sessuale e l'età sono osservabili e facilmente ottenibili. In questo caso non è necessaria una scala.
Scala Comportamenti Item11 X1 Item 12 Variabile latente X2 Item31 X3 Item32 -ERRORI Item 33 ------ Variabile latente Itemn1 Item®2 Xn Itemnm
Un esempio di scala è il test psicologico il quale presuppone che una variabile latente sia in relazione causale con degli item i quali sono espressione di comportamenti.
Naturalmente, nel processo di collegamento degli item ai comportamenti si commetteranno degli errori. Il più conosciuto è quello della variabile interveniente, una variabile terza la quale determina un comportamento in particolare ma che noi siamo portati a ricondurre alla variabile latente che invece era oggetto della nostra misurazione.
In ogni caso, per la misurazione quindi abbiamo a che fare con tre elementi distinti:
Per cui, misurare vuol dire rappresentare un sistema empirico SE, nel quale è stato definito un sistema di relazioni tra i suoi elementi, INTERPRETAZIONE DEI PUNTEGGI DI SOGGETTI E DI GRUPPI DI SOGGETTI NORME DELLA POPOLAZIONE (PUNTEGGI CARATTERISTICI DI UNA POPOLAZIONE) E LLE VALIDITA' (LA SCALA E' APPROPRIATA AL COSTRUTTO) CHE ATTENDIBILITA' (QUANTITA' DI ERRORI NELLA MISURAZIONE) STANDARDIZZAZIONE (SOMMINISTRAZIONE E PUNTEGGI) tramite un sistema numero SN.
Per esempio: se esiste una relazione nel SE per cui b è più alto di a (bRa) allora sarà anche valido dire che la funzione di b sarà maggiore della funzione di a [f(a)Sf(b)] essendo f(a) e f(b) le rappresentazioni di a e b nel SN.
Le regole di corrispondenza cambiano in base alle variabili. Infatti, vi sono diversi livelli di misurazione di scale ordinate gerarchicamente secondo un grado crescente di complessità, dove ogni nuova scala di misura- zione incorpora a suo interno le proprietà della precedente:
Ogni scala definisce poi le operazioni matematiche e le statistiche ammissibili. Ecco perché si parla di signi- ficanza: ovvero l'ammissibilità di una statistica rispetto alla scala di misurazione della variabile (non ha senso calcolare la media su una scala nominale). Può essere assoluta se non varia dal passaggio da una scala a un'altra o relative se è il contrario.
Lo scaling è un'operazione di attribuzione di numeri a delle entità secondo una regola attraverso i quali si possono posizionare i soggetti all'interno di un continuum psicologico omogeneo (ansia, aggressività, estro- versione). Ogni scaling implica la costruzione di una scala.
Ci sono vari tipi di scaling secondo Giampaglia:
Gli item, in base alla loro dimensionalità, ovvero al fatto che essi si riferiscano al medesimo costrutto (dimen- sione) o a più costrutti, sono detti unidimensionali e multidimensionali.
Il processo di scaling si articola in tre fasi:
Proprio per questo, è importante operare una distinzione tra osservazione e dati:
I dati possono essere differenti tra loro. Infatti, vi sono:
Rispetto l'errore, invece, vi sono due modelli d'interpretazione:
Le scale (inventory, questionari, test) sono normalmente costituite da una serie di affermazioni, elementi mi- nimali, gli item, rispetto a cui il soggetto è invitato a esprimere un'opinione o una preferenza.
In base agli item si possono distinguere:
I risultati degli item vengono poi combinati in maniera additiva (solo se unidimensionali), ovvero sommandoli. L'assunto di fondo è che la proprietà sia interpretabile come un continuum sul quale ogni individuo può essere collocato in una determinata posizione in base al proprio punteggio, ottenuto attraverso gli item. Della pro- prietà possiamo misurare due aspetti:
Ora, ogni scala è costituita da un insieme di indicatori. A ogni indicatore corrispondono una serie di item i quali permettono di rilevare aspetti della variabile latente attraverso le scelte del soggetto rispondente (cioè in base al suo comportamento). Gli item sono raggruppati in gruppi, le batterie, che insistono su una o più pro- prietà latenti. Una batteria genera un punteggio (o score) che stabilisce il grado e la direzione di una proprietà per un soggetto.
Per cui, è fondamentale per la costruzione di una scala decidere il tipo di risposte, ovvero le alternative fornite al soggetto per la risposta. Il processo di decisione del tipo di risposta (non della domanda) si chiama anco- raggio e varia in relazione all'uso di parole o numeri:
Lo scaling di per sè non ha delle unità di misura. Pertanto, assumiamo che si possano attribuire dei valori numerici agli item, dalla cui somma si avrà poi il punteggio.
Tuttavia, per attribuire proprietà numeriche, bisogna rispettare alcuni vincoli:
In tal modo, l'unità di misura può essere replicabile e non soggettiva tenendo conto che le categorie devono avere una bassa autonomia semantica, ovvero il rapporto che ogni categoria della variabile ha con le altre della stessa variabile. Per cui, ogni categoria, in quanto indipendente, può essere interpretata completamente senza dover fare ricorso alle altre categorie (come maschio o femmina).
Invece, se si parla di modalità a parziale autonomia semantica, si riferisce a tutte quelle tipologie di risposta che di per sé non sono interpretabili completamente ma dipendono dalla declinazione delle altre opzioni, le quali ci permettono di comprendere effettivamente il valore della nostra risposta. L'esempio classico sono le scale Likert (per niente d'accordo, poco d'accordo, molto d'accordo, completamente d'accordo)
Bello -- Brutto Bello Brutto
Infine, ci sono le scale a bassa autonomia semantica, come il differenziale semantico, in cui il soggetto intervistato colloca la sua posizione all'interno del continuum definito dai due estremi dotati di significato.
L'unità di misura della scala è soggettiva e i dati generati da queste scale vengono trattati come se fossero variabili cardinali.
Inoltre, le variabili si possono dividere:
Queste sono poi le fasi nelle quali si articola il processo di costruzione di un test psicologico:
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