Slide di Manuela Urru e Fabio Gadaleta e della Cl.5 Sc. Primaria Castellinaldo/priocca su La Civiltà Romana. Il Pdf esplora la storia romana, dalle invasioni dell'Impero Romano alla fondazione di Roma, con mappe e illustrazioni per la scuola primaria di Storia.
Mostra di più40 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Capitale
degli Unni
4
Impero
Romano
d'Occidente
o
Chalons
451
Adrianopoli 378
Costantinopoli
Roma
Impero Romano
d'Oriente
Cartagine
A cura degli ins.ti Manuela Urru e Fabio Gadaleta
e della cl.5 sc. primaria Castellinaldo/Priocca.
Angli, Sassoni
Franchi
Goti
Visigoti
Ostrogoti
Unni
VandaliLa civiltà romana è la grande civiltà della penisola italica.
Anch'essa sorse in un territorio percorso da un fiume e
poi si sviluppò lungo le rive del mare.
È la civiltà di Roma.
Alcuni pastori del popolo dei Latini lasciarono i loro
villaggi e si stabilirono vicino al fiume Tevere sul colle
Palatino. Quel villaggio divenne la grande città di Roma.
Il colle Palatino era un'ottima posizione perché i pastori:
· potevano controllare la strada che portava dai territori
degli Etruschi alle città della Magna Grecia;
· erano vicini al mare;
· potevano procurarsi il sale, indispensabile per
conservare i cibi;
· avevano molti pascoli per il bestiame;
· in quel punto, nel centro del fiume, c'era l'isola Tiberina
e potevano passare facilmente da una sponda all'altra.
QUIRINALE
CAPITOLINO
VIMINALE
Taberına
ESQUILINO
Nucleo
originario
PALATINO
CELIO
AVENTINO
Roma
Albo Longa
Verso
la Magna Grecia
La leggenda di Romolo e Remo è stata raccontata per far credere che fosse stato
un dio a volere che nascesse questa potente città.
Iulo, il figlio di Enea, eroe della guerra di Troia, giunse alla foce del fiume Tevere e
fondò la città di Alba Longa.
I suoi due figli litigarono per il comando della città.
In questa lotta vinse Amulio che impedì a Rea Silvia, figlia di suo fratello di
sposarsi.
Marte, il dio della guerra, si innamorò di lei e dalla loro unione nacquero due
gemelli: Romolo e Remo.
Amulio ordinò di uccidere i bambini, ma nessuno eseguì l'ordine e i piccoli furono
messi in una cesta e affidati al Tevere.Una lupa li trovò tra le canne vicino al colle Palatino e li allattò. Poi furono
allevati da un pastore.
Da grandi uccisero lo zio e decisero di fondare una città. Anche loro litigarono
per il comando.
Romolo uccise il fratello e divenne re della città a cui venne dato il nome di
Roma.
È davvero
successo?
Documentario
Anderson
1720 - ROMA - Lupa con Romolo e Remo
Mus. Capitolino.
All'inizio della sua storia Roma fu governata da un re.
Il re guidava l'esercito, stabiliva le leggi, era il capo della religione e amministrava la
giustizia.
Il re era scelto dai senatori, che erano i capi delle famiglie più ricche.
I senatori, tutti insieme, formavano il Senato.
Secondo la tradizione a Roma governarono sette re: Romolo, Numa Pompilio, Tullio
Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio, Tarquinio il Superbo.
I due re che avevano il nome di Tarquinio erano etruschi.
Il numero sette è il numero di Roma perché, oltre ai sette re, sette era il numero dei
colli su cui sorgeva la città: Palatino, Campidoglio, Viminale, Quirinale, Esquilino,
Celio, Aventino.
I SETTE RE DI ROMA
Romolo della città fu il Re fondatore,
a lui vanno in eterno gloria e onore.
Numa Pompilio fu religioso e pio,
fece costruire un tempio per ogni Dio.
Tullo Ostilio fu Re guerriero,
dei fratelli Orazi andava fiero.
Anco Marzio gran costruttore,
del porto di Ostia fu l'inventore.
Tarquinio Prisco etrusco di gran civiltà
di case in muratura riempì la città.
Servio Tullio assai intraprendente:
di mura cinse Roma per difendere la gente.
Di questi bravi Re a rovinar la reputazione
ci pensò Tarquinio il Superbo, con la sua orrenda
azione!
Fece tanti guai e deluse così i Romani
che lo scacciarono e non vollero più sovrani!
PORTALE BAMBINI
CANTIAMO LA CANZONE!
https://youtu.be/4MJ68q yTxo1
7 RE DI ROMA
ROMOLO
TARQUINO IL
SUPERBO
NUMA POMPILIO
TULLO OSTILIO
ANCO
MARZIO
TARQUINIO
PRISCO
SERVIO
TULLIO
4
ERA LATINO
FECE LE
GUERRE AI
POPOLI
VICINI E
CONQUISTO
LA TERRA
DEI SABINI
ERA SABINO,
CERCO' DI
TRASMETTERE
AL POPOLO I
VALORI
RELIGIOSI E
DELLA VIRTU'
ERA LATINO.
FU UN RE
GUERRIERO E
DISTRUSSE LA
CITTA DI
ALBALONGA
ERA
SABINIO.
FECE
COSTRUIRE
IL PORTO DI
OSTIA
ERA
ETRUSCO
SOTTOMISE
ALCUNE
POPOLI
CONFINANTI
CON IL LAZIO
ERA
ETRUSCO
COSTRUP
LE PRIME
MURA
INTORNO
A ROMA
ERA
ETRUSCO
FU L'ULTIMO
RE DI ROMA
GOVERNO
CON
ARROGANZA
FU LUI A
FONDARE
ROMA E
CREARE
IL. SENATO
FECE
COSTRUIRE
TEMPLI E
ALTARI, TRA
CUI QUELLO
DEL DIO
GIANO
ESTESE
IL
DOMINIO
ROMANO
A TUTTO<
IL LAZIO
FECE
COSTRUIRE
IL PONTE
SUBLICIO,
PRIMO
PONTE
DELLA
CITTA'
REALIZZO
IMPORTANTI
OPERE
PUBBLICHE
FU CACCIATO
DA UNA
RIVOLTA
POPOLARE
COST EBBE
INIZIO LA
REPUBBLICA
REPUBBLICA
DAL LATINO
RES PUBLICA
"COSA
PUBBLICA", IL
POTERE ERA
DEI CITTADINI
La società romana era divisa in due classi sociali: i patrizi e i
plebei.
I patrizi erano i discendenti delle famiglie che avevano
fondato la città.
Possedevano terreni, bestiame ed erano gli unici che
potevano dedicarsi al governo della città.
I plebei erano i discendenti di coloro che erano arrivati a
Roma dai territori vicini alla città.
I plebei, che erano artigiani e commercianti, non potevano
partecipare al governo della città.
Al servizio dei patrizi e dei plebei più ricchi vi erano i clientes
e gli schiavi.
Clientes vuol dire "coloro che ubbidiscono".
I clientes lavoravano per le famiglie più ricche in cambio di
protezione e denaro.
Gli schiavi non erano liberi: erano proprietà dei loro padroni.
Spesso erano prigionieri di guerra.
Alcuni schiavi avevano incarichi importanti nella casa del
padrone.
Gli schiavi particolarmente fedeli a volte venivano liberati ed
erano chiamati liberti.
LA SOCIETA'
ROMANA
ERA COMPOSTA DA
GLI SHIAVI
ERANO GRUPPI
DI FAMIGLIE
IMPARENTATE
TRA LORO
I PATRIZI
PATRES CIOE'
PADRE),ERANO
GLI
ARISTROCATICI
ROMANI,
ERANO LA
MAGGIOR
PARTE DEL
POPOLO,
ERANO POVERI
ERANO
QUELLI CHE
UBBIDIVANO
AI PATRIZI
ERANO
PRIGIONIERI
DI GUERRA,
O PERSONE
CHE
AVEVANO
RUBATO O
UCCISO
IN OGNI GENS
C'ERA IL
PATER
FAMILIAS.
CIOE' UN
CAPOFAMIGLIA
MASCHIO
DISCENDENTI
DEI
FONDATORI DI
ROMA
ALCUNI ERANO
RICCHI
COMMERCIANTI
E CONTADINI, O
PROPRIETARI DI
TERRE
IN CAMBIO DI
PROTEZIONE
E AIUTI
LAVORAVANO
LE TERRE E
ALLEVAVANO
BESTIAME
POSSEDEVANO
GRAN PARTE
DELLE TERRE
IL PADRONE
POTEVA
UCCIDERLI .
VENDERLI O
RIDARGLI LA
LIBERTA'
ALCUNE FAMIGLIE
IMPORTANTI
PARTECIPAVANO
AI COMIZI CURIATI
ERANO
OBBLIGATI A
COMBATTERE
QUANDO
ROMA ERA IN
PERICOLO
SOLO LORO
POTEVANO
FAR PARTE
DEL
SENATO
NON POTEVANO
FAR PARTE
DELLA VITA
PUBBLICA DELLA
CITTA'
QUEI POCHI
CHE
RIAVEVANO
LA LIBERTA'
ERANO
CHIAMATI
LIBERTI
ERA
BASATA
SULLA
GENS
PLEBEI
I CLIENTES
LA FAMIGLIA : il potere del capo famiglia
Il centro della società romana era rappresentato dalla famiglia, intesa
come nucleo allargato alla cui cima si trovava il pater familias, ossia il
capo famiglia, e comprendeva oltre alla moglie e ai figli anche i familiares,
ossia i nipoti, i nonni, gli zii e gli schiavi. Il capo famiglia aveva potere
illimitato su tutti.
Gli uomini erano affettuosi con i figli, i figli maschi ricevevano in dono dal
padre la bulla, portato al collo come un medaglione. A seconda dello stato
sociale e della ricchezza della famiglia che la commissionava, veniva
realizzata con materiali diversi; in rare occasioni tutta d'oro, nel caso di un
bimbo appartenente ad una famiglia dell'alta aristocrazia romana, più
comunemente in piombo rivestito di una lamina d'oro. La bulla veniva
anche realizzata per le classi meno abbienti in materiali più poveri, come in
tessuto o in cuoio da portare fino alla maggiore età che si raggiungeva a
17 anni quando la si restituiva al padre per avere in cambio la toga. Le
femmine invece raggiungevano la maggiore età a 12 anni, età considerata
sufficiente per sposarsi.
Dettaglio da un bassorilievo che
mostra un ragazzo Romano che
indossa una bulla
L'ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo, fu talmente violento che venne cacciato dalla città.
Così, proprio nel 509 a.C., fu abolita la Monarchia ed istituita la Repubblica ( parola di origine
latina che significa "cosa pubblica" cioè uno stato governato con la partecipazione attiva dei
cittadini).
I poteri vennero così affidati:
Assemblee dei cittadini
IL SENATO = composto dai patrizi
P
I senatori
COMIZI CENTURIATI = composto dalle assemblee
del popolo
Avevano i seguenti compiti:
· Discutevano e proponevano le leggi ( COMIZI CENTURIATI)
. Approvavano le decisioni
e le leggi proposte dai COMIZI CENTURIATI (POTERE
LEGISLATIVO) ( SENATO)
. Decidevano la pace e la guerra ( SENATO)
· Eleggevano e controllavano I MAGISTRATI ( SENATO E COMIZI CENTURIATI)
· I MAGISTRATI = svolgevano gli incarichi pubblici
. I CONSOLI = erano i due magistrati più importanti e governavano la REPUBBLICA
per un anno facendo eseguire le decisioni del SENATO (POTERE ESECUTIVO)
I consoli
· I DITTATORI = era un magistrato straordinario che per sei mesi assumeva tutte le
cariche dei due consoli in caso di grave pericolo
· I PRETORI = amministravano la giustizia , governavano le province (= terre
conquistate) in nome dei CONSOLI
· I CENSORI = compilavano gli elenchi dei cittadini in base al reddito;
· I QUESTORI = custodivano il tesoro dello Stato, cioè erano una sorta di "cassieri";
· GLI EDILI = si occupavano dell'ordine e della manutenzione degli edifici pubblici.
dell'organizzazione delle feste e degli spettacoli.
La popolazione era divisa in due classi sociali fondamentali:
I Patrizi
Erano i discendenti dei patres, gli antenati fondatori della città. Erano
ricchi proprietari terrieri, ricoprivano cariche pubbliche e facevno parte
del Senato. Erano suddivisi in gentes, cioè gruppi di famiglie nobili che
discendevano da uno stesso antenato. Ogni famiglia dipendeva dal
pater familias, il membro della famiglia più anziano
I Plebei
Costituivano la grande maggioranza della popolazione ma inizialmente
non avevano il diritto di partecipazione alle attività dello Stato. Erano
commercianti , artigiani, pastori e contadini ma erano tutti liberi.
Eventualmente per ottenere dei favori si dichiaravano clienti dei patrizi.
GLI SCHIAVI non erano liberi ed appartenevano al padrone. Potevano essere prigionieri di
guerra o plebei che si erano "venduti" per debito