Dolore e terapia strumentale: definizione IASP e tipologie di dolore

Slide da International Association For The Study Of Pain (IASP) su Dolore e Terapia Strumentale. Il Pdf esplora il dolore e la nocicezione, analizzando le tipologie di dolore neurogeno e psicogeno, e illustra i principi della terapia fisica in ambito universitario.

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40 pagine

DOLORE E TERAPIA
STRUMENTALE
International Association for the Study of Pain (IASP)
esperienza sensoriale ed emotiva
spiacevole associata con un danno
tissutale reale o potenziale o descritta
come se tale danno ci fosse
Non solo semplice attivazione di un sistema
nervoso complesso, ma stato psicologico sul
qual e g i o c a n o l e l o r o i n f l u e n z e l o s t a t o
emozionale e precedenti esperienze spiacevoli
La nocicezione è il processo attraverso
il quale è possibile percepire il dolore.

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DOLORE E TERAPIA STRUMENTALE

International Association for the Study of Pain (IASP)

CIAT
ION
FOR
ASS
THE
ONAL
STUDY
IASP
OF
IN
66

esperienza sensoriale ed emotiva
spiacevole associata con un danno
tissutale reale o potenziale o descritta
come se tale danno ci fosse

Non solo semplice attivazione di un sistema
nervoso complesso, ma stato psicologico sul
quale giocano le loro influenze lo stato
emozionale e precedenti esperienze spiacevoli
La nocicezione è il processo attraverso
il quale è possibile percepire il dolore.

PAIN Sistema Algico: cenni anatomo-fisiologici

Sistema neuro-ormonale complesso a proiezione diffusa (3 sottosistemi

  1. SISTEMA AFFERENZIALE
    conduce gli impulsi nocicettivi dalla periferia ai centri superiori
  2. SISTEMA DI RICONOSCIMENTO
    decodifica e interpreta l'informazione valutandone la pericolosità e predisponendo la
    strategia della risposta motoria, neurovegetativa, endocrina e psicoemotiva

SISTEMA NOCICETTIVO

SISTEMA ANTINOCICETTIVO

  1. SISTEMA DI MODULAZIONE E CONTROLLO
    provvede ad inviare impulsi inibitori al midollo spinale allo scopo di ridurre la potenza
    degli impulsi nocicettivi afferenti.

Una visione d'insieme

Lungo il percorso dalla
periferia alla corteccia
cerebrale (dove avviene la
percezione del dolore) il
messaggio nocicettivo
attraversa tre aree
fondamentali:

  • midollo spinale
  • tronco cerebrale
  • talamo

Corteccia
cerebrale
Terzo ventricolo
Ipotalamo
Corteccia
Corteccia
somatosensoriale
Talamo
Amigdala
Corteccia
insulare
Tronco
cerebrale
PAG
Nucleo del
rafe magno
>
Midollo spinale
Ganglio
spinale
Nocicettore
Stimolo
nocicettivo
Midollo
spinale
Sostanza
grigia

Nocicettori periferici

Tipo
Tipo di fibra e
diametro
Velocità
di conduzione
Recettori
meccanotermici
Αδ (1-5 μ)
2-20 m/s
Nocicettori
C (0,25-1,5 L)
< 2,5 m/s

  • I nocicettori sono terminazioni libere delle fibre nervose di tipo C (amieliniche) e Ao
    (rivestite di una sottile guaina mielinica).
  • Entrambe sono rami periferici dei neuroni pseudounipolari che hanno il corpo cellulare nei
    gangli sensitivi.
  • Le fibre C sono polimodali, vengono cioè attivate da stimoli meccanici, termici e chimici.
  • Le fibre Ao vengono attivate da stimoli meccanici e termici (> 45 ℃).
  • Le differenze anatomiche fra i due tipi di nocicettori (presenza o meno di rivestimento
    mielinico) determinano differenti dimensioni e velocità di conduzione degli impulsi
  • Lungo le fibre C, la velocità di conduzione è particolarmente bassa

Midollo spinale

Soloo intermedio
posteriore
Setto mecano
posteriore
Fibre A &
Fibre C
Cardane
posteriore
Comd
dorsalo
Canala
centrale
IV
Regione
Intermedia
Cordone laterale
9 Loungue
Corno
ventrale
Comkone
anteriore
Commessura bianca
anteriore
Solco mediano
anter lore

  • Le fibre C terminano in
    corrispondenza delle lamine I e II
    del corno dorsale
  • Le fibre Ao terminano in
    corrispondenza delle lamine I e V
    del corno dorsale.
  • La trasmissione degli impulsi nocicettivi dal neurone periferico
    a quello spinale (prima sinapsi spinale) avviene grazie ai
    mediatori eccitatori: Sostanza P (SP), glutammato (GLU),
    neurochinina A (NKA).
    SP
    NKA
    -GLU
    CGRP
    NEURONE
    SPINALE
    CARD
    CCAF

Tronco cerebrale e talamo

  • Nel tronco cerebrale, i neuroni della sostanza
    reticolare sono in grado di modulare
    l'informazione nocicettiva che proviene dal
    midollo spinale.
  • Essi vengono attivati da fibre eccitatorie
    provenienti dal talamo e, a loro volta, inviano
    fibre inibitorie ai nuclei talamici.
  • In questo modo, si realizza uno dei più
    importanti meccanismi di controllo
    segmentario delle afferenze ai centri
    superiori.

Talamo e corteccia cerebrale

  • Il talamo riceve l'informazione nocicettiva
    dal midollo spinale e la trasmette a varie
    zone della corteccia cerebrale.
  • I neuroni corticali sono in grado di
    esercitare una potente azione di tipo
    inibitorio sull'attività dei neuroni talamici e,
    quindi, di ridurre l'intensità
    dell'informazione.

Modulazione discendente

Stimoli dai centri
superiori
Sostanza grigia
periacqueduttale
Oppiacei
Locus coeruleus
IT NA
Nucleo
del rafe
magno
+
5-HT

  • Le vie inibitorie discendenti partono da
    alcuni nuclei del tronco cerebrale
    (locus coeruleus e nucleo del rafe
    magno) e raggiungono i neuroni
    spinali.
  • I neurotrasmettitori coinvolti sono la
    noradrenalina (NA) e, soprattutto, la
    serotonina (5-HT).
  • I neuroni serotoninergici del nucleo
    del rafe magno vengono attivati anche
    da fibre provenienti dal grigio
    periacqueduttale (PAG), un'area
    mesencefalica particolarmente ricca di
    recettori per gli oppiacei.

La nocicezione, risultato di una somma algebrica

  • L'intensità dell'informazione
    nocicettiva alla corteccia
    cerebrale è la risultante di tutti i
    fenomeni eccitatori
    (trasmissione attraverso le vie
    ascendenti) e inibitori
    (modulazione segmentaria e
    discendente) che si svolgono nel
    sistema nervoso centrale.
    NMO . LOL
    modulazione
    trasmissione
    BOTTO H - OP

Dolore patologico: mediatori periferici

I principali mediatori della sensibilizzazione, vale a dire dell'abbassamento della soglia di
attivazione, dei nocicettori periferici sono:

  • Prostaglandine
  • Istamina
    Mast cell or
    neutrophil
  • Tumor necrosis factor-a (TNF)
  • Interleuchina-1 (IL-1)
    Substance
    C
    P
    Sostanza P (SP)
    Histamine
    NGF
    DRG cell body
    Bradykinin-
    "Calcitonin gene-related peptide
    (CGRP
    Pr
    si
    andin
    -Ossido nitrico
    CGRP
    Substance P
    "-Acido glutammico
    Blood
    vessel
    D
    Spinal cord
    -
    Tissue
    injury
    IT
    ATP H+

Tipologie del dolore

DOLORE ACUTO

  • insorgenza improvvisa
  • funzione difensiva: evita nuovi
    stimoli su una parte lesa
  • sintomo di una ferita, di una lesione
    o di una degenerazione organica

PERSISTENTE

  • dovuto alla permanenza dello
    stimolo nocicettivo
  • conserva le caratteristiche del
    dolore acuto e va distinto dal dolore
    cronico

CRONICO

Se un dolore acuto per lungo tempo rimane invariato e/o se le condizioni socio-
psicologiche sono alterate, esso si trasforma in dolore cronico.
Meccanismi di sensibilizzazione periferica e centrale alterano i meccanismi
percettivi
"dolore che dura più di tre mesi ed è correlato a patologia progressiva non
neoplastica, associato facilmente a depressione"
Elliott AM et al. The epidemiology of chronic pain in the community. Lancet
1999;354:1248-52

DOLORE

Nocicettivo

Neurogeno

Psicogeno

NOCICETTIVO

causato da stimolazione delle terminazioni
nervose

  • dolore nocicettivo somatico: causato
    dalla attivazione dei nocicettori presenti
    nella cute e nei tessuti profondi (osso,
    pleura ecc). Peggiora con il movimento.
  • dolore nocicettivo viscerale: dovuto a
    un danno a carico di organi innervati dal
    sistema nervoso simpatico (ad es.
    compressione o stiramento di organi
    addominali o toracici). Spesso non è
    facilmente localizzabile e può essere
    riferito in altre parti del corpo
    rispetto al punto in cui origina.

IL DOLORE CRONI

Danno diretto alle vie nervose centrali e/o
periferiche (diabete, herpes zoster, ecc .. )

  • dolore associato disestesia
  • dolore urente o lancinante
  • dolore severo in risposta ad uno stimolo che
    normalmente non causa dolore (allodinia)
    Le fibre afferenti primarie interessate da una
    lesione divengono estremamente sensibili alla
    stimolazione meccanica e iniziano a generare
    impulsi anche in assenza di stimolazione,
    attivandosi spontaneamente.
    La successiva elaborazione delle informazioni a
    livello del SNC può persistere anche in assenza di
    un'attivazione delle fibre nervose sensitive
    (sindrome da deafferentazione nel dolore da arto
    fantasma)

NEUROGENO

Zoster

CORE CRONICO

PSICOGENO

  • Intensità ed invalidità sproporzionate
    rispetto alla causa somatica
    identificabile
  • alcuni pazienti non presentano alcuna
    malattia organica ed i loro disturbi
    possono pertanto essere classificati fra
    le cosiddette forme di somatizzazione.

TERAPIA FISICA

  • Scopo della terapia fisica è quello di somministrare
    dosi adeguate di energie fisiche in posologia
    corretta.
  • La tecnica di somministrazione va personalizzata
    essendo la reattività biologica del substrato
    variabile nell'intensità e nel tempo.
  • Le energie che si utilizzano hanno un effetto sui
    SINTOMI e poche volte sulla loro causa

Terapia Fisica: cenni storici

Ippocrate (V secolo a.C.) utilizzava il calore a
scopo antalgico e miorilassante e propose il
trittico "calore, massaggio e ginnastica", che
costituisce tuttora la base della moderna
cinesiterapia.
Plinio (77 d.C.) illustrò l'efficacia delle
scariche elettriche emesse dalla torpedine nel
trattamento di dolori e gotta;
L'inizio della terapia fisica moderna può
essere fatto risalire al 1800, quando venne
scoperta l'elettricità prodotta artificialmente.
C. PLINII SECUNDI
NATURALIS
HISTORIA,
TOMUS PRIMUS.
Cont Commentarih & alnorationthes HERMOL AI
BARBARI, PISTIANI, RHENARI , GELERIL
DALECHAMPI
İLİGERI, SALMASII,
15
V
Apud HACKIOS, A .. 1669

In ambito riabilitativo la stimolazione
elettrica del muscolo denervato è una
procedura comunemente utilizzata ma,
nonostante i primi studi risalgano a oltre 100
anni fa, la sua efficacia è tuttora motivo di
discussione

  • Luigi Galvani, 1791: "i muscoli di una rana
    si contraevano allorché venivano stimolati
    dalla corrente"
  • Reid, 1841: "l'importanza della tecnica
    della stimolazione galvanica nel mantenere
    il trofismo del muscolo denervato"
  • Hník (1962), Pette & Vrbová (1992):
    "l'importanza della stimolazione elettrica
    nel prevenire l'atrofia dei muscoli inattivi"

Jean-Martin Charcot and his vibratory
chair for Parkinson disease
Christopher G. Goetz,
MD
Neurology 73 August 11, 2009
Gilles de la Tourette's adaptation of
vibratory therapy after Charcot's
lessons with the vibratory chair

Fisiokinesiterapia

Kinesiterapia: κινεσίς
movimento
Esercizio terapeutico
Terapia fisica: impiego di mezzi fisici a scopo terapeutico

Terapia Fisica

  • Elettroterapia
  • Termoterapia
  • Vibrazioni
  • Campi magnetici
    S. muscolo-scheletrico
    S. cardiovascolare
    SNC
    SNP
    SNV
    Effetti terapeutici
    L
  • Analgesia
  • Riduzione della contrattura muscolare
  • Miglioramento del trofismo dei tessuti
  • Potenziamento muscolare

Fase fisioterapica di malattia

FISIO
OSTTO
Gradiente
flogistico
Controindicazione
Fisioterapia
Energia
Elettrica
Antalgica
Energia
Calorica
Energia
Meccanica
0
Tempo di malattia
Diadinamiche
Farmac
TENS
Ionoforesi
Crioelettroforesi
Mesoterapia
Laser
Tecar
UVB
Radar
Massoterapia
Kinesiterapia
Idrokinesiterapia
Infrarossi
Ultrasuoni
Menarini, 1986

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