Documento da Università su Unicamente Umano. Storia Naturale del Pensiero. Il Pdf esplora la teoria dell'intenzionalità condivisa di Michael Tomasello, analizzando l'evoluzione del pensiero umano e della comunicazione cooperativa in Psicologia, confrontando umani e grandi antropomorfe.
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1999 Le origini culturali della cognizione umana > Tomasello si chiede che cosa rende la cognizione umana qualcosa di unico > la risposta è la cultura: gli umani infatti acquisiscono potenti capacità cognitive uniche tra le altre specie perchè nel corso del loro sviluppo sono circondati da prodotti e pratiche culturali di ogni genere e perchè hanno la capacità di apprendimento culturale necessarie a padroneggiarli.
In questo libro Tomasello si chiede che cosa rende unico il pensiero umano > la risposta è che il pensiero umano è fondamentalmente cooperativo. Se le grandi antropomorfe sono in grado di comprendere gli altri come agenti intenzionali, solo gli esseri umani riescono a unirsi agli altri nelle più diverse forme di intenzionalità condivisa, dalla soluzione collaborativa di problemi alla creazione di complesse istituzioni culturali. La cultura umana è dunque un processo di coordinamento sociale: gli individui sono capaci d'intenzionalità condivisa in un modo che non appartiene ai loro parenti più prossimi fra i primati.
Pensiero Umano = improvvisazione individuale immersa in una matrice socioculturale > come si è costituita e come funziona questa forma di pensiero sociale?
Vi sono varie teorie classiche:
A tutte queste teorie mancano dei pezzi fondamentali che sono stati scoperti di recente su due piani:
Il pensiero dell'uomo dunque è diverso da quello degli altri animali e per comprenderlo bisogna focalizzare l'attenzione sugli aspetti sociali del pensiero umano > in particolare:
Specie Animali Esseri Umani Rappresentazione cognitiva di situazioni o entità in modo astratto Concettualizzare la stessa situazione o entità secondo prospettive sociali differenti 0 contrastanti Inferenze causali e intenzionali sugli eventi esterni Inferenze socialmente ricorsive e autoriflessive sugli stati intenzionali propri e altrui Monitorare e valutare le proprie azioni in termini di successo strumentali Monitorare e valutare il proprio pensiero in relazione ai pdv e agli standard normativi di altre persone o del gruppo
Queste differenze di ordine sociale danno origine a un tipo di pensiero ben definito ed esclusivamente umano, il PENSIERO OGGETTIVO-RIFLESSIVO-NORMATIVO (processi di rappresentazione, inferenza e automonitoraggio). Secondo l'ipotesi dell'intenzionalità condivisa questa peculiare forma di pensiero è il frutto di adattamenti diretti a risolvere problemi di coordinamento sociale che sono sorti quando gli individui hanno cercato di collaborare/comunicare con gli altri, ovvero quando hanno cercato di co-operare.
Le grandi scimmie antropomorfe nostre progenitrici, pur essendo esseri sociali, conducevano una vita individualistica-competitiva e il loro pensiero serviva a raggiungere questo o quello scopo individuale. A un certo punto, invece, le prime specie Homo furono costrette dalle condizioni ecologiche ad adottare modi di vivere più cooperativi e il loro pensiero fu messo al servizio dell'esigenza di coordinarsi per raggiungere scopi congiunti e collettivi. Le tappe evolutive in particolare furono due:
-> Questi processi di pensiero non sono determinati geneticamente nel cervello degli esseri umani: un bambino di oggi, cresciuto su un'isola deserta, non svilupperebbe da solo processi di pensiero pienamente umani. Nei bambini vi sono delle predisposizioni che si realizzano solo grazie all'ontogenesi, ovvero con l'effettivo esercizio di queste capacità nelle interazioni sociali con gli altri.
I processi cognitivi sono frutto della selezione naturale rispetto a cui quest'ultima è in grado di "far presa" sui suoi effetti, ovvero sul modo in cui la cognizione regola e organizza le azioni esterne. L'etologia e il comportamentismo sono le due teorie classiche del comportamento animale che, però, hanno trascurato la cognizione > bisogna dunque delineare una teoria generale dell'evoluzione della cognizione prima di mettere mano alla storia dell'evoluzione del pensiero unicamente umano.
Prenderemo in considerazione le grandi scimmie antropomorfe moderne che possono essere considerate rappresentative del punto di partenza evolutivo dell'uomo prima che, circa sei milioni di anni fa, si separasse dagli altri primati.
Tutti gli organismi hanno reazioni riflesse organizzate linearmente nella forma di connessioni stimolo-risposta. La cognizione non evolve attraverso l'aumento della complessità delle connessioni stimolo-risposta, ma procede perché l'organismo individuale sviluppa capacità flessibili di decision making e di controllo comportamentale nelle sue varie specializzazioni adattive + capacità di rappresentazione cognitiva delle relazioni causali e intenzionali in gioco nelle situazioni pertinenti e di elaborazione inferenziale di queste relazioni.
Le specializzazioni adattive sono organizzate nella forma di sistemi ad autoregolazione, come molti processi fisiologici (es. la regolazione omeostatica della temperatura corporea nei mammiferi) > queste specializzazioni sono in grado di produrre comportamenti adattivi in una varietà di condizioni molto più ampia rispetto ai riflessi e possono avere una certa complessità (es. ragnatele tessute dai ragni: non dipendono solo da una logica stimolo-risposta, ma richiedono anche scopi e motivazioni). Le specializzazioni adattive non sono ancora cognitive, infatti sono rigide e