Documento dall'Università degli Studi di Bari Aldo Moro su La paura del crimine riassunto da cap. 1 a 5 di R. Bianchetti. Il Pdf esplora il ruolo dei mass media nella costruzione della percezione della criminalità e della sicurezza, analizzando l'influenza sull'opinione pubblica e le istituzioni nel contesto del Diritto universitario.
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L'introduzione ha l'obiettivo di individuare il ruolo dei mass media in rapporto ad alcuni temi attuali nonché emergenti della nostra società. Dapprima l'A. focalizza l'attenzione su aspetti prettamente teorici che possono essere materiale di studio di varie discipline, dalla sociologia alla criminologia, dal diritto alla comunicazione. Seguendo un metodo deduttivo Bianchetti, partendo dall'aspetto più generale dei mass media, ovvero quale sia la loro funzione di rappresentazione della realtà, perviene ad analizzare i modi e il grado con cui i mezzi di comunicazione di massa condizionano la percezione individuale o collettiva in merito a tematiche quali la criminalità, con ripercussioni anche sul sistema di giustizia penale. Sappiamo bene quanto la presenza dei mass media sia sempre più invasiva non soltanto nei nostri ambienti familiari a livello spaziale, ma anche e soprattutto nella nostra educazione personale e civica. Vediamo infatti che i media, definiti anche dagli autori più critici "costruttori di realtà", sono appannaggio della politica che ne fa un proprio utilizzo, alterando l'effettiva realtà criminale per poter così manipolare la paura dei cittadini, al fine di ottenere maggior consenso sociale. Il divario sempre più netto fra una visione scientifica di quella che è la reale situazione in termini di criminalità e sicurezza e la percezione sociale del fattore crimine porta a non riconoscere un effettivo miglioramento: è così che infatti si riscontra un tangibile calo dei reati cui però non corrisponde una diminuzione della paura. Presentare un'immagine distorta 2 di un crimine può far nascere fraintendimenti circa la natura o meno di alcune condotte delinquenziali: ciò che ne deriva è una realtà sempre più negativa che alimenta l'allarme sociale. Più che nuovi creatori dell'educazione, i mass media possono essere definiti "disturbatori dell'educazione", proprio perché il loro intento non è quello di produrre sapere aumentando le conoscenze, quanto più quello di creare disagio, insicurezza e irrequietezza al fine di poter strumentalizzare delle risposte politiche valide per il consenso. Ma per capire bene il perché di questo ruolo negativo dei media, il nostro fa un passo indietro tornando ad una questione più generale. Infatti analizza il rapporto che essi hanno con la cultura, l'esperienza umana e la vita democratica. Il risultato cui approda ridimensiona completamente il compito dei mass media, in primis perché essi alterano le nostre percezioni spazio-temporali relativamente agli eventi che accadono nel mondo, inoltre perché presentano e diffondono modelli etico-comportamentali distorti. Concludendo, ciò che ne deriva è alla base dei mutamenti socio-istituzionali che influenzano sia il singolo che la collettività. Oggi noi siamo la società dell'immagine, dell'impatto visivo e non della comprensione e riflessione: ciò porta a prendere i dati forniti dai media così come sono, senza avere la curiosità di un approfondimento che potrebbe rivelare un fake. Un'ulteriore conseguenza può essere la nascita di un sentimento di sfiducia nei confronti del sistema sociale e penale, e ciò contrasta con le pretese di sicurezza e protezione che il cittadino ha nei confronti delle istituzioni, le quali stanno attraversando una crisi sia a livello socio-antropologico che socio-istituzionale. La paura verso il crimine è ciò che alimenta i media, ma indebolisce le istituzioni Document shared on www.docsity.com Downloaded by: Sara.Scattino (sara.scattino96@gmail.com)
Il primo dei concetti appartenente alla psiche umana che viene trattato è il concetto di affettività. Dal punto di vista psicologico è visto come l'insieme di emozioni e sentimenti che producono reazioni nell'individuo di varia natura.
Secondo il dizionario della lingua italiana, la paura è un'emozione spesso improvvisa che si determina in relazione a situazioni o persone che costituiscono un pericolo e vengono avvertite come minaccia, e comporta turbamento, smarrimento ed ansia. Essa è difficile da gestire a livello razionale e può portare l'uomo o ad affrontare la situazione oppure a scappare da essa. Questa situazione può essere reale e imminente oppure anticipata dalla previsione di qualcosa che può essere evocata dal ricordo di esperienze dolorose passate o derivanti dalla fantasia. Infatti l'individuo può considerare paurose situazioni di cui ha solo sentito parlare che metta in atto comportamenti sperimentati altrove.
E' collegato alla paura in quanto dipende non necessariamente dai fatti che accadono ma dal timore che possano accadere. Un esempio sono gli attacchi terroristici che avvengono in altri paesi, i disastri naturali, l'inquinamento ambientale, la scarsità di cibo e acqua. Da ciò si evince che lo stato di sicurezza non dipenda dall'alto livello economico di una paese, ma da fattori sociali, politici e ambientali. Quindi c'è paura nel perdere lo stato di benessere raggiunto che coincide con l'impoverimento della capacità personale di progettare il futuro, la rottura dei legami sociali, la ricerca di soluzioni semplicistiche a problemi complessi che vengono spesso suggeriti da alcuni governi per gestire la massa.
Frank Furedi ha rilevato diversi aspetti che contraddistinguono la paura odiena:
Marc Augè divide le paure in due parti: - classiche: come malattia, fame e morte che ci sono sempre state - nuove: che derivano dalla crisi, dalla violazione dei diritti umani ecc.) Document shared on www.docsity.com Downloaded by: Sara.Scattino (sara.scattino96@gmail.com)La differenza tra le prime e le seconde, è il modo in cui ne veniamo a conoscenza, perché al tempo d'oggi sappiamo ogni notizia anche di un paese lontano, in tempo reale, e vediamo quel qualcosa come vicino a noi. Nasce così il terrorismo paralizzante, una paura che ci fa pensare che quello che è successo in un luogo può succedere anche nel nostro paese, e dobbiamo attrezzarci velocemente per evitare che ciò accada. La paura quindi è diventata da semplice emozione ad elemento che vive di vita propria, capace di cambiare e gestire i comportamenti umani. Inoltre vi è la paura verso il progresso, in quanto visto come una minaccia e non più come un aspetto positivo, perché le innovazioni creano ansie. Questo comporta il trasferimento della tensione verso altri elementi, pur di trovare sicurezza, ad esempio si evita di ingerire cibi grassi, ma non ci si fa problemi nel prendere composti farmaceutici (trasferimento) perché le pubblicità affermano che fanno bene al corpo. Tutto questo genera uno Stato di paura nel quale si vive insicuri, creando una sfiducia totale che porta l'uomo a non volersi sposare, procreare ecc.
Il paragrafo V parla, infine, della gestione della sicurezza secondo le logiche di mercato La sicurezza è diventata come un pacchetto da offrire sul mercato, per il quale i cittadini impauriti sono disposti a investire molto. Infatti la paura mediatica trasmessa verso terrorismi, immigrazioni ecc. comportava anche una maggiore vendita di prodotti inerenti alla sicurezza (es. Libero vendita pistola al peperoncino) creando un vero business basato sul trovare una soluzione sia da parte della pubblicità che dei politici. Questo succede perché si è passati dal comprare qualcosa per bisogno, a comprarla per un desiderio, un consumo forzato ed esagerato che ha cambiato gli stili di vita dei cittadini. Infatti attualmente non è importante come viene valorizzata la qualità di un prodotto ma il modo in cui pubblicizzato affinchè stimoli il senso di protezione, che ci sia qualcosa da proteggere e che tramite quell'oggetto ciò avviene. Si è passati quindi da un'economia industriale ad una esperienziale dove le emozioni e i sentimenti che i prodotti riescono a far provare, contano di più degli oggetti stessi. In questo modo i politici ci "giocano" perché il pubblico è sempre alla ricerca del benessere e sicurezza, ed è disposto ad ubbidire a quell'autorità che gli promette di mettere ordine partendo dal caos. . In questi anni la sicurezza, nella sua più ampia accezione, è diventata a tutti gli effetti un prodotto che viene progettato, confezionato e commercializzato con facilità. È un bene desiderabile a cui i cittadini impauriti guardano con estremo interesse, sia esso in senso politico e/o economico. In pratica i partiti politici hanno abbandonato parte della loro funzione ideologico pedagogica originaria per conquistare, unitamente ai mezzi di comunicazione di massa, il ruolo centrale di intercettatori di opinioni e paure di potenziali elettori e/o consumatori La comunicazione di massa, fra i cui mezzi i social media, è forse al suo apice per quanto riguarda il potere di diffondere le opinioni più disparate sui problemi che affliggono il quotidiano, ed il potere che questi pareri possano dispiegare, anche in maniera inconscia, sul pensiero della persona in quanto individuo e in quanto parte di una società Document shared on www.docsity.com Downloaded by: Sara.Scattino (sara.scattino96@gmail.com)