Appunti di Antropologia dei Media: tecnologia, immagine e narrazione

Documento di Antropologia dei Media su tecnologia, immagine e narrazione. Il Pdf, un utile strumento per lo studio universitario, esplora concetti come la teoria dell'affordance e l'andamento narrativo, con lezioni che coprono l'importanza del disegno come mediazione ecologica.

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48 pagine

APPUNTI DI ANTROPOLOGIA DEI MEDIA
LEZIONE 1 - 25/09/2024
Siamo circondati dalla tecnologia, anche quella che non riteniamo tale (es. occhiali). Le
tecnologie sono dei medium: ad esempio, gli occhiali mediano tra noi e la realtà, ci
permettono di vedere.
E’ tecnologia tutto ciò che ci permette di interagire, interpretare e vivere il mondo.
Spesso nella scuola, quando si parla di media (medium) si pensa a computer, lim, ecc. e in
molti casi si pensa ancora che siano delle distrazioni, quando in realtà dipende da come
vengono usati.
L’immagine non è solo una fotografia, un quadro, ecc. ma anche quella sugli schermi e
dobbiamo capire come funziona.
L’immagine ha un potere enorme sulle persone: ci esprimiamo tramite le immagini
continuamente. Fanno sì che il concetto che si vuole esprimere arrivi subito.
Dobbiamo lavorare affinché qualcosa che per noi è già naturale, le immagini, assuma un
costrutto formale, qualcosa che possiamo applicare scientificamente a qualcos’altro.
La tecnologia è spesso stata vista come una semplificazione della didattica, un sostituto
dell’insegnante e annullatore dell’immaginazione, ma tutto questo non è vero.
Bisogna capire quale mezzo accende la testolina dei bambini: una volta capito questo sono
a cavallo, perché posso fargli passare qualsiasi contenuto e concetto. La tecnologia intesa
come computer, lim, ecc. funziona come qualsiasi libro, racconto…
Bisogna capire cosa c’è dietro alle cose che funzionano con i bambini.
Esempio di attività: tableau vivant. Si prende un’opera d’arte e la si fa ‘costruire’ ai bambini,
facendoli drammatizzare, con il fine di far lavorare sulla narrazione ecc. Si viene a creare
una connessione tra la neurocognizione e il cinema.
L’uomo evolve insieme alla tecnologia, si è ingegnato finchè ha imparato nuovi modi per
soddisfare i propri bisogni. Es. ha imparato ad accendere il fuoco: ha creato la tecnologia del
fuoco, che al contempo ha influito sulla sua vita. Questo è un processo continuativo che non
si può interrompere, altrimenti si torna indietro.
Si tende a demonizzare le nuove tecnologie per gli effetti negativi a cui sono collegate, ma la
colpa è di chi le usa. Spesso la paura verso le nuove tecnologie è collegata ad una
depersonalizzazione e deresponsabilizzazione dell’uomo, unita ad una scarsa intenzione di
‘comunicare’ con la nuova tecnologia.
Bisogna entrare nell’ottica che le tecnologie e i media non sostituiscono ma affiancano.
In questo corso si punta a capire come delle modalità di pensiero sono rimaste identiche nel
corso di secoli, cosa che sembra paradossale.
Dobbiamo cercare di evitare di dare una linea interpretativa alle cose che vediamo. Invece di
guardare un quadro e cercare di interpretarlo, dovremmo chiederci come è stato fatto e cosa
vuole esprimere. Occorre fare una differenziazione tra ciò che vuole esprimere e cosa
vediamo noi.
Sostanzialmente a volte vediamo cose che in realtà l’autore non intendeva esprimere,
motivo per il quale dovremmo cercare di sospendere questa nostra interpretazione e
focalizzarci sul capire cosa in realtà sta dietro alle cose, cosa si voleva creare/trasmettere.
LEZIONE 2 - 27/09/2024
Che cos’è un oggetto mediale e come declinarlo in audiovisivo?
Lavoriamo quotidianamente con l’audiovisivo: televisione, cinema, ma anche instagram,
youtube ecc.
L’audiovisivo ha in sé i valori dell’audio (suono) e i valori della parte video (vista).
La cultura visuale è tutto ciò che ha a che fare con il mondo dell’immagine, sia essa fissa
(quadro, foto,...) sia un'immagine in movimento. Oggi i bambini sono perfettamente inseriti in
questa realtà.
Il ruolo e il peso del visuale ha un significato profondo, oggi fondamentale nella nostra vita
quotidiana.
Con l’immagine è molto difficile costruire significato ma è molto facile far senso, ovvero fare
cose che possono essere mal interpretate. Eppure è attraverso il visuale che ho esperienze
estetiche (= esperienze che fanno vivere sensazioni, spesso tattili, che sembra di percepire
con tutti i sensi). Grazie al visuale posso avere esperienze che mi coinvolgono
completamente a livello corporeo. Quindi vale la pena di capire come possiamo costruire
quella esperienza.
Possiamo vivere dentro l’immagine, ma dobbiamo iniziare a considerare i media come un
ambiente. I bambini lo fanno in maniera automatica.
Visione di uno spot pubblicitario di masterchef (masterchef 5 - in 4 si entra nel mito)
4 visioni: normale, senza audio, normale, solo audio
La nostra abitudine è quella di vedere un'immagine audiovisuale, cioè un'esperienza che
mette insieme più sensi, perciò nel momento in cui è entrato in gioco un solo senso si è
avvertita una sensazione di mancanza.
Solo l'immagine ci ha dato la possibilità di notare delle particolarità che altrimenti non
avremmo notato.
Teoria dell’affordance (elaborata negli anni ‘70 di Gibson)
L’affordance è il suggerimento, l'input che l’oggetto dà alla persona per poter essere
utilizzato. Es. La maniglia di una porta è fatta in un determinato modo che suggerisce come
impugnarla.
Ogni oggetto, di qualunque natura esso sia, ci può dare delle affordance, cioè dei
suggerimenti di utilizzo. Ovviamente l’istinto umano lavora su questo. L’istinto, il cervello e il
corpo umano si adattano a questi suggerimenti (perché dovremmo faticare di più?). L'uomo
ha cercato di trasformare gli oggetti rendendoli sempre più funzionali.
Quando noi ci relazioniamo con un oggetto, anche un oggetto mediale (es. video), possiamo
catturare questo tipo di suggerimento.

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APPUNTI DI ANTROPOLOGIA DEI MEDIA

LEZIONE 1 - 25/09/2024

Siamo circondati dalla tecnologia, anche quella che non riteniamo tale (es. occhiali). Le tecnologie sono dei medium: ad esempio, gli occhiali mediano tra noi e la realtà, ci permettono di vedere.

E' tecnologia tutto ciò che ci permette di interagire, interpretare e vivere il mondo. Spesso nella scuola, quando si parla di media (medium) si pensa a computer, lim, ecc. e in molti casi si pensa ancora che siano delle distrazioni, quando in realtà dipende da come vengono usati.

L'immagine non è solo una fotografia, un quadro, ecc. ma anche quella sugli schermi e dobbiamo capire come funziona.

L'immagine ha un potere enorme sulle persone: ci esprimiamo tramite le immagini continuamente. Fanno sì che il concetto che si vuole esprimere arrivi subito.

Dobbiamo lavorare affinché qualcosa che per noi è già naturale, le immagini, assuma un costrutto formale, qualcosa che possiamo applicare scientificamente a qualcos'altro.

La tecnologia è spesso stata vista come una semplificazione della didattica, un sostituto dell'insegnante e annullatore dell'immaginazione, ma tutto questo non è vero.

Bisogna capire quale mezzo accende la testolina dei bambini: una volta capito questo sono a cavallo, perché posso fargli passare qualsiasi contenuto e concetto. La tecnologia intesa come computer, lim, ecc. funziona come qualsiasi libro, racconto ...

Bisogna capire cosa c'è dietro alle cose che funzionano con i bambini.

Esempio di attività: tableau vivant. Si prende un'opera d'arte e la si fa 'costruire' ai bambini, facendoli drammatizzare, con il fine di far lavorare sulla narrazione ecc. Si viene a creare una connessione tra la neurocognizione e il cinema.

L'uomo evolve insieme alla tecnologia, si è ingegnato finchè ha imparato nuovi modi per soddisfare i propri bisogni. Es. ha imparato ad accendere il fuoco: ha creato la tecnologia del fuoco, che al contempo ha influito sulla sua vita. Questo è un processo continuativo che non si può interrompere, altrimenti si torna indietro.

Si tende a demonizzare le nuove tecnologie per gli effetti negativi a cui sono collegate, ma la colpa è di chi le usa. Spesso la paura verso le nuove tecnologie è collegata ad una depersonalizzazione e deresponsabilizzazione dell'uomo, unita ad una scarsa intenzione di 'comunicare' con la nuova tecnologia.

Bisogna entrare nell'ottica che le tecnologie e i media non sostituiscono ma affiancano.

In questo corso si punta a capire come delle modalità di pensiero sono rimaste identiche nel corso di secoli, cosa che sembra paradossale.

Dobbiamo cercare di evitare di dare una linea interpretativa alle cose che vediamo. Invece di guardare un quadro e cercare di interpretarlo, dovremmo chiederci come è stato fatto e cosa vuole esprimere. Occorre fare una differenziazione tra ciò che vuole esprimere e cosa vediamo noi.Sostanzialmente a volte vediamo cose che in realtà l'autore non intendeva esprimere, motivo per il quale dovremmo cercare di sospendere questa nostra interpretazione e focalizzarci sul capire cosa in realtà sta dietro alle cose, cosa si voleva creare/trasmettere.

LEZIONE 2 - 27/09/2024

Che cos'è un oggetto mediale e come declinarlo in audiovisivo?

Lavoriamo quotidianamente con l'audiovisivo: televisione, cinema, ma anche instagram, youtube ecc.

L'audiovisivo ha in sé i valori dell'audio (suono) e i valori della parte video (vista).

La cultura visuale è tutto ciò che ha a che fare con il mondo dell'immagine, sia essa fissa (quadro, foto, ... ) sia un'immagine in movimento. Oggi i bambini sono perfettamente inseriti in questa realtà.

Il ruolo e il peso del visuale ha un significato profondo, oggi fondamentale nella nostra vita quotidiana.

Con l'immagine è molto difficile costruire significato ma è molto facile far senso, ovvero fare cose che possono essere mal interpretate. Eppure è attraverso il visuale che ho esperienze estetiche (= esperienze che fanno vivere sensazioni, spesso tattili, che sembra di percepire con tutti i sensi). Grazie al visuale posso avere esperienze che mi coinvolgono completamente a livello corporeo. Quindi vale la pena di capire come possiamo costruire quella esperienza.

Possiamo vivere dentro l'immagine, ma dobbiamo iniziare a considerare i media come un ambiente. I bambini lo fanno in maniera automatica.

Visione di uno spot pubblicitario di masterchef (masterchef 5 - in 4 si entra nel mito)

4 visioni: normale, senza audio, normale, solo audio

La nostra abitudine è quella di vedere un'immagine audiovisuale, cioè un'esperienza che mette insieme più sensi, perciò nel momento in cui è entrato in gioco un solo senso si è avvertita una sensazione di mancanza.

Solo l'immagine ci ha dato la possibilità di notare delle particolarità che altrimenti non avremmo notato.

Teoria dell'affordance (elaborata negli anni '70 di Gibson)

L'affordance è il suggerimento, l'input che l'oggetto dà alla persona per poter essere utilizzato. Es. La maniglia di una porta è fatta in un determinato modo che suggerisce come impugnarla.

Ogni oggetto, di qualunque natura esso sia, ci può dare delle affordance, cioè dei suggerimenti di utilizzo. Ovviamente l'istinto umano lavora su questo. L'istinto, il cervello e il corpo umano si adattano a questi suggerimenti (perché dovremmo faticare di più?). L'uomo ha cercato di trasformare gli oggetti rendendoli sempre più funzionali.

Quando noi ci relazioniamo con un oggetto, anche un oggetto mediale (es. video), possiamo catturare questo tipo di suggerimento.Osservazioni

E' venuto difficile cogliere il fatto che lo spot è prima di tutto una storia.

Abbiamo l'abitudine di fruire di oggetti vedendoli solo da un punto di vista, ma senza costruzione narrativa un audiovisivo non funziona.

Sensazioni causate dallo spot: leggerezza, coinvolgimento, cambiamento, mancanza, ecc.

Il nostro corpo percepisce e vive delle sensazioni ed emozioni. Il ragionamento è un prodotto cerebrale, non un qualcosa separato dal cervello. Ciò che abbiamo percepito è stato percepito sia intellettualente sia sensibilmente (con i 5 sensi).

Una cosa che ha caratterizzato lo spot è la presenza di stereotipi. In questo caso lo stereotipo ha lo scopo di semplificare, di dare una sensazione di familiarità. Lo stereotipo ha questa funzione: ci getta immediatamente in una situazione che noi riconosciamo.

Lo stereotipo normalmente ha una connotazione negativa. In realtà all'interno di una storia lo stereotipo ha un ruolo fondamentale e non può avere una connotazione negativa.

Esempio di stereotipo non negativo: famiglia del Mulino Biano, del supereroe che sconfigge sempre il cattivo.

Lo stereotipo presente nello spot aveva lo scopo di dirci in pochissimi secondi chi sono, qual è la loro condizione, che cosa fanno, che cosa succede.

Vediamo come un'immagine è profonda. Siamo abituati a pensare ad un'immagine bidimensionale.

Hanno smontato uno stereotipo (il 3 è il numero perfetto), andando a prendere un'immagine ancora più forte (l'immagine dei 4 dei Beatles). Inoltre ci presentano situazioni in cui è meglio essere in 4 che in 3.

Gli affordance ci permettono di capire lo scopo fondamentale del video. L'intero spot ha una forte logica compositiva.

N.b .: L'immagine va manipolata, va gestita. Non basta farla vedere, è importante costruirla.

Distinguiamo 2 piani di lettura (livelli di indagine)

  • livello narrativo
  • livello discorsivo

Ogni prodotto, ogni oggetto visuale ha almeno 2 livelli di lettura. Ogni oggetto che abbia a che fare con l'elemento finzionale (audiovisivo, romanzo ... ), ogni oggetto che noi fruiamo può essere analizzato da un livello narrativo e da un livello discorsivo.

A livello narrativo ci si sofferma sulla storia, su cosa ha voluto raccontarci, quindi sul contenuto ma anche su quello che abbiamo sentito, vissuto.

Il livello discorsivo, invece, lavora sul come quell'elemento, quella narrazione è stata proposta (come racconto la storia).

Ci sono degli elementi che rispondo ad entrambi i livelli: disposizione e inquadramento dell'immagine.

Livello narrativo = fabula, intreccio, storia ... ovvero il contenuto.

Il livello discorsivo è come (in questo caso attraverso il linguaggio audiovisivo) si trasmette il contenuto.

Tutto questo riguarda anche la letteratura: in un romanzo, lo stile dell'autore è il come.

LEZIONE 3 - 02/10/2024

A seconda di come percepisco un audiovisivo posso avere emozioni differenti: se vedo solo video, se ascolto solo audio, ecc.

Per abitudine culturale subito dopo aver visto qualcosa si è provato a dargli una via interpretativa, ma dobbiamo cercare di bloccare questo istinto, per far sì che anche i bambini possano padroneggiare questi linguaggi.

Livello narrativo -> Riguarda la storia che viene narrata. Ogni prodotto visivo e audiovisivo racconta una storia.

Livello discorsivo -> Ciò che ha a che fare con l'aspetto tecnico e visuale: come posso rendere godibile, fruibile e visibile la storia. Questo campo nel contesto di un'opera scritta e non visiva è paragonabile allo stile di scrittura di un romanzo.

Elementi discorsivi: inquadratura, scelta di colori della fotografia (bianco e nero o colori accesi, saturazione bassa, ecc.), durata delle inquadrature, musica ...

Il livello narrativo e quello discorsivo a livello pratico sono fusi insieme: scelgo un inquadratura affinché quel pezzo di narrazione esca in un determinato modo. Sono scindibili solo a livello teorico.

Inquadratura = lo sguardo della macchina da presa. Inquadratura vuol dire sia come io attraverso la macchina da presa vedo la scena (punto di vista), ma anche la durata della scena. Ogni modo di inquadrare la scena ha un significato.

Alternanza tra inquadrature = può dare l'idea di qualcosa di ansiogeno.

Tornando allo spot, vediamo i 3 giudici camminare. In realtà, la camminata vera e propria è stata tagliata: vediamo che fanno un passo e poi niente. Entra in gioco la nostra immaginazione (anche se non li vediamo effettivamente camminare, ce lo immaginiamo). Questa strategia di taglio e mettere l'immagine finale subito dopo (infatti dopo sono in primo piano, significa che si sono effettivamente mossi) si chiama "raccordo sull'asse".

Nella scena del tennis fanno tantissimi cambi di inquadratura (8), in pochi secondi di registrazione. Quando un soggetto fa un'espressione l'inquadratura è più stretta su di lui (lo mette in primo piano). Più l'inquadratura si stringe su un oggetto/soggetto più ci concentriamo su quello che esso comunica, più è ampia l'inquadratura più ci si concentra sull'azione.

N.b .: Il livello discorsivo (come inquadro, cosa inquadro, il rapporto con gli altri elementi - musica, ambiente, ... - ecc.) fa sì che si riesca ad avere in modo più esplicito il contenuto, ovvero il livello narrativo. In particolare, lo fa diventare più memorizzabile: senza il livello discorsivo si fa fatica a ricordare/comprendere quello narrativo.

L'inquadratura indica anche la durata.

La musica fa sì che il livello narrativo sia più chiaro.

Anche la fotografia fa molto (fotografia intesa come colore della luce ed immagine e non intesa come immagine fissa, scatto fotografico); c'è una distinzione tra immagine calda e immagine fredda: trasmettono emozioni diverse.

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