Infermieristica ginecologica e ostetrica: organizzazione area materno-infantile

Documento di infermieristica ginecologica e ostetrica, con focus sull'organizzazione dell'area materno-infantile e le politiche di allattamento. Il Pdf descrive gli obiettivi per la salute della donna e della famiglia, il Dipartimento Materno Infantile e le iniziative per promuovere l'allattamento, come l'Ospedale Amico dei Bambini.

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49 pagine

INFERMIERISTICA
GINECOLOGICA E OSTETRICA
2023-2024
1
IL MODELLO ORGANIZZATIVO DELL’AREA MATERNO INFANTILE
Il modello organizzativo dell’area materno infantile prevede un Sistema di INTEGRAZIONE e INTERAZIONE
tra strutture , competenze e professionalità che operano a TUTELA della salute della donna in età fertile e
del soggetto in età evolutiva, dal periodo prenatale all’adolescenza, sulla base di linee di intervento e
progettualità specifiche, deliberate dagli organismi direttivi e di indirizzo del dipartimento stesso.
Il modello organizzativo dell’area materno infantile, come individuato dal Progetto Obiettivo materno
Infantile (P.O.M.I) del Piano Sanitario 1998-2000, permette un’organizzazione complessiva dei fattori
produttivi e il coordinamento degli interventi tale da realizzare la CONTINUITA’ ASSISTENZIALE e attraverso
la sinergia fra le strutture ospedaliere e i servizi territoriali può attivare AZIONI MIRATE al soddisfacimento
dei bisogni della popolazione dell’area materno-infantile del territorio di riferimento.
Obiettivi per la salute della donna e della famiglia
- Garantire la tutela della salute della donna in tutte le fasi della vita con particolare riferimento a:
o Scelte procreative, espressione della sessualità e prevenzione dell’interruzione volontaria di
gravidanza
o Tutela della madre e del neonato durante il percorso nascita
o Prevenzione delle neoplasie femminili e tutela della salute in menopausa
- Garantire i livelli assistenziali in ambito pediatrico a tutti i bambini e la tutela sanitaria dei bambini
affetti da patologia cronica e da malattie genetiche rare
- Implementare l’offerta di servizi agli adolescenti e gli interventi per problemi connessi con situazioni
di abuso, disagio psichico e sociale, marginalità
- Elaborare protocolli e coordinare le prestazioni di prevenzione, diagnosi, cure e riabilitazione
DIPARTIMENTO MATERNO INFANTILE
ASSISTENZA OSPEDALIERA:
- U.O ostetricia, sala parto, pronto soccorso ostetrico
- U.O ginecologia, fisiopatologia della riproduzione, oncologia ginecologica
- U.O terapia intensiva neonatale, neonatologia
- U.O pediatria, pronto soccorso pediatrico, degenza DH, chirurgia pediatrica
ASSISTENZA TERRITORIALE:
- Cure primarie, medici, medic. Generale, pediatria di comunità, vaccinazioni
- Consultorio
L’ORGANIZZAZIONE DELL’ASSISTENZA ALLA NASCITA
L’assistenza alla gravidanza e alla nascita, per raggiungere livelli adeguati di EFFICACIA ed EFFICIENZA, deve
essere organizzata su base regionale in modo da svolgersi sui livelli diversi di specificità assistenziali con
differenti caratteristiche strutturali e competenze professionali, in modo da garantire la massima
corrispondenza tra le necessità assistenziali della singola persona e l’appropriatezza e l’efficacia delle cure
erogate (Progetto Obiettivo Materno Infantile 1998-2000) in relazione agli effettivi bisogni.
L’accordo Stato Regioni del 6/12/2010 identifica, in base a una gerarchia di prestazioni da erogare in
rapporto alle diverse capacità e ai compiti diagnostico-assistenziali, due livelli di cura e di assistenza
perinatale, PRIMO E SECONDO LIVELLO, che si differenziano in base a standard operativi, di sicurezza e
tecnologici. Gli standard secondo criteri di efficacia, efficienza e di appropriatezza .
Si considerano quindi:
Unità di assistenza di base o di I livello, con standard assistenziali minimi di personale e di tecnologia
irrinunciabili predefiniti, organizzate per l’assistenza alla gravidanza e alla nascita fisiologica/ a basso rischio
e in grado di gestire l’urgenza e l’emergenza in sala parto

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INFERMIERISTICA GINECOLOGICA E OSTETRICA 2023-2024

IL MODELLO ORGANIZZATIVO DELL'AREA MATERNO INFANTILE
Il modello organizzativo dell'area materno infantile prevede un Sistema di INTEGRAZIONE e INTERAZIONE
tra strutture , competenze e professionalità che operano a TUTELA della salute della donna in età fertile e
del soggetto in età evolutiva, dal periodo prenatale all'adolescenza, sulla base di linee di intervento e
progettualità specifiche, deliberate dagli organismi direttivi e di indirizzo del dipartimento stesso.
Il modello organizzativo dell'area materno infantile, come individuato dal Progetto Obiettivo materno
Infantile (P.O.M.I) del Piano Sanitario 1998-2000, permette un'organizzazione complessiva dei fattori
produttivi e il coordinamento degli interventi tale da realizzare la CONTINUITA' ASSISTENZIALE e attraverso
la sinergia fra le strutture ospedaliere e i servizi territoriali può attivare AZIONI MIRATE al soddisfacimento
dei bisogni della popolazione dell'area materno-infantile del territorio di riferimento.

Obiettivi per la salute della donna e della famiglia

  • Garantire la tutela della salute della donna in tutte le fasi della vita con particolare riferimento a:

o Scelte procreative, espressione della sessualità e prevenzione dell'interruzione volontaria di
gravidanza
o Tutela della madre e del neonato durante il percorso nascita
o Prevenzione delle neoplasie femminili e tutela della salute in menopausa

  • Garantire i livelli assistenziali in ambito pediatrico a tutti i bambini e la tutela sanitaria dei bambini
    affetti da patologia cronica e da malattie genetiche rare
  • Implementare l'offerta di servizi agli adolescenti e gli interventi per problemi connessi con situazioni
    di abuso, disagio psichico e sociale, marginalità
  • Elaborare protocolli e coordinare le prestazioni di prevenzione, diagnosi, cure e riabilitazione

DIPARTIMENTO MATERNO INFANTILE

ASSISTENZA OSPEDALIERA:

  • U.O ostetricia, sala parto, pronto soccorso ostetrico
  • U.O ginecologia, fisiopatologia della riproduzione, oncologia ginecologica
  • U.O terapia intensiva neonatale, neonatologia
  • U.O pediatria, pronto soccorso pediatrico, degenza DH, chirurgia pediatrica

ASSISTENZA TERRITORIALE:

  • Cure primarie, medici, medic. Generale, pediatria di comunità, vaccinazioni
  • Consultorio

L'ORGANIZZAZIONE DELL'ASSISTENZA ALLA NASCITA

L'assistenza alla gravidanza e alla nascita, per raggiungere livelli adeguati di EFFICACIA ed EFFICIENZA, deve
essere organizzata su base regionale in modo da svolgersi sui livelli diversi di specificità assistenziali con
differenti caratteristiche strutturali e competenze professionali, in modo da garantire la massima
corrispondenza tra le necessità assistenziali della singola persona e l'appropriatezza e l'efficacia delle cure
erogate (Progetto Obiettivo Materno Infantile 1998-2000) in relazione agli effettivi bisogni.
L'accordo Stato Regioni del 6/12/2010 identifica, in base a una gerarchia di prestazioni da erogare in
rapporto alle diverse capacità e ai compiti diagnostico-assistenziali, due livelli di cura e di assistenza
perinatale, PRIMO E SECONDO LIVELLO, che si differenziano in base a standard operativi, di sicurezza e
tecnologici. Gli standard secondo criteri di efficacia, efficienza e di appropriatezza .
Si considerano quindi:
Unità di assistenza di base o di I livello, con standard assistenziali minimi di personale e di tecnologia
irrinunciabili predefiniti, organizzate per l'assistenza alla gravidanza e alla nascita fisiologica/ a basso rischio
e in grado di gestire l'urgenza e l'emergenza in sala parto
1Unità di II livello, localizzate in aree con affluenza di vaste fasce di popolazione e inserite in strutture
ospedaliere ad alta specializzazione, che gestiscono la gravidanza e la nascita sia fisiologiche , sia con
complicanze e/o ad alto rischio: prevedono un servizio di trasporto neonatale, comprendono unità di cura
intensiva neonatale e alte specializzazioni, e sono in grado di affrontare qualunque complicanza materna e
neonatale.

UNITA' I LIVELLO

Parti annui 500-1000
Esse devono:

  • Essere dotati di ambulatori per le gravidanze a termine e per le gravidanze a rischio
  • Erogare assistenza a gravidanze, parti e neonati con età gestazionale(E.G.) > 34 settimane
  • Offrire assistenza a neonati sani e ai nati con problemi di salute che non richiedono il ricovero presso
    Terapia Intensiva Neonatale (T.I.N.)

Le funzioni da garantire sono:

  • Riservatezza, tranquillità, diritto di vivere il parto come evento naturale, potendo usufruire di una
    persona di fiducia
  • Adeguata assistenza all'evento nascita anche mediante tecniche farmacologiche e non
  • Assistenza in sala parto ed eventuale rianimazione primaria neonatale sulle 24 ore
    Effettuazione di qualunque intervento ostetrico/gin. di emergenza

UNITA' II LIVELLO

Parti annui >1000

  • Bacino di utenza, comprensivo delle strutture di I livello afferenti, corrispondente ad almeno 5000
    parti annui
  • Una seconda sala operatoria se parti >1200
    Competenze specialistiche integrative per mamme e neonato anche in pronta disponibilità
  • Assistenza a neonati con peso inferiore a 1500 gr
  • Assistenza a neonati fisiologici e patologici

Le funzioni da garantire sono:

  • Assistenza a qualsiasi gravidanza e parto specialmente nelle condizioni di alto rischio
  • Assistenza di terapia intensiva per gravida e puerpera
  • Coordinamento della rete del trasporto di emergenza in integrazione con il servizio emergenza-
    urgenza territoriale per i trasferimenti delle gravide dai centri di I livello
  • Assistenza ai neonatii nborn e outborn che necessitano di assistenza intensiva
  • Elevati livelli di integrazione tra neonatologi/pediatri e ostetrici

IL PUNTO NASCITA

CENTRI DI I LIVELLO

  • Accettazione ostetrica 24 ore/die in spazi dedicati
  • Assistenza con personale ostetrico-ginecologico e supporto di pronta disponibilità integrativa
    notturna e festiva di personale ostetrico ginecologico e pediatrico/neonatologico nelle 24 ore
    all'interno della struttura ospedaliera
  • Area dedicata alla gestione del travaglio fisiologico
  • Metodiche farmacologiche e non per il controllo del dolore
  • Autosufficienza per arredamento e attrezzature di ogni sala travaglio-parto
  • Disponibilità continua di una sala operatoria sempre pronta per le emergenze nel blocco travaglio-
    parto
  • Rianimazione neonatale primaria nelle 24 ore
  • Rooming-in, allattamento al seno e contatto precoce dopo il parto
    2

CENTRI II LIVELLO

  • Requisiti dei centri di I livello
  • Aree dedicate al PS ostetrico
  • Terapia intensiva alla Gravida e alla Puerpera
  • Reperibilità integrativa nelle 24 ore da parte dei Neonatologi
  • Seconda sala operatoria di emergenza nella struttura per un numero di parti>1200
  • Guardia attiva, 24 ore, con supporto di pronta reperibilità integrativa di 24 ore da parte di neonatologi
  • Competenze specialistiche per la gravida

I PROFESSIONISTI DELL'AREA MATERNO-INFANTILE

L'équipe assistenziale, che oggi si prende cura della donna, della coppia, del bambino e della famiglia è
costituita da un TEAM di Professionisti della salute che insieme o singolarmente, svolgono la loro attività di
assistenza e cura per la promozione e la tutela della salute.
Svolgono le proprie funzioni in diversi contesti operativi territoriali e ospedalieri in presenza di centri di
natura privata o di servizio pubblico.
Equipe è formata da:

  • Ostetrica
  • Ginecologo
  • Infermiere
  • Neonatologo
  • Pediatra
  • Psicologo
  • Genetista
  • Assistente sociale
  • Anestesista Rianimatore
  • Operatore Socio-Sanitario

OSTETRICA

Le normative che definiscono la figura professionale dell'Ostetrica sono:

  • Il profilo professionale che definisce l'ambito di attività DM 14 settembre 1994, n.740
  • Legge 10 agosto 2000 n. 251 e successive modifiche e integrazioni .Disciplina delle professioni
    sanitarie Infermieristiche , tecniche e della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione
    Ostetrica
  • Il Codice Deontologico: contiene le esigenze etiche della professione, costituisce il suo elemento di
    identità (FNCO 19 giugno 2010 e relative integrazioni/revisioni 5 luglio 2014)

D.M. 14/9/1994 n.740

Art. 1

  • 1-E' individuata la figura dell'ostetrica/o con il seguente profilo: l'ostetrica/o è l'operatore sanitario
    che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell'iscrizione all'albo professionale, assiste e
    consiglia la donna nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio, conduce e porta a
    termine parti eutocici con propria responsabilità e presta assistenza al neonato.
  • 2-L'ostetrica/o, per quanto di sua competenza, partecipa: a) ad interventi di educazione sanitaria e
    sessuale sia nell'ambito della famiglia che nella comunità; b) alla preparazione psicoprofilattica al
    parto; c) alla preparazione e all'assistenza ad interventi ginecologici; d) alla prevenzione e
    all'accertamento dei tumori della sfera genitale femminile; e) ai programmi di assistenza materna e
    neonatale.

3-

  • 3-L'ostetrica/o, nel rispetto dell'etica professionale, gestisce, come membro dell'equipe sanitaria,
    l'intervento assistenziale di propria competenza.
  • 4-L'ostetrica/o contribuisce alla formazione del personale di supporto e concorre direttamente
    all'aggiornamento relativo al proprio profilo professionale e alla ricerca.
  • 5-L'ostetrica/o è in grado di individuare situazioni potenzialmente patologiche che richiedono
    intervento medico e di praticare, ove occorra, le relative misure di particolare emergenza.
  • 6-L'ostetrica/o svolge la sua attività in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di
    dipendenza o libero- professionale.
    L'unicità del contenuto del D.M 740 rispetto agli altri profili professionali
    L'ostetrica NON opera solo su PRESCRIZIONE ma è in grado di PRESCRIVERE
  • Direttiva 36/2005 Esercizio delle attività di Ostetrica: ART 42 PRESCRIVERE O CONSIGLIARE gli esami
    necessari per la diagnosi quanto più precoce di gravidanza a rischio
  • Decreto Legislativo 206/2007 Art 48 Esercizio delle attività professionali di ostetrica PRESCRIVERE gli
    esami necessari per la diagnosi quanto più precoce di gravidanza a rischio

CAMPO PROPRIO DI ATTIVITA' E RESPONSABILITA ': Quali sono le differenze?

Sono PROFESSIONI AUTONOME (art. 1, L. n. 42/1999 e art. 1, comma 1, L.251/2000), essendo stata abrogata
la definizione di "professione sanitaria ausiliaria".
L'OSTETRICA ...
L'oggetto della professione ostetrica è costituito dall'assistenza ostetrica, ginecologica e neonatale.
Attua interventi adeguati ai bisogni di salute riproduttiva, nell'esercizio delle funzioni di sua competenza per
la prevenzione, cura, salvaguardia e recupero della salute individuale e collettiva.
L'INFERMIERE ...
L'oggetto della professione di infermiere è costituito dall'assistenza generale infermieristica. L'assistenza
infermieristica preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa e di natura tecnica, relazionale, educativa. Le
principali funzioni sono la prevenzione delle malattie, l'assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e
l'educazione sanitaria (art. 1 DM 739/94).
L'INFERMIERE PEDIATRICO ...
Le funzioni dell'Infermiere Pediatrico sono, invece, individuate dal relativo Profilo Professionale (D.M. n.
70/1997). L'infermiere pediatrico è un professionista sanitario che, in possesso del titolo abilitante e
dell'iscrizione all'albo professionale, è responsabile dell'assistenza infermieristica pediatrica. Egli gestisce ed
attua interventi di tipo preventivo, curativo, palliativo e riabilitativo nei confronti di neonati e bambini, sani
o ammalati, fino al diciottesimo anno di età, nonché nei confronti della famiglia e della comunità
relativamente ad interventi di educazione sanitaria e promozione della salute. Attualmente, sebbene
l'infermiere pediatrico sia indicato come l'operatore sanitario responsabile dell'assistenza infermieristica
pediatrica in possesso della Laurea di Iº livello in Infermieristica Pediatrica e dell'iscrizione all'albo
professionale (detenuto dalla Federazione Nazionale dei Collegi Ipasvi), sussistono due diverse strade per la
formazione di base, che affiancano alla tradizionale laurea triennale la via della formazione post base (master
di 1º livello).

CONSULTORIO

Importante strumento ,all'interno del distretto, per attuare gli interventi previsti a tutela della donna, a
tutela della salute dell'età evolutiva, e dell'adolescenza, e delle relazioni di coppia e familiari.
Il P.O.M.I assegna un ruolo fondamentale ai consultori familiari(CF)

  • Il CF operi con progetti strategici su promozione della salute su obiettivi prioritari
  • Il CF operi secondo il modello dell'empowerment e con la modalità dell'offerta attiva
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