La norma ISO 14001:2015 e i sistemi di gestione ambientale, Presentazione

Slide dall'Università San Raffaele su La norma ISO 14001:2015. Il Pdf illustra i sistemi di gestione ambientale, i requisiti per l'implementazione di un SGA e il processo di revisione della ISO 14001, utile per studenti universitari di Educazione ambientale.

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58 pagine

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Sistema di Gestione Ambientale (SGA), ad adozione volontaria, idoneo a guidare le organizzazioni a
sviluppare un insieme di attivi e processi per stabilire, attuare e mantenere la politica ambientale e
per realizzare obiettivi di migliorament o delle prestazioni ambientali.
Il processo di revisione di ISO 14001 è durato oltre 3 anni, con la partecipazione di centinaia di
esperti, con l’obiettivo di modificare in modo sostanziale la norma, per dare risposta alle crescenti
esigenze delle organizzazioni, pubbliche e private di tutto il mondo. E’ stato condotto parallelamente
alla revisione della norma ISO 9001, anch’essa revisionata nel settembre 2015: molti elementi di
novità sono comuni ai due standard. La ISO 14001 propone una struttura nuova, cosiddetta High
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novità introdotte nella norma ISO 14001, già adottate nella nuova ISO 9001, saranno introdotte
anche negli altri standard ISO cosiddetti “di processo” o “di organizzazione. (Anche nella prossima
versione della ISO 22000 in tema di sistemi di gestione per la sicurezza alimentare)

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Anteprima

Università San Raffaele Roma

www.unisanraffaele.gov.it

Insegnamento

Nutrizione a livello degli alimenti: chimica e tecnologie di produzione Professore Stefania Supino

Argomento: I Sistemi di Gestione Ambientale ISO 14001T

Università San Raffaele Roma Stefania Supino

La norma ISO 14001:2015

La UNI EN ISO 14001:2015 "Sistemi di gestione ambientale - Requisiti e guida per l'uso" rappresenta la più recente edizione dello standard internazionale che esplicita i requisiti per implementare un Sistema di Gestione Ambientale (SGA), ad adozione volontaria, idoneo a guidare le organizzazioni a sviluppare un insieme di attività e processi per stabilire, attuare e mantenere la politica ambientale e per realizzare obiettivi di miglioramento delle prestazioni ambientali.

Il processo di revisione di ISO 14001 è durato oltre 3 anni, con la partecipazione di centinaia di esperti, con l'obiettivo di modificare in modo sostanziale la norma, per dare risposta alle crescenti esigenze delle organizzazioni, pubbliche e private di tutto il mondo. E' stato condotto parallelamente alla revisione della norma ISO 9001, anch'essa revisionata nel settembre 2015: molti elementi di novità sono comuni ai due standard. La ISO 14001 propone una struttura nuova, cosiddetta High Level Structure (HLS) "struttura di alto livello", ovvero che rappresenta il framework che verrà introdotto in tutte le revisioni degli standard di sistema di gestione. Ciò significa che le principali novità introdotte nella norma ISO 14001, già adottate nella nuova ISO 9001, saranno introdotte anche negli altri standard ISO cosiddetti "di processo" o "di organizzazione". (Anche nella prossima versione della ISO 22000 in tema di sistemi di gestione per la sicurezza alimentare) I Sistemi di Gestione Ambientale: ISO 14001 2 di 19T Università San Raffaele Roma

La nuova High Level Structure

Stefania Supino

  • La versione revisionata adotta la nuova HLS, struttura comune alle altre norme sui Sistemi di Gestione, quali ISO 9001.

ISO 14001:2015 Introduzione 1 Scopo e campo di applicazione 2 Riferimenti normativi 3 Termini e definizioni 4 Contesto dell'organizzazione 5 Leadership 6 Pianificazione 7 Supporto 8 Attività operative 9 Valutazione delle prestazioni 10 Miglioramento I Sistemi di Gestione Ambientale: ISO 14001 3 di 19T Università San Raffaele Roma

Elementi chiave della norma

Stefania Supino

  • Adozione delle logiche dell'analisi del «contesto» e del Risk Based Thinking, intesa come la necessità di identificare i rischi e le opportunità in relazione agli aspetti ambientali anche in una logica di business complessivo.
  • Maggiore flessibilità riguardo alla documentazione, con l'obiettivo di fornire all'Organizzazione una più ampia libertà nella definizione delle procedure necessarie ad assicurare un miglior controllo dei propri processi e l'efficacia del proprio Sistema.
  • Maggiore enfasi sui requisiti relativi alla Leadership con la più spinta richiesta di assunzione di responsabilità da parte del top management sull'impegno per l'efficacia del Sistema, sulla definizione degli obiettivi e sulla pianificazione delle attività necessarie per il loro conseguimento.
  • Vengono introdotti requisiti più stringenti per la valutazione delle prestazioni ambientali, compresa la necessità di stabilire criteri e indicatori di monitoraggio ed analisi.
  • Maggiore enfasi al miglioramento continuo in relazione al miglioramento delle performance ambientali.

. Si considerano maggiormente i requisiti ambientali in un'ottica di «Life Cycle Perspective», estendendo il proprio controllo ed influenza agli impatti ambientali associati con la progettazione, l'uso e il fine vita del prodotto.

  • Viene data maggiore enfasi sul controllo dei processi in outsourcing.
  • Viene considerato maggiormente l'impegno alla comunicazione interna ed esterna, in particolare è richiesto un maggiore orientamento verso gli stakeholder, le cui aspettative diventano input del Sistema di Gestione Ambientale. I Sistemi di Gestione Ambientale: ISO 14001 4 di 19T Università San Raffaele Roma

Modello Plan - Do - Check - Act (PDCA)

Stefania Supino Il modello Plan - Do - Check - Act (PDCA) rimane alla base del sistema, ma è opportunamente adattato ed integrato con passaggi che ne consentono un'effettiva operatività. L'analisi di contesto (punto 4 della norma) esprime la necessità, da parte dell'organizzazione che adotta un sistema di gestione ambientale, di contestualizzare la propria attività e le proprie linee strategiche. L'analisi del contesto implica che l'Alta Direzione valuti e comprenda il contesto in cui si muove l'organizzazione, fatto di elementi interni - come i suoi processi, impianti, personale, attività, prospettive di sviluppo e disponibilità finanziarie - e di elementi esterni - intesi come le evoluzioni normative, la concorrenza sul mercato, le opportunità economico-sociali, e naturalmente anche il contesto ambientale. Analizzare il contesto significa altresì considerare esigenze ed aspettative delle parti interessate, a partire da clienti e mercato, includendo le istituzioni e le autorità di controllo, i soci/azionisti o investitori, le associazioni ambientaliste, dei consumatori e di categoria, i dipendenti e i vari attori della supply chain. L'attenzione alle parti interessate può essere esplicitata in modi diversi, e sta all'organizzazione valutare quali parti interessate siano significative per la propria attività, oltre che per la propria performance ambientale, e come individuarne e considerarne le aspettative. Ciò che è importante è adottare una nuova visione del sistema di gestione ambientale, intimamente collegata alle scelte strategiche dell'Alta Direzione, al fine di conseguire obiettivi ambientali unitamente ad obiettivi economico-finanziari, in una vera prospettiva di lungo periodo. I Sistemi di Gestione Ambientale: ISO 14001 5 di 19TJ Università San Raffaele Roma

Contesto di riferimento e obiettivi SGA

Stefania Supino È dalla definizione del contesto di riferimento, interno ed esterno, che l'organizzazione può delineare in modo credibile e sostenibile i confini e gli obiettivi del proprio SGA. A monte della pianificazione, vi è la leadership, che assicura la giusta motivazione e l'unità per attuare e sviluppare il sistema di gestione. I Sistemi di Gestione Ambientale: ISO 14001 6 di 19T Università San Raffaele Roma

Contesto dell'organizzazione

Stefania Supino CONTESTO DELL'ORGANIZZAZIONE Fattori interni ed esterni Campo di applicazione del SGA Esigenze ed aspettative delle parti interessate P I Pianificazione A Miglioramento Leadership Supporto e controllo operativo D Valutazione delle prestazioni C I Esiti attesi del SGA I Sistemi di Gestione Ambientale: ISO 14001 7 di 19T Università San Raffaele Roma

Approccio Risk-based thinking

Stefania Supino Altra significativa novità di questo standard ed è il cosiddetto approccio «Risk-based thinking» che richiede alle organizzazioni di progettare il proprio sistema di gestione ambientale tenendo in debito conto quelli che possono essere i rischi e le opportunità, sia in termini ambientali che in termini economico-finanziari e sociali. Il concetto di rischio è da intendersi come l'effetto, negativo o positivo, dell'incertezza delle situazioni future sugli obiettivi ambientali dell'organizzazione. La norma non richiede esplicitamente alle organizzazioni di condurre una rigorosa e competa valutazione del rischio, quanto piuttosto di saper identificare quelli che sono i principali rischi legati alla realizzazione dei propri obiettivi ambientali. In sostanza, le organizzazioni devono dimostrare che vi è una buona consapevolezza, a partire proprio dall'Alta Direzione, dei possibili fattori che possono rallentare o impedire il miglioramento delle prestazioni ambientali così come pianificato e, al contempo, anche i possibili elementi positivi che possono contribuire ad un più vantaggioso risultato di miglioramento. L'elemento di novità introdotto con questo requisito fa sì che il sistema di gestione ambientale sia definito, attuato e mantenuto con una maggiore consapevolezza di quelli che sono i fattori interni ed esterni che possono condizionare la capacità dell'organizzazione di attuare la propria strategia ambientale. I Sistemi di Gestione Ambientale: ISO 14001 8 di 19T Università San Raffaele Roma

Prospettiva di ciclo di vita

Stefania Supino Il terzo elemento di novità della ISO 14001:2015 è trasversale a diversi punti della norma e riguarda la nuova prospettiva di ciclo di vita, che deve in qualche modo indirizzare il sistema di gestione ambientale, al fine di perseguire obiettivi ambientali effettivi. Tale prospettiva si rifà alla metodologia Life Cycle Assessment (LCA), che consente di quantificare gli impatti ambientali associati ad un prodotto/servizio lungo tutto il suo ciclo di vita, "dalla culla alla tomba", considerando quindi tutte le fasi in cui il prodotto/servizio viene pensato, progettato, realizzato, distribuito, utilizzato, riutilizzato e messo a «fine vita». La norma ISO 14001:2015 non richiede alle organizzazioni di condurre uno studio di LCA, ma piuttosto introduce come requisito quello di definire un sistema di gestione ambientale che si faccia carico degli aspetti ed impatti ambientali che possono riguardare anche altre fasi del ciclo di vita del proprio prodotto/servizio, al fine di evitare interventi di miglioramento ambientale interni all'organizzazione che si possono tradurre in un trasferimento del carico ambientale in altre fasi della vita del prodotto. L'approccio di ciclo di vita è una novità significativa per lo standard ISO 14001, che storicamente si era sempre distinto dallo standard europeo EMAS (CE, 2009) per considerare solo i cosiddetti aspetti "diretti", ovvero solo gli aspetti ambientali pienamente sotto il controllo dell'organizzazione. I Sistemi di Gestione Ambientale: ISO 14001 9 di 19T Università San Raffaele Roma

Confronto ISO 14001 ed EMAS

Stefania Supino Questa revisione dello standard avvicina molto ISO 14001 ad EMAS, nell'intento di spingere le organizzazioni a considerare tutti gli impatti ambientali connessi ai propri prodotti e ai processi, anche se non di propria responsabilità diretta, in modo tale da gestire anche i processi e le attività che li determinano. In buona sostanza, se la ISO 14001:2015 non chiede di condurre un vero e proprio studio di LCA, chiede però alle organizzazioni di valutare i propri impatti ambientali e definire i propri obiettivi di miglioramento non solo in relazione al proprio sito produttivo (come dire "gate to gate"), ma anche in riferimento a quei processi a monte e a valle delle proprie attività, in modo da intervenire, come e dove possibile, per ridurre il carico ambientale là dove esso è più significativo. I Sistemi di Gestione Ambientale: ISO 14001 10 di 19

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