Istologia
anno accademico 24/25
L'istologia è la scienza che studia i tessuti del corpo; in base alla forma delle cellule e della matrice
extracellulare che costituisce il tessuto si capisce la funzione del tessuto stesso.
Viene definita matrice extracellulare la parte del tessuto formata da costituenti chimici, esterni alla cellula.
I tessuti del corpo umano sono classificati in:
- tessuti cambiali: epitelio e connettivo. Sono tessuti soggetti a continuo rinnovamento cellulare che
può essere di vario tipo (veloce, lento o nullo), rinnovamento assicurato grazie alla presenza di cellule
staminali.
Tra i tessuti epiteliali si hanno ulteriori suddivisioni: di rivestimento, ghiandolari (hanno il compito di
rilasciare del materiale), sensoriali; mentre il tessuto connettivo si suddivide in: osseo, propriamente
detto (ha la funzione di connessione e sostegno), cartilagineo e sangue
- tessuti stabili: nervoso e muscolare. Sono tessuti stabili perché non sono soggetti a continuo
rinnovamento cellulare; esiste comunque una neurogenesi cellulare, anche se non continua (nel SNC
ci sono tipi cellulari che possono dare origine a nuove cellule).
I tessuti adulti (cambiali) presentano un ricambio cellulare di vario tipo (veloce, lento o nullo), assicurato grazie
alla presenza di cellule staminali.
Le cellule staminali sono cellule relativamente indifferenziate, ma definite da caratteristiche:
- possono dividersi senza limiti
- possono dare origine ad almeno un tipo di progenie di cellule altamente specializzate
- divisione cellulare asimmetrica: possono originare cellule staminali e cellule che diventano altre
tipologie di cellule.
Le cellule staminali si trovano prettamente nei tessuti cambiali, in particolare nel midollo osseo.
Tessuti Epiteliali
Il tessuto epiteliale è composto da cellule a mutuo contatto: sono attaccate l'una all'altra e non sparse in
matrice extracellulare; le cellule a mutuo contatto non permettono il passaggio di materiale all'esterno del
tessuto che compongono (gap junctions).
Le cellule poggiano su una membrana basale, ossia un ancoraggio tra i tessuti, che ha funzione di filtro e
mantiene la cellula in sede di origine.
Le cellule epiteliali non sono vascolarizzate: non vi è tessuto sanguigno o torrenti ematici che vi passano. Il
nutrimento delle cellule è dato dal tessuto sottostante, ossia il tessuto connettivo propriamente detto, il quale
è riccamente vascolarizzato e diffonde nutrimenti all'epitelio che li assume grazie alla membrana basale.
Le cellule del tessuto epiteliale sono soggette a continuo rinnovamento cellulare (cellule staminali).
Il tessuto epiteliale ha polarità funzionale e morfologica: la cellula epiteliale ha quattro lati, ognuno dei quali
ha una determinata morfologia a cui corrisponde una specifica funzione.
Si ha asimmetria tra dominio apicale e basale: il dominio apicale ha funzione di assorbimento, secrezione e
protezione, mentre il dominio basale ha funzione di regolare l'adesione alla membrana basale, regolare gli
scambi tra epitelio e fluidi extracellulari.
I domini laterali hanno caratteristiche per cui devono attaccarsi alle cellule accanto: hanno proteine laterali
(giunzioni) che permettono l'adesione alle cellule.
I tessuti epiteliali sono classificati in:
- epiteli di rivestimento
- epiteli ghiandolari
- epiteli sensoriali
Epiteli di Rivestimento
Il tessuto epiteliale di rivestimento si trova in tutti gli organi cavi ma non solo; si può trovare a livello intestinale,
a livello bronchiale, a livello dell'utero.
Hanno funzione protettiva o protettiva/assorbimento e rivestono la superficie esterna del corpo e le cavità
interne dell'organismo.
La classificazione degli epiteli di rivestimento prende in considerazione:
- numero degli strati di cellule che compongono la lamina epiteliale
- semplici o monostratificati (1 strato)
- composti o pluristratificati
- forma delle cellule che costituiscono la lamina epiteliale
- pavimentoso
- cubico (nucleo centrale)
- cilindrico (nucleo basale)
Acidofilia e basofilia: quando una cellula è basofila, significa che ama il basico e quindi sarà acida mentre una
sostanza acidofila ama l'acido e quindi sarà basica.
La colorazione istologica più comune è quella data da ematossilina ed eosina.
Gli epiteli di rivestimento semplici sono:
- epitelio pavimentoso semplice: si trova a livello degli alveoli polmonari, a livello dell'endotelio, a
livello delle sierose (peritoneo, pleura, pericardio) e a livello renale
- epitelio cubico semplice: si trova nei dotti collettori renali
- epitelio cilindrico semplice: si trova a livello dei bronchi, dell'intestino tenue, del colon e nello
stomaco
- epitelio cilindrico semplice pseudostratificato: si trova a livello delle vie respiratorie (fosse nasali,
laringe, trachea, bronchi); è caratterizzato da cilia vibratili, sulla superficie apicale, che si muovono
perché devono veicolare, sia in condizioni fisiologiche che patologiche, il muco. Queste cilia, nei
soggetti fumatori, si riducono e si atrofizzano
mentre gli epiteli di rivestimento composti sono:
- epitelio pavimentoso composto: umido o non cheratinizzato, riveste le superfici del corpo bagnate da
liquidi come, per esempio, la cornea, la vagina, la bocca, la faringe e l'esofago
- epitelio pavimentoso composto: secco o cheratinizzato, si trova nelle cellule dell'epidermide
soprattutto nelle cellule della superficie, i cheratinociti, che non sono più vitali perché sono senza
nucleo
- epitelio cubico/cilindrico composto: si trova nei dotti escretori di alcune ghiandole e nell'uretra
maschile.
L'epitelio pavimentoso composto secco (cheratinizzato) è localizzato a livello della pelle e costituisce
l'epidermide, che riveste il derma sottostante; esso si può trovare anche in alcuni tratti della mucosa orale.
È composto da cellule chiamate cheratinociti ed è uno dei tessuti più estesi che si trovano nel nostro corpo,
formato da moltissimi tipi cellulari.
L'epidermide è suddivisa in cinque strati: gli strati più bassi hanno cellule che proliferano, mentre gli strati
superficiali hanno cellule morte (strato basale, strato spinoso, strato granuloso, strato lucido e strato corneo).
Epiteli Ghiandolari
Le cellule epiteliali sono spesso riunite insieme a formare una ghiandola e sono specializzate a elaborare e
secernere una sostanza che può essere riversata all'esterno del corpo o in cavità comunicante naturalmente
con l'esterno del corpo ed esplicare la loro attività in ambito locoregionale (ghiandole esocrine di natura
lipidica o sierosa) o nei vasi sanguigni (ghiandole endocrine, la cui principale è la tiroide, la quale rilascia
ormoni che entrano nel torrente ematico) ed esplicano la loro azione su organi bersaglio (ipofisi).
Per esempio: la ghiandola sebacea secerne sebo in un tratto ristretto di cute, il fegato secerne la bile che si
raccoglie prima nella colecisti e poi viene immessa nel duodeno che comunica con l'esterno per mezzo
dell'orifizio anale.
Il secreto prodotto può essere di natura proteica, glucidica o lipidica.
Ghiandole Esocrine
Le ghiandole esocrine si dividono, a loro volta, in:
- ghiandole esocrine unicellulari: ghiandole mucipare, si trovano nell'epitelio dell'intestino e delle vie
respiratorie; ghiandole mucoidi.
La ghiandola è una cellula che secerne come la ghiandola calciforme mucipara che si trova nell'epitelio
intestinale e respiratorio.
Le ghiandole mucipare producono muco e si trovano in qualsiasi epitelio cilindrico, sia semplice che
composto, intercalate alle cellule di rivestimento, formando un calice.
Le ghiandole mucoidi hanno la solita funzione: producono muco, importantissimo a livello intestinale
e respiratorio. Sono cellule calciformi, a forma di calice, che accumulano mucinogeno. Nonostante
esse secernano muco, non fanno parte dell'epitelio ghiandolare ma sono cellule che si trovano solo
nello stomaco, nella mucosa gastrica: le cellule formano un epitelio di rivestimento a carattere
secernente in modo costante e non a fiotti
- ghiandole esocrine pluricellulari: sono strutture più complesse, costituite da cellule che formano
l'adenomero che sintetizza il prodotto di secrezione, altre che formano il condotto escretore che
permette al prodotto di secrezione di essere trasportato nella sede di utilizzo.
Originano dall'ectoderma, endoderma o mesoderma embrionale per proliferazione delle cellule
epiteliali di rivestimento che si approfondano nel connettivo sottostante restando separate.
Sono classificate in base a:
- forma del condotto escretore
- ghiandola semplice: il condotto escretore è uno, privo di diramazioni, il lume è visibile
- ghiandola semplice ramificata: il condotto escretore si ramifica, al termine di ognuno vi è un
adenomero
- ghiandola composta: il condotto escretore è diviso in tanti rami, ognuno dei quali riceve più
adenomeri
- forma dell'adenomero
- tubulare: l'adenomero è allungato, ha un decorso rettilineo e un lume ristretto
- acinoso: l'adenomero ha forma rotondeggiante e un lume ristretto
- acinose di tipo alveolare: l'adenomero ha forma rotondeggiante e un lume ampio
- modalità di secrezione:
- merocrina: la ghiandola e le cellule dell'adenomero rilasciano il secreto per esocitosi
- apocrina: tipologia di secrezione in cui la cellula che costituisce l'adenomero produce secreto e
lo rilascia con parte del citoplasma
- olocrina: tutta la cellula dell'adenomero si sfalda e diventa essa stessa il secreto
- tipologia di secreto
- sieroso: il secreto è composto da un fluido acquoso ricco di proteine; generalmente gli
adenomeri sono di tipo acinoso e le cellule che li compongono hanno un citoplasma basofilo. Sono
ghiandole secernenti siero la parotide, il pancreas e le ghiandole lacrimali
- mucose: il secreto è composto da muco; le ghiandole a secrezione mucosa producono un
secreto vischioso, PAS + e gli adenomeri hanno solitamente forma tubulare. Sono un esempio le
ghiandole duodenali
- miste: il secreto è formato da proteine e muco.
Ghiandole Endocrine
Le ghiandole endocrine rilasciano ormoni che vanno nel torrente ematico.
Sono classificate, morfologicamente, come:
- ghiandole endocrine a cordoni: formate da cellule stipate a formare cordoni; esse sono:
- surrene
- paratiroidi (PTH)
- epifisi
- ipofisi
- porzione endocrina del pancreas
- ghiandole endocrine a vescicole: come la tiroide, le cui cellule hanno una forma sferica, contengono
colloide che, a sua volta, contiene gli ormoni tiroidei
- ghiandole endocrine interstiziali: sono ghiandole che si trovano sparse nel tessuto come, per
esempio, le cellule parafollicolari della tiroide (calcitonina), le ghiandole interstiziali del testicolo
(androgeni) e dell'ovaio (estrogeni) e le cellule endocrine della mucosa intestinale.