Storia della musica: rapporto tra solista e orchestra, concerto romantico

Slide sulla Storia della Musica, analizzando il rapporto tra solista e orchestra, i tipi di concerto e il periodo romantico. Il Pdf, di livello universitario e dedicato alla materia Musica, esplora concetti come polarità e reciprocità, esaminando brani specifici di Beethoven e l'evoluzione del concerto strumentale.

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60 pagine

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Anteprima

Rapporto tra Solista e Orchestra

Tipi di Rapporto

RAPPORTO

  • VERTICALE (Sincronico): Quando solista e orchestra suonano SIMULTANEAMENTE
  • ORIZZONTALE (Diacronico): Quando gli interventi del solista e dell'orchestra si SUCCEDONO ALTERNANDOSI come fossero battute di un colloquio

Tipi di Dialogo

TIPO DI DIALOGO

  • POLARITÀ: Implica DISTANZA tra due soggetti, non c'è dialogo ne relazione = Rapporto ORIZZONTALE - VERTICALE
  • RECIPROCITÀ: Arte del DIALOGO, rapporto privilegiato da MOZART = Rapporto esclusivamente ORIZZONTALE
  • DIFFUSIVITÀ: NEGAZIONE del DUALISMO, orchestra e solista si fondono in un organismo timbrico onnicomprensivo = Rapporto VERTICALE, il solista non è più interlocutore, ma membro dell'orchestra.

Cooperazione e Replica

COOPERAZIONE E REPLICA

  • COOPERAZIONE/INTERSCAMBIO (Replay/InterReplay):
    • A livello ORIZZONTALE: Quando un'unica frase musicale viene distribuita tra solista e orchestra
    • A livello VERTICALE: Quando il solista suona una frase musicale all'unisono con l'orchestra o un'altra sezione
  • REPLICA (Replay): Uno degli interlocutori risponde all'altro con lo stesso tema o motivo .
  • CONTROREPLICA (Conterplay): Uno degli interlocutori risponde con un tema differente

IL CONCERTO BAROCCO: Predilige POLARITÀ Il CONCERTO CLASSICO - ROMANTICO: Predilige RECIPROCITÀ Il CONCERTO MODERNO: Predilige la DIFFUSIVITÀ

Concerto

  • Alla base dell'estetica del concerto vi è l'idea di armonizzare elementi diversi non omogenei . Nonostante l'etimologia del termine rimandi al latino con-certare (combattere insieme), nell'uso volgare il termine è stato inteso nel senso di mettere insieme
  • Nel '600 questo termine era generico e poteva indicare:
    • Insieme di strumenti e voci (=a cappella)
    • insieme di strumenti diversi
    • Insieme di pezzi, generi e stili diversi in una raccolta di composizioni

NON indicava quindi ancora un genere specifico, né un evento musicale pubblico.Lo stesso Concerto Grosso (genere specifico) indicava in origine solo il "ripieno".

Nascita del Concerto Strumentale

  • La nascita del CONCERTO STRUMENALE deriva da un duplice impulso:
    1. Il bisogno di contrapporre allo stile fugato della sinfonia, da cui derivava, uno stile concertante e dialogato.
    2. Il bisogno di adattare la forma musicale alle differenze di status e di abilità all'interno dei membri dell'orchestra.

Stile Concertante

STILE CONCERTANTE:

  1. VIOLINO SOLISTA
  2. CONCERTINO
  3. CONCERTO GROSSO

Concerto Solistico

  • CONCERTO SOLISTICO:
    • Nasce dallo stile concertante, la sua origine viene fatta risalire a GIUSEPPE TORELLI e in particolare ai suoi "Concerti musicali a 4" dove per la prima volta appare, nelle parti del violino, le indicazioni SOLO e TUTTI.
    • Questo genere si perfeziona e giunge a maturazione con VIVALDI
    • Sulla carta si trattava di Quartetti ( 2 violini, viola, violoncello e un cembalo per il basso continuo), ma potevano diventare un ensamble concertistico, moltiplicando il numero di suonatori, accentuando il divario tra solo e tutti.

Il vero e proprio concerto solistico o barocco nasce nella prima metà del '700\'800:

  • Un solo violino prende il posto del concertino mentre il clavicembalo fa da basso continuo. Lo strumento solista è il violino perché il primo violino è anche il direttore d'orchestra; tuttavia con il tempo sarà preferito il clavicembalosta come direttore d'orchestra, poiché aveva maggiori probabilità di avere le mani libere e quindi di dare gli attacchi agli orchestrali e ai cantanti d'opera.
  • A metà 1700 nasce il concerto solistico per tastiera, che inizialmente era il clavicembalo poi sostituito dal pianoforte (= costruito nel 1698 da Bartolomeo Cristofori e dotato di un suono più caldo ed espressivo).

Fattori del Concerto Solistico Vivaldiano

FATTORI DEL CONCERTO SOLISTICO VIVALDIANO:

  • Struttura a blocchi contrapposti (solo - tutti) con forti sbalzi dinamici
  • Suddivisione in 3 movimenti (Allegro - Adagio - Allegro) che divenne la normativa
  • La FORMA RITORNELLO

La Forma Ritornello

LA FORMA RITORNELLO: R S R S R S R Ritornelli orchestrali fungono:

  • da colonne, riprendendo il tema principale e stabilizzando le varie tonalità toccate nel corso del brano
  • da cornice, inframmezzando i singoli interventi solistici

Concerto Vivaldiano come essenza della POLARITÀ, non c'è né dialogo ne reciprocità tra Solista e Orchestra, ma una diversificazione dei ruolies. LE 4 STAGIONI il cui contesto musicale è strettamente legato a un testo poetico.

  • I ritornelli orchestrali dipingono l'atmosfera generale del pezzo
  • Gli assoli dipingono le singole immagini evocate dal testo

VIVALDI predilige la POLARITÀ BACH predilige la RECIPROCITÀ e contribuisce a sviluppare in modo determinante il CONCERTO PER TASTIERA.

La Reciprocità nel Concerto Solistico

LA RECIPROCITÀ NEL CONCERTO SOLISTICO LA RECIPROCITÀ era la via del futuro, BACH rimase ancorato ad una concezione più sinfonica e paritaria del concerto, dove il solista viene assorbito nel discorso musicale generale dell'orchestra Il dialogo sui motivi del ritornello sfuma le divisione tra il ritornello e gli episodi solistici.

Trapasso tra Concerto Barocco e Concerto Classico

TRAPASSO TRA CONCERTO BAROCCO E CONCERTO CLASSICO

CONCERTO BAROCCO: Modello di relazione impostato sul sostanziale assorbimento del solista nel tessuto orchestrale

CONCERTO CLASSICO: Modello di relazione dialettico

Il Concerto Classico

  • IL CONCERTO CLASSICO
    • L'innesto di ciò che poi verrà codificato come FORMA-CLASSICA dalla FORMA-SONATA avviene più o meno a metà del '700 e si accompagna all'affermazione dello STILE GALANTE, che segna un mutamento di gusto, le cui parole d'ordine sono piacevolezza e semplicità.
    • Anche la FORMA del CONCERTO tende a semplificarsi, infatti la mutevole e flessibile Forma Barocca si normalizza in uno schema a 4 ritornelli, con un piano tonale abbastanza fisso.

Nel cosiddetto periodo classico, si sviluppa la forma del concerto per pianoforte e orchestra:

  • Il solista è considerato quasi un eroe in lotta con l'orchestra.
  • Il concerto per violino perde quindi l'esclusività che aveva avuto nel periodo barocco.

Musica Barocca

Caratteri Generali

MUSICA BAROCCA (1600 - 1750 morte di Bach) CARATTERI GENERALI: Il Barocco caratterizza tutte le arti, accumunandole in una ricerca elaborata del particolare, che puntava a stupire e a divertire l'ascoltatore. Caratteristici elementi della produzione musicale di questo periodo sono i cambi repentini di tempo, i passaggi di grande virtuosismo strumentale o vocale e l'uso del contrappunto, della fuga e del basso continuo, oltre a uno sviluppato senso dell'improvvisazione. In epoca barocca ebbero un ruolo particolarmente importante gli strumenti d'armonia dedicati all'esecuzione del basso continuo, che è il vero denominatore comune di tutta la produzione musicale. Fra questi, i due di uso prevalente erano l'organo e il clavicembalo.

Ruolo del Compositore

RUOLO DEL COMPOSITORE: Alle dipendenza di Nobili e Mecenati.

Compositori Barocchi

COMPOSITORI:

  • Arcangelo CORELLI (1653 - 1713)
  • Giuseppe TORELLI (1658 - 1709)
  • Antonio VIVALDI (1678 - 1741)
  • Johann Sebastian BACH (1685 - 1750)

Musica Strumentale

Concerto Grosso

MUSICA STRUMENTALE:

  • CONCERTO GROSSO: è una forma di concerto della musica barocca italiana in cui il materiale musicale è trattato in un dialogo fra due sezioni di diversa dimensione, ovvero un piccolo gruppo di solisti, detto concertino o soli, e l'intera orchestra, detta ripieno, tutti o, appunto, concerto grosso.
    • Il concertino è composto, di norma, come nella sonata a tre, da: due violini e un violoncello come basso continuo.
    • Il concerto grosso è il gruppo completo degli archi: violini, divisi normalmente in due parti, una o due parti di viole, violoncelli e contrabbassi - insieme a uno o più strumenti che realizzano il basso continuo - clavicembalo, organo, arpa, liuto, arciliuto, tiorba o altri ancora.

In Corelli è costante la scelta di un concertino formato da due violini e un violoncello e, come ripieno, di una sezione di archi, entrambi accompagnati dal basso continuo nelle combinazioni già citate. Per quanto riguarda la struttura, nel concerto grosso si alternano tempi lenti e veloci, in totale generalmente quattro, con la predilezione corelliana per la formula lento-veloce-lento-veloce.

Concerto Solistico

  • CONCERTO SOLISTICO: è una forma di concerto nata con la musica barocca e prediletta nel periodo classico, in cui uno strumento solista dialoga con una piccola orchestra. Generalmente si individua in Antonio Vivaldi l'inventore del concetto di concerto solista, ossia, l'evoluzione del concerto grosso verso una forma musicale che prevede uno o più strumenti solisti ai quali si contrappone il resto degli strumenti cui è assegnata una parte obbligata, dedicata all'improvvisazione del solista.

La Suite

  • LA SUITE: In musica, la suite (in francese successione) è un insieme di brani, per uno strumento solista, un complesso da camera o un'orchestra, correlati e pensati per essere suonati in sequenza. I pezzi che compongono una suite vengono chiamati tempi (o movimenti) e nella musica barocca sono tutti nella stessa tonalità. La struttura della suite è identica alla sonata da camera, sebbene non siano considerati la medesima cosa: nella sonata i singoli movimenti prendono il nome dall'indicazione di tempo iniziale (adagio, andante, allegro, etc.), mentre nella suite hanno nomi di danze. In concomitanza con la fine della musica barocca e l'affermarsi dello stile galante, il genere comincia sentire i segni del tempo, e i compositori iniziano a preferirgli la sonata e, in ambito orchestrale, la sinfonia ed il concerto.

A partire dall'Ottocento, il significato del termine suite si amplia, andando a definire:

  • Una selezione strumentale da un brano più ampio (opera, balletto e, più tardi, musical e colonne sonore);
  • Una sequenza di pezzi brevi aventi un tema in comune (come ad esempio le suite di Čajkovskij).
  • Un pezzo che si rifà esplicitamente a temi barocchi

La Sonata

  • LA SONATA: La sonata (dal latino sonare) è una composizione eseguita da strumenti, in opposizione alla cantata (dal latino cantare), che sta a indicare un brano interpretato anche da voci. Il termine, pur nella sua vaghezza, si è naturalmente evoluto attraverso la storia della musica, designando una varietà di forme musicali precedenti all'era classica. Avrà un'importanza sempre maggiore nel periodo classico. È qui che l'ordito contrappuntistico della sonata rinascimentale si scioglie nelle sue due polarità nascoste:
    • da un lato il "basso continuo"
    • dall'altro il libero gioco improvvisativo delle voci superiori.

Nasce così il prototipo della cosiddetta "sonata a tre", il cui organico è costituito dal continuo e da due strumenti melodici. A partire dalla seconda metà del Seicento la sonata a tre si divide in due forme complementari:

  • da un lato la "sonata da chiesa", inizialmente destinata a sostituire le parti mancanti della liturgia vocale e dunque caratterizzata da una severa scrittura contrappuntistica;
  • dall'altro la "sonata da camera", indirizzata originariamente all'intrattenimento e quindi segnata dalla scrittura ritmico-melodica tipica delle forme di danza.

Musica Vocale

L'Opera

MUSICA VOCALE:

  • L'OPERA: Nasce a Firenze verso la fine del XVI secolo e, grazie a Claudio Monteverdi, ha enorme diffusione in età barocca. Spettacolo inizialmente riservato alle corti, e dunque destinato ad una elite di intellettuali e aristocratici, acquista carattere di intrattenimento a partire dall'apertura del primo teatro pubblico nel 1637: il Teatro San Cassiano di Venezia. Nel Settecento l'opera italiana è riformata dai poeti Apostolo Zeno e Pietro Metastasio, che stabiliscono una serie di canoni formali relativi all'impianto drammaturgico, come alla struttura metrica delle arie, applicando le cosiddette unità aristoteliche e dedicandosi esclusivamente al genere serio. Il melodramma metastasiano non ha di fronte a se il pubblico secentesco degli aristocratici sussiegosi ma un pubblico più largo costituito da vasti strati borghesi in Europa e da gruppi di potere (aristocratici, funzionari di governo) : questo "nuovo pubblico" aspirava non all'eroismo ma a un surrogato che era il decoro un po' solenne il quale si trova soprattutto sulla scena che è sempre una sorta di specchio o di modello dei costumi di una società. La genialità di Metastasio consistette nella capacità di riformare il melodramma secondo i gusti del tempo e di dare a opere nate spesso per un teatro di corte dignità cortigiana nell'allestimento e nelle finalità morali, e mirabile e essenziale chiarezza psicologica agli stati d'animo e ai contrasti dei sentimenti. La scelta di Zeno e Metastasio di escludere ogni elemento comico dal teatro musicale serio

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