Domande d'esame sulla storia delle relazioni internazionali italiane

Prova dall'Università su Domande dell'esame di Storia delle relazioni internazionali. Il Test è un set di appunti per la preparazione accademica, che copre trattati, eventi e politiche estere italiane dal 1861 al 1939, utile per lo studio universitario di Storia.

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62 pagine

Domande dell’esame di Storia delle relazioni internazionali
1. La convenzione franco-italiana (convenzione di Settembre) del 15 settembre 1864
stabiliva:
A. il trasferimento del Veneto al Regno d’Italia, secondo quanto previsto dagli accordi segreti
franco-austriaci e italo-austriaci nell’eventualità di una guerra tra Austria e Prussia
B. la rinuncia esplicita del governo italiano alle rivendicazioni su Roma capitale; l’impegno a non attaccare
lo Stato della Chiesa ma a giungere all’annessione di Roma pacificamente, attraverso l’indizione di un
plebiscito
C. il nulla osta della Francia all’annessione di Roma in cambio dell’impegno dell’Italia a rimanere neutrale
nel caso di una guerra tra Francia e Prussia
D. un’alleanza militare difensiva tra Italia e Francia in cambio di una guerra contro, rispettivamente, Austria
e Prussia
E. l’impegno del governo italiano a trasferire la capitale da Torino in un’altra città entro sei mesi, a non
attaccare lo Stato della Chiesa e a impedire un attacco; l’impegno del governo francese di ritirare le
truppe stanziate a Roma a difesa dello Stato della Chiesa
2. Cosa prevedevano gli “Accordi di Villafranca”?
Il ritorno dei vecchi regnanti spodestati sui troni dell’Italia centrale. Nei preliminari di pace di Villafranca,
l’Impero Asburgico accetta di cedere la Lombardia alla Francia, che a sua volta la trasferirà al Piemonte, ma
mantiene il Veneto e il Quadrilatero, lasciando aperta la possibilità di future guerre o negoziati. Villafranca
segna la fine delle ostilità immediate, ma le clausole sono vuote, e l’idea di restaurare i sovrani spodestati è
irrealizzabile. In novembre, viene firmato il trattato di pace a Zurigo, ma è chiaro che molti degli accordi
presi, come la restaurazione dei sovrani, sono difficili da realizzare. Le situazioni si incancreniscono e
restano senza soluzioni reali
3. Quale fu il primo paese a riconoscere l’Unità Italiana?
UK, 30/03/1861, Svizzera, USA (13/04/1861), Impero ottomano, Stati Scandinavi, Argentina, Messico
Francia 15/06/1861, Russia e Prussia 1862, Spagna 1865, Austria 1866 (in conseguenza della sconfitta nella
guerra contro i prussiani, come parte del trattato di pace con l’Italia)
4. Cosa affermò Cavour con i suoi discorsi alla camera del 25 e 27 marzo del 1861?
Confermò l’esigenza di Roma Capitale, garanzie al Papa di esercitare il proprio ministerio in libertà se
avesse rinunciato al potere temporale, “libera chiesa in un libero stato”, corrispondenza di una cospicua
rendita annua al Papa.
5. Come reagì il governo francese ai discorsi di Cavour del 25 e 27 marzo 1861?
Propose al Papa di mantenere il territorio laziale, chiedeva all’Italia l’impegno di non attaccare e impedire
con l’uso della forza ogni attacco proveniente dall’esterno.
6. Il piano di Vittorio Emanuele II per ottenere Venezia (1861)?
Sostegno a un movimento liberale in Grecia, sostituendo Ottone con un Savoia, dichiarare guerra all’Impero
ottomano insieme alla Serbia, mandare Garibaldi in Dalmazia, affinché sostenesse una rivolta ungherese,
intervento italiano contro l’Austria sostenuto dalla Francia. Fallì per la mancata approvazione di Napoleone
III, preoccupato di mettere a ferro e fuoco i Balcani.
7. Cosa prevedeva la “Convenzione del 15 settembre 1864”?
L’Italia si impegnava entro sei mesi a trasferire la capitale da Torino a un’altra città (clausola segreta), l’Italia
impediva e non effettuava attacco alcuno su Roma, accollamento di parte del debito dello Stato della Chiesa.
Francia avrebbe ritirato truppe da Roma entro due anni, per formare un esercito pontificio, che l’Italia
doveva riconoscere.
8. Il casus foederis dell’alleanza italo-prussiana dell’8 aprile 1866 aveva un carattere:
A. difensivo perché prevedeva l’aiuto reciproco in caso la Prussia o l’Italia fossero state attaccate
dalla Francia.
B. offensivo, perché prevedeva una guerra comune contro la Francia con l’impegno prussiano di
intraprenderla entro 3 mesi, ma non prevedeva l’aiuto prussiano all’Italia nel caso in cui fosse
stata attaccata dalla Francia.
C. offensivo, perché prevedeva una guerra comune contro l’Austria con l’impegno prussiano di
intraprenderla entro 3 mesi, ma non prevedeva l’aiuto prussiano all’Italia nel caso in cui fosse
stata attaccata dall’Austria.
D. offensivo e difensivo, perché prevedeva una guerra comune contro l’Austria con l’impegno
prussiano di intraprenderla entro 3 mesi, nonché l’aiuto prussiano all’Italia e italiano alla Prussia
nel caso in cui fossero state attaccate dall’Austria
E. difensivo perché prevedeva l’auto reciproco in caso la Prussia o l’Italia fossero state attaccate
dall’Austria.
9. Politica estera di Venosta: Accentua la cosiddetta vocazione europeista e occidentale del
nostro paese. Visconti Venosta riassume la politica estera italiana di quel periodo con il motto
“Indipendenti sempre, isolati mai”, che sintetizza la volontà dell'Italia di mantenere relazioni
diplomatiche con altre nazioni, senza però compromettere la sua indipendenza con alleanze troppo
strette o impegni scritti. La giovane Italia, frammentata, con molti nemici e vulnerabile sul piano
internazionale, era ancora alla ricerca di un equilibrio. Tuttavia, Visconti Venosta si oppone a legarsi
formalmente a una potenza come la Francia o la Gran Bretagna, preferendo rimanere indipendente
piuttosto che sottomettersi a pressioni esterne. Ministro degli esteri fino al marzo 1876.
10. Quali sono i maggiori pericoli che l’Italia post-unitaria si trova ad affrontare in politica
estera? La politica estera italiana del neonato stato si orienta, inevitabilmente, verso il
completamento dell'unità nazionale. L'obiettivo era quello di annettere le regioni italiane ancora non
incluse, in nome del principio di nazionalità. Volontà di Venezia e questione Romana [Revanscismo
austriaco e papalino + allargare i confini per il completamento dell’unità nazionale] ottemperata alle
volontà francesi verso cui l’Italia era in una posizione di subordinazione. ottenimento del
riconoscimento a livello internazionale (assumere un ruolo e un'immagine di rilievo)
11. L’intesa italo-prussiana 1866: Era di natura offensiva in quanto non prevedeva una difesa
prussiana in caso di attacco austriaco. ci furono tentativi del governo di Vienna di dissuadere il
governo italiano dalla firma dell’Intesa, con la garanzia che se fosse rimasto neutrale avrebbe
concesso il Veneto, passando prima per la Francia. questo non avvenne dato che il 20 luglio del 1866
la Prussia dichiarò guerra e l’Italia, sebbene temporeggiò, entrò in guerra subendo gravi sconfitte
navali e venendo vista con diffidenza dallo stesso alleato prussiano che invece aveva vinto a Sadowa.
Da questa sconfitta austriaca ne deriverà il riconoscimento italiano ma l’ottenimento di Venezia sarà
il frutto di un accordo separato rispetto a quello tra Prussia e Austria: il TRATTATO DI PACE
ITALO AUSTRIACO.
12. Cosa voleva ottenere Napoleone III da Bismarck nella guerra austro-prussiana del
1866? ambiva a svolgere il ruolo di mediatore nella speranza di ottenere un successo di prestigio di
cui aveva bisogno data la sua situazione di crisi interna, soprattutto a seguito dei costi e delle
difficoltà incontrate in Messico. spinse Bismarck ad allearsi con l’Italia per ottenere compensi sul
Reno.
13. Quale proposta fece il governo italiano a Vienna nel 1866 prima della Terza guerra
d’indipendenza? Nei preliminari dei colloqui svoltisi a Vienna tra il conte Malaguzzi e il
presidente del consiglio austriaco Belcredi si parlò della possibilità di ricevere il Veneto in cambio
della neutralità italiana e di una forte indennità pari a un miliardo di lire. Rifiuto dell’Austria.

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Anteprima

Domande d'Esame di Storia delle Relazioni Internazionali

  1. La convenzione franco-italiana (convenzione di Settembre) del 15 settembre 1864 stabiliva: A. il trasferimento del Veneto al Regno d'Italia, secondo quanto previsto dagli accordi segreti franco-austriaci e italo-austriaci nell'eventualità di una guerra tra Austria e Prussia B. la rinuncia esplicita del governo italiano alle rivendicazioni su Roma capitale; l'impegno a non attaccare lo Stato della Chiesa ma a giungere all'annessione di Roma pacificamente, attraverso l'indizione di un plebiscito C. il nulla osta della Francia all'annessione di Roma in cambio dell'impegno dell'Italia a rimanere neutrale nel caso di una guerra tra Francia e Prussia D. un'alleanza militare difensiva tra Italia e Francia in cambio di una guerra contro, rispettivamente, Austria e Prussia E. l'impegno del governo italiano a trasferire la capitale da Torino in un'altra città entro sei mesi, a non attaccare lo Stato della Chiesa e a impedire un attacco; l'impegno del governo francese di ritirare le truppe stanziate a Roma a difesa dello Stato della Chiesa

Accordi di Villafranca

2. Cosa prevedevano gli "Accordi di Villafranca"? Il ritorno dei vecchi regnanti spodestati sui troni dell'Italia centrale. Nei preliminari di pace di Villafranca, l'Impero Asburgico accetta di cedere la Lombardia alla Francia, che a sua volta la trasferirà al Piemonte, ma mantiene il Veneto e il Quadrilatero, lasciando aperta la possibilità di future guerre o negoziati. Villafranca segna la fine delle ostilità immediate, ma le clausole sono vuote, e l'idea di restaurare i sovrani spodestati è irrealizzabile. In novembre, viene firmato il trattato di pace a Zurigo, ma è chiaro che molti degli accordi presi, come la restaurazione dei sovrani, sono difficili da realizzare. Le situazioni si incancreniscono e restano senza soluzioni reali

Riconoscimento dell'Unità Italiana

3. Quale fu il primo paese a riconoscere l'Unità Italiana? UK, 30/03/1861, Svizzera, USA (13/04/1861), Impero ottomano, Stati Scandinavi, Argentina, Messico Francia 15/06/1861, Russia e Prussia 1862, Spagna 1865, Austria 1866 (in conseguenza della sconfitta nella guerra contro i prussiani, come parte del trattato di pace con l'Italia)

Discorsi di Cavour del 1861

4. Cosa affermò Cavour con i suoi discorsi alla camera del 25 e 27 marzo del 1861? Confermò l'esigenza di Roma Capitale, garanzie al Papa di esercitare il proprio ministerio in libertà se avesse rinunciato al potere temporale, "libera chiesa in un libero stato", corrispondenza di una cospicua rendita annua al Papa.

Reazione Francese ai Discorsi di Cavour

5. Come reagì il governo francese ai discorsi di Cavour del 25 e 27 marzo 1861? Propose al Papa di mantenere il territorio laziale, chiedeva all'Italia l'impegno di non attaccare e impedire con l'uso della forza ogni attacco proveniente dall'esterno.

Piano di Vittorio Emanuele II per Venezia

6. Il piano di Vittorio Emanuele II per ottenere Venezia (1861)? Sostegno a un movimento liberale in Grecia, sostituendo Ottone con un Savoia, dichiarare guerra all'Impero ottomano insieme alla Serbia, mandare Garibaldi in Dalmazia, affinché sostenesse una rivolta ungherese, intervento italiano contro l'Austria sostenuto dalla Francia. Fallì per la mancata approvazione di Napoleone III, preoccupato di mettere a ferro e fuoco i Balcani.

Convenzione del 15 Settembre 1864

7. Cosa prevedeva la "Convenzione del 15 settembre 1864"? L'Italia si impegnava entro sei mesi a trasferire la capitale da Torino a un'altra città (clausola segreta), l'Italia impediva e non effettuava attacco alcuno su Roma, accollamento di parte del debito dello Stato della Chiesa. Francia avrebbe ritirato truppe da Roma entro due anni, per formare un esercito pontificio, che l'Italia doveva riconoscere.

Casus Foederis dell'Alleanza Italo-Prussiana

  1. Il casus foederis dell'alleanza italo-prussiana dell'8 aprile 1866 aveva un carattere: A. difensivo perché prevedeva l'aiuto reciproco in caso la Prussia o l'Italia fossero state attaccate dalla Francia. B. offensivo, perché prevedeva una guerra comune contro la Francia con l'impegno prussiano di intraprenderla entro 3 mesi, ma non prevedeva l'aiuto prussiano all'Italia nel caso in cui fosse stata attaccata dalla Francia. C. offensivo, perché prevedeva una guerra comune contro l'Austria con l'impegno prussiano di intraprenderla entro 3 mesi, ma non prevedeva l'aiuto prussiano all'Italia nel caso in cui fosse stata attaccata dall'Austria. D. offensivo e difensivo, perché prevedeva una guerra comune contro l'Austria con l'impegno prussiano di intraprenderla entro 3 mesi, nonché l'aiuto prussiano all'Italia e italiano alla Prussia nel caso in cui fossero state attaccate dall'Austria E. difensivo perché prevedeva l'auto reciproco in caso la Prussia o l'Italia fossero state attaccate dall'Austria.

Politica Estera di Venosta

9. Politica estera di Venosta: Accentua la cosiddetta vocazione europeista e occidentale del nostro paese. Visconti Venosta riassume la politica estera italiana di quel periodo con il motto "Indipendenti sempre, isolati mai", che sintetizza la volontà dell'Italia di mantenere relazioni diplomatiche con altre nazioni, senza però compromettere la sua indipendenza con alleanze troppo strette o impegni scritti. La giovane Italia, frammentata, con molti nemici e vulnerabile sul piano internazionale, era ancora alla ricerca di un equilibrio. Tuttavia, Visconti Venosta si oppone a legarsi formalmente a una potenza come la Francia o la Gran Bretagna, preferendo rimanere indipendente piuttosto che sottomettersi a pressioni esterne. Ministro degli esteri fino al marzo 1876.

Pericoli della Politica Estera Post-Unitaria

10. Quali sono i maggiori pericoli che l'Italia post-unitaria si trova ad affrontare in politica estera? La politica estera italiana del neonato stato si orienta, inevitabilmente, verso il completamento dell'unità nazionale. L'obiettivo era quello di annettere le regioni italiane ancora non incluse, in nome del principio di nazionalità. Volontà di Venezia e questione Romana [Revanscismo austriaco e papalino + allargare i confini per il completamento dell'unità nazionale] ottemperata alle volontà francesi verso cui l'Italia era in una posizione di subordinazione. ottenimento del riconoscimento a livello internazionale (assumere un ruolo e un'immagine di rilievo)

Intesa Italo-Prussiana del 1866

11. L'intesa italo-prussiana 1866: Era di natura offensiva in quanto non prevedeva una difesa prussiana in caso di attacco austriaco. ci furono tentativi del governo di Vienna di dissuadere il governo italiano dalla firma dell'Intesa, con la garanzia che se fosse rimasto neutrale avrebbe concesso il Veneto, passando prima per la Francia. questo non avvenne dato che il 20 luglio del 1866 la Prussia dichiarò guerra e l'Italia, sebbene temporeggiò, entrò in guerra subendo gravi sconfitte navali e venendo vista con diffidenza dallo stesso alleato prussiano che invece aveva vinto a Sadowa. Da questa sconfitta austriaca ne deriverà il riconoscimento italiano ma l'ottenimento di Venezia sarà il frutto di un accordo separato rispetto a quello tra Prussia e Austria: il TRATTATO DI PACE ITALO AUSTRIACO.

Napoleone III e Bismarck nella Guerra Austro-Prussiana

12. Cosa voleva ottenere Napoleone III da Bismarck nella guerra austro-prussiana del 1866? ambiva a svolgere il ruolo di mediatore nella speranza di ottenere un successo di prestigio di cui aveva bisogno data la sua situazione di crisi interna, soprattutto a seguito dei costi e delle difficoltà incontrate in Messico. spinse Bismarck ad allearsi con l'Italia per ottenere compensi sul Reno.

Proposta Italiana a Vienna nel 1866

13. Quale proposta fece il governo italiano a Vienna nel 1866 prima della Terza guerra d'indipendenza? Nei preliminari dei colloqui svoltisi a Vienna tra il conte Malaguzzi e il presidente del consiglio austriaco Belcredi si parlò della possibilità di ricevere il Veneto in cambio della neutralità italiana e di una forte indennità pari a un miliardo di lire. Rifiuto dell'Austria.

Trattato di Alleanza Italo-Prussiano del 1866

14. Cosa prevedeva il trattato di alleanza italo-prussiano dell'8 aprile 1866? Se l'Italia avesse aiutato la Prussia avrebbe ottenuto Venezia, la regione veneta e la provincia di Mantova e, in caso di conquista militare in battaglia, il Trentino. L'accordo sarebbe decaduto se la Prussia non fosse entrata in guerra entro tre mesi, e non era previsto alcun intervento militare prussiano in caso di attacco austriaco all'Italia.

Proposta Austriaca all'Italia per la Neutralità

15. Cosa propone l'Austria all'Italia in cambio della neutralità il 9 aprile 1866? La cessione del veneto alla Francia, che l'avrebbe a sua volta ceduto all'Italia. ACQUISIZIONE SENZA COLPO FERIRE.

Trattato Franco-Austriaco del 1866

16. Cosa prevedeva il trattato franco-austriaco del 1866? Vienna prometteva compensi alla Francia, a spese della Prussia e si impegnava a cedere il Veneto alla Francia, affinché lo cedesse all'Italia, in cambio dei buoni uffici dell'imperatore per indurre gli italiani alla neutralità o comunque a condurre una guerra contro l'Austria senza troppo impegno.

Trattato di Pace di Vienna del 1866

17. Cosa prevedeva il Trattato di pace di Vienna del 3/10/1866 o trattato italo austriaco? Cessione del Veneto a Napoleone III, che lo avrebbe a sua volta ceduto all'Italia. Il trentino restava all' Austria. Riconoscimento dello stato italiano.

Indipendenze al Congresso di Berlino del 1878

  1. Al congresso di Berlino del 1878 ottennero l'indipendenza a. Serbia, Albania e Bulgaria b. Grecia, Albania e Serbia c. Albania, Bulgaria e Turchia d. Serbia, Montenegro e Romania e. Serbia, Montenegro e Grecia (io ho scritto questi 3 sugli appunti)

Conferenza di Berlino del 1878 e i Balcani

19. Cosa prevedeva la conferenza di Berlino del 1878 riguardo i Balcani e quale fu la posizione italiana in merito? Russia: Bessarabia, Bathum, Ardahan e Kars. Austria: amministrazione temporanea Bosnia-Erzegovina e l'occupazione del Sangiaccato di Novi Bazar. Inghilterra: Cipro. Francia: gradimento potenze europee in caso di invasione della Tunisia. Italia: politica/approccio delle "mani nette". Nessuna annessione o successo significativo o recriminazione, considerare in termini vaghi, su suggerimento britannico, l'occupazione di Tripoli.

Lega di Prizren del 1878

  1. La lega di Prizren (Lega per la Difesa dei Diritti della Nazione Albanese) del 1878: a. Chiese alla conferenza di Berlino di deliberare l'indipendenza delle terre abitate da albanesi dall'impero ottomano b. Protestò contro le decisioni della conferenza di Berlino, che negavano agli albanesi il diritto di autodeterminazione, rivendicando uno status di autonomia per le terre ottomane abitate dagli albanesi c. Inviò un indirizzo di plauso alla conferenza di Berlino che aveva concesso l'indipendenza a molti popoli balcanici d. Protestò per la decisione della conferenza di Berlino di attribuire tutto il Kosovo alla Serbia e. Protestò contro le decisioni della conferenza di Berlino, che negavano agli albanesi il diritto all'autodeterminazione e propose l'annessione delle terre ottomane abitate da albanesi alla Serbia

Primo Trattato della Triplice Alleanza

  1. Il primo trattato della triplice alleanza del 20 maggio 1882 prevedeva: A. L'impegno della Francia a intervenire a fianco dell'Italia in caso di attacco non provocato da parte dell'Austria Ungheria; l'impegno dell'Italia a intervenire a fianco della Francia se questa fosse stata oggetto di un attacco non provocato da parte della Germania B. L'impegno della Germania intervenire in aiuto dell'Italia in caso di attacco non provocato da parte della Francia; l'impegno dell'Italia a intervenire in aiuto della Germania nel caso questa fosse stata oggetto di attacco non provocato da parte della Francia

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