Prova dall'Università su Domande dell'esame di Storia delle relazioni internazionali. Il Test è un set di appunti per la preparazione accademica, che copre trattati, eventi e politiche estere italiane dal 1861 al 1939, utile per lo studio universitario di Storia.
Mostra di più62 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
2. Cosa prevedevano gli "Accordi di Villafranca"? Il ritorno dei vecchi regnanti spodestati sui troni dell'Italia centrale. Nei preliminari di pace di Villafranca, l'Impero Asburgico accetta di cedere la Lombardia alla Francia, che a sua volta la trasferirà al Piemonte, ma mantiene il Veneto e il Quadrilatero, lasciando aperta la possibilità di future guerre o negoziati. Villafranca segna la fine delle ostilità immediate, ma le clausole sono vuote, e l'idea di restaurare i sovrani spodestati è irrealizzabile. In novembre, viene firmato il trattato di pace a Zurigo, ma è chiaro che molti degli accordi presi, come la restaurazione dei sovrani, sono difficili da realizzare. Le situazioni si incancreniscono e restano senza soluzioni reali
3. Quale fu il primo paese a riconoscere l'Unità Italiana? UK, 30/03/1861, Svizzera, USA (13/04/1861), Impero ottomano, Stati Scandinavi, Argentina, Messico Francia 15/06/1861, Russia e Prussia 1862, Spagna 1865, Austria 1866 (in conseguenza della sconfitta nella guerra contro i prussiani, come parte del trattato di pace con l'Italia)
4. Cosa affermò Cavour con i suoi discorsi alla camera del 25 e 27 marzo del 1861? Confermò l'esigenza di Roma Capitale, garanzie al Papa di esercitare il proprio ministerio in libertà se avesse rinunciato al potere temporale, "libera chiesa in un libero stato", corrispondenza di una cospicua rendita annua al Papa.
5. Come reagì il governo francese ai discorsi di Cavour del 25 e 27 marzo 1861? Propose al Papa di mantenere il territorio laziale, chiedeva all'Italia l'impegno di non attaccare e impedire con l'uso della forza ogni attacco proveniente dall'esterno.
6. Il piano di Vittorio Emanuele II per ottenere Venezia (1861)? Sostegno a un movimento liberale in Grecia, sostituendo Ottone con un Savoia, dichiarare guerra all'Impero ottomano insieme alla Serbia, mandare Garibaldi in Dalmazia, affinché sostenesse una rivolta ungherese, intervento italiano contro l'Austria sostenuto dalla Francia. Fallì per la mancata approvazione di Napoleone III, preoccupato di mettere a ferro e fuoco i Balcani.
7. Cosa prevedeva la "Convenzione del 15 settembre 1864"? L'Italia si impegnava entro sei mesi a trasferire la capitale da Torino a un'altra città (clausola segreta), l'Italia impediva e non effettuava attacco alcuno su Roma, accollamento di parte del debito dello Stato della Chiesa. Francia avrebbe ritirato truppe da Roma entro due anni, per formare un esercito pontificio, che l'Italia doveva riconoscere.
9. Politica estera di Venosta: Accentua la cosiddetta vocazione europeista e occidentale del nostro paese. Visconti Venosta riassume la politica estera italiana di quel periodo con il motto "Indipendenti sempre, isolati mai", che sintetizza la volontà dell'Italia di mantenere relazioni diplomatiche con altre nazioni, senza però compromettere la sua indipendenza con alleanze troppo strette o impegni scritti. La giovane Italia, frammentata, con molti nemici e vulnerabile sul piano internazionale, era ancora alla ricerca di un equilibrio. Tuttavia, Visconti Venosta si oppone a legarsi formalmente a una potenza come la Francia o la Gran Bretagna, preferendo rimanere indipendente piuttosto che sottomettersi a pressioni esterne. Ministro degli esteri fino al marzo 1876.
10. Quali sono i maggiori pericoli che l'Italia post-unitaria si trova ad affrontare in politica estera? La politica estera italiana del neonato stato si orienta, inevitabilmente, verso il completamento dell'unità nazionale. L'obiettivo era quello di annettere le regioni italiane ancora non incluse, in nome del principio di nazionalità. Volontà di Venezia e questione Romana [Revanscismo austriaco e papalino + allargare i confini per il completamento dell'unità nazionale] ottemperata alle volontà francesi verso cui l'Italia era in una posizione di subordinazione. ottenimento del riconoscimento a livello internazionale (assumere un ruolo e un'immagine di rilievo)
11. L'intesa italo-prussiana 1866: Era di natura offensiva in quanto non prevedeva una difesa prussiana in caso di attacco austriaco. ci furono tentativi del governo di Vienna di dissuadere il governo italiano dalla firma dell'Intesa, con la garanzia che se fosse rimasto neutrale avrebbe concesso il Veneto, passando prima per la Francia. questo non avvenne dato che il 20 luglio del 1866 la Prussia dichiarò guerra e l'Italia, sebbene temporeggiò, entrò in guerra subendo gravi sconfitte navali e venendo vista con diffidenza dallo stesso alleato prussiano che invece aveva vinto a Sadowa. Da questa sconfitta austriaca ne deriverà il riconoscimento italiano ma l'ottenimento di Venezia sarà il frutto di un accordo separato rispetto a quello tra Prussia e Austria: il TRATTATO DI PACE ITALO AUSTRIACO.
12. Cosa voleva ottenere Napoleone III da Bismarck nella guerra austro-prussiana del 1866? ambiva a svolgere il ruolo di mediatore nella speranza di ottenere un successo di prestigio di cui aveva bisogno data la sua situazione di crisi interna, soprattutto a seguito dei costi e delle difficoltà incontrate in Messico. spinse Bismarck ad allearsi con l'Italia per ottenere compensi sul Reno.
13. Quale proposta fece il governo italiano a Vienna nel 1866 prima della Terza guerra d'indipendenza? Nei preliminari dei colloqui svoltisi a Vienna tra il conte Malaguzzi e il presidente del consiglio austriaco Belcredi si parlò della possibilità di ricevere il Veneto in cambio della neutralità italiana e di una forte indennità pari a un miliardo di lire. Rifiuto dell'Austria.
14. Cosa prevedeva il trattato di alleanza italo-prussiano dell'8 aprile 1866? Se l'Italia avesse aiutato la Prussia avrebbe ottenuto Venezia, la regione veneta e la provincia di Mantova e, in caso di conquista militare in battaglia, il Trentino. L'accordo sarebbe decaduto se la Prussia non fosse entrata in guerra entro tre mesi, e non era previsto alcun intervento militare prussiano in caso di attacco austriaco all'Italia.
15. Cosa propone l'Austria all'Italia in cambio della neutralità il 9 aprile 1866? La cessione del veneto alla Francia, che l'avrebbe a sua volta ceduto all'Italia. ACQUISIZIONE SENZA COLPO FERIRE.
16. Cosa prevedeva il trattato franco-austriaco del 1866? Vienna prometteva compensi alla Francia, a spese della Prussia e si impegnava a cedere il Veneto alla Francia, affinché lo cedesse all'Italia, in cambio dei buoni uffici dell'imperatore per indurre gli italiani alla neutralità o comunque a condurre una guerra contro l'Austria senza troppo impegno.
17. Cosa prevedeva il Trattato di pace di Vienna del 3/10/1866 o trattato italo austriaco? Cessione del Veneto a Napoleone III, che lo avrebbe a sua volta ceduto all'Italia. Il trentino restava all' Austria. Riconoscimento dello stato italiano.
19. Cosa prevedeva la conferenza di Berlino del 1878 riguardo i Balcani e quale fu la posizione italiana in merito? Russia: Bessarabia, Bathum, Ardahan e Kars. Austria: amministrazione temporanea Bosnia-Erzegovina e l'occupazione del Sangiaccato di Novi Bazar. Inghilterra: Cipro. Francia: gradimento potenze europee in caso di invasione della Tunisia. Italia: politica/approccio delle "mani nette". Nessuna annessione o successo significativo o recriminazione, considerare in termini vaghi, su suggerimento britannico, l'occupazione di Tripoli.