Consulenza educativa, coniugalità e corresponsabilità nel II semestre

Documento di Università su II Semestre. Il Pdf esplora la consulenza educativa, la coniugalità e la corresponsabilità educativa, con riferimenti a filosofi e pedagogisti, utile per lo studio della Psicologia a livello universitario.

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62 pagine

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I SET
manuali→ LA COLA EDIV PA PE EDE (volume 2)
scegliere da 1 a 3 argomenti per preparare un powerpoint presentando quel determinato argomento
inserendo ciò che vogliamo (video, link ecc) e se si vuole condividerlo
INDI LA COLA EDIV
La complessità della vita sociale e l'iperspecializzazione del rapporto dell'uomo con il mondo circostante
sono elementi suscettibili che rendono sempre più fragile e incerta la funzione educativa tanto da creare
insicurezze negli adulti circa le loro capacità progettuali e di azione.
La consulenza educativa diventa efficace nel momento in cui tocca l’intimo dell’anima della persona, non
è quindi importante solo la parte cognitiva ma anche ciò che riesce a toccare il cuore.
Spesso chiedere aiuto è difficile, ci sono situazioni che ci mettono in difficoltà che può essere legata ad
una fase momentanea come invece una crisi più permanente o impegnativa, ci sono degli eventi
traumatici come separazioni, morti, malattie ecc che capitano e nessuno può prevedere… e in tutti i
momenti è utile chiedere aiuto.
La consulenza è uno strumento che le persone possono richiedere per essere aiutati a prendere
decisioni in maniera più consapevole.
L’attività di consulenza si prefigge di migliorare le abilità decisionali del soggetto, fornendogli strumenti
concettuali per compiere scelte di valore e per individuare criteri secondo i quali orientare la propria vita.
Consulenza educativa diventa uno strumento per rafforzare le competenze del soggetto; aiutarlo a
superare i problemi che gli si presentano; aumentare la consapevolezza del medesimo circa il proprio
compito educativo.
Quello che serve è qualcuno che ci aiuti a vedere in un ottica o prospettiva
diversa la realtà rispetto alla nostra.
Bisogna arrivare quindi a integrare più punti di vista.
Uno degli obiettivi è quello di non creare dipendenza che spesso una persona in stato di bisogno
manifesta nei confronti degli operatori (affidando tutta la sua vita completamente all operatore)… per
arrivare a ciò gli esperti devono quindi aumentare l’empowerment dell’individuo= ampliamento delle
potenzialità in modo da aumentare le abilità personali e la possibilità di controllare la propria vita
attivamente.
Consulenza educativa diventa quindi un progetto che deve produrre un vero e proprio progetto di vita,
non si deve concludere quindi in un processo fine a se stesso.
Il fine della consulenza educativa prevede lo stesso fine dell’educazione in sé: sviluppo di una persona
autonoma, libera e consapevole, capace di fronteggiare situazioni problematiche e di conferire significato
alle proprie azioni.
Aspetti che riguardano la consulenza educativa:
film “Tarzan di gomma” ragazzino oggetto di bullismo dal gruppo nella scuola primaria
- insegnante: come lo accoglie quando arriva in ritardo (dato che i bulli l’avevano chiuso in
bagno),come si pone: prima cosa che dice è “devi venire in orario”, la legge copre la
persona, prima c’è la norma. Poi continua “come ti sei conciato”, frase giudicante,
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l’insegnante vede che c’è qualcosa che non va, non se ne prende cura, attribuisce la colpa
al bimbo. Le vittime vengono colpevolizzate. Gli chiede di continuare a leggere, ma Ivan è
appena arrivato, l’insegnante si avvicina al bimbo gli indica il segno, è in difficoltà quando
gli comunica che non sa leggere di fargli fare qualcos’altro, il maestro da in piedi si
accovaccia e parla a tu per tu, creando un rapporto privilegiato tagliando fuori il resto della
classe (esattamente ciò che doveva fare perché in quel momento lui era in difficoltà).
“perché bisogna farlo” Ivan pone una domanda di senso, ma ancora una volta l'insegnante
mette davanti la norma. Ha un atteggiamento ambiguo, oscilla tra la possibilità di incontrare
la persona, e mettere una barriera tra la persona e la legge. Ivan è convinto di non farcela e
l’insegnante lo invita a stare attento, dal punto di vista pedagogico non da uno strumento
attivo. La classe ride del bambino e lui non dice nulla, non gestisce la comunicazione
mediatica della classe.
- con la famiglia: interazione con mamma e papà: padre “cosa hai imparato oggi? (senza
guardare la relazione dove il padre non si accorge del figlio) - pago la scuola per niente,
pago e cosa ricevo in cambio? (assenza del dono tra le generazioni) - figlio stupido e
ignorante un vero uomo è uno che picchia gli altri sei un pappamolle” ivan concorda,
non si contrappone (tema dell’impotenza appresa; etichetta che diventa entità appresa)
quando entra in casa la madre gli dice di fare silenzio perché suo padre dorme, entra in
casa e nessuno si accorge che entra. Poi gli chiede come si è conciato (come
l’insegnante). Colpevolizza il figlio dicendo che la costringe a lavare e stirare tutti i giorni,
ivan ribadisce che a lei piace.
Il padre subisce al lavoro ciò che ivan subisce a scuola, cerca nel bimbo una sorta di
rivincita che non trova. Il padre dice al figlio che si deve irrobustire come Tarzan, gli fa fare
alcuni esercizi, cade e lo chiama “tarzan di gomma”. Gli propone un uomo irrealizzabile,
irraggiungibile perché inesistente. Il padre prova a realizzarlo, mentre ivan toglie gli aspetti
mitologici che il padre considera. Non pone lui come esempio ma un modello irrealizzabile
- incontro occasionale con un operaio Olen che lavora nel porto (lì può sentirsi libero di
esprimersi, di giocare come preferisce, di utilizzare la fantasia come preferisce): c’è un
incidente, ivan cade in acqua. Gli da dei vestiti asciutti. “tutti possono nuotare solo alcuni
non ci sono riusciti”. “tutti sanno fare qualcosa basta scoprire cosa” in alcuni momenti ci
sono caratteristiche che rimandano a quelle della consulenza educativa. Identità
adolescenziale: abbigliamento: i bulli vestiti uguali, Ivan ha un maglione con su scritto il suo
nome per rafforzare la sua identità. È un ragazzo ingegnoso perché tiene un righello che lo
aiuta ad uscire dal bagno in cui i bulli lo chiudono, abituato a questa situazione trova degli
stratagemmi. Ivan ha una sua creatività, una sua fantasia.
Con l’operaio per la prima volta, un adulto lo aiuta, in maniera attiva, lo toglie dalla
situazione negativa, pericolosa. Gli dice che si è spaventato per lui, per la prima volta un
adulto mette in gioco i propri sentimenti per lui. Ivan dice devo tornare a casa, ma l’operaio
gli dice che prima ha bisogno di vestiti asciutti.
Tutti possono farcela, solo qualcuno ancora non ha trovato la strada. Per la prima volta un
adulto gli chiede se vuole fare qualcosa (vuoi salire sulla gru), salgono sulla gru con un
livello di protezione per cui ivan è protagonista, gli fa fare un’esperienza che sia alla sua
portata. E lo incoraggia. Si apre un orizzonte di possibilità. L’operaio è entusiasta del suo
lavoro, e ivan è estasiato, lo prende come modello.
Nell’ambito della consulenza educativa bisogna ridare il messaggio fondamentale: tutti sanno fare
qualcosa basta scoprire cosa, dando i giusti strumenti.

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Anteprima

II Semestre

La consulenza educativa - Parole per educare (volume 2)

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II SEMESTRE
manuali-> LA CONSULENZA EDUCATIVA - PAROLE PER EDUCARE (volume 2)
scegliere da 1 a 3 argomenti per preparare un powerpoint presentando quel determinato argomento
inserendo ciò che vogliamo (video, link ecc) e se si vuole condividerlo

Introduzione alla consulenza educativa

La complessità della vita sociale e l'iperspecializzazione del rapporto dell'uomo con il mondo circostante
sono elementi suscettibili che rendono sempre più fragile e incerta la funzione educativa tanto da creare
insicurezze negli adulti circa le loro capacità progettuali e di azione.
La consulenza educativa diventa efficace nel momento in cui tocca l'intimo dell'anima della persona, non
è quindi importante solo la parte cognitiva ma anche ciò che riesce a toccare il cuore.
Spesso chiedere aiuto è difficile, ci sono situazioni che ci mettono in difficoltà che può essere legata ad
una fase momentanea come invece una crisi più permanente o impegnativa, ci sono degli eventi
traumatici come separazioni, morti, malattie ecc che capitano e nessuno può prevedere ... e in tutti i
momenti è utile chiedere aiuto.
La consulenza è uno strumento che le persone possono richiedere per essere aiutati a prendere
decisioni in maniera più consapevole.
L'attività di consulenza si prefigge di migliorare le abilità decisionali del soggetto, fornendogli strumenti
concettuali per compiere scelte di valore e per individuare criteri secondo i quali orientare la propria vita.
Consulenza educativa diventa uno strumento per rafforzare le competenze del soggetto; aiutarlo a
superare i problemi che gli si presentano; aumentare la consapevolezza del medesimo circa il proprio
compito educativo.
Quello che serve è qualcuno che ci aiuti a vedere in un ottica o prospettiva
diversa la realtà rispetto alla nostra.
Bisogna arrivare quindi a integrare più punti di vista.
Uno degli obiettivi è quello di non creare dipendenza che spesso una persona in stato di bisogno
manifesta nei confronti degli operatori (affidando tutta la sua vita completamente all operatore) ... per
arrivare a ciò gli esperti devono quindi aumentare l'empowerment dell'individuo= ampliamento delle
potenzialità in modo da aumentare le abilità personali e la possibilità di controllare la propria vita
attivamente.
Consulenza educativa diventa quindi un progetto che deve produrre un vero e proprio progetto di vita,
non si deve concludere quindi in un processo fine a se stesso.
Il fine della consulenza educativa prevede lo stesso fine dell'educazione in sé: sviluppo di una persona
autonoma, libera e consapevole, capace di fronteggiare situazioni problematiche e di conferire significato
alle proprie azioni.

Aspetti della consulenza educativa: il film "Tarzan di gomma"

Aspetti che riguardano la consulenza educativa:
film "Tarzan di gomma" -> ragazzino oggetto di bullismo dal gruppo nella scuola primaria

  • insegnante: come lo accoglie quando arriva in ritardo (dato che i bulli l'avevano chiuso in
    bagno), come si pone: prima cosa che dice è "devi venire in orario", la legge copre la
    persona, prima c'è la norma. Poi continua "come ti sei conciato", frase giudicante,39
    l'insegnante vede che c'è qualcosa che non va, non se ne prende cura, attribuisce la colpa
    al bimbo. Le vittime vengono colpevolizzate. Gli chiede di continuare a leggere, ma Ivan è
    appena arrivato, l'insegnante si avvicina al bimbo gli indica il segno, è in difficoltà quando
    gli comunica che non sa leggere di fargli fare qualcos'altro, il maestro da in piedi si
    accovaccia e parla a tu per tu, creando un rapporto privilegiato tagliando fuori il resto della
    classe (esattamente ciò che doveva fare perché in quel momento lui era in difficoltà).
    "perché bisogna farlo" Ivan pone una domanda di senso, ma ancora una volta l'insegnante
    mette davanti la norma. Ha un atteggiamento ambiguo, oscilla tra la possibilità di incontrare
    la persona, e mettere una barriera tra la persona e la legge. Ivan è convinto di non farcela e
    l'insegnante lo invita a stare attento, dal punto di vista pedagogico non da uno strumento
    attivo. La classe ride del bambino e lui non dice nulla, non gestisce la comunicazione
    mediatica della classe.
  • con la famiglia: interazione con mamma e papà: padre "cosa hai imparato oggi? (senza
    guardare la relazione dove il padre non si accorge del figlio) - pago la scuola per niente,
    pago e cosa ricevo in cambio? (assenza del dono tra le generazioni) - figlio stupido e
    ignorante - un vero uomo è uno che picchia gli altri - sei un pappamolle" - ivan concorda,
    non si contrappone (tema dell'impotenza appresa; etichetta che diventa entità appresa) -
    quando entra in casa la madre gli dice di fare silenzio perché suo padre dorme, entra in
    casa e nessuno si accorge che entra. Poi gli chiede come si è conciato (come
    l'insegnante). Colpevolizza il figlio dicendo che la costringe a lavare e stirare tutti i giorni,
    ivan ribadisce che a lei piace.
    Il padre subisce al lavoro ciò che ivan subisce a scuola, cerca nel bimbo una sorta di
    rivincita che non trova. Il padre dice al figlio che si deve irrobustire come Tarzan, gli fa fare
    alcuni esercizi, cade e lo chiama "tarzan di gomma". Gli propone un uomo irrealizzabile,
    irraggiungibile perché inesistente. Il padre prova a realizzarlo, mentre ivan toglie gli aspetti
    mitologici che il padre considera. Non pone lui come esempio ma un modello irrealizzabile
  • incontro occasionale con un operaio Olen che lavora nel porto (lì può sentirsi libero di
    esprimersi, di giocare come preferisce, di utilizzare la fantasia come preferisce): c'è un
    incidente, ivan cade in acqua. Gli da dei vestiti asciutti. "tutti possono nuotare solo alcuni
    non ci sono riusciti". "tutti sanno fare qualcosa basta scoprire cosa" in alcuni momenti ci
    sono caratteristiche che rimandano a quelle della consulenza educativa. Identità
    adolescenziale: abbigliamento: i bulli vestiti uguali, Ivan ha un maglione con su scritto il suo
    nome per rafforzare la sua identità. È un ragazzo ingegnoso perché tiene un righello che lo
    aiuta ad uscire dal bagno in cui i bulli lo chiudono, abituato a questa situazione trova degli
    stratagemmi. Ivan ha una sua creatività, una sua fantasia.
    Con l'operaio per la prima volta, un adulto lo aiuta, in maniera attiva, lo toglie dalla
    situazione negativa, pericolosa. Gli dice che si è spaventato per lui, per la prima volta un
    adulto mette in gioco i propri sentimenti per lui. Ivan dice devo tornare a casa, ma l'operaio
    gli dice che prima ha bisogno di vestiti asciutti.
    Tutti possono farcela, solo qualcuno ancora non ha trovato la strada. Per la prima volta un
    adulto gli chiede se vuole fare qualcosa (vuoi salire sulla gru), salgono sulla gru con un
    livello di protezione per cui ivan è protagonista, gli fa fare un'esperienza che sia alla sua
    portata. E lo incoraggia. Si apre un orizzonte di possibilità. L'operaio è entusiasta del suo
    lavoro, e ivan è estasiato, lo prende come modello.
    Nell'ambito della consulenza educativa bisogna ridare il messaggio fondamentale: tutti sanno fare
    qualcosa basta scoprire cosa, dando i giusti strumenti.

La consulenza educativa come oggetto di studio della pedagogia - Capitolo 1

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la consulenza educativa come oggetto di studio della pedagogia- 1 capitolo
Il tema della consulenza educativa nel nostro paese sta sempre più prendendo piede sia in ambito
scolastico sia nel campo dei servizi territoriali, ad aumentare ciò è la legge n.275 che ha alimentato
l'istanza dell'inserimento di nuove "figure di sistema" nel mondo scolastico e l'attribuzione di
"funzioni-obiettivi" agli insegnanti per la realizzazione del Piano dell'offerta formativa.
Sono state elaborate proposte di counseling educativo

  • diretto-> rivolto a studenti
  • indiretto-> rivolto a docenti/genitori
    Rimane però aperto l'interrogativo se è necessaria l'introduzione di nuove figure professionali nella
    scuola oppure se è opportuno una preparazione differenziata degli insegnanti, tale da consentire loro
    l'assunzione di alcuni compiti di consulenza educativa.
    le due ipotesi Si possono integrare per dare vita a un articolato e flessibile sistema scolastico scolastico
    atto a rispondere in modo più adeguato ai bisogni educativi degli alunni.
    La legge n.285 tratta le politiche per l'infanzia e l'adolescenza e ha dato il via a varie iniziative di
    formazione e di sostegno educativo di natura sperimentale, tra di esse non mancano attività di
    consulenza educativa.

Relazione di aiuto e società complessa

1. relazione di aiuto e società complessa
Negli ultimi decenni l'urbanizzazione, la nuclearizzazione della famiglia, l'automazione del lavoro,
l'emancipazione della donna, l'avvento di nuovi mezzi di comunicazione hanno radicalmente modificato
le relazioni sociali e familiari.
la complessità della vita sociale ha aumentato le difficoltà in ordine all'andamento dei rapporti umani,
incrementando incertezza e disorientamento.
la complessità e la parcellizzazione della società minano le potenzialità della famiglia, alla quale però è
richiesto di essere sempre più forte per ridare senso ordine e futuro alla società.
la carenza di adulti significativi in grado di aiutare le persone ad affrontare i compiti educativi, che di
volta in volta la vita pone I loro di fronte, le induce a cercare nelle diverse figure professionali le soluzioni
ai bisogni emergenti.

  • assistiamo così a una sorta di paradosso: nella nostra società individualista aumenta il bisogno di
    aiuto e di relazione tra le persone.
    i bisogni educativi e la conseguente ricerca di aiuto emergono in modo più evidente nei momenti cruciali
    delle varie fasi della crescita; in questi periodi di transizione non solo i soggetti in età evolutiva ma
    anche le loro famiglie necessitano di specifici sostegni educativi per far fronte a nuovi compiti di sviluppo
    trasformando le potenziali crisi in occasione di cambiamento.
    e il riferimento a ciò si sono sviluppate le cosiddette " professioni di aiuto", cioè operatori di diversi ambiti
    professionali che mettono la loro professionalità al servizio di persone che hanno bisogno di sostegno.
    la consulenza educativa avviene attraverso un rapporto asimmetrico in cui l'operatore e il cliente
    portano Certamente risorse, competenze, emozioni differenti ma in cui il vettore relazionale non è
    unidirezionale non va soltanto dall'operatore verso il cliente bensì coinvolge un processo dinamico per
    entrambi gli attori della relazione.
    il risultato di questo incontro è la costruzione di una relazione di aiuto, la quale nasce dalla negoziazione
    di significati attribuiti all'azione altruistica dal soggetto che offre sostegno e da colui che lo riceve ->
    parliamo quindi un rapporto di reciprocità.
    La relazione di aiuto è spesso considerata come un'opportunità per stimolare incrementare
    l'empowerment della persona in stato di bisogno ( empowerment= processo di ampliamento delle
    potenzialità del soggetto in modo da aumentare le abilità personali e la possibilità di controllare
    attivamente la propria vita).

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