Documento dall'Università su Storia economica. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Economia, esplora le rivoluzioni preindustriali, la crescita economica, le politiche dell'Unione Sovietica e le dinamiche europee e statunitensi nel dopoguerra, fino alla crisi del '29.
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La storia economica si occupa della produzione (si ottiene combinando i fattori della produzione - fattori naturali, lavoro, capitale e capacità imprenditoriale), della distribuzione (ripartizione in modo più o meno equo del valore di beni e servizi fra coloro che hanno contribuito a produrli) e del consumo di beni e servizi.
Da quando l'homo sapiens è apparso sulla Terra si individuano 3 grandi rivoluzioni:
La Prima Rivoluzione industriale prese luogo in Europa poiché vi erano le condizioni più favorevoli per lo sviluppo della scienza, della tecnica e dell'iniziativa economica:
Crescita economica > aumento del valore complessivo di beni e servizi prodotti da una determinata popolazione in un periodo definito. Considera anche attività moralmente condannabili.
1Crescita # Sviluppo economico > concetto più ampio della crescita economica poiché indica una crescita elevata e prolungata, accompagnata da trasformazioni strutturali, sociali e culturali. La crescita normalmente è reversibile, mentre lo sviluppo è difficilmente reversibile.
Progresso > crescita ma con un'accezione esclusivamente positiva (no attività moralmente condannabili > es. vendita di armi).
Paragrafo 2.3 > vedi capitolo 14 Paragrafo 2.4 > vedi capitolo 9
Bisogna considerare 2 tipologie diverse di crescita:
Demografica > un aumento della popolazione provoca un aumento della domanda di beni e anche un aumento dell'offerta. Nel mondo preindustriale la gente consumava poco e secondo la legge di Engel la percentuale del reddito destinata ai consumi alimentari è tanto più elevata quanto minore è il reddito. L'aumento della popolazione avveniva fino a che lo permettevano le risorse agricole > andamento a onde > nell'Europa preindustriale vi era: alta natalità (40xmille); alta mortalità (30xmille) e altissima mortalità infantile (la vita media infatti era di circa 20-25 anni). Tutto questo perché quando la popolazione cresceva in modo eccessivo rispetto alla capacità di un territorio di assicurare i mezzi di sussistenza necessari, inevitabilmente gli abitanti del luogo dovevano affrontare periodi anche lunghi di malnutrizione. Le epidemie costituivano il modo tragico e doloroso con il quale l'equilibrio fra popolazione e mezzi di sussistenza era ripristinato. La fase di transizione dall'antico al nuovo regime iniziò dappertutto con la diminuzione del tasso di mortalità (in modo particolare quella infantile) alla quale solo più tardi fece seguito la diminuzione del tasso di natalità. Alla fine del processo: bassi tassi di natalità e bassa mortalità. Vita media pian piano si allunga: 25 -> 50 (nel '700) -> 80 (oggi).
2Fig. 3.3. - Transizione dal regime demografico antico a quello moderno regime demografico transizione demografica %. antico 1ºfase 2°fase regime demografico moderno 40 30 mortalità natalità 10-20 5-10 linea del tempo
Il Paese che conobbe l'incremento più consistente fu la Gran Bretagna (GB). Il legame tra l'aumento della popolazione e disponibilità alimentari si andava spezzando. Secondo Malthus nel "Saggio sulla popolazione", la crescita della popolazione rispondeva ad una legge naturale secondo la quale si sarebbe raddoppiata ogni 25 anni se non fosse stata frenata dall'insufficiente disponibilità di generi alimentari. Malthus sosteneva che la "razza umana" crescesse in progressione geometrica di ragione 2, mentre i mezzi di sussistenza in progressione aritmetica di ragione 1. Per evitare che la popolazione restasse indigente, era necessario limitarne l'incremento > Malthus faceva appello al ritardo volontario (o alla rinunzia) al matrimonio e alla pratica della castità in modo da ridurre le nascite.
Ma quindi quali sono state le cause della rivoluzione demografica?
Nella prima rivoluzione industriale ruolo predominante dell'alimentazione più ricca e varia. Nella seconda ruolo predominante delle migliori condizioni igieniche e del progresso della medicina.
3Rivoluzione agraria > permise il superamento del tetto malthusiano grazie all'introduzione di nuove tecniche e al mutamento del regime della proprietà fondiaria. Si ebbe la necessità di ripristinare la fertilità del suolo dopo le coltivazioni > prima della rivoluzione industriale si praticava MAGGESE con rotazione biennale o triennale e le concimazioni erano ottenuto dalla frammentazione degli escrementi animali mescolati con la paglia che si ricavava dalle stalle, ma queste erano poche poiché si praticava l'allevamento brago. Con la rivoluzione industriale > eliminazione del maggese e passaggio alla rotazione continua > inserimento nelle rotazioni di leguminose e di piante di foraggio (rape, trifoglio, erba medica e più tardi anche barbabietole da zucchero) che miglioravano la fertilità del terreno e quindi aumentavano la resa in grano dell'anno successivo. La conseguenza di ciò fu che l'allevamento e l'agricoltura non furono più in contrasto. Con le piante foraggere possibilità di alimentare gli animali nelle stalle, in particolare i bovini, prima tenuti al pascolo brado recuperando altre terre alla coltivazione > si forma un circolo virtuoso Aumento terre coltivate > incremento allevamento bovino (disponibilità di carne e latte) > maggiore concimazione delle terre (grazie al letame).
Problema: in diversi Paesi (Inghilterra compresa) la coltivazione avveniva in modo comunitario e si basava sul cosiddetto sistema dei tre campi (maggese). Ogni parte del campo veniva frazionata in numerose strisce che venivano assegnate periodicamente alle famiglie con il compito di coltivarle + facoltà di far pascolare il bestiame e raccogliere legna e frutti spontanei nelle terre incolte comunali e anche sui campi coltivati, ma solo dopo il raccolto o nel periodo di maggese. Vi erano open fields (terre aperte) e common lands (terre comuni) > per apportare una qualsiasi innovazione era necessario ottenere il consenso dei titolari di tali diritti.
Attraverso accordi privati e soprattutto atti parlamentari, in GB crebbe il movimento delle enclosures al fine di privatizzare completamente le terre. Le spese per le recinzioni erano elevate e quindi i titolari di piccole strisce o i contadini poveri che vantavano solo diritti di sfruttamento non potevano permettersi tali spese e quindi, nonostante le loro proteste, cedevano i propri diritti in cambio di denaro. 1801 Generale Enclosures Act > legge che disciplinava le recinzioni al fine di limitarne i costi. Le enclosures contribuirono al consolidamento della grande proprietà e il merito del progresso dell'agricoltura inglese fu dei fittavoli (soggetti a cui i grandi proprietari affidavano le terre). Le divisioni consentirono di recuperare all'agricoltura brughiere e terreni acquitrinosi, creando ulteriore occupazione Contadini poveri senza più diritti trovarono lavoro nell'industria, mentre i piccoli proprietari, grazie ad un periodo di prezzi alti, riuscirono a far fronte alle spese di recinzione.
Quindi in quale modo la rivoluzione agraria ha contribuito alla rivoluzione industriale?
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