Allattamento naturale e artificiale: benefici e norme per il seno

Slide dall'Università sull'allattamento naturale e artificiale. Il Pdf, adatto a studenti universitari di Scienze, esplora la composizione del latte materno e le norme per un corretto allattamento, includendo una comparazione con il latte vaccino.

Mostra di più

17 pagine

ALLATTAMENTO(NATURALE(E(ARTIFICIALE
Allattamento(al(seno
L'allattamento*al*seno*è*una*fase**importante*nella*vita*della*donna*e*di*suo/a*figlio/a.*
Infatti,*rappresenta*qualcosa*di*più*di*un*semplice*atto*di*nutrizione;*si*tratta,*piuttosto,*
del*mezzo%per%instaurare%un%nuovo%e%profondo%rapporto%tra%madre%e%figlio,*prolungando*il*
contatto*tra*loro*bruscamente*interrotto*con*il*parto.
L'allattamento*al*seno*è*un*processo*naturale *che*vie n e*effettuato*da*tutti*i*mammiferi.*
Il*latte*materno*costituisce*l'alimento*ideale*per*garantire*l'accrescimento*dei*piccoli*
durante*i*primi*mesi*di*vita:*è*liquido,*facilmente%digeribile%e%assimilabile.
Inoltre,*fornisce*al*neonato*le*dife se%immunitarie%necessarie.
.

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Allattamento al seno

L'allattamento al seno è una fase importante nella vita della donna e di suo/a figlio/a. Infatti, rappresenta qualcosa di più di un semplice atto di nutrizione; si tratta, piuttosto, del mezzo per instaurare un nuovo e profondo rapporto tra madre e figlio, prolungando il contatto tra loro bruscamente interrotto con il parto. L'allattamento al seno è un processo naturale che viene effettuato da tutti i mammiferi. Il latte materno costituisce l'alimento ideale per garantire l'accrescimento dei piccoli durante i primi mesi di vita: è liquido, facilmente digeribile e assimilabile. Inoltre, fornisce al neonato le difese immunitarie necessarie.

Raccomandazioni per l'allattamento al seno

.Fino a che età è raccomandato l'allattamento al seno? L'ipotalamo stimola l'ipofisi che libera nel sangue l'ormone ossitocina L'ossitocina stimola l'emissione del latte dal seno

  • La suzione (atto di succhiare) è un riflesso innato nel neonato: grazie all'ecografia, si è potuto scoprire che, già durante la vita intrauterina, il bambino si succhia il pollice e 'beve" il liquido amniotico, esercitandosi in questo movimento.
  • Quando non vi siano impedimenti, è fortemente raccomandato l'allattamento al seno in modo esclusivo per almeno sei mesi. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), tale pratica andrebbe prolungata fino ai due anni di vita, integrando progressivamenti (dai sei mesi in poi) il latte materno con altri alimenti.
  • Nella neomamma l'allattamento al seno contribuisce a smaltire il sovrappeso dovuto alla gravidanza; inoltre, sembra prevenire il tumore alla mammella e proteggere dall'osteoporosi (lo scheletro della donna, pur impoverendosi di calcio, lo reintegra spontaneamente dopo la sospensione dell'allattamento).

NB: Rispetto al latte artificiale, oltre al fatto di essere più gradevole per il neonato, il latte della madre è più facile da "gestire" e consente un notevole risparmio in termini economici

PRODUZIONE DI LATTE

  • Durante la gravidanza, la struttura del seno della futura madre si prepara all'allattamento, ma la produzione di latte inizia solo dopo il parto, grazie a due importanti ormoni: la prolattina e l'ossitocina.
  • La prolattina stimola la produzione di latte nella ghiandola mammaria, mentre l'ossitocina permette l'emissione del latte, contraggendo le cellule ghiandolari.
  • La suzione del neonato attiva questo processo: è la richiesta di latte da parte del bambino che stimola la produzione di latte attraverso un meccanismo riflesso, guidato principalmente dal bambino stesso.

IL COLOSTRO

  • Dopo il parto, nei primi giorni, la donna produce colostro, un liquido meno nutriente rispetto al latte ma ricco di anticorpi, soprattutto immunoglobuline A (IgA), che proteggono il neonato.
  • Questo contribuisce al calo di peso normale del neonato nella prima settimana di vita. Il colostro si trasforma gradualmente in latte di transizione e, dopo 2-3 settimane, diventa il latte maturo, più denso e bianco.
  • Il processo di produzione del latte maturo, chiamato montata lattea, inizia circa una settimana dopo il parto e è stimolato dalla prolattina e dalla suzione del bambino.

LATTE MATERNO

  • Il latte materno contiene proteine facilmente digeribili e meno allergizzanti rispetto al latte vaccino.
  • Le principali proteine includono:
    1. lattoalbumina,
    2. lattoglobulina,
    3. lattoferrina,
    4. sieroalbumina
    5. caseina.
  • Il lattosio, uno zucchero presente nel latte materno, è essenziale per lo sviluppo delle cellule nervose e svolge una funzione protettiva nell'intestino.
  • I lipidi sono presenti sotto forma di piccole gocce e contengono acidi grassi insaturi come l'acido linoleico.

. Sebbene i minerali siano presenti in quantità limitata, il calcio e il ferro, seppur in quantità ridotte, sono ben assorbiti e sufficienti per il neonato fino al sesto mese. NB: La composizione vitaminica dipende dalla dieta della madre.È importante notare che la composizione del latte può variare a seconda dell'alimentazione della madre. Inoltre, il latte può contenere sostanze assunte dalla madre durante l'allattamento, come farmaci, alcol, nicotina o droghe, poiché è una rielaborazione della frazione plasmatica. In casi di infezione, possono esserci germi nella secrezione del latte materno.

Confronto fra la composizione del latte materno e del latte vaccino

Componenti Latte materno Latte vaccino acqua 88 ml 87 ml proteine caseina 1,5 ml 0,5 ml 3,5 ml 3 ml lattoalbumina 1 ml 0,5 ml glucidi lattosio 7,3 ml 4,8 ml lipidi acidi grassi essenziali 3,8 ml 0,35 ml 3,7 ml 0,10 ml minerali calcio 0,21 ml 0,72 ml Totale 75 kcal/100 ml 68 kcal/100 ml I valori riportati sono riferiti a 100 ml di latte

NORME PER L'ALLATTAMENTO AL SENO

Di solito, si consiglia di allattare ogni volta che il neonato manifesta il desiderio, mediamente 7 volte al giorno nelle prime due settimane, riducendosi a 6 nel primo trimestre e a 5 nel secondo. Si raccomanda una pausa notturna di almeno sei ore e di offrire entrambe le mammelle ad ogni poppata. La quantità di latte assunta è difficile da misurare in quanto non viene più utilizzata la "doppia pesata" del neonato, ma si valuta il suo aspetto, comportamento e la produzione di urina come indicatori di uno stato di salute soddisfacente.

Allattamento artificiale

In alcuni casi, l'allattamento al seno può risultare impossibile o controindicato, ad esempio a causa del lavoro della madre. Tuttavia, è possibile esprimere il latte con un tiralatte e conservarlo in frigorifero per un giorno o congelarlo per tre mesi. La legge prevede che la madre lavoratrice si astenga dal lavoro per i primi tre mesi dopo la nascita del figlio e possa successivamente ridurre le ore di lavoro per l'allattamento. Se l'allattamento al seno non è possibile, si ricorre al latte artificiale, mentre per chi ha bisogno di latte materno, esistono le banche del latte come alternativa.

Ostacoli e controindicazioni all'allattamento

Nella donna

Ipogalattia o agalattia: insufficiente produzione di latte o mancanza di latte per ragioni ormonali o psicologiche Malformazioni del capezzolo: capezzolo molto piccolo o rientrante Mastite: infezione mammaria, che impone l'utilizzo di antibiotici Ragadi del capezzolo: taglietti più o meno profondi, talvolta sanguinanti e molto dolorosi (possono essere prevenuti attraverso un'accurata igiene giornaliera) Malattie contagiose: rischio di trasmissione attraverso il latte dei virus di gravi malattie, quali epatite B, epatite C, AIDS, Cytomegalovirus Malattie croniche gravi: passaggio nel latte di farmaci (talvolta molto dannosi per i neonati) assunti sistematicamente dalla madre

Nel bambino

Malformazioni neonatali: per esempio palatoschisi, ovvero mancata fusione delle ossa palatine Galattosemia o intolleranze al latte Nascita pretermine

LATTE ARTIFICIALE

Creato per sostituire il latte materno, si basa spesso sul latte vaccino trattato per assomigliare quanto più possibile al latte umano.

  • latte di asina è quello più simile al latte umano
  • Le differenze nutrizionali tra il latte materno e il latte vaccino derivano dalla diversa crescita del neonato umano e del vitello.
  • I latti artificiali, detti formulati, variano per composizione e sono adattati alle diverse fasi di crescita del neonato. Si trovano latti "di partenza" per i primi quattro mesi e "di proseguimento" dal quinto mese, più ricchi di minerali come il ferro. Esistono anche latti speciali, come quelli ipoallergenici per casi di allergie o intolleranze.

OIl latte artificiale, solitamente in polvere, va diluito in acqua e somministrato seguendo precise indicazioni. Dopo ogni poppata, il latte non usato va eliminato poiché perde le sue caratteristiche. Biberon, tettarelle e accessori devono essere sterilizzati. Esistono anche latti artificiali pronti per l'uso, senza richiedere particolari trattamenti, ma sono più costosi. Oll latte vaccino non trattato è sconsigliato prima dei 12 mesi a causa delle differenze nutrizionali rispetto al latte materno e al ridotto apporto di ferro. Anche nell'allattamento artificiale, si consigliano circa 6 poppate al giorno, con un periodo di riposo notturno di almeno sei ore per la madre. La poppata dovrebbe durare in media venti minuti, in un momento piacevole e confortevole per il bambino.

SVEZZAMENTO

E' il passaggio dall'allattamento esclusivo con latte a una dieta che include cibi solidi. Questa fase è cruciale perché non riguarda solo le necessità nutrizionali, ma anche quelle psicologiche e affettive del bambino. È necessario che il bambino sia fisicamente in grado di deglutire cibi solidi e, allo stesso tempo, psicologicamente pronto a separarsi dal seno materno. Consente il suo primo passo verso l'indipendenza dalla figura materna, con l'esplorazione di nuovi sapori e odori.

QUANDO INIZIARE ???

  1. E' un processo individuale, non c'è un momento preciso per iniziare, (importante rispettare i segnali del bambino)
  2. È consigliabile iniziare quando il bambino è in buona salute e aperto a nuove esperienze.
  3. Secondo l'OMS, l'allattamento esclusivo dovrebbe continuare per almeno sei mesi, poi si può iniziare a introdurre gradualmente cibi solidi fino ai due anni.
  4. Considerare l'aspetto emotivo del bambino e inserire un nuovo alimento per volta, permettendo al bambino di abituarsi a nuovi sapori. Questo approccio garantisce una transizione fluida e senza stress dall'allattamento esclusivo all'alimentazione mista e, infine, a una dieta senza latte materno.

INDICAZIONI

  • Lo svezzamento, intorno ai 6 mesi, inizia con alimenti vegetali come verdure, riso, e pastina con olio d'oliva e parmigiano. Attualmente, non è più comune evitare il glutine nei cibi del frumento.
  • Si consiglia di introdurre un nuovo sapore alla volta e evitare sale e zucchero.
  • Dai 7-8 mesi, si aggiunge un secondo pasto con minestre asciutte e yogurt con frutta.
  • Superati gli 8 mesi, si possono includere cibi potenzialmente allergizzanti come tuorlo d'uovo, formaggi, prosciutto e usare il burro come condimento, favorendo la mielinizzazione delle fibre nervose.

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.