Documento di Scuola superiore sulle capacità condizionali e sport olimpici. Il Pdf, utile per lo studio dell'Educazione fisica, descrive le diverse tipologie di velocità e resistenza, i sistemi fisiologici coinvolti e introduce l'atletica leggera con le sue specialità.
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DISPENSA DI SCIENZE MOTORIE
La velocità è la capacità di compiere azioni motorie nel più breve tempo possibile. La velocità può essere classificata in ciclica, un determinato movimento che si ripete sempre nello stesso modo (come ad esempio nella corsa) in questo caso si determinerà la frequenza dei movimenti, e aciclica ovvero un movimento o una serie di movimento non regolari (sport di situazione come la pallacanestro), in questo caso si valuta la velocità dei singoli movimenti. La velocità dipende da due sistemi, quello nervoso e quello muscolare. Il sistema nervoso è importante perché conduce gli impulsi nervosi dal cervello al muscolo, se questo messaggio, ad esempio una contrazione, arriva velocemente allora il tempo di reazione (ovvero il tempo che c'è tra la comparsa dello stimolo e l'esecuzione del movimento) sarà minore. La velocità di contrazione muscolare dipende invece dal tipo di fibra muscolare, le fibre bianche sono le più veloci. La composizione del muscolo dipende dal nostro patrimonio genetico, ci sono alcuni soggetti che hanno più fibre bianche di altri; Attenzione però! Veloci lo si può anche diventare! Infatti la velocità è una capacità condizionale, ovvero si può condizionare con l'allenamento, più mi alleno più intensifico e rafforzo le mie fibre bianche.
La velocità si classifica in:
La velocità di reazione, che viene anche detta "prontezza di riflessi", è la capacità di rispondere ad uno stimolo esterno nel più breve tempo possibile eseguendo un'azione o uno spostamento del corpo. La reazione agli stimoli può essere semplice o complessa. È detta semplice quando si deve rispondere ad uno stimolo conosciuto con un movimento conosciuto, come ad esempio il fischio dell'insegnante quando dobbiamo partire per fare il test dei 30 metri. È invece detta complessa quando lo stimolo e il tipo di movimento non sono conosciuti, sono detti imprevedibili, come ad esempio ricevere la palla e da un compagno e passarla ad un altro nel più breve tempo possibile. Dopo la velocità di reazione subentra la velocità dei singoli movimenti è la velocità di eseguire uno o più movimenti con uno o più segmenti corporei, questo tipo di velocità è influenzata dallo sviluppo della forza rapida, un esempio riferito al nostro percorso scolastico potrebbe essere il lancio della pallina da baseball o del vortex. La frequenza dei movimenti indica la capacità di ripetere ciclicamente movimenti uguali. La frequenza è proprio il numero di ripetizioni che si riescono a fare in una determinata unità di tempo. Quando si parla di ciclicità di un movimento possiamo anche valutare la capacità di accelerazione che è l'incremento progressivo nell'unità di tempo dei singoli movimenti.
La resistenza è la capacità di svolgere un'attività per lungo tempo resistendo alla fatica. Un classico esempio è correre i 1000 metri durante i test che facciamo a scuola, questo tipo di resistenza è un tipo di attività blanda. Per svolgere un'attività prolungata abbiamo bisogno di energia; il nostro corpo recupera queste energie attraverso una reazione chimica tra ossigeno e zuccheri che permettono di creare il movimento prolungato. L'ossigeno viene recuperato tramite la respirazione mentre gli zuccheri arrivano dall'alimentazione. I due sistemi interessati sono dunque il sistema respiratorio e il sistema cardiocircolatorio che ha la funzione di trasportare nel nostro corpo sia l'ossigeno che lo zucchero. Toet Lecher INGA
La Resistenza, in base alla fatica, si classifica in:
Durante l'attività fisica intensa la frequenza cardiaca aumenta considerevolmente, ovvero il aumenta il numero di battiti cardiaci. A lezione abbiamo provato a misurare i battiti del nostro cuore facendo la prova prima di iniziare l'attività e durante l'attività.
La Resistenza Generale riguarda la capacità di svolgere un compito motorio dove entrano in funzione un gran numero di muscoli come ad esempio nel nuoto o nella corsa. 2La Resistenza Specifica invece è importante quando sono sollecitati solamente alcuni gruppi muscolari ad esempio nel tiro con l'arco.
La resistenza in base al meccanismo energetico, si classifica in:
Quando i meccanismi energetici muscolari utilizzano l'ossigeno parliamo di resistenza aerobica, in particolare quando la quantità di ossigeno immagazzinata attraverso la respirazione è pari a quella consumata dai muscoli per contrarsi parliamo di condizione di equilibrio o steady-state. Lo steady-state si ha quando la frequenza cardiaca non supera i 120-130 battiti al minuto, ad esempio quando stiamo andando in bicicletta o correndo lentamente, ecco che stiamo svolgendo un'attività di lunga durata e di intensità blanda. Quando invece superiamo la condizione di equilibrio e si consuma tutto l'ossigeno disponibile stiamo parlando di resistenza anaerobica. Questo particolare sistema oltre a sfruttare tutto l'ossigeno produce una sostanza di rifiuto detta acido lattico, che determina affaticamento e viene usato, ad esempio, nella corsa veloce.
La forza muscolare è la capacità di vincere od opporsi a resistenze esterne. Essa permette di spostare un carico esterno o di spostare il proprio corpo per mezzo della contrazione muscolare. La contrazione muscolare è determinata dagli impulsi nervosi che partono dal cervello e arrivano ai muscoli che si contraggono. La forza dipende da tanti fattori come ad esempio la grandezza del muscolo, più il diametro del muscolo è grande e maggiore sarà la forza che potrà esercitare. Un altro fattore può essere il WO sesso, infatti nei maschi la forza si sviluppa di URK più che nelle femmine e questo avviene tra gli 11 e 14 anni.
La Forza si classifica in:
RKEI RK BAN TSŠIA forza statica o isometrica, ovvero quando si sviluppa contrazione muscolare ma non abbiamo un movimento, ad esempio quando cerchiamo di spingere un muro, in questo caso la tensione sviluppata non prevede l'avvicinamento dei capi di due articolazioni. Forza dinamica o isotonica, quando l'accorciamento della lunghezza del muscolo provoca l'avvicinamento dei capi di due articolazioni, in questo caso la contrazione muscolare consente il movimento.
Da un punto di vista fisiologico possiamo suddividere la forza in:
La forza più elevata che il sistema muscolare è in grado di esprimere si dice forza massimale. Come ad esempio chi fa sollevamento pesi. Parliamo di forza rapida o veloce quando il sistema muscolare è in grado di superare una resistenza estrema con una contrazione veloce come ad esempio chi fa il lancio del peso o nel salto in alto dell'atletica. La forza resistente invece è la capacità dell'organismo di opporsi alla fatica durante attività che richiedono l'impiego della forza per un lungo periodo, come ad esempio nel canottaggio o il ciclismo su strada.
La mobilità articolare è la capacità di eseguire con la massima ampiezza tutti i movimenti che l'articolazione consente. Essa dipende da diversi fattori come:
La capacità articolare migliora con l'aumentare della temperatura esterna, con un adeguato riscaldamento e con l'attività fisica. Peggiora invece dopo un lavoro di forza intenso, con la sedentarietà, e con l'avanzare dell'età, infatti le articolazioni dei bambini sono molto più mobili di quelle degli adulti. Un'altra considerazione da fare è che è maggiore nelle ragazze rispetto che nei ragazzi. Ci occupiamo di mobilità articolare in tutti gli anni scolastici, in particolare la misuriamo tramite i test ad inizio e fine anno.
Come possiamo allenare la mobilità articolare? Nei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni la mobilità inizia a diminuire, questo per i fattori sopra indicati e per la crescita della massa muscolare e della forza. Possiamo però continuare ad allenare questa capacità, con lo stretching e con il movimento.
Per eseguire correttamente lo stretching dobbiamo rispettare tre fasi fondamentali:
La mobilità si classifica in:
Risulta attiva quando riusciamo ad esprimere la più ampia capacità di movimento di un'articolazione senza aiuti esterni. Risulta invece passiva quando riusciamo a compiere un movimento con la massima ampiezza possibile attraverso l'utilizzo di un aiuto esterno come potrebbe essere un compagno o il muro.
Il baseball è un gioco di squadra, contrariamente agli altri giochi di squadra gli attaccanti non entrano in campo contemporaneamente ma uno alla volta. Ogni attaccante, a turno, deve effettuare la battuta, ovvero colpire con una mazza la palla lanciatagli dal lanciatore che fa parte della squadra avversaria. Dopo aver colpito la palla il battitore deve iniziare a correre in direzione della prima base, passando deve calpestare la base e correre in seconda poi in terza e infine ritornare in casa base per ottenere così un punto. Attenzione! L'attaccante deve anche, osservando lo svolgimento dell'azione, decidere una volta raggiunta una base se fermarsi oppure proseguire verso la successiva. Lo scopo del gioco per la squadra in attacco è quindi fare il maggior numero di giri di campo. Agli attaccanti non è permesso stare in due nella stessa base. Agli attaccanti non è ammesso saltare una base, quindi non toccarla. Agli attaccantio non è ammesso correre al di fuori della naturale traiettoria di corsa che unisce le basi. La prima base è detta "obbligatoria" perché l'attaccante non può stare in casa base. La squadra in difesa deve invece ostacolare l'avanzata degli avversari, riuscendo ad eliminarne tre per poter invertire i ruoli di gioco. La squadra in difesa ha quattro diversi modi per fermare l'avanzata degli avversari e quindi eliminarli:
La difesa deve, tramite il lanciatore, lanciare la palla al battitore, a scuola ad esempio utilizziamo il lancio dal basso. La palla lanciata deve rientrare nella zona di battuta, ovvero sopra il ginocchio e comunque al di sotto della spalla del battitore. Nel caso in cui la palla viene lanciata fuori da questa zona e l'attaccante non compie alcun movimento si determina il ball, e al quarto ball l'attaccante stesso guadagna la prima base. In un'altra occasione il battitore guadagna la prima base ovvero quando viene colpito dalla palla lanciata dal lanciatore.
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