Documento di Università sulla storia economica, concetti e periodizzazione. Il Pdf esplora gli approcci metodologici, il governo delle città e la rivoluzione commerciale, con focus su geografia economica e settori di sviluppo, utile per lo studio universitario di Economia.
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L'economia è la scienza che studia l'allocazione di risorse limitate tra usi alternativi al fine di massimizzare la soddisfazione di bisogni individuali e collettivi. È la scienza che studia la produzione, la distribuzione e il consumo dei beni, cioè il sistema (economico) di organizzazione di queste attività svolte da un insieme di persone e istituzioni attive su un territorio e in rapporto coi soggetti attivi al di fuori di tale territorio. La storia è la disciplina che si occupa dello studio del passato tramite l'uso di fonti, cioè tutto ciò che possa trasmettere sapere. La storia è la ricerca e la narrazione continua e sistematica di eventi del passato di importanza per la specie umana, compreso lo studio degli eventi nel corso del tempo e la loro relazione con l'umanità. Quello che distingue le due materie è il fine: la storia economica vuole comprendere i fenomeni economici del passato, mentre l'economia è rivolta al futuro e a come si può agire nel futuro conoscendo il passato. È diverso anche l'uso dei dati: l'economista usa le variabili economiche per costruire modelli matematici che descrivono la realtà, avendo come orizzonte temporale il breve periodo. Il metodo storico riguarda le tecniche e le linee guida con cui utilizzare le fonti per ricercare e scrivere la storia. La verità storica può essere considerata un effetto del metodo di produzione storiografica. Lo storico mette in dubbio tutte le informazioni che ricava ed è consapevole che ogni impostazione interpretativa è soggetta a revisione critica -> utilità della storia.
L'età preindustriale viene suddivisa in:
L'età industriale viene indicata come età Contemporanea -> dalla metà del 18º secolo (1.750) a oggi. I TIPI DI STORIA sono:
La STORIA ECONOMICA (categoria storia speciale) è lo studio del passato attraverso l'indagine dei fenomeni economici realmente avvenuti, sui rapporti delle strutture e dello sviluppo economico delle società. Attraverso gli elementi di cui si compone, storia ed economia, è capace di comprendere i mutamenti sociali, civili ed economici. Studia, quindi, come l'uomo ha tentato di risolvere i problemi relativi: alla produzione dei beni, alla distribuzione dei beni e all'uso dei beni. Tenta di ricostruire il funzionamento dei sistemi economici del passato, avvalendosi sia dei concetti dell'economia politica che dei metodi della statistica economica e tenendo presenti le relazioni che si creano tra fenomeni economici e non economici.
La scuola storica austriaca e tedesca (1800 - 1900 con Knies, Hildebrand, Roscher, von Schmoller) proponeva un metodo induttivo per spiegare le vicende umane legate allo sviluppo economico, estraendo dai fatti economici le leggi che regolavano la vita economica. Interpretava la storia sulla base di avvenimenti ricostruiti e sottoposti al vaglio della verificabilità scientifica. La la scuola degli «Annales» nasce nel 1929 quando Bloch e Febvre fondano la rivista scientifica "Annales". Secondo la scuola degli Annales, gli avvenimenti storici non possono essere ricostruiti solo in base alle dinamiche politiche, militari o civili dei governi, ma unendo ai fatti gli strumenti e l'analisi della geografia, dell'economia, degli usi e costumi, della cultura, delle scienze sociali: la storia economica diventa la disciplina in grado di ricostruire la storia nella sua completezza. La procedura utilizzata dalla scuola degli Annales era:
La New Economic History (o Cliometria), ha un approccio quantitativo che tenta di misurare i fenomeni storici attraverso l'uso di strumenti e metodi econometrici, matematici e statistici. Si basa su un'applicazione sistematica della teoria economica, delle tecniche econometriche e di altri metodi formali o matematici allo studio della storia. Non studia il soggetto isolato, ma l'uomo e i gruppi sociali nelle loro relazioni, inseriti in società organizzate.
Esistono 2 attività da eseguire sulle fonti:
Le FONTI PER LA STORIA ECONOMICA sono divise in:
a. fonti comuni (o generali), suddivise in:
b. fonti dirette (o speciali), suddivise in:
L'economia preindustriale era un'economia di sussistenza, limitata da una serie di fattori quali:
Insieme a questi fattori, si intravedono limitati segnali di crescita che porteranno al rafforzamento di metodi e strutture di un'economia di mercato, e sono:
La popolazione umana è la protagonista dell'attività economica, quindi alla storia economica interessa lo studio:
Alcuni strumenti utili per le elaborazioni dei dati della popolazione:
Se si vuole analizzare il movimento della popolazione nel tempo, alcuni indici utili sono:
La legge dei rendimenti decrescenti o "trappola malthusiana" (ideata da Ricardo) afferma che in un sistema produttivo, ad ogni apporto di un fattore qualsiasi (es. terra, lavoro, capitale) non corrisponde un incremento di produzione proporzionalmente crescente: con l'aumento della popolazione il prodotto marginale di un lavoratore aggiuntivo diminuisce. Il tasso naturale di crescita della popolazione cresce con progressione geometrica, mentre le risorse naturali necessarie per sostenere la popolazione aumentano con progressione aritmetica. LA "TRAPPOLA MALTHUSIANA" afferma che:
1) Il tasso di natalità è costante o aumenta al crescere del livello di vita/reddito perché con l'aumentare del reddito si ha maggior accesso alle risorse alimentari. Il tasso di natalità a un dato reddito variava tra le società a seconda delle convenzioni sociali sulla riproduzione. 2) Il tasso di mortalità diminuisce con l'aumento dei livelli di vita materiale. Il tasso di mortalità variava tra le società a seconda del clima e degli stili di vita. 3) Gli standard di vita materiali diminuiscono con l'aumento della popolazione a causa delle risorse scarse.
I meccanismi di aggiustamento della "trappola Malthusiana" sono:
Nell'Europa preindustriale, parte della popolazione adulta non si sposava per motivazioni culturali, religiose, economiche e parte di coloro che si sposavano tendevano a sposarsi in età tarda, quindi i livelli di fertilità erano relativamente bassi. Comunque, la fertilità in Europa rimase su un livello molto più alto delle attuali società, anche se minore in confronto ad altre società preindustriali. Il tasso di natalità nel lungo periodo era 35/50 per mille, il tasso di incremento demografico era 0,5/1% (con stime anche inferiori). Oggi, il tasso incremento demografico nei paesi sottosviluppati oscilla tra il 2/3%. La mortalità ordinaria era 30/50 per mille, durante i periodi normali, la mortalità infantile (entro il primo anno di vita) era 150/350 per mille e la mortalità adolescenti (entro 10 anni): 100/200 per mille. La mortalità catastrofica si verificava in seguito a guerre e carestie con conseguenze dirette e indirette. Le epidemie contribuirono maggiormente alla frequenza e intensità della mortalità catastrofica, in particolare quelle di peste.