Storia economica: concetti, periodizzazione e rivoluzione commerciale

Documento di Università sulla storia economica, concetti e periodizzazione. Il Pdf esplora gli approcci metodologici, il governo delle città e la rivoluzione commerciale, con focus su geografia economica e settori di sviluppo, utile per lo studio universitario di Economia.

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69 pagine

ECONOMIA E STORIA ECONOMICA
L’economia è la scienza che studia l'allocazione di risorse limitate tra usi alternativi al fine di
massimizzare la soddisfazione di bisogni individuali e collettivi. È la scienza che studia la
produzione, la distribuzione e il consumo dei beni, cioè il sistema (economico) di
organizzazione di queste attività svolte da un insieme di persone e istituzioni attive su un
territorio e in rapporto coi soggetti attivi al di fuori di tale territorio. La storia è la disciplina che
si occupa dello studio del passato tramite l'uso di fonti, cioè tutto ciò che possa trasmettere
sapere. La storia è la ricerca e la narrazione continua e sistematica di eventi del passato di
importanza per la specie umana, compreso lo studio degli eventi nel corso del tempo e la
loro relazione con l'umanità. Quello che distingue le due materie è il fine: la storia economica
vuole comprendere i fenomeni economici del passato, mentre l'economia è rivolta al futuro e
a come si può agire nel futuro conoscendo il passato. È diverso anche l’uso dei dati:
l'economista usa le variabili economiche per costruire modelli matematici che descrivono la
realtà, avendo come orizzonte temporale il breve periodo. Il metodo storico riguarda le
tecniche e le linee guida con cui utilizzare le fonti per ricercare e scrivere la storia. La verità
storica può essere considerata un effetto del metodo di produzione storiografica. Lo storico
mette in dubbio tutte le informazioni che ricava ed è consapevole che ogni impostazione
interpretativa è soggetta a revisione critica utilità della storia.
PERIODIZZAZIONE
L’età preindustriale viene suddivisa in:
- età antica dall'invenzione della scrittura (3500 a.C.) alla caduta dell’Impero
Romano d'Occidente (476 d.C.)
- alto Medioevo dalla caduta dell'Impero Romano (476 d.C.) al 1.000 d.C.
- basso Medioevo dal 1.000 d.C. al 15° secolo (1.400)
- età moderna dal 16° secolo (1.500) alla metà del 18° secolo (1.700)
L’età industriale viene indicata come età Contemporanea dalla metà del 18° secolo
(1.750) a oggi. I TIPI DI STORIA sono:
- storia universale, che ha per oggetto l'umanità in genere e le sue vicende sociali
- storie speciali, che si occupano dell'intera umanità, o di singole collettività,
studiandone particolari fenomeni sociali (es. storia dell'agricoltura, urbana, della
medicina).
La STORIA ECONOMICA (categoria storia speciale) è lo studio del passato attraverso
l'indagine dei fenomeni economici realmente avvenuti, sui rapporti delle strutture e dello
sviluppo economico delle società. Attraverso gli elementi di cui si compone, storia ed
economia, è capace di comprendere i mutamenti sociali, civili ed economici. Studia, quindi,
come l'uomo ha tentato di risolvere i problemi relativi: alla produzione dei beni, alla
distribuzione dei beni e all'uso dei beni. Tenta di ricostruire il funzionamento dei sistemi
economici del passato, avvalendosi sia dei concetti dell'economia politica che dei metodi
della statistica economica e tenendo presenti le relazioni che si creano tra fenomeni
economici e non economici.
APPROCCI METODOLOGICI
La scuola storica austriaca e tedesca (1800 - 1900 con Knies, Hildebrand, Roscher, von
Schmoller) proponeva un metodo induttivo per spiegare le vicende umane legate allo
sviluppo economico, estraendo dai fatti economici le leggi che regolavano la vita economica.
Interpretava la storia sulla base di avvenimenti ricostruiti e sottoposti al vaglio della
verificabilità scientifica. La la scuola degli «Annales» nasce nel 1929 quando Bloch e Febvre
fondano la rivista scientifica “Annales”. Secondo la scuola degli Annales, gli avvenimenti
storici non possono essere ricostruiti solo in base alle dinamiche politiche, militari o civili dei
governi, ma unendo ai fatti gli strumenti e l'analisi della geografia, dell'economia, degli usi e
costumi, della cultura, delle scienze sociali: la storia economica diventa la disciplina in grado
di ricostruire la storia nella sua completezza. La procedura utilizzata dalla scuola degli
Annales era:
1) ricerca e narrazione dei fatti, in successione o isolati, in uno spazio di tempo limitato
2) analisi e ricostruzione di una serie di episodi in un periodo medio o lungo in grado di
formare un fenomeno definito (es. Rinascimento, Rivoluzione francese, Seconda Guerra
Mondiale)
3)analizzare la storia come struttura in movimento in un periodo lungo o lunghissimo,
vengono studiati avvenimenti più o meno interrelati di una società presa in tutti i suoi aspetti
4) analizzare la storia della civiltà, con l'ausilio delle scienze sociali.
La New Economic History (o Cliometria), ha un approccio quantitativo che tenta di misurare i
fenomeni storici attraverso l'uso di strumenti e metodi econometrici, matematici e statistici. Si
basa su un'applicazione sistematica della teoria economica, delle tecniche econometriche e
di altri metodi formali o matematici allo studio della storia. Non studia il soggetto isolato, ma
l'uomo e i gruppi sociali nelle loro relazioni, inseriti in società organizzate.

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Economia e Storia Economica

L'economia è la scienza che studia l'allocazione di risorse limitate tra usi alternativi al fine di massimizzare la soddisfazione di bisogni individuali e collettivi. È la scienza che studia la produzione, la distribuzione e il consumo dei beni, cioè il sistema (economico) di organizzazione di queste attività svolte da un insieme di persone e istituzioni attive su un territorio e in rapporto coi soggetti attivi al di fuori di tale territorio. La storia è la disciplina che si occupa dello studio del passato tramite l'uso di fonti, cioè tutto ciò che possa trasmettere sapere. La storia è la ricerca e la narrazione continua e sistematica di eventi del passato di importanza per la specie umana, compreso lo studio degli eventi nel corso del tempo e la loro relazione con l'umanità. Quello che distingue le due materie è il fine: la storia economica vuole comprendere i fenomeni economici del passato, mentre l'economia è rivolta al futuro e a come si può agire nel futuro conoscendo il passato. È diverso anche l'uso dei dati: l'economista usa le variabili economiche per costruire modelli matematici che descrivono la realtà, avendo come orizzonte temporale il breve periodo. Il metodo storico riguarda le tecniche e le linee guida con cui utilizzare le fonti per ricercare e scrivere la storia. La verità storica può essere considerata un effetto del metodo di produzione storiografica. Lo storico mette in dubbio tutte le informazioni che ricava ed è consapevole che ogni impostazione interpretativa è soggetta a revisione critica -> utilità della storia.

Periodizzazione

L'età preindustriale viene suddivisa in:

  • età antica -> dall'invenzione della scrittura (3500 a.C.) alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C.)
  • alto Medioevo -> dalla caduta dell'Impero Romano (476 d.C.) al 1.000 d.C.
  • basso Medioevo -> dal 1.000 d.C. al 15° secolo (1.400)
  • età moderna -> dal 16° secolo (1.500) alla metà del 18º secolo (1.700)

L'età industriale viene indicata come età Contemporanea -> dalla metà del 18º secolo (1.750) a oggi. I TIPI DI STORIA sono:

  • storia universale, che ha per oggetto l'umanità in genere e le sue vicende sociali
  • storie speciali, che si occupano dell'intera umanità, o di singole collettività, studiandone particolari fenomeni sociali (es. storia dell'agricoltura, urbana, della medicina).

La STORIA ECONOMICA (categoria storia speciale) è lo studio del passato attraverso l'indagine dei fenomeni economici realmente avvenuti, sui rapporti delle strutture e dello sviluppo economico delle società. Attraverso gli elementi di cui si compone, storia ed economia, è capace di comprendere i mutamenti sociali, civili ed economici. Studia, quindi, come l'uomo ha tentato di risolvere i problemi relativi: alla produzione dei beni, alla distribuzione dei beni e all'uso dei beni. Tenta di ricostruire il funzionamento dei sistemi economici del passato, avvalendosi sia dei concetti dell'economia politica che dei metodi della statistica economica e tenendo presenti le relazioni che si creano tra fenomeni economici e non economici.

Approcci Metodologici

La scuola storica austriaca e tedesca (1800 - 1900 con Knies, Hildebrand, Roscher, von Schmoller) proponeva un metodo induttivo per spiegare le vicende umane legate allo sviluppo economico, estraendo dai fatti economici le leggi che regolavano la vita economica. Interpretava la storia sulla base di avvenimenti ricostruiti e sottoposti al vaglio della verificabilità scientifica. La la scuola degli «Annales» nasce nel 1929 quando Bloch e Febvre fondano la rivista scientifica "Annales". Secondo la scuola degli Annales, gli avvenimenti storici non possono essere ricostruiti solo in base alle dinamiche politiche, militari o civili dei governi, ma unendo ai fatti gli strumenti e l'analisi della geografia, dell'economia, degli usi e costumi, della cultura, delle scienze sociali: la storia economica diventa la disciplina in grado di ricostruire la storia nella sua completezza. La procedura utilizzata dalla scuola degli Annales era:

  1. ricerca e narrazione dei fatti, in successione o isolati, in uno spazio di tempo limitato
  2. analisi e ricostruzione di una serie di episodi in un periodo medio o lungo in grado di formare un fenomeno definito (es. Rinascimento, Rivoluzione francese, Seconda Guerra Mondiale)
  3. analizzare la storia come struttura in movimento in un periodo lungo o lunghissimo, vengono studiati avvenimenti più o meno interrelati di una società presa in tutti i suoi aspetti
  4. analizzare la storia della civiltà, con l'ausilio delle scienze sociali.

La New Economic History (o Cliometria), ha un approccio quantitativo che tenta di misurare i fenomeni storici attraverso l'uso di strumenti e metodi econometrici, matematici e statistici. Si basa su un'applicazione sistematica della teoria economica, delle tecniche econometriche e di altri metodi formali o matematici allo studio della storia. Non studia il soggetto isolato, ma l'uomo e i gruppi sociali nelle loro relazioni, inseriti in società organizzate.

Fonti e Ricostruzione Storica

Esistono 2 attività da eseguire sulle fonti:

  1. verificare la DISPONIBILITÀ DELLE FONTI e, nel caso non fossero disponibili, capirne il motivo. Le fonti potrebbero non essere disponibili se: -> la documentazione non è stata prodotta -> la documentazione è stata prodotta, ma distrutta volontariamente -> la documentazione è stata prodotta, ma distrutta involontariamente
  2. CRITICARE LE FONTI attraverso: - interpretazione letterale - la verifica dell'autenticità della fonte (es. falsificazione Donazione di Costantino) - la verifica dell'attendibilità della fonte: è necessario verificare se sono fonti dirette (o primarie) oppure fonti indirette (o secondarie) - interpretazione sostanziale

Le FONTI PER LA STORIA ECONOMICA sono divise in:

a. fonti comuni (o generali), suddivise in:

  • Archeologiche
  • Artistiche
  • Letterarie
  • ufficiali o legislative, che hanno limiti
  • Notarili
  • Giudiziarie

b. fonti dirette (o speciali), suddivise in:

  • fonti delle aziende private, ovvero; testi di preparazione/consultazione (manuali, pratiche di mercatura), carteggio (comune o specializzato: lettere di cambio, ecc), scritture private, contabilità
  • fonti delle istituzioni pubbliche, ovvero: atti di deliberazioni, carteggio, documenti fiscali, contabilità.

Caratteri di un'Economia Preindustriale

L'economia preindustriale era un'economia di sussistenza, limitata da una serie di fattori quali:

  • la scarsa tecnologia: la popolazione era impossibilitata ad adattare le risorse ai propri bisogni, quindi era la popolazione a doversi adattare alle risorse. La popolazione diminuiva quando i beni a disposizione scarseggiavano, portando alla stagnazione del livello di vita e della produttività. I miglioramenti erano discontinui e facilmente annullabili, l'energia era fornita dalla fatica umana con un limitato utilizzo di energia inanimata.
  • l'autoconsumo: i mercati erano circoscritti, con scarsa integrazione geografica
  • la prevalenza del settore agricolo: il settore agricolo costituisce la maggior parte del reddito, ma è sottoposto a continue crisi capaci di mettere in ginocchio l'intera popolazione
  • la mancanza di specializzazione del lavoro: l'intero processo economico si basa sul lavoro manuale e l'energia è fornita dalla fatica umana.

Insieme a questi fattori, si intravedono limitati segnali di crescita che porteranno al rafforzamento di metodi e strutture di un'economia di mercato, e sono:

  • la fondazione di città che, dopo l'anno Mille, acquistano sempre più rilevanza
  • la creazione di gruppi sociali di carattere borghese orientati al profitto
  • le innovazioni nella manifattura, nel commercio, nella banca, nella finanza

Popolazione in Età Preindustriale

La popolazione umana è la protagonista dell'attività economica, quindi alla storia economica interessa lo studio:

  • del ruolo di produttrice o consumatrice
  • dell'entità numerica
  • della composizione qualitativa
  • della distribuzione territoriale
  • delle variazioni nel tempo di questi elementi

Alcuni strumenti utili per le elaborazioni dei dati della popolazione:

  • calcolo del numero totale degli abitanti e delle variazioni su periodi successivi
  • calcolo dell'intensità della variazione, cioè l'attitudine alla crescita della popolazione insediata in un determinato territorio, e il confronto con altri territori
  • calcolo della densità della popolazione su un territorio
  • analisi della distribuzione della popolazione per zone agrarie o per città e campagna
  • calcolo degli indici di fertilità, di mortalità, ...

Se si vuole analizzare il movimento della popolazione nel tempo, alcuni indici utili sono:

  • tasso di natalità = numero di nati nell'annolpopolazione media nell'anno x 1000
  • tasso di mortalità = numero di morti nell'annolpopolazione media nell'anno x 1000
  • tasso di mortalità infantile = numero di bambini morti entro l'anno di etàlnumero dei bambini nati nell'anno x 1000
  • tasso di crescita naturale = tasso di natalità - tasso di mortalità

Variazione della Popolazione nel Lungo Periodo

La legge dei rendimenti decrescenti o "trappola malthusiana" (ideata da Ricardo) afferma che in un sistema produttivo, ad ogni apporto di un fattore qualsiasi (es. terra, lavoro, capitale) non corrisponde un incremento di produzione proporzionalmente crescente: con l'aumento della popolazione il prodotto marginale di un lavoratore aggiuntivo diminuisce. Il tasso naturale di crescita della popolazione cresce con progressione geometrica, mentre le risorse naturali necessarie per sostenere la popolazione aumentano con progressione aritmetica. LA "TRAPPOLA MALTHUSIANA" afferma che:

1) Il tasso di natalità è costante o aumenta al crescere del livello di vita/reddito perché con l'aumentare del reddito si ha maggior accesso alle risorse alimentari. Il tasso di natalità a un dato reddito variava tra le società a seconda delle convenzioni sociali sulla riproduzione. 2) Il tasso di mortalità diminuisce con l'aumento dei livelli di vita materiale. Il tasso di mortalità variava tra le società a seconda del clima e degli stili di vita. 3) Gli standard di vita materiali diminuiscono con l'aumento della popolazione a causa delle risorse scarse.

I meccanismi di aggiustamento della "trappola Malthusiana" sono:

  • i preventive checks, con i quali veniva ridotta la fertilità in via preventiva. Nelle società preindustriali, matrimoni venivano celebrati in età più avanzata rispetto all'efficacia delle pratiche contraccettive e le famiglie tendevano a mantenere il tasso di natalità vicino al livello di sussistenza.
  • i positive checks, con i quali la popolazione troppo elevata veniva ridimensionata da qualche crisi (es. carestie o epidemie).

Variazione della Popolazione

Nell'Europa preindustriale, parte della popolazione adulta non si sposava per motivazioni culturali, religiose, economiche e parte di coloro che si sposavano tendevano a sposarsi in età tarda, quindi i livelli di fertilità erano relativamente bassi. Comunque, la fertilità in Europa rimase su un livello molto più alto delle attuali società, anche se minore in confronto ad altre società preindustriali. Il tasso di natalità nel lungo periodo era 35/50 per mille, il tasso di incremento demografico era 0,5/1% (con stime anche inferiori). Oggi, il tasso incremento demografico nei paesi sottosviluppati oscilla tra il 2/3%. La mortalità ordinaria era 30/50 per mille, durante i periodi normali, la mortalità infantile (entro il primo anno di vita) era 150/350 per mille e la mortalità adolescenti (entro 10 anni): 100/200 per mille. La mortalità catastrofica si verificava in seguito a guerre e carestie con conseguenze dirette e indirette. Le epidemie contribuirono maggiormente alla frequenza e intensità della mortalità catastrofica, in particolare quelle di peste.

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