Il tabagismo: effetti sulla salute, fumo passivo e sigarette elettroniche

Documento sul tabagismo che esplora i suoi effetti sulla salute e le implicazioni del fumo passivo. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Scienze, analizza le patologie fumo-correlate e l'impatto delle sigarette elettroniche, fornendo dati e statistiche sul consumo di tabacco in Italia e nel mondo. Autore: Antonio Brandi.

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Anteprima

IL TABAGISMO

Antonio BrandiA.S. 2022/23 IL TABAGISMO

Sommario

IL TABAGISMO 2 Mortalità per fumo 2 Fumatori in Italia 2 Sigarette con tabacco riscaldato 3 GIOVANI E FUMO 3 Le motivazioni che spingono i giovani a fumare 4 Le motivazioni che spingono i giovani a fumare dipendono da un processo multifattoriale complesso che comprende: 4 Cosa dice la legge 4 I DANNI DEL FUMO 5 Principali patologie fumo-correlate 5 FUMO PASSIVO 6 Malattie associate al fumo passivo 6 SIGARETTA ELETTRONICA 6 Effetti sulla salute delle sigarette elettroniche 7 Alcuni dati 7 Prof. Antonio Brandi pag. 1A.S. 2022/23 IL TABAGISMO

IL TABAGISMO

Il consumo di tabacco (tabagismo) rappresenta uno dei più grandi problemi di sanità pubblica a livello mondiale ed è uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di patologie neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie. Il tabacco provoca più decessi di alcol, aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. Il fumo di tabacco, in particolare, è una causa nota o probabile di almeno 27 malattie, tra le quali broncopneumopatie croniche ostruttive e altre patologie polmonari croniche, cancro del polmone e altre forme di cancro, cardiopatie, vasculopatie. Secondo i dati dell'OMS, il fumo di tabacco è la più grande minaccia per la salute e il primo fattore di rischio delle malattie croniche non trasmissibili a livello mondiale, con circa un miliardo di fumatori, di cui circa l'80% vive in Paesi a basso e medio reddito, nei quali il carico di malattia e mortalità collegato al tabacco è più pesante. Il 70% dei consumatori inizia a fumare prima dei 18 anni di età e il 94% prima dei 25 anni.

Mortalità per fumo

L'OMS stima che ogni anno, nel mondo, più di 8 milioni di persone muoiono a causa del consumo di tabacco. La maggior parte dei decessi correlati al tabacco si verifica nei paesi a basso e medio reddito, che sono spesso bersaglio di intense interferenze e marketing dell'industria del tabacco. Il tabacco può anche essere mortale per i non fumatori. L'esposizione al fumo passivo è stata anche implicata in esiti negativi per la salute, causando 1,2 milioni di morti ogni anno. Quasi la metà di tutti i bambini respira aria inquinata dal fumo di tabacco e 65.000 bambini muoiono ogni anno a causa di malattie legate al fumo passivo. Fumare durante la gravidanza può portare a diverse condizioni di salute per tutta la vita per i bambini. Nell'Unione Europea il consumo di tabacco rimane il più grande fattore di rischio evitabile per la salute, ed è responsabile di 700.000 decessi ogni anno. Circa il 50% dei fumatori muore prematuramente, con conseguente perdita media di 14 anni di vita per fumatore. Il consumo di tabacco è la principale causa di cancro prevenibile, con il 27% di tutti i tumori attribuiti al consumo di tabacco. Inoltre, i fumatori hanno anche più probabilità di soffrire di una serie di malattie a causa del loro uso di tabacco, tra cui cardiovascolari e problemi respiratori. In Italia si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco oltre 93.000 morti (il 20,6% del totale di tutte le morti tra gli uomini e il 7,9% del totale di tutte le morti tra le donne) con costi diretti e indiretti pari a oltre 26 miliardi di euro (Tobacco Atlas sesta edizione). Per quanto riguarda i tumori, il tabacco è il fattore di rischio con maggiore impatto a cui sono riconducibili almeno 43.000 decessi annui.

Fumatori in Italia

I dati sulla prevalenza del fumo tra gli adulti sono raccolti ogni anno dall'ISTAT con l'Indagine sulle attività della vita quotidiana e dall'Istituto Superiore di Sanità con la sorveglianza PASSI e l'indagine ISS/Doxa. Nel 2021, secondo dati ISTAT, i fumatori, tra la popolazione di 14 anni e più, sono poco meno di 10 milioni. La prevalenza è pari al 19%. Forti sono le differenze di genere: tra gli uomini i fumatori sono il 22.9% tra le donne il 15,3%. Il fumo di tabacco è risultato più diffuso nella fascia di età tra i 25-44 anni (circa 1 persona su 4). Prof. Antonio Brandi pag. 2A.S. 2022/23 IL TABAGISMO

Sigarette con tabacco riscaldato

Si tratta di un prodotto entrato nel mercato solo recentemente (per la prima volta in Giappone nel 2016). Funziona inserendo una piccola sigaretta di tabacco all'interno di un apparecchio, che scalda il tabacco senza bruciarlo. Per questa ragione viene commercializzato come un prodotto meno nocivo alla salute, alternativo alla sigaretta. Dal 2018 PASSI ha iniziato a raccogliere informazioni sull'uso di questo prodotto, che in Italia è ancora appannaggio di pochissime persone meno di 1 su 100 nel triennio 2018-2020, ma in aumento significativo e costante dallo 0,5% del 2018 all'1,6% del 2020.

GIOVANI E FUMO

Nonostante la diminuzione del numero dei fumatori nei paesi industrializzati, resta preoccupante la percentuale dei fumatori giovani. Per quanto riguarda il fumo tra i minori, i dati sono forniti da tre rilevazioni che si svolgono ogni quattro anni:

  • lostudio HBSC (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute dei ragazzi in età scolare) promosso dall'Ufficio Regionale per l'Europa dell'OMS, che coinvolge dal 2001 gli studenti di 11, 13 e 15 anni in tutte le Regioni italiane
  • la GYTS (Global Youth Tobacco Survey- Indagine globale sul tabacco e i giovani), promossa dall'OMS e dal Centro di controllo delle malattie di Atlanta/USA (CDC), che coinvolge dal 2010 gli studenti del terzo anno della scuola secondaria di primo grado e del primo e secondo anno della scuola secondaria di secondo grado (13, 14 e 15 anni)
  • la ESPAD Italia (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs - Italy) una ricerca sui comportamenti d'uso di alcol, tabacco e sostanze psicotrope legali e non, da parte degli studenti e delle studentesse di età compresa fra i 15 e i 19 anni frequentanti le scuole medie superiori italiane.

L'ultima rilevazione disponibile per le sorveglianza dei minori è quella del 2018, mentre è in corso quella per l'anno scolastico 2021-22. Secondo i dati della rilevazione HBSC-Italia del 2018 la quota di ragazzi che dichiarano di aver fumato sigarette almeno un giorno negli ultimi 30 giorni aumenta sensibilmente con il progredire dell'età, sia nei ragazzi che nelle ragazze, con una marcata differenza di genere a 15 anni (24,8% nei ragazzi, 31,9% nelle ragazze). La percentuale di ragazzi che ha fumato almeno una sigaretta nella vita è in leggera diminuzione rispetto al 2014. L'indagine GYTS oltre a fornire dati sulla prevalenza del fumo di sigaretta e di altri prodotti del tabacco, esplora cinque determinanti dell'abitudine al fumo:

  • accessibilità/disponibilità e prezzo
  • esposizione a fumo passivo
  • cessazione
  • media e pubblicità
  • curriculum scolastico.

I risultati più rilevanti evidenziano che nel 2018 circa uno studente su cinque dai 13 ai 15 anni ha fumato più di una sigaretta negli ultimi 30 giorni. Il fumo di sigaretta è più diffuso tra le ragazze (23,6%) rispetto ai coetanei maschi (16,2%): entrambi i dati sono in calo rispetto al 2014. Per quanto riguarda la sigaretta elettronica sono più che raddoppiati gli studenti che la utilizzano passando dall'8,4% del 2014 al 17,5% del 2018 in particolare sono i ragazzi ad usarla abitualmente di più (21,9%) rispetto alle ragazze (12,8%). Se consideriamo gli studenti che fanno uso sia di sigarette tradizionali che elettroniche arriviamo ad una prevalenza del 27,9% in aumento rispetto al 2014 (26,3%). Prof. Antonio Brandi pag. 3A.S. 2022/23 IL TABAGISMO

La metà degli studenti ha dichiarato di essere esposto al fumo passivo in casa, la maggior parte dei ragazzi è consapevole che il fumo è dannoso. Per quello che riguarda l'accessibilità ai prodotti del tabacco, il 42% degli studenti ha dichiarato che esistono rivendite di tabacco vicino la propria scuola e nonostante l'esistenza del divieto di vendita, risulta che il 15% degli studenti fumatori abbia acquistato le sigarette al distributore automatico (era l'8% nel 2014) e il 68% di questi ultimi non ha avuto problemi all'acquisto nelle rivendite autorizzate nonostante la minore età (la vendita è vietata ai minori di 18 anni).

Le motivazioni che spingono i giovani a fumare

Le motivazioni che spingono i giovani a fumare dipendono da un processo multifattoriale complesso che comprende:

  • fattori di rischio ambientali (accessibilità, ai prodotti a base di tabacco, accettazione del tabacco nel contesto sociale di vita, disagio familiare
  • sociodemografici (basso livello socio-economico)
  • comportamentali-individuali (basso livello di scolarità, scarse capacità nel resistere all'influenza sociale, basso livello di autostima e di autoefficacia).

Per contrastare questo problema, che racchiude in sé, sia aspetti sanitari che sociali, la comunità scientifica raccomanda programmi di prevenzione da rivolgere, sia alla società nel suo complesso e alla popolazione "sana" (prevenzione ambientale e universale), che a gruppi e individui a rischio (prevenzione selettiva e indicata). In linea generale l'obiettivo degli interventi di prevenzione è quello di contrastare l'uso di sostanze nella comunità e tra i giovani, attraverso la riduzione dei fattori di rischio e l'acquisizione di competenze e abilità personali (life skills), che vadano ad influenzare i fattori di protezione. Uno dei contesti privilegiati dove poter sviluppare programmi di prevenzione efficacia è quello scolastico, attraverso interventi partecipativi, volti a fornire informazioni corrette sull'uso del tabacco e, contestualmente, a facilitare lo sviluppo di competenze dei giovani, come il pensiero critico, la capacità decisionale e la gestione delle emozioni. L'efficacia di questi interventi aumenta se viene coinvolta la famiglia e il contesto sociale di appartenenza. In generale questi interventi devono avere la finalità di promuovere l'empowerment delle persone e della comunità di riferimento, affinché ognuno possa fare scelte sulla salute consapevoli.

Cosa dice la legge

Il divieto di vendita e somministrazione di tabacco ai minori di 16 anni inizia nel 1934 con il Regio Decreto 2316, "Testo unico delle leggi sulla protezione e l'assistenza della maternità e dell'infanzia", che stabilisce, all'art. 25, anche il divieto di fumare nei luoghi pubblici. La Legge di conversione 8 novembre 2012, n. 189 del decreto 13 settembre 2012 ha innalzato il limite dei 16 anni previsto dall'art. 25 del regio decreto 1934. Con il Decreto Lgs. n. 6 del 12 gennaio 2016, all'articolo 24 sono aumentate le sanzioni pecuniarie ai rivenditori: 500 e 3.000 euro con la sospensione della licenza per 15 giorni. In caso di recidiva la sanzione pecuniaria va dai 1.000 agli 8.000 euro con la revoca della licenza. Dal 1º gennaio 2013 i distributori automatici sono dotati di un sistema automatico di rilevamento dell'età. Prof. Antonio Brandi pag. 4

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