Documento dall'Università sui metodi qualitativi - Mario Cardano, Luigi Gariglio. Il Pdf, utile per lo studio universitario in Psicologia, esplora la ricerca qualitativa, le sue pratiche e procedure, con focus su interviste discorsive e focus group, come descritto nell'abstract e nell'outline.
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La ricerca qualitativa si basa su strumenti di conoscenza eterogenei tra di loro usati sia a livello teorico sia nelle pratiche di ricerca. La teoria è caratterizzata da correnti classiche dell'interazionismo simbolico, della fenomenologia e della teoria critica, ma anche dell'etnometodologia e degli approcci ispirati alle riflessioni di Micheal Foucault e delle teorie femministe, etniche, razziali, queer e post-coloniali.
Metodo: l'etimologia è strada con cui; il percorso cognitivo e operativo intrapreso per fornire una risposta alle nostre domande di ricerca. Esso ha doppia valenza > avvicinarci ad una risposta agli interrogativi e apprezzare l'efficacia delle pratiche di ricerca impiegate.
Tecnica: è il percorso che seguiamo per l'elaborazione di una risposta ai propri interrogativi. Le tecniche possono essere consolidate (=istituzionalizzate e legittimate) oppure inventate; le più note nella ricerca qualitativa sono l'intervista discorsiva e il focus group.
Metodologia: discorso e riflessione sul metodo in un registro prescrittivo (insieme di indicazioni sulle caratteristiche di itinerario cognitivo che sembra migliore per elaborare una risposta a una o piè domande di ricerca) o critico (la metodologia viene convocata a ricerche già conclusa per osservare se l'itinerario metodologico seguito è stato adeguato).
Epistemologia: disciplina filosofica il cui obiettivo è la definizione dei processi di costruzione del sapere scientifico, degli assunti su cui si poggia e della solidità su cui può contare. Le due questioni al centro dell'epistemologia sono il problema della demarcazione fra conoscenza scientifica e le altre forme di conoscenza e il rilievo assunto dal mondo esterno fuori nel determinare i contenuti della conoscenza scientifica.
Si battono tesi costruttiviste che tendono a ridurre il rilievo e tesi realiste che almeno in ultima parola danno voce al mondo esterno. L'approccio costruttivista nella ricerca qualitativa è egemone ma ci sono versioni radicali e versioni moderate.
L'eterogeneità della ricerca qualitativa avviene pertanto sia sul piano teorico ed epistemologico sia le pratiche di ricerca (es. Tecnica dello shadowing, tecniche che si basano su forme complesse di interazione sociale o su interazioni online).
Le somiglianze tra ricerca qualitativa e quantitativa non si basano ad une-rappresentazione basata su logica morale bianco versus nero, ma adottano una logica multimodale o fuzzy che ci consente di identificare un insieme di tratti che sono comuni con differenti intensità > somiglianza di famiglie.
Le pratiche di ricerca qualitativa sono comunemente caratterizzate da:
Le procedure nella costruzione del dato:
La ricerca qualitativa è soggetta a critiche per tre mancanze -L'impersonalità (risultati sono troppo soggettivi e due studiosi non possono giungere al medesimo risultato). Questa accusa è assolutamente fondata ma non è una debolezza perché la soggettività porta ad un resoconto riflessivo, un obbligo etico ed epistemologico. La soggettività è quindi una risorsa. -l'uniformità delle procedure di costruzione del dato (la sua mancanza impedisce il confronto e l'integrazione delle informazioni raccolte); questa critica è fondata ma è uno dei tratti distintivi della ricerca qualitativa. Anche in questo caso è importante la funzione di resoconto riflessivo > somma dei risultati che potranno essere plausibili. E' la descrizione del modo nel quale si è fatto esperienza del proprio oggetto di studio tenendo conto delle proprie caratteristiche personali per determinare la curvatura dell'esperienza che si potrà condurre e per consentire al lettore e la comunità scientifica di valutare la robustezza dell'impianto metodologico che sostiene le sue conclusioni; esso inoltre definisce il grado di incertezza > un giudizio che tiene conto delle condizioni alle quali ricercatore ha dovuto fare esperienza e della qualità del dialogo costruito tra i dati e idee tra documentazione empirica e cornice teorica. -la generalizzabilità (la ricerca qualitativa si basa su un limitato numero di casi e non è possibile estendere i risultati a quelli non osservati.) Questa critica è fondata ma è irrilevante perché la teoria della probabilità non è l'unico strumento logico disponibile in grado di estendere risultati a ciò non osservato. La ricerca qualitativa si basa sulla teoria dell'argomentazione.
Una buona ricerca qualitativa richiede l'individuazione di una domanda di ricerca e di un itinerario metodologico che possa consentire l'elaborazione di una risposta.
Una ricerca è tale se produce risposte accettabili a domande interessanti. Una domanda può essere rilevante e interessante per la sociologia se la risposta che attendiamo può contribuire al progresso della nostra disciplina dal punto di vista teorico o metodologico; è interessante per la società se le risposte contribuiscono a rendere migliori l'architettura delle istituzioni oppure sono volte ad un'etica piè equa.
La rilevanza non è esclusiva, per formulare una ricerca la domanda deve essere rilevante o per la società o per la sociologia e deve essere originale.
Un criterio è l'ammissibilità etica > minimizzazione del danno; rispetto dell'autonomia >scegliere se partecipare o meno e cambiare anche idea a riguardo; confidenzialità dei dati (protezione e privacy)- che varia a seconda dei dati che si hanno (foto, voce, video, scritto).
Un altro criterio è la fattibilità pratica > è possibile condurre una cerca ricerca?
La domanda di ricerca alla fine suggerisce il contesto empirico (campo e i casi) nel quale posso trovare una risposta e il percorso metodologico migliore (formato anche da combinazione di tecniche). Il contesto empirico invece può essere costituito da gruppi, organizzazioni, istituzioni, testi, eventi nella variante online, offline o ibrida.
Triangolo mistico della ricerca qualitativa > metodo domanda di ricerca e contesto empirico.
Sul campo bisogna scegliere i casi come li si sceglie? Nella ricerca quantitativa si utilizza la teoria del campionamento statistico per sopperire al problema della pars pro-toto, osservare una parte per parlare dell'insieme. Nella ricerca qualitativa si aizza la raccolta di un repertorio di casi iscritti all'interno di un ragionamento che argomenta il proprio paradigma. Essofsi basa sulla considerazione critica di un insieme di istanze con l'intento di trarre conclusioni la cui portata si estende al di là dei casi considerati.
Campionamento teorico vs campionamento con saturazione teorica.
L'argomento della doppia gerarchia (disegno del caso critico): osservare un insieme di casi estremi immaginando di ripartire il dominio empirico di interesse in due frazioni, in due appunto gerarchie. Questo tipo di argomento muove da un assunto su una relazione di proporzionalità diretta o inversa fra quanto si osserva in una gerarchia e quanto si presume di poter osservare nell'altra ( Aristotele se è possibile ciò che è piè difficile, lo è anche ciò che è piè facile). La forza di questo disegno dipende strettamente dalla natura dei risultati ottenuti, i risultati sono rilevanti solo se vanno nella direzione attesa.
L'argomento dei casi piè distanti: di fronte all'accostamento di casi il piè possibile dissimili si conferisce particolare solidità ai tratti che comunque li accomunano, cercando ad esempio un'omogeneità nei processi decisionali che persiste al di là delle differenze.
L'argomento dei casi piè simili: la forza dell'argomento dell'esempio poggia sulla capacità dei casi selezionati di offrire con un adeguato potenziale comparativo e con un numero limitato di unità di raccolta una eterogeneità che sia sufficiente alla finalità conoscitive dello studio.
L'argomento dell'alterità radicale: l'obiettivo è individuare le regole che governano i fenomeni sociali attraverso analisidelle loro patenti violazioni: questo disegno della ricerca che consente di vedere il mondo altrimenti mettendosinei panni altrui e intuendo cosa possa significare la alterità radicale. Essa ci consente di riconoscere le caratteristiche della normalità.
L'argomentazione prolettica è uno strumento per offrire ai selezionati un potenziale comparativo.
Le fasi della appropriatezza del metodo riguardano quattro fasi: la progettazione costitutiva del disegno di ricerca, la costruzione del dato, l'analisi dei dati, la ricostruzione riflessiva delle pratiche di ricerca adottate.
Nella prima fase la difesa del metodo prosegue due obiettivi > epistemico e pratico. Il primo riguarda l'adeguatezza del metodo in relazione alla domanda di ricerca che ispira lo studio in relazione al contesto empirico per la costruzione del dato. Difendere l'affidabilità del metodo vuol dire considerare i pro e contro delle scelte compiute e comporta una adeguata riflessione sul grado di cooperazione dei partecipanti richiesta e su quella che si presume di poter ottenere. in questa prospettiva è giusto considerare la possibilità di combinare diverse tecniche di ricerca qualitativa
Sul piano pragmatico l'appropriatezza del percorso metodologico si valuta attraverso la sua fattibilità > una ricerca qualitativa può essere condotta solo se si possono garantire il rispetto dei principi etici di minimizzazione del danno, di autonomia e di confidenzialità.
L'osservazione partecipante è una forma del tutto speciale di osservazione, che mal si adatta alle raffigurazioni convenzionali dell'osservazione scientifica. Essa non è solo guardare, ma anche ascoltare. Ciò di cui un osservatore partecipante può fare esperienza dipende strettamente dalle sue caratteristiche personali, dalla forma del rapporto instaurato con il proprio oggetto. Questa tecnica è quella prediletta per lo studio dell'interazione sociale, dell'agire di individui reciprocamente presenti gli uni agli altri. L'agire viene osservato direttamente nel suo farsi, in un contesto naturale.
La partecipazione offre un contributo decisivo alla costruzione di una rappresentazione accurata dei fenomeni di studio. Implica una forma di socializzazione alla cultura in studio, l'apprendimento delle norme, dei valori, dei precetti comportamentali propri del contesto sociale. È richiesta l'apertura a un esperimento di esperienza nel quale mettiamo alla prova le nostre categorie interpretative impiegando la nostra persona come strumento osservativo, assoggettandola all'insieme di contingenze che attraversano la vita dei nostri ospiti. Lungo questo itinerario il ricercatore ha modo di elaborare una teoria dell'altro che cresce in giustezza con il procedere dell'interazione. Come ricercatori ciò che ci preme non è solo evitare le gaffe, ma accedere a una comprensione profonda delle regole che governano le interazioni di cui siamo parte, accedendovi in un registro critico.
L'osservazione partecipante costituisce il cuore e il tratto distintivo della ricerca etnografica, dove questa tecnica si combina con altre tecniche di ricerca, prime fra tutte l'intervista discorsiva e l'osservazione di documenti naturali. Lo scopo del ricorrere a questa tecnica è di ricostruire il profilo della cultura che accomuna le persone coinvolte nello studio. Questa vocazione olistica, totalizzante, si discosta dalle piè comune pratiche di ricerca.
Il ricercatore innanzitutto si propone di ricostruire il punto di vista dei partecipanti, in modi nei quali ciascuno di loro rappresenta la propria esperienza. Ci si propone così di dar conto anche della conoscenza tacita che costituisce lo sfondo dell'interazione sociale, delle regole che la governano al di sotto della consapevolezza degli attori sociali, e che hanno il proprio modello piè eloquente nella lingua.
Le specificità del lavoro etnografico riguardano le implicazioni pragmatiche della relazione fra il ricercatore e il caso o i casi in studio (1), e la scelta del ruolo osservativo (2).
Chi guardo > me stesso (autoetnografia o autoetnografia di gruppo) o gli altri (etnografia standard o team ethnography).
1)Quale che sia la forma di osservazione adottata la coperta o scoperta, è necessario che le caratteristiche personali dell'osservatore e dei suoi ospiti non pregiudichino la possibilità di una convivenza gradevole. Non si può fare osservazione partecipante accompagnati da una costante sensazione di profondo disagio o di ripulsa per il mondo nel quale ci si è immersi. Poi si consideri tutto ciò che riguarda la possibilità di istituire relazioni amichevoli o di fiducia, e la difficoltà del ricercatore di ricoprire il ruolo che gli viene riconosciuto.
2)E' importante anche l'aspetto di scelta fra osservazione coperta e osservazione scoperta. La scelta fra l'una o l'altra forma costituisce un aspetto qualificante del disegno della ricerca e determina aspetti rilevanti del lavoro sul campo, tanto sul piano metodologico, quanto su quello etico. Sul piano metodologico le differenze riguardano l'accesso al campo, il tipo di perturbazione determinata dalla presenza del ricercatore e il grado di flessibilità con il quale quest'ultimo può condurre il proprio lavoro.
Nel caso dell'osservazione scoperta il ricercatore dovrà negoziare le condizioni della propria ricerca al contesto in studio con coloro che ne presidiano i confini, ne governano l'accesso. Dovrà così guadagnare la fiducia dei guardiani, persuadendoli del carattere inoffensivo della propria presenza fra loro e dovrà conquistarsi il diritto di ricoprire un ruolo all'interno del contesto in studio e guadagnarsi così la fiducia dei propri ospiti.