Documento dall'Università degli Studi di Macerata (unimc) su L'agire valutativo di Luciano Galliani. Il Pdf esplora il concetto di valutazione educativa, le sue dimensioni e funzioni, e l'evoluzione storica della docimologia in Psicologia a livello universitario.
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Document shared on https://www.docsity.com/it/l-agire-valutativo-di-luciano-galliani/1164274/ Downloaded by: aurora-agostinis (aurora.agostinis@gmail.com)L' AGIRE VALUTATIVO DI LUCIANO GALLIANI
La valutazione è una componente ontologia e metodologica della scienza didattica in quanto disciplina che emette giudizi sulle azioni formative e di insegnamento con effetti sui sistemi formativo, economico e sociale e fondata sull' uso di metodi e strumenti propri della ricerca empirica e sperimentale in educazione. È un concetto complesso legata al sostantivo valore. Valutare vuol dire riconoscere una differenza in relazione ad un valore. La valutazione educativa istituzionalizzata manifesta un potere che riconosce l' acquisizione di conoscenze, abilità e competenze negli allievi, certifica e rilascia qualifiche e titoli professionali. L'insegnante ha responsabilità deontologica e professionale, deve saper distinguere l'azione formativa dall' azione valutativa. Il termine valutazione è polisemico dato dalla natura relazionale dell' agire formativo e comunicativo didattico. L' esplicitazione della valutazione educativa come disciplina interna della scienza didattica, porta a distinguere 5 dimensioni interpretative: assiologica (dai valori, fini e scopi derivano i criteri per valutare ed emettere giudizi), epistemologica (come la scienza si è evoluta storicamente e socialmente nei sistemi formativi), ontologica (fa riferimento all' essere), metodologica (individua metodi e strumenti di misurazione), fenomenologica (delinea i diversi contesti, ambienti e tempi). PARTE 1
I concetti di paradigma (positivista, pragmatista, costruttivista) intesi come assi combinatori del pensiero che si esprimono attraverso schemi-modello (razionalista, funzionalista, processualista) con funzione euristica rispetto al campo di studi indagato (fini, oggetti, metodi, contesti della valutazione educativa) ha figure-metafora (docimologica, cibernetica, comunicazionale) con funzione topica rispetto alle pratiche valutative rappresentate con riti e miti coinvolgenti valutati/valutatori e ha categorie (sommativa, diagnostica/predittiva/formativa) con funzione descrittiva. Galliani propone 3 paradigmi ognuno dei quali da una definizione di valutazione e ne sottolinea l'aspetto: il paradigma NEOPOSITIVISTA è un modello razionalista in cui la valutazione è misurazione del risultato-prodotto da comparare con l' obiettivo progettato. La metafora è quella docimologica degli esami e dei test, delle prove oggettive. La valutazione è sommativa, esaltata nella sua funzione certificativa. Paradigma PRAGMATISTA: detto anche interazionista, ritiene che il valore sta nell' esperienza educativa e nella qualità delle sue interazioni e concepisce la valutazione come gestione delle procedure, è un modello funzionalista per cui le pratiche educative devono essere codificate all' interno dell' organizzazione, ciò porta ad una formalizzazione della valutazione della quale occorre rendere conto moralmente e giuridicamente sia riguardo la qualità interna, sia esterna. La metafora è quella cibernetica che si basa sul processo di regolazione. La valutazione ha funzione diagnostica e orientativa tendente verso il miglioramento. Paradigma COSTRUTTIVISTA: la valutazione è interpretazione delle azioni formative in quanto processo, ha il compito di regolarne lo sviluppo e di produrne il senso. Il modello è processuale, la formazione si allinea con la valutazione. Questo modello è rappresentato dalla metafora comunicazionale della rete che evoca la valutazione come processo di comunicazione e di negoziazione. Il valutatore deve diventare formatore dentro il processo formativo. La missione della valutazione è quella di facilitare il processo democratico e pluralistico, contribuendo alla presa di coscienza di tutti i partecipanti. CAP. 2: AUTORI E STORIA DELLA DOCIMOLOGIA (ACHILLE NOTTI,ROSANNA TAMMARO): Verso il 1930 appariva chiaro che i procedimenti di valutazione dovevano essere rivisti sia rispetto ai tipi di prove, sia rispetto alle modalità di assegnazione dei voti. La docimologia ha avuto da allora ampio sviluppo. Il termine è stato introdotto da Pieron per indicare la parte della didattica che studia su basi scientifiche i criteri della votazione scolastica tenendo presenti anche i fattori soggettivi che agiscono sugli esaminatori al fine di elaborare tecniche di esame e di valutazione del profitto degli allievi. Nell'ambito scolastico il termine più conosciuto è quello di assessment con cui si intende la valutazione in classe del rendimento degli studenti, per indicare invece la valutazione nel suo insieme si utilizza l'espressione education evaluation. Measurement indica gli strumenti e i metodi di misurazione. Caratteristico è il ricorso alla statistica come supporto per conferire la massima obbiettività.
Agli inizi del 900 l' inglese Edgeworth fa emergere il problema della scarsa validità e attendibilità dei giudizi attribuiti agli esami. Nel 1932 Tyler pone l'attenzione sull' insegnamento partendo dall' ipotesi dell' esistenza di una stretta correlazione fra ciò 1 Document shared on https://www.docsity.com/it/l-agire-valutativo-di-luciano-galliani/1164274/ Downloaded by: aurora-agostinis (aurora.agostinis@gmail.com)che viene progettato e ciò che deve essere valutato. Nel 1922 Pieron inizia una ricerca sull' esame di licenza elementare e sull' attendibilità dei criteri adoperati per la sua impostazione, i risultati vennero pubblicati nel 1936 e la parola docimologia venne usata per la prima volta. Si profila la strada della ricerca docimologica: tendere a un tipo di misurazione-valutazione obiettiva. Il problema delle finalità e degli obiettivi educativi acquista rilievo, identificando le mete si arriva ai criteri valutativi. Bloom parla di pedagogia per obiettivi che permettono di definire un' attività precisa del discente e di precisare i criteri che serviranno alla valutazione. La docimologia diviene sempre più una branca della ricerca metodologica. De Landsheere negli anni 1970 pone l'esigenza di definire gli scopi didattici ed educativi mediante la formulazione di obiettivi osservabili e misurabili capaci di mostrare gli apprendimenti raggiunti. Le indagini di Campbell, Cronbach e Stake allargano la ricerca docimologica problematizzando la relazione fra fattori qualitativi e strumenti quantitativi privilegiati dalla docimologia. Negli anni 90 Scriven introduce il termine di Meta-valutazione, di un piano per valutare i prodotti educativi ed utilizza il concetto di Assessment per esprimere il senso di predisporre un disegno per farlo, sottolinea cioè l'importanza di valutare un piano, un sistema o un dispositivo di valutazione. A Scriven si deve la distinzione tra valutazione sommativa che ha l'esigenza di controllo e valutazione formativa che ha come obiettivo il miglioramento. Guba e Lincoln parlando di quarta generazione puntando l'attenzione sulle richieste, gli interessi e i problemi avanzati da coloro che sono coinvolti nel processo valutativo, detti Stakeholders. Negli Stati Uniti su proposta di Wiggins nasce la valutazione autentica basata sulla convinzione che l' apprendimento scolastico non si dimostra con l' accumulo di nozioni, ma con la capacità di generalizzare, di trasferire e di utilizzare la conoscenza acquisita a contesti reali. La valutazione verifica ciò che lo studente sa fare.
Prendono avvio negli anni 50, aprono il dibattito Visalberghi e Calonghi. Per Visalberghi le fasi di misurazione e di valutazione sono momenti di uno stesso processo che si conclude con la formulazione di giudizi o con l' attribuzione di voti. Calonghi elabora prove nelle differenti materie scolastiche distinguendo tra prove diagnostiche che ricercano le cause delle difficoltà negli apprendimenti e prove oggettive che consentono una valutazione obiettiva del profitto. L' osservazione sistematica è importante. Nel processo valutativo ci sono 3 dimensioni: soggettiva, oggettiva cioè legata a criteri predefiniti e intersoggettiva basata su criteri discussi e condivisi da più persone. Negli anni 80 gli studi si allargano alle tematiche dell' istruzione individualizzata e sulla valutazione di prodotto e di processo. Con l' autonomia scolastica si apre il grande capitolo dell' autovalutazione di istituto. La verifica degli esiti del profitto scolastico (assessment) non è una variabile isolata, ma componente della valutazione scolastica (evaluation). Galliani sviluppa ricerche per costruire una ontologia per e della valutazione educativa condivisa all'interno della comunità scientifica e aperta alla comunità pratica/apprendimento. L'obiettivo è costruire e sperimentare un ambiente di apprendimento, denominato EduOnto Wiki. CAP. 3: LA VALUTAZIONE EDUCATIVA TRA VALORI, EQUITA' E MERITO (RENZA CERRI,ANDREA TRAVERSO): Nella valutazione il problema è il dialogo fra le attese degli attori coinvolti: scuola, famiglia, sistema. La valutazione educativa fa parte del processo didattico insieme alla progettazione e all' azione didattica in senso stretto, va a impattare sulla globalità dei processi di crescita, apprendimento, sviluppo, maturazione personale, culturale e sociale. Valutare significare dare valore e significato in vista sia della promozione dei soggetti coinvolti, sia del miglioramento del sistema nel suo insieme. La valutazione è definita autentica quando rende i soggetti consapevoli delle loro azioni, delle loro risorse e limiti, del loro percorso: da questo la possibilità di lavorare per il miglioramento. La questione equità si ricollega a quanto detto: è equo un processo di valutazione per l'apprendimento e non semplicemente dell' apprendimento.
diversi paesi europei gradualmente sostituiscono la centralità del concetto di eguaglianza con quella del concetto di equità, si fa strada una logica sociale: equità ed uguaglianza sono concetti di natura distributiva il che significa considerare le modalità attraverso cui è stato ripartito un bene fra individui. L' eguaglianza ha valore solo se è equa, trattare tutti i discenti uguali anche se di fatto non lo sono, finisce per sancire le disuguaglianze iniziali. L' equità quindi si distingue dall' eguaglianza. L' equità nella distribuzione e nell' accesso alle informazioni è divenuta cruciale.
La valutazione è per sua natura formativa e trasformativa. Assume anche la funzione di regolatore sociale, certifica il potenziale democratico del momento valutativo, essa produce informazioni su un oggetto utili a prendere una decisione coerente con 2 Document shared on https://www.docsity.com/it/l-agire-valutativo-di-luciano-galliani/1164274/ Downloaded by: aurora-agostinis (aurora.agostinis@gmail.com)