Documento dall'Università su L'ambiente: salvarlo dal rischio del collasso ecologico è un investimento. Il Pdf esplora l'economia ambientale, evidenziando i costi economici della crisi climatica e il valore degli investimenti sostenibili per la materia Economia a livello universitario.
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16. L'ambiente: salvarlo dal rischio del collasso ecologico è un investimento
SCHEDA La crisi climatica comporta un costo economico per il pianeta pari a -12% sul PIL globale per ogni grado in più registrato sul termometro terrestre. Ce lo dice un report del National Bureau of Economic Research pubblicato un anno fa, e che potete consultare tra i materiali di approfondimento. Uno studio sugli effetti macroeconomici di questo fenomeno - su cui, è bene ricordarlo, c'è ormi un consenso collettivo di tutti i settori della scienza - ha quindi portato a una stima dei danni fino a sei volte più grande di quanto era stato preventivato nelle analisi precedenti. Secondo questo studio, il cosiddetto "costo sociale del carbonio" potrebbe quindi ammontare a circa 1.056 dollari per tonnellata di emissioni di anidride carbonica, anche in questo caso molto più alto rispetto alle stime precedenti, che oscillavano tra 51 e 190 dollari per tonnellata.
Mai come nella congiuntura storica che stiamo vivendo ci rendiamo conto di quanto sia fondamentale approfondire la conoscenza dell'economia ambientale, una disciplina che - come tutte quelle legate allo studio dei cambiamenti manifestatisi dopo la rivoluzione industriale - ha origini non troppo recenti (è nata infatti intorno al 1960, nel contesto della teoria economica neoclassica, quando gli studiosi hanno iniziato a rilevare i problemi derivanti dall'esaurimento di risorse naturali e fonti di energia, oltre alle problematiche ambientali connesse) ma ha saputo conquistarsi, nell'emergenza, un posto in prima fila nel dibattito sulle strategie necessarie per salvare il nostro pianeta dal collasso ecologico. L'economia ambientale studia la relazione tra ambiente, crescita economica e sistema economico di un Paese, di un continente, del mondo intero. Il suo specifico campo riguarda l'analisi degli effetti prodotti sull'ambiente dalla crescita dal punto di vista strettamente economico. Il suo scopo è quello di individuare le cause della crisi, evidenziandone le dinamiche in modo tale che i decisori politici possano trovare strategie legislative, di politica economica e ambientale in grado di porvi rimedio. Il tema della salvaguardia ambientale e della sostenibilità, un tempo visto come problematico nell'ottica di preservare il capitale nel settore imprenditoriale, è diventato sempre più centrale sia nella visione dei consumatori - un dato per tutti: secondo l'ultima Voice of the Consumer Survey di PwC, I'85% dichiara di avere esperienza diretta degli effetti distruttividella crisi climatica sul proprio quotidiano1 ed è inclinata a investire su prodotti "sostenibili" - che in quella degli investitori.
Non è soltanto una questione di "appeal", anche se è certo che sapersi connettere strategicamente con la sostenibilità porta a indiscutibili vantaggi di mercato. Si tratta anche e soprattutto di un sistema virtuoso che coinvolge ambiente e imprese. Nel suo Endangered Economies2, l'economista Geoffrey Heal sostiene che i danni antropici all'ambiente non hanno solo gravi conseguenze per l'ecosistema e per la nostra stessa salute e sopravvivenza, bensí anche per le imprese, e quindi per l'economia in generale. Salvare il pianeta dal collasso è, insomma, il primo e più importante investimento, perché preservando questo "capitale naturale" aumenterà anche il tasso di rendimento nel settore imprenditoriale. Si può quindi pensare in contemporanea, sostengono gli economisti della "scuola" di Heal, alla crescita economica e alla tutela del capitale naturale.
Tra i punti di forza di questo ragionamento rientra la valutazione dell'impatto della cosiddetta economia ambientale sulle dinamiche del mondo del lavoro. Prendendo come riferimento la situazione nel nostro continente, secondo le ultime stime Eurostat - che troverete tra gli approfondimenti statistici - l'occupazione nell'economia ambientale nei Paesi dell'Unione è aumentata da 3,2 milioni di posti a tempo pieno nel 2000 a 5,2 milioni nel 2021, e possiamo solo presumere che negli anni successivi (l'indagine è stata pubblicata nel 2024, ma appunto prende in esame gli ultimi dati disponibili) la tendenza si sia confermata in crescita. Inoltre, l'analisi ci dice che il settore dell'eeconomia ambientale ha generato 937 miliardi di euro di output e 369 miliardi di euro di valore aggiunto lordo nel solo 2021. Tra il 2000 e il 2021, l'occupazione e il valore aggiunto lordo sono cresciuti più rapidamente nell'economia ambientale che nell'economia complessiva.
Gli approfondimenti che vi proponiamo provano a fornire un'immagine sfaccettata della complessità di questa argomentazione, intuitivamente semplice e condivisa, ma che nello specifico - si veda il saggio dediato a uno dei "giganti" dell'economia mondiale, la Cina, e alla difficoltà di trovare in questo contesto la connessione tra sviluppo economico e tutela ambientale - richiede politiche di investimento, di tutela, di innovazione. Quel che è certo, però, è che l'inazione o ancor peggio l'opposizione a questa nuova fase dell'economia globale può portare a pesanti conseguenze (ce lo spiega bene il primo approfondimento giornalistico, tratto dal Wall Street Journal e dedicato, di nuovo, alla situazione del Sudest 1 https://www.pwc.com/gx/en/news-room/press-releases/2024/pwc-2024-voice-of-consumer-surv ey.html 2 Endangered Economies: How the Neglect of Nature Threatens Our Prosperity, by Geoffrey Heal, Columbia University Press, 2017Asiatico). Un testo seminale per chiunque voglia riflettere sulla relazione tra economia e ambiente, e su quali politiche e scelte strutturali possano creare una correlazione positiva tra questi due poli un tempo considerati come antitetici, resta il saggio del 2017 del premio Nobel Edmund S. Phelps, da cui potremo prendere spunto per ragionare su rischi e opportunità, rinunce e benefici, sia in scala globale che regionale.
Non tutti, né sul lato delle aziende né su quello dei policy makers o degli esperti, sembrano avere accettato fino in fondo questa urgenza, o essere intenzionati ad agire di conseguenza (come leggerete negli altri articoli riportati tra gli approfondimenti). Forse varrebbe la pena ricordare, ancora una volta, che non stiamo parlando di cancellare completamente un sistema economico, anzi: "The climate problem is not caused by economic growth, but by the absence of effective public policy designed to reduce greenhouse gas emissions. There is nothing incompatible with capitalism and environmental protection as long as rules are in place that control the environmental impacts of the products and services we make and use. With those rules in place, a concern for environmental sustainability can and will permeate everyday decision-making in the private, nonprofit and governmental organizations we all benefit from", scriveva Steven Cohen, professore di public management e policy ambientale, sulla rivista della Columbia Climate School3. Salvare l'economia, salvare il pianeta. Si può fare. È necessario volerlo, oggi più che mai.
SAGGIO The macroeconomic impact of climate change: Global vs Local Temperature, by Adrien Bilal and Diego R. Känzig, Working Paper 32450, National Bureau of Economic Research, May 2024 (revised November 2024), in attachment
Saving the Environment and the Economy, Edmund S. Phelps, 2017, https://www.project-syndicate.org/magazine/green-economy-human-ingenuity-by-edmun d-s -- phelps-2017-12 (English) or https://www.project-syndicate.org/magazine/green-economy-human-ingenuity-by-edmun d-s -- phelps-2017-12/italian (Italian)
The intersection of economic growth and environmental sustainability in China: Pathways to achieving SDG, by Shaohuai Feng, Mohd Wira Mohd Shafiei, Theam Foo Ng, Yefeng Jiang, Energy Strategy Review, vol. 55, September 2024, in attachment 3 https://news.climate.columbia.edu/2020/01/27/economic-growth-environmental-sustainability/
APPROFONDIMENTO STATISTICO Environmental economy - statistics on employment and growth, Eurostat, March 2024, https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Environmental econom y %E2%80%93 statistics on employment and growth
Government expenditure on environmental protection, Eurostat, March 2025, https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Government expenditu re on environmental protection
ARTICOLI The Wall Street Journal October 31st, 2024 Climate Change Can Take Big Toll on Asian Economies, Inaction Could Cost More, ADB Report Says It could reduce Asia-Pacific's gross domestic product by 17% in 2070, ADB says. By Fabiana Negrin Ochoa and Amanda Lee Countries in Asia-Pacific will need to spend big to adapt to climate change. But the cost of inaction could be higher, according to a new report by the Asian Development Bank. Left unchecked, climate change could punch a 17%-sized hole in the region's economic growth over the next decades, the Manila-based bank said Thursday.
"The window to stay within the 1.5℃ target of the Paris Agreement is rapidly closing," the ADB said. The international treaty aims to limit the average rise in global temperatures to that threshold, beyond which experts expect climate change to have increasingly disastrous consequences. In the nine years since the agreement was adopted, inaction has put that goal nearly out of reach, the multilateral bank said. With greenhouse-gas emissions reaching record highs, nations need to dramatically increase -and immediately start delivering-efforts to get on track for 1.5℃, a United Nations Environment Programme report said last week. Failure to do so will lead to debilitating impacts to economies, the report said.
Asia-Pacific's position in the climate crisis is a tricky one: it's both home to some of the most vulnerable economies and a major polluter, contributing over 50% of global GHG emissions. If emissions breach critical levels, ADB estimates climate change could reduce Asia-Pacific's gross domestic product by 17% in 2070. Rising sea levels threaten coastal assets and populations, while heat waves would sap labor supply and productivity, and climate-dependent sectors like agriculture, forestry, and fisheries face shocks that will stifle output. Estimates from the Deloitte Economics Institute calculate that about 75% of Asia-Pacific's GDP is at high risk of climate disruption. This stands to affect at least half of the world's labor force, which is in the region and in vulnerable industries. Climate inaction could lead to regional economic losses of about $96 trillion by 2070, the institute said in a report.
Asian countries have made strides toward decarbonizing, but just maintaining policies implemented so far will lead to dangerous levels of global warming, the ADB said. Taking the right type of action won't come cheap. Estimates for Asia vary widely, in part due to different geographical definitions, but consensus is that funding is well below where it needs to be. The ADB report estimates Asia-Pacific needs to invest anywhere from $102 billion to $431 billion annually to adapt to climate change. That far exceeds the $34 billion committed over 2021-2022. Globally, the U.N. calculates the net-zero transition needs $0.9 trillion to $2.1 trillion a year between 2021 and 2050. That "is substantial but manageable in the broader context of the close-to-US$110 trillion global economy and financial markets."
It remains technically possible to get on a 1.5℃ pathway, as solutions like solar and wind power hold promise for fast, sweeping emissions cuts, the U.N. report said. Getting back on track could be a big boost for Asia-Pacific economies. The region is well-placed to benefit from the energy transition, the ADB said. It has massive potential for renewable-energy generation and can produce some of the world's cheapest renewable electricity, it said. Advantages like fast-growing economies, a large workforce and strong manufacturing base equip Asia to develop the technologies needed for global decarbonization.