Biennio Rosso: Cronologia e Protagonisti in Italia e in Europa (1919-1920)

Documento dall'Università sul Biennio Rosso: Cronologia e Protagonisti (1919-1920) in Italia. Il Pdf offre una cronologia degli eventi principali e una lista dei protagonisti del Biennio Rosso in Italia e in Europa tra il 1919 e il 1920, utile per lo studio della Storia a livello universitario.

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Biennio Rosso: Cronologia e Protagonisti (1919-1920) . IN ITALIA
1919
•Marzo:
◦23 marzo: Benito Mussolini fonda a Milano i Fasci di Combattimento, un movimento
nazionalista, antisovietico, favorevole alla repubblica e alle riforme sociali, caratterizzato
da metodi violenti.
•Aprile:
◦15 aprile: I Fasci di Combattimento incendiano la sede del giornale socialista "Avanti!" a
Milano.
•Giugno-Luglio: Violenti scioperi nelle industrie in diverse parti d'Italia.
•Settembre:
◦Gabriele D'Annunzio, con ex combattenti e nazionalisti, occupa la città di Fiume,
dichiarandola annessa all'Italia, in segno di protesta contro la "vittoria mutilata" nella
Conferenza di Pace di Versailles.
•Novembre:
◦Elezioni politiche: Cambiano gli equilibri di potere. I liberali ottengono circa il 30%, il
Partito Popolare Italiano supera di poco il 20%, e il Partito Socialista Italiano raggiunge il
32%.
◦Si tiene il Secondo Congresso del Comintern, che fissa rigide regole per l'adesione. Il
PSI, non disposto ad espellere la sua corrente riformista, non aderisce.
1920
•Viene firmato il Trattato di Rapallo tra Italia e Jugoslavia. L'Italia ottiene Trieste, Gorizia, l'Istria
e Zara. Fiume viene dichiarata città libera.
•Dicembre:
◦Natale: L'esercito italiano libera Fiume dall'occupazione di D'Annunzio senza
spargimenti di sangue.
•Estate-Autunno:
◦Lo sciopero dei metalmeccanici si radicalizza. Circa 400.000 lavoratori occupano la
maggior parte delle fabbriche del settore in settembre, instaurando forme di
autogestione ispirate ai soviet.
◦Il governo Giolitti interviene mediando tra industriali e sindacati, invitando gli industriali a
cedere alle richieste salariali. Il movimento di occupazione delle fabbriche si esaurisce,
ma la percezione di una avanzata del socialismo nella sfera industriale è forte.
Cast di Personaggi
•Armando Diaz: Generale italiano, Capo di Stato Maggiore dell'esercito durante la fase finale
della Prima Guerra Mondiale. Viene menzionato come capo del governo impegnato nelle
trattative di pace a Versailles nel 1919.
•Benito Mussolini: Fondatore dei Fasci di Combattimento nel 1919. Inizialmente con posizioni di
sinistra, ma fortemente nazionalista e anti-socialista, utilizzava metodi diretti e violenti.
•Don Luigi Sturzo: Sacerdote e fondatore del Partito Popolare Italiano (PPI) nel 1919. Il PPI era
un partito di ispirazione cattolica e democratica, nato in diretta opposizione al socialismo.
•Filippo Turati: Esponente di spicco della corrente riformista del Partito Socialista Italiano.
Credeva in una trasformazione graduale della società attraverso le istituzioni. La sua influenza
sui sindacati fu uno dei motivi per cui il PSI non aderì al Comintern.
•Amedeo Bordiga: Esponente della sinistra del Partito Socialista Italiano, critica nei confronti
dell'atteggiamento attendista della maggioranza massimalista. Auspicava un'azione più
rivoluzionaria e in linea con il modello bolscevico. Sarà tra i fondatori del Partito Comunista
Italiano nel 1921.
•Antonio Gramsci: Intellettuale e figura di spicco della sinistra del PSI, anch'egli critico verso
l'immobilismo dei massimalisti e favorevole a un approccio più attivo e rivoluzionario. Sarà tra i
fondatori del Partito Comunista Italiano.
•Gabriele D'Annunzio: Poeta, scrittore e personaggio eccentrico e nazionalista. Guidò
l'occupazione di Fiume nel settembre 1919 in segno di protesta contro la "vittoria mutilata"
dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale.
•Vittorio Emanuele Orlando: Presidente del Consiglio dei Ministri italiano durante le trattative di
pace di Versailles. Si dimise in seguito alle contestazioni per i risultati ottenuti, in particolare
riguardo alla questione di Fiume, definita "vittoria mutilata".
•Woodrow Wilson: Presidente degli Stati Uniti d'America. I suoi "Quattordici Punti" vennero
invocati dal governo italiano per sostenere l'annessione di Fiume, ma senza successo.
•Francesco Saverio Nitti: Politico liberale che succedette a Orlando come Presidente del
Consiglio. Il suo governo fu di breve durata e caratterizzato da una maggioranza parlamentare
risicata.
•Giovanni Giolitti: Storico uomo politico liberale, tornò al governo per la quinta volta. Affrontò la
questione adriatica negoziando direttamente con la Jugoslavia (Trattato di Rapallo) e gestì la
fase culminante delle agitazioni sociali del Biennio Rosso, in particolare l'occupazione delle
fabbriche, con una strategia di mediazione.
Il Biennio Rosso: Crisi e Agitazioni in Italia (1919-1920)
Temi Principali:
1.Crisi Post-Bellica e Insoddisfazione: L'Italia del primo dopoguerra si trovava in una situazione
di profonda crisi. L'economia era "totalmente sbilanciata sul bellico", il "deficit di bilancio è
profondo", l'"inflazione alle stelle e le esportazioni sono assenti". Questa situazione generò un
forte malcontento nella popolazione.
2.Ascesa dei Partiti di Massa e Crisi della Classe Dirigente Liberale: La classe dirigente liberale,
che aveva guidato il paese fino a quel momento, era "in crisi". Questo vuoto politico fu
rapidamente colmato dall'ascesa di nuovi partiti di massa:
◦Il Partito Popolare Italiano (PPI), fondato nel 1919 da Don Luigi Sturzo, un partito di
"ispirazione cattolica" e "democratico", nato in "diretta opposizione al socialismo".
◦Il Partito Socialista Italiano (PSI), che conobbe una rapida crescita, ma al suo interno
era diviso tra una "maggioranza massimalista che crede nella rivoluzione dura e pura di
marzo" e una "minoranza riformista che crede in una rivoluzione graduale tramite le
istituzioni". La fazione massimalista, pur ispirandosi alla Rivoluzione Russa, era criticata
per il suo atteggiamento attendista: "a differenza dei bolscevichi però i massimalisti più
che farla la rivoluzione aspettano che arrivi". Questa passività era criticata anche dalla

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IN ITALIA

1919

  • Marzo:
  • 23 marzo: Benito Mussolini fonda a Milano i Fasci di Combattimento, un movimento nazionalista, antisovietico, favorevole alla repubblica e alle riforme sociali, caratterizzato da metodi violenti.
  • Aprile:
  • 15 aprile: I Fasci di Combattimento incendiano la sede del giornale socialista "Avanti!" a Milano.
  • Giugno-Luglio: Violenti scioperi nelle industrie in diverse parti d'Italia.
  • Settembre:
  • Gabriele D'Annunzio, con ex combattenti e nazionalisti, occupa la città di Fiume, dichiarandola annessa all'Italia, in segno di protesta contro la "vittoria mutilata" nella Conferenza di Pace di Versailles.
  • Novembre: Elezioni politiche: Cambiano gli equilibri di potere. I liberali ottengono circa il 30%, il Partito Popolare Italiano supera di poco il 20%, e il Partito Socialista Italiano raggiunge il 32%. .Si tiene il Secondo Congresso del Comintern, che fissa rigide regole per l'adesione. Il PSI, non disposto ad espellere la sua corrente riformista, non aderisce.

1920

  • Viene firmato il Trattato di Rapallo tra Italia e Jugoslavia. L'Italia ottiene Trieste, Gorizia, l'Istria e Zara. Fiume viene dichiarata città libera.
  • Dicembre:
  • Natale: L'esercito italiano libera Fiume dall'occupazione di D'Annunzio senza spargimenti di sangue.
  • Estate-Autunno:
  • Lo sciopero dei metalmeccanici si radicalizza. Circa 400.000 lavoratori occupano la maggior parte delle fabbriche del settore in settembre, instaurando forme di autogestione ispirate ai soviet.
  • Il governo Giolitti interviene mediando tra industriali e sindacati, invitando gli industriali a cedere alle richieste salariali. Il movimento di occupazione delle fabbriche si esaurisce, ma la percezione di una avanzata del socialismo nella sfera industriale è forte.

Cast di Personaggi

  • Armando Diaz: Generale italiano, Capo di Stato Maggiore dell'esercito durante la fase finale della Prima Guerra Mondiale. Viene menzionato come capo del governo impegnato nelle trattative di pace a Versailles nel 1919.
  • Benito Mussolini: Fondatore dei Fasci di Combattimento nel 1919. Inizialmente con posizioni di sinistra, ma fortemente nazionalista e anti-socialista, utilizzava metodi diretti e violenti.
  • Don Luigi Sturzo: Sacerdote e fondatore del Partito Popolare Italiano (PPI) nel 1919. Il PPI era un partito di ispirazione cattolica e democratica, nato in diretta opposizione al socialismo.
  • Filippo Turati: Esponente di spicco della corrente riformista del Partito Socialista Italiano. Credeva in una trasformazione graduale della società attraverso le istituzioni. La sua influenza sui sindacati fu uno dei motivi per cui il PSI non aderì al Comintern.
  • Amedeo Bordiga: Esponente della sinistra del Partito Socialista Italiano, critica nei confronti dell'atteggiamento attendista della maggioranza massimalista. Auspicava un'azione più rivoluzionaria e in linea con il modello bolscevico. Sarà tra i fondatori del Partito Comunista Italiano nel 1921.
  • Antonio Gramsci: Intellettuale e figura di spicco della sinistra del PSI, anch'egli critico verso l'immobilismo dei massimalisti e favorevole a un approccio più attivo e rivoluzionario. Sarà tra i fondatori del Partito Comunista Italiano.
  • Gabriele D'Annunzio: Poeta, scrittore e personaggio eccentrico e nazionalista. Guidò l'occupazione di Fiume nel settembre 1919 in segno di protesta contro la "vittoria mutilata" dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale.
  • Vittorio Emanuele Orlando: Presidente del Consiglio dei Ministri italiano durante le trattative di pace di Versailles. Si dimise in seguito alle contestazioni per i risultati ottenuti, in particolare riguardo alla questione di Fiume, definita "vittoria mutilata".
  • Woodrow Wilson: Presidente degli Stati Uniti d'America. I suoi "Quattordici Punti" vennero invocati dal governo italiano per sostenere l'annessione di Fiume, ma senza successo.
  • Francesco Saverio Nitti: Politico liberale che succedette a Orlando come Presidente del Consiglio. Il suo governo fu di breve durata e caratterizzato da una maggioranza parlamentare risicata.
  • Giovanni Giolitti: Storico uomo politico liberale, tornò al governo per la quinta volta. Affrontò la questione adriatica negoziando direttamente con la Jugoslavia (Trattato di Rapallo) e gestì la fase culminante delle agitazioni sociali del Biennio Rosso, in particolare l'occupazione delle fabbriche, con una strategia di mediazione.

Crisi e Agitazioni in Italia (1919-1920)

Temi Principali

  1. Crisi Post-Bellica e Insoddisfazione: L'Italia del primo dopoguerra si trovava in una situazione di profonda crisi. L'economia era "totalmente sbilanciata sul bellico", il "deficit di bilancio è profondo", l'"inflazione alle stelle e le esportazioni sono assenti". Questa situazione generò un forte malcontento nella popolazione.
  2. Ascesa dei Partiti di Massa e Crisi della Classe Dirigente Liberale: La classe dirigente liberale, che aveva guidato il paese fino a quel momento, era "in crisi". Questo vuoto politico fu rapidamente colmato dall'ascesa di nuovi partiti di massa:
    • || Partito Popolare Italiano (PPI), fondato nel 1919 da Don Luigi Sturzo, un partito di "ispirazione cattolica" e "democratico", nato in "diretta opposizione al socialismo".
    • oll Partito Socialista Italiano (PSI), che conobbe una rapida crescita, ma al suo interno era diviso tra una "maggioranza massimalista che crede nella rivoluzione dura e pura di marzo" e una "minoranza riformista che crede in una rivoluzione graduale tramite le istituzioni". La fazione massimalista, pur ispirandosi alla Rivoluzione Russa, era criticata per il suo atteggiamento attendista: "a differenza dei bolscevichi però i massimalisti più che farla la rivoluzione aspettano che arrivi". Questa passività era criticata anche dalla sinistra del partito, con esponenti come Amedeo Bordiga e Antonio Gramsci, che auspicavano un approccio "più bolscevico".
  3. Nascita e Azioni dei Fasci di Combattimento: Il 23 marzo 1919 a Milano, Benito Mussolini fondò i Fasci di Combattimento. Questo movimento era "politicamente schierato a sinistra ma ferventemente nazionalista e anti socialista nonché favorevole alla repubblica e alle riforme sociali". I Fasci adottarono uno "stile politico estremamente diretto violento e attivo", culminando il "15 aprile 1919" nell'incendio della sede del giornale socialista "Avanti!" a Milano.
  4. La Questione di Fiume e la "Vittoria Mutilata": Le trattative di pace a Versailles lasciarono un senso di insoddisfazione in Italia, soprattutto riguardo alla mancata annessione di Fiume. Nonostante le proteste del governo Orlando, gli Alleati non accolsero le richieste italiane basate sui "14 punti di Wilson". Questo portò alle dimissioni di Orlando e al commento indignato di Gabriele D'Annunzio sulla "vittoria mutilata". Nel settembre 1919, D'Annunzio, con ex combattenti e nazionalisti, occupò Fiume, dichiarandola territorio italiano. L'Italia non poté accettare l'annessione per ragioni diplomatiche, e la questione fu risolta solo in seguito con il Trattato di Rapallo.
  5. Agitazioni Sociali e Occupazione delle Terre e delle Fabbriche: Tra il 1919 e il 1920, l'Italia fu teatro di numerose "agitazioni sociali dovute soprattutto all'aumento dei prezzi dei beni di consumo". Si verificarono "violenti scioperi nelle industrie" nel giugno-luglio 1919, e nelle campagne "le leghe sindacali rosse di stampo socialista e quelle bianche di stampo cattolico lottano tra loro". Nel sud, "i contadini occupano le terre". L'apice delle agitazioni si raggiunse nell'"estate autunno del 1920" con lo "sciopero dei metalmeccanici" che portò all'occupazione di "quasi tutte le industrie del settore" da parte di circa "400mila lavoratori". Le fabbriche divennero "comuni di ispirazione bolscevica", dando l'impressione che "la rivoluzione socialista sembra alle porte".
  6. Divisioni nel Socialismo e Mancata Adesione al Comintern: Il PSI, pur essendo il primo partito alle elezioni del novembre 1919 con il "32 per cento", non riuscì a capitalizzare il fermento sociale a causa delle divisioni interne. Il partito non volle espellere la corrente riformista, che "tra l'altro gestisce i sindacati", e di conseguenza "rimane fuori dal comm internet" (Seconda Internazionale Comunista). Questa mancata adesione, dovuta alle rigide regole fissate dal Comintern, portò nel 1921 alla "scissione e la successiva nascita del partito comunista italiano".
  7. Risultati Elettorali e Instabilità Politica: Le elezioni del novembre 1919 segnarono un cambiamento negli equilibri di potere. L'"unione dei partiti liberali raggiunge un risicato 30 per cento", il PPI superò di poco il 20%, e il PSI ottenne il 32%. Il rifiuto del PSI di formare alleanze con i partiti "borghesi" costrinse i liberali ad allearsi con i popolari per formare una "maggioranza risicata" sotto il governo Nitti, che però non durò. Successivamente, tornò al governo Giovanni Giolitti.
  8. Soluzione della Questione Adriatica e Fine dell'Occupazione di Fiume: Il quinto governo Giolitti affrontò la questione adriatica negoziando direttamente con la Jugoslavia, portando alla firma del "trattato di Rapallo" nel novembre 1920. L'Italia ottenne "Trieste gorizia l'istria e la città di zara", mentre "fiume viene dichiarata città libera". Nonostante la resistenza annunciata da D'Annunzio, Fiume fu liberata dall'esercito italiano il "giorno di natale nel 1920" senza spargimenti di sangue.
  9. Intervento del Governo e Fine delle Occupazioni: Di fronte all'occupazione delle fabbriche, il governo Giolitti adottò una strategia di mediazione, invitando gli "industriali a cedere alle pressioni dei sindacati". Sebbene gli operai ottennero alcune concessioni salariali, il movimento di occupazione si esaurì. Tuttavia, rimase forte nella borghesia la percezione che "il socialismo dilaga in italia e la borghesia è disposta a tutto pur di fermarlo".

Personaggi Chiave

  • Armando Diaz: Capo del governo impegnato nelle trattative di pace a Versailles nel 1919.
  • Benito Mussolini: Fondatore dei Fasci di Combattimento, movimento nazionalista e anti-socialista con metodi violenti.
  • Don Luigi Sturzo: Fondatore del Partito Popolare Italiano, di ispirazione cattolica e in opposizione al socialismo.
  • Filippo Turati: Esponente riformista del PSI, fautore di una trasformazione graduale e influente nei sindacati.
  • Amedeo Bordiga e Antonio Gramsci: Esponenti della sinistra del PSI, critici verso l'attendismo e favorevoli a un'azione rivoluzionaria.
  • Gabriele D'Annunzio: Poeta e nazionalista che guidò l'occupazione di Fiume in segno di protesta per la "vittoria mutilata".
  • Vittorio Emanuele Orlando: Presidente del Consiglio durante le trattative di pace di Versailles, si dimise per le contestazioni sui risultati.
  • Woodrow Wilson: Presidente americano i cui "Quattordici Punti" furono invocati (senza successo) per l'annessione di Fiume.
  • Francesco Saverio Nitti: Successore di Orlando come Presidente del Consiglio, guidò un governo di breve durata.
  • Giovanni Giolitti: Tornò al governo e gestì la questione adriatica e le occupazioni delle fabbriche con una strategia di mediazione.

In conclusione, il Biennio Rosso fu un periodo di profonda crisi e agitazione in Italia, caratterizzato da un'economia instabile, dall'ascesa di nuovi partiti politici, da forti tensioni sociali culminate nell'occupazione delle fabbriche, e da una diffusa sensazione di imminente cambiamento rivoluzionario. Le divisioni interne al movimento socialista e la risposta del governo liberale, unitamente alla crescente forza di movimenti nazionalisti come i Fasci di Combattimento, plasmarono gli eventi che avrebbero segnato la storia italiana negli anni successivi.

Cronologia e Protagonisti

Timeline del Biennio Rosso e Eventi Connessi (1919-1920 ca.)

Germania

  • Fine 1918: Disintegrazione dell'esercito tedesco dopo la sconfitta nella Prima Guerra Mondiale. Ritorno caotico dei soldati dal fronte, diffusione di armi nella società civile.
  • Novembre 1918: Formazione del Consiglio dei Commissari del Popolo, governo provvisorio guidato dal socialdemocratico Friedrich Ebert e composto da membri SPD e USPD. I consigli operai e dei soldati emergono come centri di potere locali.

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