
•Filippo Turati: Esponente di spicco della corrente riformista del Partito Socialista Italiano.
Credeva in una trasformazione graduale della società attraverso le istituzioni. La sua influenza
sui sindacati fu uno dei motivi per cui il PSI non aderì al Comintern.
•Amedeo Bordiga: Esponente della sinistra del Partito Socialista Italiano, critica nei confronti
dell'atteggiamento attendista della maggioranza massimalista. Auspicava un'azione più
rivoluzionaria e in linea con il modello bolscevico. Sarà tra i fondatori del Partito Comunista
Italiano nel 1921.
•Antonio Gramsci: Intellettuale e figura di spicco della sinistra del PSI, anch'egli critico verso
l'immobilismo dei massimalisti e favorevole a un approccio più attivo e rivoluzionario. Sarà tra i
fondatori del Partito Comunista Italiano.
•Gabriele D'Annunzio: Poeta, scrittore e personaggio eccentrico e nazionalista. Guidò
l'occupazione di Fiume nel settembre 1919 in segno di protesta contro la "vittoria mutilata"
dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale.
•Vittorio Emanuele Orlando: Presidente del Consiglio dei Ministri italiano durante le trattative di
pace di Versailles. Si dimise in seguito alle contestazioni per i risultati ottenuti, in particolare
riguardo alla questione di Fiume, definita "vittoria mutilata".
•Woodrow Wilson: Presidente degli Stati Uniti d'America. I suoi "Quattordici Punti" vennero
invocati dal governo italiano per sostenere l'annessione di Fiume, ma senza successo.
•Francesco Saverio Nitti: Politico liberale che succedette a Orlando come Presidente del
Consiglio. Il suo governo fu di breve durata e caratterizzato da una maggioranza parlamentare
risicata.
•Giovanni Giolitti: Storico uomo politico liberale, tornò al governo per la quinta volta. Affrontò la
questione adriatica negoziando direttamente con la Jugoslavia (Trattato di Rapallo) e gestì la
fase culminante delle agitazioni sociali del Biennio Rosso, in particolare l'occupazione delle
fabbriche, con una strategia di mediazione.
Il Biennio Rosso: Crisi e Agitazioni in Italia (1919-1920)
Temi Principali:
1.Crisi Post-Bellica e Insoddisfazione: L'Italia del primo dopoguerra si trovava in una situazione
di profonda crisi. L'economia era "totalmente sbilanciata sul bellico", il "deficit di bilancio è
profondo", l'"inflazione alle stelle e le esportazioni sono assenti". Questa situazione generò un
forte malcontento nella popolazione.
2.Ascesa dei Partiti di Massa e Crisi della Classe Dirigente Liberale: La classe dirigente liberale,
che aveva guidato il paese fino a quel momento, era "in crisi". Questo vuoto politico fu
rapidamente colmato dall'ascesa di nuovi partiti di massa:
◦Il Partito Popolare Italiano (PPI), fondato nel 1919 da Don Luigi Sturzo, un partito di
"ispirazione cattolica" e "democratico", nato in "diretta opposizione al socialismo".
◦Il Partito Socialista Italiano (PSI), che conobbe una rapida crescita, ma al suo interno
era diviso tra una "maggioranza massimalista che crede nella rivoluzione dura e pura di
marzo" e una "minoranza riformista che crede in una rivoluzione graduale tramite le
istituzioni". La fazione massimalista, pur ispirandosi alla Rivoluzione Russa, era criticata
per il suo atteggiamento attendista: "a differenza dei bolscevichi però i massimalisti più
che farla la rivoluzione aspettano che arrivi". Questa passività era criticata anche dalla