Documento del Prof. Losavio-annese sulla neuropsichiatria infantile. Il Pdf, utile per studenti universitari di Psicologia, esplora i disturbi del neurosviluppo, le funzioni esecutive e il modello teorico di Miyake, con un focus su disabilità intellettiva e ADHD.
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La neuropsichiatria infantile (o NPI) è una branca specialistica della medicina. Tradizionalmente in Italia il neuropsichiatra infantile è la figura di riferimento per quel che concerne lo sviluppo psicomotorio e le sue difficoltà. Questi valuta e tratta i casi di disabilità neuropsichiatrica in età evolutiva. I gruppi di lavoro in neuropsichiatria infantile, o di Salute Mentale dell'Infanzia e dell'Adolescenza, sono costituiti normalmente da diverse figure professionali esperte in età evolutiva, come il terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, lo psicologo dell'età evolutiva, il logopedista, l'educatore professionale, il tecnico di riabilitazione psichiatrica, l'assistente sociale, l'infermiere, e altri. Gli ambiti assistenziali in cui operano i servizi di neuropsichiatria infantile sono l'ospedale (più o meno collegato con l'università), per la diagnosi e la cura delle forme morbose complesse e delle malattie rare o acute, e i servizi territoriali delle ASL per l'assistenza globale. Il neuropsichiatra infantile può essere chiamato, assieme ad altre figure professionali come lo psicologo dell'età evolutiva, a svolgere funzioni di Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) su incarico dei Tribunali di ogni ordine e grado.
Insieme di processi cognitivi di "ordine superiore" che permettono di pianificare, iniziare e portare a termine comportamenti diretti ad uno scopo, attraverso un insieme di azioni coordinate e strategiche.
Negli ultimi anni questo campo della psicologia cognitiva ha destato molto interesse in particolare nell'ambito dell'età evolutiva, poiché sono già note le notevoli ripercussioni che le FE hanno in relazione alla vita quotidiana
Attività in cui è necessario un costante monitoraggio del proprio comportamento Azioni in cui in cui bisogna superare forti risposte abituali
Attualmente il modello più accreditato circa le funzioni esecutive è quello di Miyake e collaboratori (2000). Tale modello prevede che le FE siano essenzialmente composte da tre sottosistemi:
Sebbene le FE maggiormente indagate per avere informazioni in merito al funzionamento cognitivo di una persona siano la memoria di lavoro, la flessibilità cognitiva e l'inibizione, le FE non si esauriscono con questi solo 3 domini ma chiamano in causa anche meccanismi quali la regolazione delle emozioni, il comportamento e la motivazione.
Negli ultimi anni è stata formulata una distinzione dicotomica tra FE «Hot» e «Cool»
Coinvolgono processi cognitivi più astratti e decontestualizzati, senza coinvolgere le emozioni:
Sono legate ad un'elaborazione automatica ed emozionale degli stimoli, ovvero una programmazione semplice e rapida che interviene nelle situazioni di stress. Tali funzioni sono richieste in situazioni significative e coinvolte nella regolazione dell'emotività e della motivazione.
Le Funzioni Esecutive calde e fredde agiscono in maniera sincrona per gestire situazioni diverse, bilanciando il pensiero razionale e il controllo emotivo. Questo equilibrio è fondamentale per un funzionamento cognitivo efficace e per una buona regolazione comportamentale.
Le funzioni esecutive in età evolutive: nascono con il cervello
PERIODO NEONATALE· 12 settimane: il bambino conserva in memoria la struttura comportamentale di un evento che lo ha visto protagonista per utilizzarlo in un secondo momento in situazioni analoghe
Emergono comportamenti finalizzati agli obiettivi e la capacità di pianificare, prendere decisioni in situazioni in cui entrano in gioco gratificazioni e punizioni · Dai 12 anni: pianificazione miglioramento delle capacità di metter in atto comportamenti finalizzati al raggiungimento di uno scopo
Con il termine paralisi cerebrale infantile (PCI) si intende un ampio gruppo di disturbi neurologici causati da una lesione permanente, non progressiva, del cervello (corteccia cerebrale motoria) in via di sviluppo, che si verifica prima, durante o dopo la nascita. Le conseguenze della lesione cerebrale interessano la postura e movimento, problemi sensoriali, intellettivi, comunicativi e problemi emotivi e relazionali. Nonostante le suddette malformazioni rimangano stabili nel tempo, il quadro clinico ad esse associato si modifica nel tempo, accompagnando la crescita del bambino. Infatti, sebbene in maniera più lenta e spesso parziale, le competenze motorie migliorano col tempo (ed opportuna riabilitazione).
In base alla funzione motoria classifichiamo le PCI in :
La PCI può interessare diverse parti del corpo:
La Tetraplegia spastica è la forma più grave. Le abilità motorie (sedersi, camminare, ... ) dei bambini con PCI possono essere categorizzate in 5 livelli differenti, da 1 (senza limitazioni) a 5 (gravemente limitato).
Inoltre possono avere una serie di:
Solo un approccio multidisciplinare e la definizione di strategie terapeutiche mirate e condivise dai vari specialisti coinvolti possono aiutare a migliorare la qualità della vita di questi bambini.
Malattie dovute a un'alterazione permanente del DNA definita mutazione.
Condizione genetica caratterizzata dalla presenza di un cromosoma in più nelle cellule del proprio portatore: sono presenti 47 cromosomi, di cui il 21 è triplice ( da qui «trisomia 21»). Nel 98% dei casi la Sindrome di Down non è ereditaria. È caratterizzata da un grado variabile di ritardo di sviluppo mentale, fisico e motorio (da lieve a moderato).
Cosa sappiamo sulle anomalie cromosomiche:
Peculiari caratteristiche fisiche:
Malattie sistemiche: L'aspettativa di vita attuale è di oltre 60 anni. Non tutti i bambini con Sindrome di Down presentano tutte le problematiche elencate.
Disabilità intellettive:
Caratteristiche temperamentali del bambino con S.D. :
Malattia genetica rara (1: 10.000) caratterizzata da ritardo dell'accrescimento, dismorfismi facciali, difetti cardiovascolari, ritardo mentale e un caratteristico profilo neurocomportamentale. E' associata alla delezione della regione critica localizzata sul cromosoma 7. Prima degli anni '60, quando è stata riscoperta da Williams e Beuren, era conosciuta come la Sindrome con faccia da Fauno (elfin face).