Il Minore nel Nucleo Familiare: Violenza Assistita e Interventi

Slide sul Minore nel Nucleo Familiare. Il Pdf, utile per studenti universitari di Psicologia, esplora la violenza assistita, le sue manifestazioni e le conseguenze sui minori, proponendo interventi mirati.

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18 pagine

IL MINORE NEL NUCLEO
FAMILIARE
BISOGNI – PROBLEMI - INTERVENTI
LA VIOLENZA ASSISTITA
Forma di violenza in cui il minore assiste a violenze agite su familiari
Forte carico emotivo
Reazioni:
Angoscia
Senso di impotenza
Rabbia
Adesione a un modello in cui la sopraffazione è forza
Distanziamento affettivo, sterilizzazione delle emozioni
Possibile meccanismo di identificazione
Con la vittima (difensore, inversione dei ruoli)
Con l’aggressore (ripetizione di comportamenti violenti)

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IL MINORE NEL NUCLEO FAMILIARE

BISOGNI - PROBLEMI - INTERVENTI

LA VIOLENZA ASSISTITA

  • Forma di violenza in cui il minore assiste a violenze agite su familiari
  • Forte carico emotivo

Reazioni:

  • Angoscia
  • Senso di impotenza
  • Rabbia

V

  • Adesione a un modello in cui la sopraffazione è forza
  • Distanziamento affettivo, sterilizzazione delle emozioni

Possibile meccanismo di identificazione

  • Con la vittima (difensore, inversione dei ruoli)
  • Con l'aggressore (ripetizione di comportamenti violenti)

CONSEGUENZE DELLA VIOLENZA ASSISTITA

Forte impatto sull'equilibrio psichico del soggetto e sulle relazioni all'interno della famiglia

  • Disagio paragonabile al maltrattamento
  • Sintomi:
  • Aggressività / iperattività / comportamenti antisociali
  • Diffidenza verso gli adulti / chiusura / Remissività
  • Ansia / Depressione / Rabbia
  • Ritardi nello sviluppo / Difficoltà scolastiche / sviluppo motorio inadeguato / sintomi psicosomatici

INTERVENTI PER LA VIOLENZA ASSISTITA

  • Obiettivi: Protezione delle vittime
  • Recupero della genitorialità

V

Quindi

v

  • Supportare il minore e la famiglia
  • Permettere al figlio l'elaborazione delle emozioni
  • Recuperare le relazioni tra genitori e figli
  • Interventi:
  • Psicoterapia individuale o di gruppo

V

  • Terapia farmacologica se necessario
  • Psicoterapia familiare
  • Interventi di mediazione familiare

LA SINDROME DA ALIENAZIONE PARENTALE

  • Violenza psicologica che può essere agita nelle separazioni conflittuali
  • Squalifica dell'altro genitore
  • Manipolazione del minore nell'ambito del conflitto di coppia
  • Manipolazione anche dei ricordi

MANIFESTAZIONI DELLA SINDROME DA ALIENAZIONE PARENTALE

  • Si manifesta in vari modi
  • Negare l'esistenza dell'altro genitore o disapprovarlo sistematicamente
  • Porsi come unico genitore affidabile
  • Minacciare il minore quando manifesta affetto e desiderio di frequentare l'altro genitore

V

  • Provocare sensi di colpa quando il minore incontra l'altro coniuge
  • Falsare i fatti ponendosi sempre in buona luce e denigrando l'altro
  • Assecondare il figlio quando mette in atto comportamenti disapprovati dall'altro coniuge

CONSEGUENZE DELLA SINDROME DA ALIENAZIONE PARENTALE

  • Rifiuto dell'altro genitore
  • Perdita affettiva

V

  • Paura di perdere l'appoggio del genitore «più forte»
  • Timore di essere abbandonato
  • Difficoltà nell'instaurare relazioni
  • Patologie narcisistiche
  • Ansia / fobie / paranoie

INTERVENTI PER LA SINDROME DA ALIENAZIONE PARENTALE

V

L'INTERVENTO DEVE ESSERE RIVOLTO:

  • Al minore, per aiutarlo a distanziarsi dal genitore alienante e a ricostruire una relazione con il genitore alienato
  • Al genitore alienante per distinguere tra conflitto coniugale e relazione coi figli e renderlo consapevole delle conseguenze sui figli

Al genitore alienato per aiutarlo a superare il senso di impotenza, superare la sofferenza e riallacciare la relazione col figlio

Lo strumento principale è la consulenza psicologica , soprattutto nell'ambito della mediazione familiare

LA MEDIAZIONE FAMILIARE

  • Spazio di incontro e di negoziazione in presenza di una terza persona
  • Previene violenza e degenerazione del conflitto fino a situazioni patologiche o croniche
  • Il mediatore:
  • Crea le condizioni di un dialogo
  • Riduce il conflitto
  • Ascolta i bisogni tra le parti e valorizza le posizioni

E' legato al segreto professionale

COME AVVIENE / CHI ESERCITA LA MEDIAZIONE FAMILIARE

V

  • Incontri di 1ora- 1 ore e mezzo
  • Cadenza settimanale o bisettimanale
  • Di solito tra i 6 e i 15 incontri

Viene svolto da professionisti, mediatori familiari

  • Di solito avvocati, psicologi, assistenti sociali, operatori sociali
  • Formati da un master o un corso di perfezionamento appositi

GLI INTERVENTI

  • Obiettivo: Individuare il più precocemente possibile casi di abuso
  • Fasi degli interventi:
  • Il rilevamento
  • La diagnosi
  • La presa in cura

IL RILEVAMENTO

  • Viene generalmente svolto da:
  • Pediatri
  • Insegnanti
  • Educatori
  • Psichiatri / Psicologi
  • Altri operatori
  • Importanza della ricerca di dati oggettivi
  • Segnalazione ai servizi sociali

LA DIAGNOSI

Anzitutto bisogna considerare i fattori socioculturali predisponenti della famiglia, e i sintomi di disagio espressi dal bambino

  • DIAGNOSI MEDICA
  • Visita pediatrica
  • Visita specialistica
  • Radiografie
  • TAC
  • Ecografie
  • Esami del sangue
  • DIAGNOSI PSICOLOGICA
  • Deve essere rivolta sia al minore che alla famiglia

Obiettivo della prima: valutazione del disagio; profilo di personalità con punti di forza e di debolezza

Obiettivo della seconda: verificare la presenza di patologie o fattori predisponenti; valutare vincoli e risorse

LA PRESA IN CURA

  • MEDICA Terapie che hanno lo scopo di curare lesioni e/o patologie connesse alla violenza. Prevedere controlli periodici anche per valutare ritardi sulla crescita
  • PSICOLOGICA
  • Processo psicoterapeutico individuale o di gruppo
  • Serve per:
  • Elaborare il vissuto emotivo

V

  • Recuperare le relazioni coi genitori
  • Attenuare i sintomi presenti
  • Psicoterapia

Uso del gioco e del disegno

IL GIOCO

  • Strumento principe per comprendere i vissuti del bambino
  • Strumento di osservazione ma anche di avvicinamento al paziente
  • In caso di maltrattamento:
  • Ansia / Blocco immaginazione, capacità creativa
  • Lunga fase di pre - gioco
  • Atteggiamento di controllo
  • Azioni ripetitive e disorganizzate
  • Scenari poveri o assenti

TEMATICHE SPESSO PRESENTI NEL GIOCO

  • Cura e accudimento
  • Protezione
  • Rabbia /aggressività
  • Pericolo / sopraffazione
  • Figure aggressive
  • In caso di abuso sessuale: Contenuti legati alla sessualità
  • Disgusto
  • Vergogna

IL DISEGNO

  • Attraverso il disegno tutti i bambini manifestano il loro stato psicologico, le loro emozioni, le loro relazioni.
  • Il disegno è un luogo in cui il bambino si rappresenta
  • E' significativo il suo modo di occupare lo spazio, il tratto, il tema rappresentato o l'uso del colore
  • Il disegno è dunque un ottimo strumento diagnostico e può essere molto utile per conoscere il vissuto del bambino

IL DISEGNO NEI BAMBINI MALTRATTATI

  • MALTRATTATI Ci sono elementi indicativi ma nessun automatismo, importanza della cautela
  • Nell'esecuzione:
  • Rifiuto o espressione di bassa autostima
  • Compiti incompleti/svolti velocemente/agitazione psicomotoria
  • Nella rappresentazione:
  • Figure mostruose
  • Elementi legati all'aggressività
  • Figure umane minacciose

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