L'antropologia: storia, teorie e l'osservazione partecipante di Malinowski

Documento da eCampus Università su L'antropologia, storia e teorie. Il Pdf esplora l'antropologia, la sua storia e le teorie, concentrandosi sull'osservazione partecipante e il funzionalismo di Malinowski, utile per Psicologia a livello universitario.

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Corso di Laurea:
SCIENZE DELL'EDUCAZIONE E DELLA
FORMAZIONE - CURR. BASE Insegnamento: Discipline Demo Etno
Antropologiche
Numero lezione: lezione 5 prima parte
Titolo: L’antropologia, storia e teorie
L’antropologia, storia e teorie
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Antropologiche
Numero lezione: lezione 5 prima parte
Titolo: L’antropologia, storia e teorie
ma soprattutto sull'idea che i minori siano da proteggere e non sfruttare, sembra un
atteggiamento che a noi pare normale o naturale ma è una peculiarità recente della
cultura in generale. Perciò l'idea che il minore debba essere tutelato ci fornisce delle
motivazioni etiche ma anche delle norme giuridiche imponendo un'età minima
riconosciuta per i minori o i bambini, di norma i 18 anni. Questa norma però può valere
per il nostro contesto culturale, ma in altri contesti diventa, passatemi il termine, quasi
irrealizzabile non essendoci una difformità tra adulti e bambini. Lo studioso Rosen
sosteneva che bisognava individuare delle norme morali universali e che queste però
hanno eliminato tutte le modalità difformi di individuare l'infanzia, individuando le
altre pratiche culturali come barbare o disumane. I sinceri e seri modelli di intervento
umanitario sono però, forse, troppo indirizzati in un'idea generale di mondo e di diritti
condivisi più che alle singole persone, anche un'altra antropologa Carla Pasquinelli, ha
criticato alcune organizzazioni che sono in prima linea per contrastare le mutilazioni
genitali femminili.
Nessuno mette in dubbio che le mutilazioni genitali femminili siano una pratica
violenta di tipo patriarcale ma la criticità è individuare queste pratiche come svolte da
barbari, invece di cercare il punto di vista delle donne che vivono ogni giorno quella
pratica. Se una donna magari del Sudan vuole far infibulare la figlia, conoscendo il
dolore che sopporterà, vuole utilizzare quella pratica perché altrimenti la ragazza non
sarà inserita nella società e nessuno vorrà contrarre matrimonio con lei, sarà
considerata come impura. Naturalmente il punto di vista delle donne che subiscono
questa tipo di violenza è estremamente interessante per cercare di individuare le
modalità di contrasto a questa pratica; infatti, bisogna considerare queste pratiche come
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L'antropologia, storia e teorie

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Numero lezione: lezione 5 prima parte
Titolo: L'antropologia, storia e teorie
Psicologia
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C 2007 - 2016 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (Co) - C.F. 9002752130 - Tel: 031.79421 - Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.ite CAMPUS
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ma soprattutto sull'idea che i minori siano da proteggere e non sfruttare, sembra un
atteggiamento che a noi pare normale o naturale ma è una peculiarità recente della
cultura in generale. Perciò l'idea che il minore debba essere tutelato ci fornisce delle
motivazioni etiche ma anche delle norme giuridiche imponendo un'età minima
riconosciuta per i minori o i bambini, di norma i 18 anni. Questa norma però può valere
per il nostro contesto culturale, ma in altri contesti diventa, passatemi il termine, quasi
irrealizzabile non essendoci una difformità tra adulti e bambini. Lo studioso Rosen
sosteneva che bisognava individuare delle norme morali universali e che queste però
hanno eliminato tutte le modalità difformi di individuare l'infanzia, individuando le
altre pratiche culturali come barbare o disumane. I sinceri e seri modelli di intervento
umanitario sono però, forse, troppo indirizzati in un'idea generale di mondo e di diritti
condivisi più che alle singole persone, anche un'altra antropologa Carla Pasquinelli, ha
criticato alcune organizzazioni che sono in prima linea per contrastare le mutilazioni
genitali femminili.
Nessuno mette in dubbio che le mutilazioni genitali femminili siano una pratica
violenta di tipo patriarcale ma la criticità è individuare queste pratiche come svolte da
barbari, invece di cercare il punto di vista delle donne che vivono ogni giorno quella
pratica. Se una donna magari del Sudan vuole far infibulare la figlia, conoscendo il
dolore che sopporterà, vuole utilizzare quella pratica perché altrimenti la ragazza non
sarà inserita nella società e nessuno vorrà contrarre matrimonio con lei, sarà
considerata come impura. Naturalmente il punto di vista delle donne che subiscono
questa tipo di violenza è estremamente interessante per cercare di individuare le
modalità di contrasto a questa pratica; infatti, bisogna considerare queste pratiche come
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delle violenze di genere contro le donne e di individuare delle modalità che le stesse
donne potranno utilizzare per liberarsi dalla violenza. È chiaro che queste pratiche
debbono cessare in tutto il mondo, bisogna solo trovare le modalità di intervento e di
decodificazione culturale senza entrare nell'etnocentrismo.

La ricerca sul campo e l'evoluzione e genesi dei metodi di tipo etnografico

L'Antropologia da tavolino

Adesso cerchiamo di capire perché è indispensabile comprendere l'evoluzione delle
scienze antropologiche che iniziano nel 1800. Gli studiosi in epoca vittoriana non erano
direttamente interessati, in senso fisico, alle ricerche e quindi non si prestavano a delle
ricerche sui luoghi o terreni o campi, in poche parole non si recavano fisicamente sul
posto per interrogare gli agenti sociali oggetto della ricerca. Perciò le loro ricerche
erano svolte unicamente su testi da cui ricavavano le informazioni necessarie per
sviluppare le loro analisi, perciò utilizzavano testi dei viaggiatori, di mercanti, di
evangelizzatori oppure dei funzionari coloniali inviati in alcuni luoghi precisi.
Questi racconti erano naturalmente non troppo approfonditi sugli usi e costumi delle
popolazioni che incontravano, ma erano comunque racconti che potevano essere
utilizzati, naturalmente alcuni studiosi si recavano in questi paesi dove le fonti erano
estremamente ridotte, però per parlare di ricerca sul campo dobbiamo ancora aspettare
diversi anni di solito le ricerche erano teoriche, su testi e di tipo comparativo.
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Malinowski e la nascita del moderno fieldwork

All'inizio del ventesimo secolo si inizia a comprendere che i rituali, i fatti sociali, le
tradizioni culturali di una popolazione non potevano essere analizzati e raccolti solo
esclusivamente da racconti di altri, per individuare i sistemi di vita e sociali
estremamente importanti di una cultura altra era essenziale possedere sia una
preparazione di tipo teorico, attraverso testi o racconti, ma anche una metodologia
adatta per poter analizzare i fatti sociali. Comincia a nascere una nuova figura dello
studioso di antropologia che è sia un ricercatore di su testi e racconti ma anche un
ricercatore di tipo teorico, che va sul campo e cerca di apprendere tutte le informazioni
direttamente dalle popolazioni interessate dalla ricerca. Un importante antropologo che
inizia questa metodologia di ricerca è Franz Boas, ancora però in modo molto ridotto,
questa nuova ricerca, che è una ricerca vera sul campo, avrà come esponente più
importante e padre della antropologia moderna in Bronislaw Malinowski.
Questo studioso inizia una ricerca sul campo per un periodo estremamente lungo nelle
isole Trobriand, iniziando una ricerca di tipo etnografico profonda e in modo solitario,
egli trascorre la maggior parte della sua giornata vivendo e parlando con gli agenti
sociali del villaggio e prendendo appunti di tutte le tradizioni ma anche i piccoli
particolari della cultura di quella popolazione nonché della vita quotidiana di uomini e
donne. Tornato in Europa nel 1922 pubblica il suo famoso libro, "Argonauti del
Pacifico occidentale".
Gli strumenti e le particolarità metodologiche e di analisi utilizzate da Malinowski e
che creano un vero e proprio metodo di analisi, sono in primis quello di essere coinvolto
in maniera personale nella ricerca, infatti lo studioso sottolineava come il metodo di
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analisi e di raccolta delle informazioni di tipo etnografico consiste soprattutto
nell'eliminare ogni rapporto con la propria cultura e quindi con l'influenza delle persone
della propria cultura quindi gli uomini bianchi, e immergersi totalmente o almeno il
più possibile nella vita delle popolazioni che si studiano.
Lo scopo è entrare in empatia con queste persone ma anche con tutte le loro abitudini
che svolgono in una giornata, in poche parole immergersi nella vita sociale degli
indigeni.
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Numero lezione: lezione 5 seconda parte
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Psicologia
Attraverso uno strumento di indagine che crea e cioè l'osservazione partecipante, egli
riesce a individuare le abitudini e i comportamenti degli indigeni e tutti quei fattori
fondamentali che contraddistinguono una determinata cultura. Malinowski infatti
sottolinea che lo studioso di antropologia o etnografo che analizza direttamente su un
campo o terreno di ricerca, deve sempre in maniera equilibrata e seria analizzare tutta
l'estensione dei fenomeni di una cultura che viene studiata, non si deve soffermare a
distinguere tra ciò che potrebbe essere inconcludente oppure non interessante, neanche
soffermarsi a qualcosa che lui ritiene straordinario, deve analizzare tutto ciò che vede,
in poche parole tutta la cultura di un gruppo sociale, non si deve soffermare solo sui
rituali, sulla religione, oppure sull'arte, la cultura è qualcosa di strutturato e organico in
cui, come nel corpo umano, una parte dipende dall'altra, così come una gamba
dell'essere umano dipende dal corpo, deve essere poi l'antropologo a individuare le
correlazioni tra le difformi parti del corpo o, meglio, della cultura, per questo lo
studioso sarà uno dei maggiori esponenti della corrente teorica chiamata
funzionalismo.

L'epoca d'oro della ricerca sul campo

Il testo di Malinowski, Argonauti del Pacifico occidentale, è il modello di una nuova
modalità di fare ricerca e di costruire un testo di tipo antropologico, cioè la monografia
di tipo etnografico. Quando parliamo di monografia stiamo parlando di un testo che ha
come principale ed esclusivo rapporto una interazione tra lo studioso e una specifica
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