Nietzsche: vita, pensiero e concetti filosofici centrali

Documento di Università su Nietzsche. Il Pdf esplora la biografia e l'analisi del pensiero di Friedrich Nietzsche, focalizzandosi su concetti chiave come il superuomo e l'eterno ritorno. Il Pdf, adatto per la Filosofia universitaria, è ben strutturato con titoli e sottotitoli per facilitare lo studio autonomo.

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12 pagine

NIETZSCHE
“Vi scongiuro, fratelli miei, rimanete fedeli alla terra, e non credete a coloro che vi parlano di
speranze soprannaturali” (F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra, “Prologo”).
La riflessione di Nietzsche segna un punto di non ritorno nel pensiero occidentale. Egli svela la
falsità dell’idea che il mondo sia l’espressione di un ordine razionale (“menzogna metafisica”).
Promuove dunque una demolizione dei presupposti che sono alla base della filosofia precedente
senza però cadere in un ripiegamento pessimistico ma, al contrario, invitando ad un
atteggiamento di coraggio, che porti gli uomini a creare nuovi e più vitali valori.
Biografia
Nella biografia di Nietzsche risulta determinante l’importanza che il filosofo attribuisce al dolore
fisico e psichico. La sofferenza è infatti protagonista della filosofia di N. e le parole e i concetti che
egli esprime sono la manifestazione di forti emozioni. Anche la sua misteriosa malattia psichica è
come se fosse un vero e proprio ammalarsi e guarire del pensiero. Ma visto con gli occhi del
vecchio mondo che egli vuole abbandonare non può che apparire come un uomo “folle”.
Nasce a Rocken in Sassonia nel 1844. Il padre muore prematuramente nel 1849 per una malattia al
cervello. Con la madre e la sorella Elisabeth si trasferisce a Naumburg. Consegue la maturità
classica e si iscrive alla facoltà di teologia di Bonn. Dopo aver conosciuto Ritschl, che diventerà suo
maestro, abbandona gli studi religiosi e si dedica alla filologia classica. A soli 24 anni, non ancora
laureato ottiene la cattedra di lingua e letteratura greca presso l’Università di Basilea, in Svizzera.
In questo periodo incontra e diviene amico del musicista Wagner che, in questo periodo della sua
vita, ammira moltissimo.
Nel 1872 pubblica il suo primo libro, La nascita della tragedia dallo spirito della musica, che
essendo troppo filosofico, incontra l’ostilità dei filologi. Negli anni successivi pubblica altre opere
come La filosofia nell’epoca tragica dei greci e le Considerazioni inattuali, che contengono una
critica alla cultura europea dell’epoca. Lo stesso Wagner, così come il filosofo Schopenhauer , per i
quali aveva provato una forte ammirazione, divengono in questo periodo una fonte di grande
delusione.
Intanto la sua salute si va indebolendo, il filosofo è sempre più spesso colpito da dolori alla testa e
allo stomaco. Così nel 1879 rinuncia alla cattedra e conduce la vita di un malato inquieto ed
instabile in perpetuo vagabondaggio da una città all’altra.
Nel 1882 conosce una giovane esule russa di nome Lou Salomè e si innamora vedendo in lei quello
che lui stesso definisce una mente sorella. Quest’incontro rappresenta nella sua vita una vera
rivoluzione che però lo porterà ad un ulteriore decadimento della sua fragile salute mentale. Lou
infatti rifiuterà la sua proposta di matrimonio preferendo a lui un suo caro amico.
Nietzsche si sente abbandonato e tradito e cade in un cupo stato depressivo. Si rifugia in Liguria e
proprio in questa dolorosa esperienza di solitudine scrive il suo libro più famoso: Così parlò
Zarathustra.
Nell’ultima fase della sua vita N. scrive molte opere, ma non trovando un editore, le pubblica a
proprie spese: Al di del bene e del male, Genealogia della morale, Crepuscolo degli idoli, Ecce
homo ecc. dopo questo periodo di grande euforia psichica si trasferisce a Torino dove da segni di
squilibrio mentale. Viene ricoverato in una clinica psichiatrica di Jena e dopo nove mesi ritorna con
la madre a Naumburg.
Alla morte della madre, N. viene preso in custodia dalla sorella, la quale aveva fondato un archivio
a Weimar con il proposito di gestire l’eredità letteraria del fratello. Intanto la sua fama va
crescendo proprio quando non può prendersene conto. Alla sua morte nel 1900 i libri che N.
aveva dovuto pubblicare a proprie spese si erano diffusi in tutta Europa.
Analisi del pensiero
Gli studiosi si sono soffermati molto sul ruolo che la malattia psichica di N ha avuto nell’evoluzione
del suo pensiero. L’alternativa era o interpretare il suo pensiero come il frutto della sua malattia o
la sua malattia come il risultato del suo pensiero. In ogni caso la sua riflessione risultava in tal
modo compromessa. In seguito la critica, almeno una parte, ha valorizzato la sua malattia,
vedendo in essa una condizione favorevole alla sua creatività filosofica, una condizione che gli ha
permesso di assumere un atteggiamento anticonformista.
Per molto tempo il nome di Nietzsche è stato associato alla cultura nazifascista. Questa operazione
di accostamento è stata favorita dalla sorella Elisabeth che ha contribuito a diffondere
un’immagine del fratello come teorico di una palingenesi reazionaria dell’umanità (anche
attraverso falsificazioni. Nonostante le responsabilità della sorella tuttavia bisogna ammettere che
nei testi di N. ci sono spunti antidemocratici e anti-egualitari atti a favorire una lettura reazionaria
o di destra della sua opera. Nonostante questo vengono sottolineati dalla critica i numerosi
elementi di rottura e di novità della sua filosofia.
I tratti generali.
1. Critica radicale della civiltà e della filosofia dell’Occidente e distruzione delle certezze del
passato;
2. Funzione costruttiva che si traduce nel delineare un nuovo tipo di umanità tratteggiato
nell’ideale del Superuomo o dell’oltreuomo.
3. Scrittura poliedrica: con N. troviamo la ricerca di nuove modalità espressive e nuove forme
di comunicazione filosofica. Se negli scritti giovanili troviamo la forma del saggio o del
trattato, in seguito egli sceglie la forma breve dell’aforisma, cioè l’illuminazione istantanea.
Infine nell’opera Così parlò Zarathustra segue il modello della poesia in prosa e
dell’annuncio profetico, ricco di simboli, allegorie e parabole. Negli ultimi scritti infine
troviamo un’esposizione autobiografica e l’invettiva polemica.

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Anteprima

NIETZSCHE

"Vi scongiuro, fratelli miei, rimanete fedeli alla terra, e non credete a coloro che vi parlano di speranze soprannaturali" (F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra, "Prologo").

La riflessione di Nietzsche segna un punto di non ritorno nel pensiero occidentale. Egli svela la falsità dell'idea che il mondo sia l'espressione di un ordine razionale ("menzogna metafisica"). Promuove dunque una demolizione dei presupposti che sono alla base della filosofia precedente senza però cadere in un ripiegamento pessimistico ma, al contrario, invitando ad un atteggiamento di coraggio, che porti gli uomini a creare nuovi e più vitali valori.

Biografia di Nietzsche

Nella biografia di Nietzsche risulta determinante l'importanza che il filosofo attribuisce al dolore fisico e psichico. La sofferenza è infatti protagonista della filosofia di N. e le parole e i concetti che egli esprime sono la manifestazione di forti emozioni. Anche la sua misteriosa malattia psichica è come se fosse un vero e proprio ammalarsi e guarire del pensiero. Ma visto con gli occhi del vecchio mondo che egli vuole abbandonare non può che apparire come un uomo "folle".

Nasce a Rocken in Sassonia nel 1844. Il padre muore prematuramente nel 1849 per una malattia al cervello. Con la madre e la sorella Elisabeth si trasferisce a Naumburg. Consegue la maturità classica e si iscrive alla facoltà di teologia di Bonn. Dopo aver conosciuto Ritschl, che diventerà suo maestro, abbandona gli studi religiosi e si dedica alla filologia classica. A soli 24 anni, non ancora laureato ottiene la cattedra di lingua e letteratura greca presso l'Università di Basilea, in Svizzera. In questo periodo incontra e diviene amico del musicista Wagner che, in questo periodo della sua vita, ammira moltissimo.

Nel 1872 pubblica il suo primo libro, La nascita della tragedia dallo spirito della musica, che essendo troppo filosofico, incontra l'ostilità dei filologi. Negli anni successivi pubblica altre opere come La filosofia nell'epoca tragica dei greci e le Considerazioni inattuali, che contengono una critica alla cultura europea dell'epoca. Lo stesso Wagner, così come il filosofo Schopenhauer , per i quali aveva provato una forte ammirazione, divengono in questo periodo una fonte di grande delusione.

Intanto la sua salute si va indebolendo, il filosofo è sempre più spesso colpito da dolori alla testa e allo stomaco. Così nel 1879 rinuncia alla cattedra e conduce la vita di un malato inquieto ed instabile in perpetuo vagabondaggio da una città all'altra.

Nel 1882 conosce una giovane esule russa di nome Lou Salome e si innamora vedendo in lei quello che lui stesso definisce una mente sorella. Quest'incontro rappresenta nella sua vita una vera rivoluzione che però lo porterà ad un ulteriore decadimento della sua fragile salute mentale. Lou infatti rifiuterà la sua proposta di matrimonio preferendo a lui un suo caro amico.Nietzsche si sente abbandonato e tradito e cade in un cupo stato depressivo. Si rifugia in Liguria e proprio in questa dolorosa esperienza di solitudine scrive il suo libro più famoso: Così parlò Zarathustra.

Nell'ultima fase della sua vita N. scrive molte opere, ma non trovando un editore, le pubblica a proprie spese: Al di là del bene e del male, Genealogia della morale, Crepuscolo degli idoli, Ecce homo ecc. dopo questo periodo di grande euforia psichica si trasferisce a Torino dove da segni di squilibrio mentale. Viene ricoverato in una clinica psichiatrica di Jena e dopo nove mesi ritorna con la madre a Naumburg.

Alla morte della madre, N. viene preso in custodia dalla sorella, la quale aveva fondato un archivio a Weimar con il proposito di gestire l'eredità letteraria del fratello. Intanto la sua fama va crescendo proprio quando non può più rendersene conto. Alla sua morte nel 1900 i libri che N. aveva dovuto pubblicare a proprie spese si erano diffusi in tutta Europa.

Analisi del pensiero di Nietzsche

Gli studiosi si sono soffermati molto sul ruolo che la malattia psichica di N ha avuto nell'evoluzione del suo pensiero. L'alternativa era o interpretare il suo pensiero come il frutto della sua malattia o la sua malattia come il risultato del suo pensiero. In ogni caso la sua riflessione risultava in tal modo compromessa. In seguito la critica, almeno una parte, ha valorizzato la sua malattia, vedendo in essa una condizione favorevole alla sua creatività filosofica, una condizione che gli ha permesso di assumere un atteggiamento anticonformista.

Per molto tempo il nome di Nietzsche è stato associato alla cultura nazifascista. Questa operazione di accostamento è stata favorita dalla sorella Elisabeth che ha contribuito a diffondere un'immagine del fratello come teorico di una palingenesi reazionaria dell'umanità (anche attraverso falsificazioni. Nonostante le responsabilità della sorella tuttavia bisogna ammettere che nei testi di N. ci sono spunti antidemocratici e anti-egualitari atti a favorire una lettura reazionaria o di destra della sua opera. Nonostante questo vengono sottolineati dalla critica i numerosi elementi di rottura e di novità della sua filosofia.

I tratti generali del pensiero

  1. Critica radicale della civiltà e della filosofia dell'Occidente e distruzione delle certezze del passato;
  2. Funzione costruttiva che si traduce nel delineare un nuovo tipo di umanità tratteggiato nell'ideale del Superuomo o dell'oltreuomo.
  3. Scrittura poliedrica: con N. troviamo la ricerca di nuove modalità espressive e nuove forme di comunicazione filosofica. Se negli scritti giovanili troviamo la forma del saggio o del trattato, in seguito egli sceglie la forma breve dell'aforisma, cioè l'illuminazione istantanea. Infine nell'opera Così parlò Zarathustra segue il modello della poesia in prosa e dell'annuncio profetico, ricco di simboli, allegorie e parabole. Negli ultimi scritti infine troviamo un'esposizione autobiografica e l'invettiva polemica.
  4. Asistematicità del suo pensiero: in N. è presente una critica alla filosofia sistematica. Egli vede dietro il sistema il desiderio di impadronirsi della totalità del reale e quindi un'illusione destinata all'insuccesso. Per questo propende per una filosofia dagli orizzonti aperti attraverso un discorso multidimensionale che presenta una pluralità di significati.

Fasi della filosofia di Nietzsche

La filosofia di N. viene convenzionalmente suddivisa in alcune fasi che rappresentano le tappe transitorie di un pensiero in divenire.

  1. Il periodo giovanile;
  2. Gli scritti intermedi o del periodo illuministico noti anche come filosofia del mattino;
  3. Gli scritti maturi del periodo di Zarathustra, noto anche come la filosofia del meriggio;
  4. Gli scritti degli ultimi anni contenti la cosiddetta filosofia del tramonto.

Il periodo giovanile

Nel 1872 N. pubblica La nascita della tragedia dallo spirito della musica. In quest'opera il filosofo individua all'interno dello spirito greco due impulsi in contrapposizione tra loro:

  • Apollineo ( deriva da Apollo, dio della misura e dell'ordine), atteggiamento di chi è incline a ordinare il caos del divenire in forme limpide e armoniche;
  • Dionisiaco (deriva da Dioniso, dio dell'ebrezza, del caos, della forza vitale) , atteggiamento incline alla vitalità in coerenza con l'inarrestabile divenire del modo.

Secondo Nietzsche nel periodo della tragedia attica (di Sofocle e Eschilo) i due impulsi si armonizzarono tra di loro dando origine a capolavori sublimi. In seguito però questa sintesi perfetta viene incrinata dal prevalere dell'apollineo che trionfa su dionisiaco fino a soffocarlo. Tale processo si concretizza nella tragedia di Euripide, mentre dal punto di vista filosofico, l'insegnamento razionalistico e ottimistico di Socrate, segna l'uccisione delle profondità istintuali della vita. Ciò determina secondo N. l'inizio della decadenza della civiltà occidentale nel suo complesso.

N. intende la vita secondo una prospettiva che non può essere definita né ottimistica né pessimistica. Egli accoglie la tesi di Schopenhauer secondo la quale la vita è soprattutto dolore, ma rifiuta la soluzione dell'ascesi e della noluntas. Per N. la vita va accettata così com'è, l'atteggiamento che egli promuove è un sì totale al mondo, a ciò che è dionisiaco. Il mondo si presenta come una sorta di gioco estetico e tragico che solo l'arte riesce a cogliere, per questo motivo, in questa prima fase del suo pensiero, egli considera Wagner come un possibile faro di rinnovamento.

Sempre nella prima fase del suo pensiero N. scrive quattro Considerazioni inattuali, nelle quali troviamo una profonda critica alla cultura del tempo e allo stesso tempo l'ideale di una nuova umanità. La seconda è dedicata alla storia e si intitola Sull'utilità e il danno della storia per la vita, in essa troviamo una critica allo storicismo in quanto un eccesso di storia indebolisce la creatività dell'essere umano. Per N. è necessario il fattore oblio perché per poter agire è necessario dimenticare il passato. Tuttavia egli scorge nella storia anche qualcosa di positivo, ovvero la possibilità che la storia possa essere utile alla vita se riesce a unire in maniera equilibrata tre diversi atteggiamenti:

  • storia monumentale, atteggiamento di chi nel passato ricerca dei modelli da imitare nel presente (è però importante non mitizzare il passato).
  • Storia antiquaria, propria di guarda al passato con fedeltà e amore e si riconosce erede di una tradizione ( il pericolo è però mummificare la vita e ostacolare ogni forma di cambiamento);
  • La storia critica, atteggiamento di chi guarda al passato come un peso di cui bisogna liberarsi, di chi condanna il passato e pensa di potersi completamente liberare da esso ( ma noi siamo il risultato delle scelte delle precedenti generazioni e dunque non è possibile liberarsi totalmente dal loro condizionamento).

Periodo illuministico

L'opera Umano troppo umano segna l'inizio del periodo illuministico, durante il quale N. predilige la scrittura aforistica e ripudia i maestri di un tempo (Schopenhauer e Wagner) volgendosi alla prospettiva della scienza che egli intende come metodo di pensiero in grado di emancipare gli uomini dagli errori presenti nelle loro menti. Tale metodo si configura come critico e storico- genealogico: critico perché elegge il sospetto a regola generale di indagine, e storico-genealogico perché risale alle origini dei grandi principi della cultura e della morale occidentali. Il metodo da lui proposto ha lo scopo di mettere a nudo le matrici umane dei valori (Genealogia della morale) e dunque il loro carattere relativo. Questa fase del pensiero di N. è detta filosofia del mattino (la luce dopo il buio notturno) che allude all'atteggiamento tipico dello spirito libero, ovvero del filosofo che si libera delle catene del passato e affronta la vita e il sapere come un viandante aperto a scoperte e incontri sempre nuovi.

Tra le tenebre e gli errori dell'umanità N. colloca oltre alla morale anche la metafisica. La critica della metafisica trova la sua espressione più compiuta nella "morte di Dio", annunciata nella Gaia scienza. Per comprende l'espressione morte di Dio occorre tenere presente che per N. Dio è il simbolo di ogni prospettiva oltremondana e la personificazione delle certezze ultime dell'umanità, quindi Dio e l'oltremondo hanno storicamente rappresentato una fuga dalla vita e una rivolta contro questo mondo. Ogni metafisica e ogni religione si palesano quindi come delle "menzogne millenarie" e non è neanche necessario dimostrare la non esistenza di Dio perché è confutata dalla realtà stessa. In un passo della Gaia scienza Nietzsche drammatizza l'idea della morte di Dio (cioè del venir meno delle verità religiose e metafisiche) con il celebre racconto di un "uomo folle" che alla "chiara luce del mattino" annuncia "Dio è morto" !:

"Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: "Cerco Dio! Cerco Dio!" E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. "È forse perduto?"

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