Antonio Canova: L'invenzione della Bellezza, presentazione

Slide da Scuola superiore su Antonio Canova: L'invenzione della Bellezza. Il Pdf illustra la vita e le opere principali dello scultore neoclassico, con un focus su "Teseo e il Minotauro" e il "Monumento funebre a Maria Cristina d'Austria", utile per lo studio dell'Arte.

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18 pagine

ANTONIO
CANOVA (1757-
1822)
L’invenzione della bellezza
Antonio Canova è il più grande scultore dell’età neoclassica
Uomo dal carattere semplice e riservato, figlio di un modesto scalpellino, Canova
trovò in Roma la sua patria d’elezione e concepì l’arte come fonte di vita. Fu amato
e ammirato dai potenti di tutta Europa da cui ricevette incarichi prestigiosi e
riportò in Italia, per conto del papa, i capolavori sottratti da Napoleone.
Le tappe della biografia:
Nasce a Possagno, in provincia di Treviso, il 1° novembre 1757
Si forma a Venezia, dove apre un suo studio nel 1775
Nel 1779 si trasferisce a Roma e non se ne allontanerà se non per brevi periodi
Nel 1802 è nominato Ispettore Generale delle Belle Arti dello Stato Pontificio
Muore a Venezia il 13 ottobre 1822
Teseo e il Minotauro (1781-83)
È la prima opera

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Anteprima

Antonio Canova: Vita e Opere

ANTONIO CANOVA (1757- 1822) L'invenzione della bellezza Antonio Canova è il più grande scultore dell'età neoclassica Uomo dal carattere semplice e riservato, figlio di un modesto scalpellino, Canova trovò in Roma la sua patria d'elezione e concepì l'arte come fonte di vita. Fu amato e ammirato dai potenti di tutta Europa da cui ricevette incarichi prestigiosi e riportò in Italia, per conto del papa, i capolavori sottratti da Napoleone.

Le tappe della biografia di Canova

  • Nasce a Possagno, in provincia di Treviso, il 1º novembre 1757
  • Si forma a Venezia, dove apre un suo studio nel 1775
  • Nel 1779 si trasferisce a Roma e non se ne allontanera se non per brevi periodi . Nel 1802 è nominato Ispettore Generale delle Belle Arti dello Stato Pontificio
  • Muore a Venezia il 13 ottobre 1822

Teseo e il Minotauro (1781-83)

È la prima operaneoclassica di Canova. Lo scultore vuole riproporre lo spirito classico, per questo sceglie soggetti mai rappresentati dagli antichi, anziché creare semplici copie degli originali.

Analisi di Teseo e il Minotauro

Rappresenta Teseo che giacesul corpo del mostro appena ucciso. Il corpo dell'eroe è rilassato. I tratti anatomici asciutti, i capelli ricci, lo sguardo riflessivo richiamano le sculture ellenistiche di Lisippo. L'aspetto pensieroso e l'intensità psicologica rimandano al principio della "quieta grandezza", cioè l'atteggiamento silenzioso ed elegante delle statue greche.

Con il Teseo e il Minotauro, prima operaE scolpita a Roma per l'ambasciatore veneziano Girolamo Zulian, mostra di essere alla ricerca del bello ideale formulato dal teorico del Neoclassicismo Johann Joachim Winckelmann Canova sceglie il momento successivo all'azione: l'eroe è seduto sul corpo morto del mostro quale simbolo della vittoria della ragione sulla bestialità Nella composizione piramidale, il corpo di Teseo, tranquillo e non più contratto, si bilancia su 5 punti di appoggio formando una «S» rovesciata

La tecnica scultorea di Canova

Come Michelangelo anche Canova ritiene il marmo l'unico materialeadatto alla scultura perché capace di rendere la morbidezza delle carni Dopo gli esordi del Teseo Canova mette a punto precise fasi di realizzazione: partendo dal disegno definitivo, lo scultore realizza il modello in creta da questo modello gli assistenti traggono il calco in gesso in base al quale poi sbozzano il marmo fino a che pochi strati di materia separano l'abbozzo dallo stato definitivo 'a questo punto interviene di nuovo Canova che completa l'opera con la lavorazione finale della superficie, fase in cui si esercita la sua attività creativa Tutte le sculture canoviane sono condotte al massimo grado di finitura, fino a che il marmo non diventa traslucido, cioè quasi trasparente

Amore e Psiche (1788-1793)

Il gruppo di Amore e Psiche che si abbracciano del 1788-1793 è trattodalla favola narrata nel romanzo L'asino d'oro dello scrittore latino Lucio Apuleio Canova rappresenta il momento in cui Amore rianima Psiche che è svenuta per aver aperto, contro l'ordine di Venere, un vaso ricevuto nell'Ade da Proserpina

Amore e Psiche: Armonia e Sentimento

Nell'opera Canova ricerca l'armonia ideale attraverso una composizione geometrica ma senza annullare la dimensione sentimentale e umana.

  • Canova raffigura il momento immediatamente precedente il bacio: l'opera diventa così l'immagine di un amore contemplativo, depurato da qualsiasi passionalità.
  • Lo spazio che separa le labbra dei due giovani è il punto focale della composizione: qui si incrociano le diagonali formate dalle ali di Amore , dalla sua gamba sinistra e dal busto di Psiche.

Dettagli compositivi di Amore e Psiche

Lo scultore sceglie di rappresentare l'attimo che precede il bacio, un attimo sospeso in cui i due giovani si guardano intensamente sfiorandosi appenaL'ala destra di Amore e il corpo semidisteso di Psiche formano un arco (arancione) Amore circonda Psiche cingendola sotto i seni e Psiche ricambia l'abbraccio sollevando le braccia La visione frontale rivela la geometria compositiva, ma altri effetti visivi si manifestano girando attorno al gruppo L'ala sinistra e la gamba di Amore danno origine a un secondo arco (azzurro) Le braccia degli amanti formano due cerchi intrecciati (rosso) che sottolineano ilpunto di intersezione, dove i volti si sfiorano

Paolina Borghese come Venere vincitrice (1804-1808)

Per Napoleone, che tentò invano di trattenerlo a Parigi, Canova realizzò diverse opere, come quella per sua sorella Paolina, sposa del principe Camillo Borghese Il corpo seminudo Il volto è idealizzato e solo l'effetto dell'incarnato, dato dalla patina di cera rosata stesa sul marmo, restituisce l'immagine al mondo umano della donna è caratterizzato da un evidente erotismo Un ingranaggio nascosto faceva ruotare il letto ligneo offrendo alla statua sempre varie condizioni di luce In Paolina Borghese come Venere vincitrice del 1804-1808, la donna è assimilata a Venere giudicatada Paride la più bella tra le dee: nella mano sinistra reca il pomo della vittoria e giace su un divano cinta da un drappo che le scopre il corpo fino all'inguine

Le Grazie (1812-1817)

Con Le Grazie, eseguita in due redazioni - la prima nel 1812-1816 per la moglie di Napoleone Giuseppina Beauharnais, la seconda per il duca di Bedford nel 1814- 1817 - Canova raggiunge la vetta più alta e matura della sua carriera artisticaSchema compositivo Veduta frontale Veduta posterioreLe tre dee sono mostrate stanti, lungo assi verticali paralleli, e abbracciate in una configurazione quasi a nicchia Canova riesce a mostrare tre lati del gruppo: una fanciulla vista frontalmente, una quasi di spalle e la terza di fianco

Le Grazie: Bellezza e Armonia

Le tre Grazie sono le figlie di Zeus che accompagnano Venere e rappresentano Grazia, Bellezza e Amore. L'opera esprime l'ideale di bellezza di Canova inteso come perfezione delle forme e dominio dell'armonia sulle passioni.

  • La nudità delle tre figure non è sensuale ma casta;
  • La gestualità è molto misurata: le pose dei corpi sono rilassate e le figure si abbracciano dolcemente avvicinando le teste;
  • L'emotività è controllata ma comunica comunque il calore dei sentimenti;
  • Le forme anatomiche sono perfette e la superficie èLe Grazieamente levigata In linea con le teorie neoclassiche del Winckelmann, la grazia si manifesta come armonia di forme, delicatezza di espressioni e leggiadria di posture Con straordinario virtuosismo lo scultoreavvicina i volti e crea acconciature complesse di più intenso chiaroscuroStudiatissimo è il gioco di mani e braccia che circondano i corpi, la cui superficie liscia e morbida consente trapassi di luce e ombra come in uno sfumato pittorico Anche nei panneggi, di una morbidezza quasi tattile, c'è una doppia attenzione al naturalismo e all'idealizzazione formale

Monumento funebre a Maria Cristina d'Austria (1805)

In consonanza con la poesia sepolcrale del tardo '700 e i Sepolcri di Ugo Foscolo di poco successivi, Canova conclude nel 1805 il Monumento funebre dell'arciduchessa Maria Cristina d'Austria nella chiesa degli Agostiniani presso il palazzo imperiale di Vienna La scena è composta da Canova quasi in forma teatrale con le ceneri della defunta portate nel buio della morte La Pietà è raffigurata da una giovane donna che guida un vecchio cieco da essa beneficiato Legati da una ghirlanda di fiori, i personaggi del corteo sono invitati a entrare su un tappeto, simbolo del destino Il ritratto della defunta in un medaglione è portato in volo dallaFelicità Celeste Il corteo funebre si appresta a oltrepassare l'ingresso oscuro della piramide, filtro tra la vita e la morte La virtù della Fortezza è personificata da un leone accovacciato su cui si appoggia un genio alato del dolore, simbolo della tenerezza dello sposo

Monumento funebre: Morte e Simbolismo

L'opera affronta il tema universale della morte, al di là di qualsiasi interpretazione religiosa, come fine ultimo della vitadell'uomo. Ricorda una cerimonia funebre con il corteo che accompagna il defunto alla tomba. Tuttavia l'opera può essere interpretata come una rappresentazione simbolica delle tre età dell'uomo e all'inevitabile passaggio oltre alla porta che allude al mistero della morte e alla speranza della vita eterna (in senso illuminista)

  • Il mausoleo ha la forma di una piramide, il monumento funebre più antico
  • Il ritratto di Maria Cristina è incorniciato da un serpente che si morde la coda, simbolo dell'eterno ritorno (ovvero le vicende del mondo sono destinate a continuare a ripetersi eternamente e identicamente).

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