Documento dall'Università sulla monodia medievale latina. Il Pdf esplora le origini e lo sviluppo del canto cristiano, con esempi di cantillazione e inni, l'evoluzione della notazione musicale e il contributo di Guido Monaco, utile per lo studio della musica medievale.
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Il giubilo è quella melodia, con la quale il cuore effonde quanto non gli riesce di esprimere a parole. E verso chi è più giusto elevare questo canto di giubilo, se non verso l'ineffabile Dio? Infatti è ineffabile colui che tu non puoi esprimere. E se non lo puoi esprimere, e d'altra parte non puoi tacerlo, che cosa ti rimane se non "giubilare"? Allora il cuore si aprirà alla gioia, senza servirsi di parole, e la grandezza straordinaria della gioia non conoscerà i limiti delle sillabe. "Cantate a lui con arte nel giubilo" (cfr. Salmo 32, 3) (dal Commento sui salmi, di sant'Agostino, vescovo)
La seconda colonna riguarda il medioevo cristiano, e qui non ce la caveremo tanto in fretta: gli argomenti di cui parlare sono tanti. Partiamo dal primo: la monodia medievale.
Innanzitutto, cosa vuol dire MONODIA? Dal dizionario Treccani: "monodìa s. f. [dal gr. μονωδία, comp. di μονο- «mono-» e ώδή «canto»; lat. monodia]. - Canto a una sola voce." . Si intende con "canto ad una sola voce" la singolarità della linea melodica, non l'unicità dell'esecutore (quindi un'unica melodia che può essere cantata anche da più voci). Nel contesto del medioevo la musica era strettamente collegata, sia direttamente che indirettamente, al culto cristiano. Gli eventi principali, sia sacri che profani, della vita di ogni persona si svolgevano in tale contesto (battesimi, matrimoni, funerali, sagre di paese per le feste di un particolare santo ... ). Partiamo parlando del contesto sacro. A livello cultuale abbiamo, fin dall'inizio della storia del cristianesimo, un fiorire ricchissimo di musica, basata sull'intonazione di salmi ed altre parti di Sacra Scrittura (la cosiddetta CANTILLAZIONE, discendenza diretta del culto ebraico) oppure su veri e propri componimenti poetici di nuova composizione, chiamati inni.
Esempi di cantillazione nelle tre religioni abramitiche (che hanno, cioè, il patriarca Abramo come parte della loro storia sacra):
Esempi di inno:
Ecco un piccolo elenco:
Poi arrivò il canto gregoriano. Che ovviamente fu inventato da Papa Gregorio Magno ... no Ma come no? Guardalo, sta trascrivendo i canti dettati dallo Spirito Santo ... F NON LO SO RICK, A ME SEMBRA FALSOSappi che quando venne elaborato il canto gregoriano (a partire dall'VIII sec.) papa Gregorio era GIÀ MORTO da quasi CENT'ANNI Ebbene, sì ... il canto gregoriano con Gregorio non c'entra nulla ...
Allora, a questo punto, cambiamogli anche nome, e chiamiamolo CANTO ROMANO-FRANCO. Esso è, infatti, un prodotto dell'unione tra il CANTO ROMANO ANTICO (quindi ROMANO) e il CANTO GALLICANO (quindi FRANCO). Ma perchè si arrivò a questo risultato? Come sempre dobbiamo analizzare la società e la cultura dell'epoca. Era un periodo di forte tensione per il papato: si trovava accerchiato dai Longobardi, che iniziavano ad avere sui suoi territori uno sguardo poco rassicurante ... Il Papa (che all'epoca era Zaccaria) chiese quindi aiuto al sovrano bizantino, il quale non rispose (i potenti di Bisanzio erano troppo occupati a darsele di santa ragione tra di loro, al fine di raggiungere il trono ... ). Il Papa successivo (Stefano II), ci riprovò ma, non ottenendo ancora risposta, si rivolse nel 753 a Pipino il Breve (re dei Franchi), il quale accettò di difenderlo. Il papa venne addirittura portato in Francia per 15 mesi, ed fu in quel periodo che, vedendo le differenze di riti e di musica tra la liturgia romana e quella franca che si pensò a riti e musica comuni con cui poter creare omogeneità tra tutte le chiese cristiane (ciò andava di pari passo con il processo di unificazione delle diverse chiese intorno all'autorità del Papa). Quest'opera venne iniziata con Pipino il Breve e proseguì con il suo successore Carlo Magno.
MMMMMMMM T Da sinistra a destra: Papa Zaccaria, Papa Stefano II, Pipino il Breve, Carlo Magno 2005++-Ma perchè chiamarlo "canto gregoriano"? A causa di un modo di agire, usata in quei tempi anche in altri settori culturali, di mettere a nome di un personaggio illustre attività multiformi e spalmate lungo un ben più vasto arco di tempo. Nel caso in oggetto questa associazione tra papa Gregorio magno e il canto romano-franco si impose gradualmente e che venne esemplificata in maniera esplicita con l'opera "Vita Gregorii" (trad. "La vita di Gregorio") del 873 di Giovanni Diacono.
Esempio di canto gregoriano e sua scrittura Punctum - Scandicus Virga - F Climacus Podatus Pes V Torculus Pes flexus Clivis ٢ C Porrectus Flexa resupina NN . Fa Sol La Si Do Ré Mi Sol La Si Do Ré Mi Fa CHIAVE DI DO E CHIAVE DI FA Hymn II U T que- ant la- xis * reso-ná-re fibris mi- ra · ges-tó- rum fámu- li tu- ó-rum, sol- ve pollú- ti lá- bi- i re- á-tum, sancte Io- án-nes.Di quel periodo è anche l'intervento di Guido Monaco (991 circa - 1033 circa). I suoi grandi contributi furono: la raccolta e la sintesi dei numerosi tentativi di notazione fatti da varie parti nel TETRAGRAMMA MUSICALE (il rigo musicale composto da quattro linee orizzontali), la NOTAZIONE QUADRATA e di un espediente per ricordare le intonazioni dei differenti intervalli dell'esacordo (un gruppo di SEI note), partendo da un inno a San Giovanni Battista, "Ut queant laxis" (LA) «Ut queant laxis Resonare fibris Mira gestorum Famuli tuorum Solve polluti Labii reatum Sancte Iohannes» (IT) «Affinché possano con libere voci cantare le meraviglie delle azioni tue i (tuoi) servi, cancella dal contaminato labbro il peccato, o san Giovanni» UT, RE, MI, FA ,SOL, LA Non ho segnato il SI (iniziali di Sancte lohannes) apposta, perchè ad aggiungerlo ci penserà Bartolomé Ramos de Pareja (immagine a fianco) nel 1482. mentre la sostituzione di UT con DO fu probabilmente opera di Giovanni Battista Doni (immagine sotto) (1594 - 1647), che gli diede le iniziali del suo cognome (quando si dice "la modestia"). Le differenti altezze erano organizzate in tre esacordi, che partivano da DO, SOL e Fa seguendo lo schema TONO, TONO, SEMITONO, TONO TONO ESACORDO NATURALE: DO RE MI FA SOL LA ESACORDO DURO: SOL LA SI DO RE MI FA ESACORDO MOLLE: FA SOL LA SIb DO RE MI 4 G VI D Glifen hemosinn malls Façamen 1 5.
Un'altra importante opera di Guido fu quella di aver reso famoso un sistema di memorizzazione per aiutare i cantori nella lettura, che poi infatti prenderà il suo nome: la MANO GUIDONIANA. L'idea era quella di associare una nota ad ogni giuntura della mano (chiamata locus). Un esempio di utilizzo della mano guidoniana
Ma davvero in lingua latina esisteva SOLO il canto liturgico? Ovviamente NO! Abbiamo testimonianze di componimenti non liturgici in lingua latina a partire dal IX sec. (anche se sicuramente tutto è iniziato molto prima). Autori furono monaci, clerici (studenti nelle scuole monastiche o episcopali) e poi i "clerici vagantes" (studenti che giravano l'Europa a scopo di studio). La più celebre raccolta di componimenti dei "clerici vagantes" è quella dei CARMINA BURANA (divenuti famosi poi per essere essere stati musicati nel 1937 dal compositore tedesco Carl Orff ... cliccate qui e sentirete che tutto ciò vi risulterà estremamente familiare)
La poesia per musica nel Medioevo Tacea la notte placida e bella in ciel sereno la luna il viso argenteo mostrava lieto e pieno ... Quando suonar per l'aere, infino allor sì muto, dolci s'udiro e flebili gli accordi d'un liuto, e versi melanconici un trovator cantò. (G. Verdi, Il trovatore, Atto I, Scena II) Iniziamo a sfatare qualche altro mito ... Non è un caso che io abbia iniziato con questa citazione da "Il trovatore" di Giuseppe Verdi per parlarvi della musica profana medievale: essa rappresenta un'immagine mitizzata del cantastorie che con il liuto gira per la città cantando e suonando i brani che lui stesso ha composto (tipo lui .... ). Ecco, nel Medioevo NON FUNZIONAVA COSÌ. Questa immagine si è imposta soprattutto nel periodo romantico (tra la fine del sec. XVIII e i primi decenni delsec. XIX). Ma per riuscire a costruire un'idea più storicamente attendibile è necessario andare con ordine. Partiamo considerando il rapporto tra musica e poesia, prendendo ad esempio un grande autore del medioevo: Dante Alighieri.
d' la sol er C' sof la mi fa la soł fa ut fa mi sol fa la mf b re sol re ut la mi re bb fa mi G sol re C sol re e fa ut Ja mf f fa ut A molle naturale durum B mi Regno. BIBLIOTHECA REGIA MONACENSIS. respal form fine regne AŞ. AUu. Hjeff ambulant pati fere part. pro diguf non redimir utrum auare. murtaf tempanne quadam fingutari deber medium ad mrumy ninit. caute contemplari. Si legule memoraf echicam ca toms. uni qua feriprum leguur: ambula cum boiuf. cuad dandegloriam amimum difond. unter ore in hee primum considera . quif for dignuf don't Dare O forma velux luna dam variabel temp aufof our pecial una de uana Catus fany vifotubdie doumbiaem zuelatim quoquand tuu promi" wifi mudem tho untalent. Das calund wirral mi nuit gunna e affecter vefectul temp lagarna bac i home fine mora coucou pudieranque g & fare venue faute.