La valutazione nel processo di apprendimento
Cos'è la valutazione:
È un processo comunicativo:
- dinamico;
- aperto e continuo;
- contestualizzato;
- sintetico;
- trasparente.
- Al fine di: a) raccogliere informazioni pertinenti, rilevanti,
appropriate, rigorose, valide, affidabili; b) formulare giudizi: b.1)
su fatti, fenomeni prestazioni relativi
all'insegnamento/apprendimento; b.2) anche predittivi sulla
base dei dati; c) prendere decisioni: c.1) adeguate alla
situazione; c.2) collegiali, rispettose dei fini della scuola e delle
istituzioni.
- In funzione della SPINTA IN AVANTI (PROMOZIONE) di ogni
singolo alunno.
- Valutazione con connotazione FORMATIVA.
- Valutare è un atto di responsabilità professionale altamente
qualificato.
- Oggi il ruolo della valutazione è educativo e formativo e si parla
di valutazione autentica.
- Wiggins afferma che: «Lo scopo della valutazione educativa
consiste nell'accertare non ciò che lo studente sa, ma ciò che sa
fare con ciò che sa» > Concetto di competenza
. Perrenoud definisce la valutazione realmente formativa come
quella che permette di conoscere meglio l'alunno (pedagogia
differenziata) al fine di aiutarlo meglio.
- La valutazione è al servizio dell'azione, ovvero
dell'apprendimento
- La legge: sostituisce il voto con una descrizione autenticamente
analitica, affidabile e valida del livello raggiunto in ciascuna delle
dimensioni che caratterizzano gli apprendimenti di ogni
disciplina.
- Valutare nel suo significato etimologico significa DARE VALORE.
- La sua vera funzione NON è misurare, classificare, selezionare
MA è riconoscere e attribuire valore, promuovere e far crescere
l'essere umano.
- D. Novara afferma che oggi la valutazione è basata sugli errori.
La «valutazione evolutiva» è basata non sulla valutazione degli
errori ma dei progressi.
- «Nessuno di noi preferisce essere valutato sulla base dei propri
errori anziché su ciò che sa fare».
. Dobbiamo aiutare gli alunni ad imparare piuttosto che cercare i
loro inevitabili errori, che non solo sono inevitabili ma anche
necessari!
- Chi valuta porta sull'oggetto valutativo "uno sguardo la cui
tonalità dipende da (è in funzione di) un'intenzione particolare
e determinata rispetto a quell'oggetto". (Haddji)
· "Valutare significa prima di tutto capire perché? Qual è il
nostro scopo? Qual è il risultato dell'Istruzione? La
valutazione è la capacità dell'intelligenza di porsi propositi
valutando la complessità delle situazioni." (P. Lucisano).
- Occorre rendere la valutazione formativa un'opportunità di
apprendimento per gli alunni: si valuta per offrire feed back
agli alunni uno strumento di monitoraggio per gli insegnanti
(Loney 2011).
La valutazione formativa
La valutazione è formativa quando:
- valorizza i saperi e le competenze degli studenti;
- previene l'accumularsi di deficit;
- offre continui riscontri correttivi;
- crea un clima nella classe favorevole all'apprendimento
(Dalton, Watson1997 Colasanti 1998);
- promuove aspettative di riuscita (Bloom 2005);
- analizza i risultati per migliorare la didattica e risponde ai
bisogni concreti degli alunni (Vertecchi 2006);
- assolve alla funzione orientativa per l'alunno e la famiglia.
Funzioni della valutazione
La valutazione ha funzione:
- diagnostica;
- formativa o regolativa: è fattore motivante (o meno) rispetto al
compito di apprendimento, indicatore del processo, segnale dei
passi, dei progressi, del metodo studio;
- comparabile: si pensi ai benchmark alla valutazione esterna
(Invalsi, Ocse Pisa, Timss ecc.) attraverso termini di paragone
"quantitativi" per posizionamento, sopra o sotto, rispetto al valore
definito;
- certificativa: diploma, certificato delle competenze.
Implicazioni della valutazione
Valutare implica
- responsabilità del successo formativo del bambino e del ragazzo;
responsabilità collettiva e autoregolazione dell'attività del
Consiglio di Classe, del Collegio docenti e di tutta la comunità
scolastica in modo che sempre più il sistema scuola sia a servizio
della persona; autovalutazione del docente; avere coraggio critico
sulla propria professionalità.
- Il momento valutativo costituisca una opportunità di apprendimento,
ovvero la possibilità di assumere consapevolmente i significati della
propria azione e di regolarla progressivamente in corso d'opera. Perché
si valuta?
- Occorre operare:
- scelte intenzionali (ossia ancorate ad una concreta strategia);
- misurabili (ossia descritte e valorizzate da indicatori qualitativi
e/o quantitativi);
- comparabili.
- I voti numerici: tendiamo ad utilizzare in modo cardinale una scala di
giudizi che è solo ordinale! Il “sei” o il "sette", infatti, non indicano una
quantità, bensì soltanto una posizione in graduatoria rispetto ad una
scala con dieci valori {definita solo dagli errori). Risulta quindi scorretto
misurare delle distanze con una scala in voti o, peggio ancora, calcolare
delle medie (quattro e otto fanno sei); operazioni che sono invece
impiegate con molta disinvoltura sia dagli insegnanti, sia da allievi e
genitori. Nella media si sommano fra di loro pere, mele, arance ...
- Perdiamo veramente qualcosa o acquistiamo qualcosa?
- Voto più immediato e di più facile comunicazione alle famiglie.
- Il giudizio darà maggiori informazioni sull'effettivo
raggiungimento di ob. e competenze.
- Il giudizio:
- esprime la valutazione formativa che dà valore al percorso,
ai miglioramenti e ai progressi;
- è ancorato alle indicazioni nazionali e definisce gli obiettivi
di apprendimento ritenuti indispensabili per il
raggiungimento dei traguardi di competenza;
- garantisce trasparenza interna ed esterna alla scuola;
- favorisce la dimensione verticale del curricolo;
- ha funzione orientativa.
Connotazione negativa della valutazione
Oggi la valutazione ha ancora una connotazione negativa.
Può generare ansia.
Può generare conflitto fra docenti, alunni, famiglie (delusione
rispetto alle aspettative, insuccesso, mancanza di equità, ... non
obiettiva, condizionata ... ).
Può essere usata come arma di ricatto (fischietto per arbitrare,
punitiva o premiante, e rappresenta essenzialmente il potere dei
docenti sugli studenti).
Ha ricaduta sull'autostima dei bambini/ragazzi e dei genitori:
tendenza ad identificare il valore del voto con la persona.
Valutazione come leva di miglioramento
È leva per il miglioramento e non mero adempimento burocratico se ...
Si innesta al termine di un processo che ha coinvolto
totalmente gli insegnanti e gli stakeholder nella costruzione
di un curricolo verticale condiviso che ha definito
chiaramente:
- i nuclei fondanti delle singole discipline;
- i traguardi delle competenze chiave e di cittadinanza;
- i criteri di valutazione (condividendo terminologia le
«dimensioni» da valorizzare).
Ha come pre-requisito:
- l'aver maturato la consapevolezza della valenza formativa
della valutazione;
- l'abitudine degli insegnanti a lavorare in team e in
interclasse attraverso la co-costruzione della progettazione
disciplinare di classe adottata in tutto l'Istituto;
- l'abitudine degli insegnanti a lavorare in team e in
interclasse attraverso la co-costruzione del percorso
didattico e di prove di verifica;
- la definizione del profilo intermedio e finale rispetto ai
traguardi delle Indicazioni Nazionali
- la condivisione degli obiettivi oggetto di valutazione
intermedia e finale.
La valutazione nella scuola primaria
La valutazione nella scuola primaria. O.M. 172/2020
La valutazione periodica e finale degli apprendimenti alla luce
dell'Ordinanza Ministeriale n. 172 del 4/12/2020, delle LINEE
GUIDA e della nota di accompagnamento n. 2158.
D.Lgs. n. 62/2017 e 66/2017.
D.P.R. 275/99.
Indicazioni Nazionali per il Curricolo.
Dalla circolare n. 172 del 4/12/2020
Art. 2 - Finalità della valutazione
- La valutazione degli apprendimenti delle alunne e degli
alunni della scuola primaria, nell'ambito delle finalità indicate
nell'articolo 1, comma 1 del decreto valutazione, concorre,
insieme alla valutazione dell'intero processo formativo, alla
maturazione progressiva dei traguardi di competenza definiti
dalle Indicazioni Nazionali ed è coerente con gli obiettivi di
apprendimento declinati nel curricolo di istituto.
Art. 3 - Modalità di valutazione degli apprendimenti
- A decorrere dall'anno scolastico 2020/2021 la valutazione
periodica e finale degli apprendimenti è espressa, per ciascuna
delle discipline di studio previste dalle Indicazioni Nazionali, ivi
compreso l'insegnamento trasversale di educazione civica di
cui alla legge 20 agosto 2019, n. 92, attraverso un giudizio
descrittivo riportato nel documento di valutazione, nella
prospettiva formativa della valutazione e della valorizzazione
del miglioramento degli apprendimenti.
- La valutazione in itinere, in coerenza con i criteri e le modalità
di valutazione definiti nel Piano triennale dell'Offerta
Formativa, resta espressa nelle forme che il docente ritiene
opportune e che restituiscano all'alunno, in modo pienamente
comprensibile, il livello di padronanza dei contenuti verificati.
- Le istituzioni scolastiche adottano modalità di interrelazione con
le famiglie, ai fini di garantire la necessaria trasparenza del
processo di valutazione, con particolare riferimento alle famiglie
non italofone.
- I giudizi descrittivi, di cui al comma 1, sono riferiti agli obiettivi
oggetto di valutazione definiti nel curricolo d'istituto, e sono
riportati nel documento di valutazione.
- Nel curricolo di istituto sono individuati, per ciascun anno di
corso e per ogni disciplina, gli obiettivi di apprendimento
oggetto di valutazione periodica e finale. Gli obiettivi sono
riferiti alle Indicazioni Nazionali, con particolare attenzione agli
obiettivi disciplinari e ai traguardi di sviluppo delle competenze.
Linee guida per la valutazione
Dalle linee guida
La valutazione ha una funzione formativa fondamentale:
- È parte integrante della professionalità del docente, poiché le
informazioni rilevate sono utilizzate anche per adattare
l'insegnamento ai bisogni educativi concreti degli alunni e ai loro
stili di apprendimento, modificando le attività in funzione di ciò
che è stato osservato e a partire da ciò che può essere
valorizzato.
- Si configura come strumento insostituibile di costruzione delle
strategie didattiche e del processo di insegnamento e
apprendimento.
- È lo strumento essenziale per attribuire valore alla progressiva
costruzione di conoscenze realizzata dagli alunni, per sollecitare
il dispiego delle potenzialità di ciascuno partendo dagli effettivi
livelli di apprendimento raggiunti, per sostenere e potenziare la
motivazione al continuo miglioramento a garanzia del successo
formativo e scolastico.
È in continuità con il D.L.62/2017 in cui è sottolineato come la
valutazione abbia a "oggetto il processo formativo e i risultati di
apprendimento", assegnando ad essa una valenza formativa ed
educativa che concorre al miglioramento degli apprendimenti.
La valutazione, inoltre "documenta lo sviluppo dell'identità
personale e promuove l'autovalutazione di ciascuno in relazione
alle acquisizioni di conoscenze, abilità e competenze”.
La prospettiva della valutazione per l'apprendimento è presente
nel testo delle Indicazioni Nazionali, ove si afferma che la
valutazione come processo regolativo, non giunge alla fine di un
percorso, "precede, accompagna, segue" ogni processo
curricolare e deve consentire di valorizzare i progressi negli
apprendimenti degli allievi.