Documento sulle Vie Biliari: anatomia, patologie e tecniche diagnostiche. Il Pdf esplora l'anatomia delle vie biliari, le patologie associate e le tecniche diagnostiche e interventistiche, utile per lo studio universitario di Biologia.
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Le vie biliari possono essere extraepatiche e intraepatiche.
La colecisti è posizionata sulla faccia inferiore del letto epatico, precisamente sotto i segmenti epatici 4b e 5. La colecisti può essere lunga fino a 10 cm e può contenere fisiologicamente fino a 50 cc di liquido (bile). Il dotto cistico nasce più comunemente dal dotto biliare comune e si inserisce nel collo della cistifellea. Il punto di diramazione del dotto cistico dal dotto biliare comune segna l'inizio del dotto epatico comune superiormente. L'afflusso di sangue alla cistifellea proviene dall'arteria cistica che origina circa il 90% delle volte dall'arteria epatica dx. ESISTE UNA GRANDE VARIAZIONE NEL CORSO E NELL'ORIGINE DELL'ARTERIA CISTICA. Il triangolo epatocistico (triangolo di Calot) è un punto di riferimento anatomico chirurgico creato dal dotto cistico lateralmente, dal dotto epatico comune medialmente e dal bordo del fegato superiormente. Questo triangolo è di importanza chirurgica perché questa è la posizione per il percorso più comune dell'arteria cistica alla cistifellea. La normale anatomia biliare è presente solo nel 58% della popolazione mentre la restante parte presenta delle varianti, quindi per la valutazione dell'anatomia delle vie biliari la migliore metodica non invasiva è la MRCP (Colangio-RM). La colecistrografia orale e la colangiografia e.v. sono metodiche ormai in disuso, quest'ultima infatti prevedeva l'utilizzo di un mdc esaiodato che dava molte conseguenze.
Le malattie delle vie biliari sono:
TYΡΕΙ TYPE TYPE Ma TYPE MID LATERAL INSERTION MEDIAL INSERTION HOGH INSERTION LOW WSEKTION In percentuuale: Il 75% ha inserzione normale; Il 20 ha inserzione bassa:
TYPE V TYPE VI TYPE VI La posizione della colecisti può PARALLEL COURSE SPRAL COURSE RIGHT HEPATIC DICT INSERTION ABSENT CYSTIC DUCT AND GB essere:
Nella maggior parte dei casi lacolecisti è piriforme. La colecisti a berretto frigio. è una variante anatomica. La colecisti duplicata è unamalformazione. L'approccio alle vie biliari può essere:
Le TECNICHE per lo studio delle vie biliari sono:
Metodica più appropriata per l'esame delle vie biliari-> gold standard La CPRM (colangio RM) fa parte delle "Idro-RM" dove vengono applicate sequenze di RM tale da rendere i fluidi statici iperintensi rispetto alle strutture circostanti, motivo per cui sono molto utili per le vie biliari. La CPRM è basata sull'impiego di sequenze superveloci, fortemente pesate in T2, che determinano esaltazione del segnale dei liquidi statici normali (bile, urina, LCR) e patologici (raccolte liquide), che vengono rappresentati in bianco rispetto ai tessuti circostanti.
La CPRM è paragonabile alla CPRE (colangio-pancreato grafia retrograda endoscopica) nella valutazione delle ostruzioni biliari. Valutazione sede dell'ostruzione nell'85-100% dei casi. Valutazione pre-operatoria: oggi la gran parte degli interventi chirurgici viene effettuata sulla colecisti per via laparoscopica. Si effettua la colangio-RM prima della colecistectomia laparoscopica per via dell'alta variabilità anatomica delle vie biliari, inoltre si ha una grande variazione nel corso e nell'origine dell'arteria cistica. Valutazione post-operatoria: intervento di Whipple. Questo è un intervento altamente demolitivo: la duodenocefalopancreasectomia, in cui si asportano parte del pancreas, parte delle vie biliari, colecisti, parte dello stomaco e parte del duodeno. L'indicazione, per eccellenza, all'esecuzione di questo intervento è il tumore della testa del pancreas. Demolendo in maniera così drastica l'anatomia di queste strutture, si rende necessaria la creazione di una via alternativa per la bile, cioè un'anastomosi bilio-digestiva. La via epatica comune viene "abboccata" ad un'ansa digiunale, in mancanza di tutte le strutture che sono state rimosse. Per valuare l'integrità dell'anastomosi creata osserviamo la bile (liquido immobile) nelle vie biliari anastomizzate. Si può, perciò, sfruttare il principio dell'idro-RM per valutare l'anastomosi bilio- digestiva, sarà facile comprendere l'indicazione alla colangio-RM anche nel post-operatorio di questi soggetti.
71- Colangiopancreatografia diretta senza mdc (CPRM): studio delle vie biliari dilatate, in particolare nello studio della patologia ostruttiva e negli studi dinamici con secretina. Vantaggi: esame incruento, nn richiede la somministraz del mdc, biologicamente innocuo Svantaggi: tempi + lunghi, collaboraz del pz Esistono dei mezzi di contrasto epato-specifici: ci permettono, innanzitutto, di vedere la struttura del fegato e successivamente, per via della loro eliminazione renale ma anche epato-biliare, consentono l'osservazione delle stesse vie biliari. I mezzi di contrasto si distribuiscono dal circolo ematico all'interstizio epatocellulare, vengono eliminati attraverso le vie biliari e il rene. La colangio-RM con mdc si effettua quando ci sono patologie epatiche associate. Poiché in questo esame riconosciamo due fasi:
Inoltre, bisogna sempre considerare i costi, sono inutili 170 euro di mdc per evidenziare un calcolo visibile anche senza mdc.
Consente di evidenziare esclusivamente i calcoli biliari calcifici o la presenza di aria nelle vie biliari (pneumobilia).
Utilizzata sia a scopo diagnostico che terapeutico, prevede l'iniezione di un mdc tramite puntura transparietale allo scopo di opacizzare le vie biliari. L'ago che si utilizza è l'ago di chiba, si effettua una puntura trans-epatica, si inietta il mezzo di contrasto e si opacizzano i dotti biliari, si mette il filo guida e poi si esegue il drenaggio biliare. L'ago viene posizionato dapprima parallelamente al tavolo. Il tubicino utilizzato per il drenaggio biliaren drena sia la via biliare esterna, che l'interno infatti viene chiamato drenaggio biliare esterno- interno. L'estremità pig-tail viene ancorata in duodeno. Successivamente si appone una catenella in quanto deve essere serrato alla cute per evitare dislocazioni.
non consente di fare dd tra lesioni benigne e maligne
diatesi emorragica, echinococcosi, aneurisma arteria epatica
Esame utilizzato a scopo diagnostico e terapeutico. Prevede l'iniezione di mdc per via retrograda nel lume del coledoco distale (bisogna raggiungere la papilla di vater e incannulare il coledoco) con conseguente opacizzazione delle vie biliari.
72Vantaggi: consente di eseguire terapie interventistiche, consente l'osservaz endoscopica della papilla e l'esecuzione di biopsie mirate Svantaggi: è un esame operatore dipendente Controindicato: pancratite acuta, colangite
La malattia di Caroli è una malformazione congenita con formazione di cisti all'interno del fegato. Molto rara. Più frequente nel sesso femminile e nella popolazione giapponese. A volte associata a rene policistico.
La Malattia di Caroli è un'anomalia congenita dovuta a un'alterazione dello sviluppo della placca duttale nel periodo embrionale con conseguente dilatazione di tipo sacciforme o fusiforme delle vie biliari intraepatiche. È quindi caratterizzata da questa Dilatazione segmentale e multifocale delle vie biliari intraepatiche con formazione di cisti di vario volume che possono comunicare con l'albero biliare. Non ne è ancora noto l'evento scatenante. La dilatazione può essere diffusa o interessare un segmento o un settore ed è più frequente a carico del lobo sinistro. Le cisti sono rivestite da epitelio cubico o cilindrico e contengono bile o pus o calcoli.
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