Documento sulle Relazioni Industriali 2 - gli Studi Comparati e la Varietà dei Capitalismi. Il Pdf esamina come le relazioni industriali influenzano lo sviluppo economico e sociale, confrontando Liberal Market Economies (LME) e Coordinate Market Economies (CME) in Economia per l'Università.
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Cercheremo di capire come le RI influenzano lo sviluppo della società e dell'economia in diversi Paesi. La Coleman boat è il modello base di una teoria della sociologia analitica del 1994 ("L'analisi interna del comportamento sistemico"): osservando le relazioni tra due fenomeni a livello istituzionale (istituzioni - macro), non esiste in realtà un rapporto diretto tra i due. Ciò che fanno, invece, è imporre dei vincoli (per path dependence) sugli attori, individuali o collettivi, (micro) che attraverso le loro interazioni strategiche portano a dei risultati (azioni - ancora micro) che poi creano delle altre istituzioni (macro). Quindi abbiamo tre tipi di rapporti: macro su micro, micro su micro, micro su macro. Il punto è che la regolazione muta per le azioni stesse degli attori regolati.
Ci sono due modi per studiare le RI a livello comparato:
Osserveremo questa seconda prospettiva.
È un approccio comparato, quindi, si confrontano sistemi diversi per capire le ragioni delle loro differenze. Tiene conto del concetto di path dependence (eredità storica), per cui una volta che il processo di istituzionalizzazione ha preso una certa traiettoria, è improbabile che, nonostante dei cambiamenti, ci sia una completa inversione di marcia -> porta a influenze sul contesto e sugli attori che possono derivare anche da processi avviati anche molto tempo prima (es. i sindacati in Italia erano legati a idee politiche diverse che ora non sono più presenti, ma continuano a essere molto frammentati e molto in competizione anche se la società si è depoliticizzata). Comunque, anche il ruolo degli attori (agency) è importante perché può limitare la path dependence (es. Thatcher con i sindacati). Infine, rileva la concezione multilivello, che fa sì che questo stesso approccio possa essere applicato a livelli diversi (non solo a livello territoriale, ma anche per diversi livelli - es. Regioni confrontate con Regioni, ma anche contesti che influenzano i sindacati o sindacati che influenzano i lavoratori ecc.).
Una domanda che questa teoria si pone è quanti capitalismi ci siano. È uno solo o ce ne sono differenti? C'è molto dibattito e si sono create due idee principali:
Teoria della convergenza -> Streek (2000), pressioni simili, egemonie politiche simili (soprattutto a livello europeo) portano a una convergenza verso modelli di regolazione neoliberale simili anche in contesti diversi. Il neoliberismo "imperante" ha appunto la meglio, la regolazione è vista come market fix (il mercato tendenzialmente si autoregola, quindi, la regolazione interviene per frenare gli effetti - politicamente - negativi del mercato). In realtà ci possono essere equilibri nel mercato anche con condizioni politicamente negative (es. in casi di disoccupazione il mercato riesce a trovare un suo equilibrio). Il problema è che ora si cerca molto di più di agire solo come market fix: c'è stata una progressiva deregolamentazione e uno sbilanciamento delle regole verso capitale e mercato, piuttosto che verso lavoro e politica. La convergenza deriva dal fatto che tutte le politiche effettuate a correzione del mercato sono realizzate da economisti che seguono le stesse teorie, quindi, le regolazioni economiche si avvicinano anche in Paesi diversi. Non seguiremo questa teoria.
Teoria della divergenza -> Hall e Soskice (2001-9), invece, costruiscono un modello "mercato-centrico", cioè, mettono al centro le imprese perché rappresentano il vero nucleo su cui si costruiscono le economie.
13/11/2023
Il fatto che i vincoli strutturali creino modi diversi in cui le imprese tendono a interagire tra loro (quindi, come gestiscono i problemi di coordinamento esterni, cioè competitivi e di fornitura, e interni, con i lavoratori), definisce due modelli economici principali adottati nei diversi Paesi:
Ci sono cinque ambiti in cui le aziende devono coordinarsi con gli altri attori:
Fanno anche riferimento a set di istituzioni diverse, che risolvono in maniera diversa i problemi di coordinamento dei cinque ambiti osservati -> le istituzioni dei vari ambiti devono avere complementarità istituzionale (sono complementari se la presenza o l'efficacia dell'una aumenta il ritorno e l'efficienza dell'altra). Quindi, abbiamo divergenza perché istituzioni diverse risolvono i problemi di coordinamento in queste cinque sfere in maniera diversa, creando così i due modelli. Le istituzioni creano e rinforzano costantemente un modello piuttosto che l'altro.
CME LME Coordinamento Relazioni non di mercato Es. con i sindacati Accordi nel mercato competitivo Equilibrio Interazioni strategiche tra imprese Domanda-offerta e gerarchie Relazioni interaziendali Cooperazione Es. Volkswagen Competitività Es. Tesla Modalità di produzione Produzione differenziata e di nicchia Competizione alla frontiera Sistema regolativo Contratti incompleti e informali Contratti completi e formali Funzione delle istituzioni Controllo e punizione dei rapporti economici Meno influenza possibile Condizioni di lavoro Orari più brevi, competenze specifiche, rigidità, lungo termine Tempo pieno, abilità generali, fluidità, breve termine Contrattazione Contrattazione settoriale con sindacati Contrattazione aziendale o individuale Istruzione e formazione Apprendistato che fornisce competenze specifiche Istruzione formale da college e scuole superiori Tasso di sindacalizzazione Alto Basso, anche perché il sindacato è visto come fumo negli occhi Distribuzione reddito Più uguale (basso Gini) Diseguale (alto Gini) Innovazione Incrementale (prodotti studiati per essere perfetti) Radicale (come con la Tesla, la prima macchina elettrica) Settori Manifattura e servizi per l'impresa High tech e servizi finanziari
2Politiche Concertazione, gestione condivisa dell'economia, politiche industriali (si scelgono settori da incentivare) Deregolamentazione, antitrust (non devono esserci monopoli), agevolazioni fiscali
Si è visto che più si è fedeli al modello, più cresce la performance economica (in settori diversi, con modalità diverse ecc.), quindi, entrambi i modelli possono arrivare a livelli di eccellenza (l'Italia sta a metà, con Spagna, Grecia, Portogallo).
Questa teoria ha ricevuto diverse critiche:
Tali critiche hanno posto in crisi la teoria, ma si è comunque consolidata l'idea di interazioni positive o meno tra le istituzioni in quattro ambiti rilevanti:
Osservare le interazioni tra tali ambiti può fornire una buona descrizione dei modelli e delle relative performance. In particolare, influenzano due variabili: competitività (performance economica -> quanto il modello riesce a produrre ricchezza - PIL pro capite) ed esclusione sociale (quanto il modello riesce a evitare la povertà, non in termini di redistribuzione). Ne derivano quattro modelli:
NB ci sono anche altri Paesi che sono delle eccezioni rispetto a tali modelli.
14/11/2023
I concetti di povertà e coesione sociale sono lontani da quello di uguaglianza. Quest'ultimo significa che tutti sono simili, quindi, che le persone non presentano differenze tra loro: un paese dove tutti sono poveri e un Paese dove tutti sono ricchi hanno lo stesso livello di uguaglianza. Ad esempio, dividendo un Paese in tre gruppi di uguale dimensione (poveri, medi e ricchi), il grado di uguaglianza di un Paese è dato da quanta lontananza c'è tra i redditi medi di questi tre gruppi, ma in questo modo non avremo nessuna informazione su quanto sia povero il gruppo più povero. Inoltre, questo concetto prevede non solo che i poveri diminuiscano, ma anche che i ricchi diminuiscano: cerca di livellare la società.
La povertà, invece, è da definire come la percentuale di persone che hanno poco; il concetto di coesione sociale è quanto il sistema evita la povertà (spesso legato all'uguaglianza perché prevede la redistribuzione da chi ha a chi non ha), senza una necessaria redistribuzione dall'alto -> es. coinvolgendo anche i più poveri in un processo di crescita economica, si migliorerà la condizione di tutti.
L'uguaglianza si misura con l'indice di Gini -> indica, su una scala da 0 a 1, quando un sistema è diseguale: 1 corrisponde alla massima concentrazione della ricchezza (una sola persona detiene tutta la ricchezza di un paese), 0 corrisponde a perfetta uguaglianza nella distribuzione della ricchezza.
Misurare la povertà è complesso -> di solito si considera un paniere di prodotti considerati essenziali in una comunità e si osserva se una persona vive al di sotto della soglia definita dal paniere: si tratta della povertà assoluta. Un altro modo è considerare la povertà relativa, cioè, quanto un soggetto è povero rispetto alla ricchezza del Paese (il reddito mediano del Paese). Questa distinzione si basa sul concetto di rischio di povertà, che è stimato non solo sulla base del reddito medio, ma anche su altri fattori come abitazioni ereditate, numero figli, necessità di un veicolo. In questo modo si può stimare quante siano le persone che davanti a eventi negativi (dalla rottura di un elettrodomestico a un episodio di malattia) precipitano nella povertà. I fattori che nelle nostre società incidono sulla povertà sono due: disoccupazione (soprattutto di lunga durata) e qualità dell'occupazione (bassa retribuzione).
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