Appunti sulla metodologia PBL per trainer TSSA: dal caso clinico alla risoluzione

Documento della Croce Rossa Italiana su appunti sulla metodologia PBL per trainer TSSA. Il Pdf fornisce dettagli sul flusso operativo del PBL, il ruolo dell'istruttore come facilitatore e le tecniche per coinvolgere i discenti, utile per la formazione professionale.

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13 pagine

A cura di Osvaldo Di Nardo
FORMATORE SALUTE CROCE ROSSA ITALIANA
APPUNTI SULLA
METODOLOGIA PBL
PER TRAINER TSSA
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Appunti sulla Metodologia PBL per Trainer TSSA Croce Rossa Italiana
Il flusso operativo del PBL: dal caso clinico alla risoluzione ragionata
Per un istruttore di sanità, la comprensione del ciclo PBL è cruciale per una sua eicace
implementazione. Questo processo, sebbene iterativo e flessibile, segue una sequenza logica
che guida i discenti attraverso il caso clinico, trasformandolo in un'opportunità di
apprendimento profondo. La vostra metodologia attuale, che parte da un caso clinico e poi
eviscera gli argomenti, si allinea perfettamente con questo schema.
1. Presentazione del caso clinico: il gancio iniziale.
Questo è il momento in cui l'attenzione dei discenti viene catturata. Il caso clinico viene
introdotto con un set di informazioni iniziali limitate o con una storia, suicienti a
stimolare la curiosità e a far emergere le prime domande. Non si tratta di fornire tutti i
dettagli, ma di presentare un enigma.
Obiettivo: innescare il pensiero critico, attivare le conoscenze pregresse (anche
quelle latenti o incomplete) e generare un senso di urgenza e di "problema da
risolvere". È il primo passo per trasformare un insieme di dati in una sda
intellettuale.
Tecniche dell'Istruttore:
Narrazione Coinvolgente: presentare il caso quasi come una storia, per
favorire l'immedesimazione.
Focus Iniziale (esporre il caso): un esempio - “siete sul lungomare in rientro
da un servizio, ad un tratto vi ferma una persona molto confusa che riferisce
che il suo vicino sta male ed è cianotico. In attesa dell’arrivo dell’auto medica
vi chiede di entrare allo stabilimento balneare Flora dove, al vostro arrivo, la
vittima si presenta seduta su una sedia a sdraio, ha respiro sibilante, è agitato
e cerca di sollevarsi”.
Domande Aperte: Incoraggiare i discenti a porre domande chiarificatrici sul
caso, ma senza orire soluzioni (ad esempio: quali informazioni sono utili tra
quelle indicate? Cosa ci può essere utile sapere?).

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Anteprima

Il flusso operativo del PBL: dal caso clinico alla risoluzione ragionata

Per un istruttore di sanità, la comprensione del ciclo PBL è cruciale per una sua efficace implementazione. Questo processo, sebbene iterativo e flessibile, segue una sequenza logica che guida i discenti attraverso il caso clinico, trasformandolo in un'opportunità di apprendimento profondo. La vostra metodologia attuale, che parte da un caso clinico e poi eviscera gli argomenti, si allinea perfettamente con questo schema.

  1. Presentazione del caso clinico: il gancio iniziale.

Questo è il momento in cui l'attenzione dei discenti viene catturata. Il caso clinico viene introdotto con un set di informazioni iniziali limitate o con una "storia", sufficienti a stimolare la curiosità e a far emergere le prime domande. Non si tratta di fornire tutti i dettagli, ma di presentare un enigma.

  • Obiettivo: innescare il pensiero critico, attivare le conoscenze pregresse (anche quelle latenti o incomplete) e generare un senso di urgenza e di "problema da risolvere". È il primo passo per trasformare un insieme di dati in una sfida intellettuale.
  • Tecniche dell'Istruttore:
    • Narrazione Coinvolgente: presentare il caso quasi come una storia, per favorire l'immedesimazione.
    • Focus Iniziale (esporre il caso): un esempio - "siete sul lungomare in rientro da un servizio, ad un tratto vi ferma una persona molto confusa che riferisce che il suo vicino sta male ed è cianotico. In attesa dell'arrivo dell'auto medica vi chiede di entrare allo stabilimento balneare Flora dove, al vostro arrivo, la vittima si presenta seduta su una sedia a sdraio, ha respiro sibilante, è agitato e cerca di sollevarsi".
    • Domande Aperte: Incoraggiare i discenti a porre domande chiarificatrici sul caso, ma senza offrire soluzioni (ad esempio: quali informazioni sono utili tra quelle indicate? Cosa ci può essere utile sapere?).

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Identificazione e analisi del problema: decifrare l'enigma

Una volta presentato il caso, i discenti, iniziano a sezionarlo. Questa fase è caratterizzata da un brainstorming collaborativo e dall'emergenza delle prime, spesso rudimentali, ipotesi. Nel caso tipo, l'obiettivo qui è garantire un corretto trattamento nel soccorso alla persona affetta da insufficienza respiratoria.

  • Obiettivo:
    • Chiarificazione dei termini: assicurarsi che tutti comprendano la terminologia medica e i concetti presentati.
    • Definizione del problema: identificare cosa c'è di "sconosciuto" o "problematico" nel caso.
    • Formulazione di ipotesi iniziali: basandosi sulle conoscenze pregresse, i gruppi propongono possibili patologie o emergenze, potenziali cause o percorsi d'azione iniziali. È importante che queste ipotesi siano esplicitate, anche se incomplete. In questa fase, l'obiettivo è identificare il problema, rilevare i segni e sintomi, applicare i primi interventi di soccorso e riconoscere i fattori di rischio evolutivi.
    • Definizione degli obiettivi di apprendimento (Learning Issues): questa è la fase più critica. I discenti si chiedono: "Cosa dobbiamo sapere per risolvere questo caso?". Questi obiettivi diventano la loro agenda di studio. Possono riguardare patologie, anatomia, trattamenti e modalità di soccorso ...
  • Ruolo cruciale dell'istruttore:
    • Facilitatore della discussione: non rispondere alle domande, ma aiutare i discenti a formularle correttamente e a rimanere concentrati sul problema.
    • Catalizzatore del pensiero critico: porre domande come: "quali sono le tue ragioni per quella ipotesi?", "quali informazioni ti mancano per essere sicuro?".
    • Guida alla rilevanza: aiutare a distinguere tra informazioni pertinenti e quelle meno rilevanti.

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L'istruttore come fonte di conoscenza: approfondimento guidato e strutturato

A differenza di alcuni modelli PBL più classici in cui la ricerca è demandata primariamente ai discenti, in questo approccio l'istruttore assume un ruolo centrale nella fase di acquisizione delle informazioni. Una volta che i discenti hanno analizzato il caso e formulato le loro ipotesi e obiettivi di apprendimento, l'istruttore non li lascia alla sola ricerca autonoma, ma guida attivamente la lezione, presentando i contenuti teorici e pratici necessari.

  • Obiettivo: fornire in modo strutturato e approfondito le conoscenze fondamentali relative all'anatomia, fisiologia, patologie e tecniche di intervento pertinenti al caso clinico, garantendo che tutti i discenti acquisiscano una base solida e validata.
  • Modalità di erogazione del :
    • Esposizione contenutistica: l'istruttore prende la parola per spiegare in dettaglio gli argomenti che i discenti hanno identificato come "obiettivi di apprendimento". Questo può includere :
      • Anatomia e Fisiologia
      • Principali cause patologiche
      • Segni e Sintomi
      • Modalità di Soccorso e Interventi
    • Risposte dirette: l'istruttore risponde alle domande dei discenti durante questa fase di esposizione.
    • Fornitura del materiale: l'istruttore può distribuire materiale di riferimento o le slide stesse ai discenti a seconda del tipo di modalità utilizzata (libri, dispense ecc .. ).

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Confronto e validazione delle ipotesi: la verità rivelata

Una volta che l'istruttore ha fornito il quadro completo e accurato degli argomenti, si torna a ricollegare tutte le informazioni al caso clinico iniziale. Questa è la fase in cui le proposte iniziali dei discenti vengono messe alla prova con le conoscenze acquisite.

  • Obiettivo:
    • Revisione critica: confrontare le ipotesi iniziali dei discenti con le evidenze e le conoscenze appena presentate dall'istruttore.
    • Validazione e correzione: identificare quali proposte erano adeguate, quali necessitano di correzione o integrazione, e perché. Non si tratta di "giudicare", ma di guidare un processo di apprendimento critico.
    • Consolidamento dell'apprendimento: fissare i concetti chiave attraverso l'applicazione diretta e il confronto tra il "ragionamento iniziale" e il "ragionamento basato sulle nuove conoscenze".
  • Ruolo cruciale dell'istruttore:
    • Guida alla discussione comparativa: l'istruttore riapre la discussione sul caso chiedendo: "alla luce di ciò che abbiamo appena imparato su anatomia, fisiologia, cause e interventi, come rivalutate le vostre ipotesi iniziali? C'è qualcuno che si è avvicinato alla problematica o al primo intervento corretto? Cosa fareste ora, con queste nuove informazioni?".
    • Eviscerazione delle proposte: ogni proposta fatta in fase di analisi iniziale viene ripresa e analizzata: "la proposta del gruppo di pensare a un relativo problema "x" era corretta perché ... tuttavia ... "
    • Rafforzamento dei concetti: l'istruttore evidenzia le connessioni tra i sintomi del caso e le patologie, gli interventi e i protocolli.
  • Domande Guida per l'Istruttore:
    • "Cosa abbiamo imparato di nuovo oggi?"
    • "Quali sono stati i passaggi più difficili del processo e come li abbiamo superati?"
    • "Se dovessimo affrontare un caso simile, cosa faremmo diversamente?"
    • "Quali soft skills abbiamo esercitato e come possiamo migliorarle?"
  • Beneficio per l'Esame e la Pratica: Questa riflessione profonda migliora non solo la memorizzazione delle nozioni, ma anche la capacità di ragionamento e di auto- regolazione dell'apprendimento, essenziale sia per superare esami complessi sia per la pratica clinica dove l'auto-aggiornamento è vitale.

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Il ruolo essenziale dell'istruttore: da sapiente a guida esplorativa

In un contesto PBL, l'istruttore non è più il "saggio sul palco", ma diventa la "guida a lato" ("guide on the side"). Questo cambiamento di ruolo è profondo e richiede una specifica preparazione e mentalità.

  • Progettista del problema (laddove non già predefinito): la scelta e la strutturazione del caso clinico sono la base. Il caso deve essere autentico, rilevante, di complessità adeguata (non troppo semplice da non stimolare, non troppo complesso da essere demotivante) e, soprattutto, deve avere un potenziale di apprendimento chiaro e definito, in linea con gli obiettivi del corso.
  • Facilitatore e non risolutore: la tentazione di fornire la risposta o di correggere immediatamente è forte, ma deve essere contenuta. L'istruttore deve resistere alla tentazione di "dare la pappa pronta", ma piuttosto stimolare il ragionamento con domande (socratiche) che spingano i discenti a trovare autonomamente le risposte.
  • Gestore delle dinamiche di gruppo: un buon facilitatore sa come incoraggiare la partecipazione di tutti, gestire i conflitti, promuovere un clima di rispetto e collaborazione, e assicurare che ogni voce sia ascoltata.
  • Modello di pensiero critico: l'istruttore deve dimostrare egli stesso un approccio critico, interrogandosi e stimolando i discenti a fare lo stesso, non accettando risposte superficiali e chiedendo sempre le basi del ragionamento.
  • Mentore: oltre al processo didattico, l'istruttore è un punto di riferimento per lo sviluppo professionale e personale dei discenti, fornendo orientamento e supporto.

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Simulazione di Lezione PBL: Il Caso dell'Apparato Respiratorio

Per illustrare come slide sull'apparato respiratorio possano essere integrate in una sessione PBL, consideriamo l'inizio della presentazione con un caso clinico e gli obiettivi di apprendimento.

Setting: Aula, proiezione delle slides, istruttore e gruppo discenti.

Istruttore: "Buonasera a tutti, sono il vostro istruttore. Oggi inizieremo la nostra sessione con un caso clinico reale. Vi chiederò di aiutarmi a capire la situazione e a decidere i passi successivi, analizzando assieme il caso proposto."

(Lettura del caso) Istruttore: "Siete sul lungomare, in rientro da un servizio, quando una persona molto confusa vi ferma. Vi dice che il suo vicino sta male ed è cianotico. Mentre aspettate l'auto medica, vi chiede di entrare allo stabilimento balneare Flora. Una volta lì, trovate la vittima seduta su una sedia a sdraio, ha respiro sibilante, è agitato e cerca di sollevarsi."

Istruttore: "Bene, questa è la situazione iniziale. Ora, in base a ciò che avete sentito, cosa vi salta in mente? Quali sono le prime domande che vi ponete? Cosa vi preoccupa di più di questa descrizione?"

(I discenti iniziano a discutere. L'istruttore ascolta, interviene solo per stimolare, raccogliere le idee ma mai per correggere.)

  • Discente 1: "Cianotico è un brutto segno, mancanza di ossigeno. E il respiro sibilante ... "
  • Discente 2: "È agitato, quindi non riesce a respirare bene e questo lo mette in ansia."
  • Discente 3: "Sì, e cerca di sollevarsi, probabilmente per cercare una posizione che gli faciliti la respirazione."

Istruttore: "Ottime osservazioni. Quindi parliamo di difficoltà a respirare per mancanza di ossigeno (anossia), attacco di ansia e sottolineiamo il fatto che voglia mettersi seduto. E quali potrebbero essere le possibili cause di questi sintomi? Cosa potrebbe essergli successo? Fate delle ipotesi."

(I discenti propongono varie ipotesi: asma, crisi cardiaca, ostruzione delle vie aeree, ecc.)

Istruttore: "Perfetto, abbiamo alcune ipotesi, teniamole a mente tutte. Ora, per capire meglio, quali informazioni vi mancano? Cosa dovremmo sapere e cosa dovremmo fare per aiutarlo?"

(I discenti, guidati dall'istruttore, iniziano a elencare possibili soluzioni, che l'istruttore annota. Dopodiché si pubblica la slide relativa all'argomento: apparato respiratorio).

  • Discente 4: "Dobbiamo capire meglio come funziona la respirazione, l'apparato respiratorio."
  • Discente 5: "Dobbiamo sapere quali sono i segni e sintomi di una crisi respiratoria."

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