Intervento sui Minori Maltrattati e sui Familiari Maltrattanti

Documento sull'intervento sui Minori Maltrattati e sui Familiari Maltrattanti. Il Pdf, utile per studenti universitari di Psicologia, descrive le fasi di rilevamento, diagnosi e presa in cura, la sindrome da adattamento all'abuso e le strategie di intervento sui familiari.

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INTERVENTO SUI MINORI MALTRATTATI E SUI FAMILIARI
MALTRATTANTI
1. FASI E MODALITA’ DI INTERVENTO SU MINORI
MALTRATTATI
Nonostante il 1900 sia stato definito IL SECOLO DEL FANCIULLO
(giuridicamente il bambino viene riconosciuto come soggetto debole, in
formazione, che ha bisogno di cure e attenzioni, ancora oggi ci sono
bambini che subiscono maltrattamenti.
I professionisti dell’aiuto (chi svolge relazione di aiuto) è importante che:
1. individuino precocemente eventuali casi critici di maltrattamenti
2. effettuino diagnosi
3. si prendano cura del minore
4. predispongano interventi mirati a limitare le CONSEGUENZE
NEGATIVE DEL TRAUMA subito
INTERVENTO su minori vittimi di abuso e violenza IN 3 MOMENTI
- Rilevamento
- Diagnosi
- Presa in cura
a. RILEVAMENTO
Processo che permette di riconoscere alcuni sintomi e indicatori che
potrebbero essere riconducibili a un maltrattamento
Imp riconoscere sia le situazioni a rischio sia quelle in cui il fenomeno è IN
CORSO.
Chi Rileva? Professionisti dell’aiuto, Persone che entrano in contatto
diretto nella quotidianità
Dopo il rilevamento imp procedere con CAUTELA, ANALIZZANDO
OGGETIVAMENTE i fatti
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PROFESSIONISTI = Medici, Pediatri,che conoscono il bambino fin dalla
nascita e ne seguono lo sviluppo. Durante le visite il medico nota la
presenza di lesioni o comportamenti non adeguati.
Operatori dei servizi sociali: in caso di presa in carico per famiglia in
difficoltà
Psicoterapeuti (che hanno in cura gli adulti e che conoscono le loro
patologie e la pericolosità per l’intero nucleo familiare)
ALTRE PERSONE = Insegnanti di scuola, Educatori.
E’ comunque necessario che ci sia un confronto tra colleghi e poi con
professionisti per segnalare il caso ai servizi sociali perché il minore possa
essere preso incarico.
1983 psichiatra americano ROLAND SUMMIT parla di SINDROME DA
ADATTAMENTO ALL’ABUSO = sindrome che puo’ svilupparsi nelle giovani
vittime di abuso sessuali che si adattano alla situazione di violenza subita
senza manifestare sintomi particolari nel comportamento(una sorta di
anestesia). Vittime che si mostrano tranquille, normali.
5 fasi SINDROME
1. SEGRETEZZA (l’abusante obbliga il minore a mantenere il segreto
dietro minaccia. Si usa la comunicazione: “se lo dici, sarà una
tragedia”, “Se lo viene a sapere, la mamma si arrabbierà tanto con
te!”)
2. SENSO DI IMPOTENZA (il minore non è in grado di opporsi perché
dipende dall’autorità di una figura adulta)
3. INTRAPPOLAMENTO E ADATTAMENTO (il minore si adatta alla
violenza e cerca di ISOLARE LE EMOZIONI causate dall’abuso in
modo che questo non invada altri ambiti della sua vita)
4. RILEVAZIONE ATTARDATA (il minore è manipolato dall’adulto quindi
non denuncia l’abuso, ma a volta capita che venga scoperto da
qualcuno in tempi successivi)
5. RITRATTAZIONE (il minore riconsidera la denuncia dicendo di essersi
sbagliato. Ha SENSI DI COLPA.

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Anteprima

Fasi e Modalità di Intervento sui Minori Maltrattati

Nonostante il 1900 sia stato definito IL SECOLO DEL FANCIULLO
(giuridicamente il bambino viene riconosciuto come soggetto debole, in
formazione, che ha bisogno di cure e attenzioni, ancora oggi ci sono
bambini che subiscono maltrattamenti.

I professionisti dell'aiuto (chi svolge relazione di aiuto) è importante che:

  1. individuino precocemente eventuali casi critici di maltrattamenti
  2. effettuino diagnosi
  3. si prendano cura del minore
  4. predispongano interventi mirati a limitare le CONSEGUENZE
    NEGATIVE DEL TRAUMA subito

Intervento su Minori Vittime di Abuso e Violenza in 3 Momenti

  • Rilevamento
  • Diagnosi
  • Presa in cura

a. Rilevamento

Processo che permette di riconoscere alcuni sintomi e indicatori che
potrebbero essere riconducibili a un maltrattamento
Imp riconoscere sia le situazioni a rischio sia quelle in cui il fenomeno è IN
CORSO.
Chi Rileva? Professionisti dell'aiuto, Persone che entrano in contatto
diretto nella quotidianità
Dopo il rilevamento imp procedere con CAUTELA, ANALIZZANDO
OGGETIVAMENTE i fatti

1PROFESSIONISTI = Medici, Pediatri,che conoscono il bambino fin dalla
nascita e ne seguono lo sviluppo. Durante le visite il medico nota la
presenza di lesioni o comportamenti non adeguati.
Operatori dei servizi sociali: in caso di presa in carico per famiglia in
difficoltà
Psicoterapeuti (che hanno in cura gli adulti e che conoscono le loro
patologie e la pericolosità per l'intero nucleo familiare)
ALTRE PERSONE = Insegnanti di scuola, Educatori.
E' comunque necessario che ci sia un confronto tra colleghi e poi con
professionisti per segnalare il caso ai servizi sociali perché il minore possa
essere preso incarico.

Sindrome da Adattamento all'Abuso

1983 psichiatra americano ROLAND SUMMIT parla di SINDROME DA
ADATTAMENTO ALL'ABUSO = sindrome che puo' svilupparsi nelle giovani
vittime di abuso sessuali che si adattano alla situazione di violenza subita
senza manifestare sintomi particolari nel comportamento(una sorta di
anestesia). Vittime che si mostrano tranquille, normali.

5 Fasi della Sindrome

  1. SEGRETEZZA (l'abusante obbliga il minore a mantenere il segreto
    dietro minaccia. Si usa la comunicazione: "se lo dici, sarà una
    tragedia", "Se lo viene a sapere, la mamma si arrabbierà tanto con
    te!")
  2. SENSO DI IMPOTENZA (il minore non è in grado di opporsi perché
    dipende dall'autorità di una figura adulta)
  3. INTRAPPOLAMENTO E ADATTAMENTO (il minore si adatta alla
    violenza e cerca di ISOLARE LE EMOZIONI causate dall'abuso in
    modo che questo non invada altri ambiti della sua vita)
  4. RILEVAZIONE ATTARDATA (il minore è manipolato dall'adulto quindi
    non denuncia l'abuso, ma a volta capita che venga scoperto da
    qualcuno in tempi successivi)
  5. RITRATTAZIONE (il minore riconsidera la denuncia dicendo di essersi
    sbagliato. Ha SENSI DI COLPA.

2b. Diagnosi Maltrattamento: Medica e Psicologica

Diagnosi Medica

  • Visita pediatrica
  • Radiografie (per traumi, contusioni e fratture)
  • Tac cerebrale (escludere possibili traumi al cervello)
  • Esami del sangue (per capire se sono stati somministrati farmaci
    inappropriati o sostanze stupefacenti ... )

Diagnosi Psicologica

Valutare l'entità del disagio esistente e tracciare un profilo della
personalità della presunta vittima individuando qualità, doti, capacità
che possono aiutare il soggetto ad affrontare la situazione

c. Presa in Cura del Minore

Bisogna mettere in atto una terapia che puo' essere medica o psicologica
a seconda delle necessità

TERAPIA MEDICA = INTERVENTI A CARATTERE MEDICO: curare le lesioni
fisiche e eventuali patologie conseguenti alla violenza subita, facendo
controlli periodici
TERAPIA PSICOLOGICA O PSICOTERAPIA: INTERVENTI INDIVIDUALI A
CARATTERE PSICOLOGICO PER

  • RIELABORARE IL TRAUMA e aiutare i soggetti a elaborare reazioni
    emotive,
  • aiutare il minore a recuperare la relazione con i genitori,
  • attenuare la sintomatologia manifestata dal minore.

La psicoterapia per gli utenti piu' piccoli (FINO A 10 anni) usa strategie
diverse da quelle a cui si ricorre con l'adulto, che invece si possono
rivolgere ai preadolescenti e agli adolescenti i quali preferiscono parlare e
raccontare.
Secondo MELANIE KLEIN IL BAMBINO PUO' ESSERE PSICOANALIZZATO
PERCHE' GIA' PRESENTI LE ISTANZE/STRUTTURE DELLA MENTE E LE
PULSIONI della natura umana
PER I MINORI PICCOLI si utilizza il GIOCO e il DISEGNO

3Si utilizza anche test della personalità con i quali il terapeuta puo'
completare il quadro di riferimento e contestualizzare meglio
l'intervento.

1. Utilizzo del Gioco in Ambito Terapeutico

Riferimento alle Teorie del gioco (Sviluppo della capacità di giocare): in
particolare Jean Piaget File "Teorie del gioco" in "Gioco"
Il gioco è una attività fondamentale dell'infanzia con la quale il bambino
ESPRIME EMOZIONI E VISSUTI PERSONALI, il proprio mondo interiore e la
propria percezione di quello esterno (Klein e Winnicot come psicoanalisti
infantili)
Con il Corpo, il Movimento, i Contenuti del Gioco , il bambino riesce a
dare voce a:

  • SENSAZIONI,
  • PENSIERI
  • ESPERIENZE
    senza verbalizzarli.

Il gioco permette di RIELABORARE IN MODO SPONTANEO I DIVERSI
ASPETTI DELLA REALTA' E MANIFESTARE LA PROPRIA PERSONALITA'.
Il gioco serve per conoscere la personalità del piccolo (comportamenti e
stati d'animo).
Si parla di TERAPIA LUDICA o PLAY THERAPY per indicare quel tipo di
terapia che viene condotta col gioco, utilizzato come strumento per
entrare nel mondo psichico del giovane paziente, comprendere il suo
disagio e curarlo.
Infatti il giorno permette di fare una diagnosi e attivare un processo di
cura.
Il terapeuta osserva il gioco del bambino cercando di cogliere gli aspetti
importanti per lui, decifrandone le emozioni e fornendo una chiave di
lettura

4Scopo Terapia Ludica

La vittima rappresenta in modo distaccato gli eventi che lo hanno
traumatizzato. La vittima riesce a RIELABORARE I CONTENUTI NEGATIVI,
accettarli e superarli poi, senza verbalizzarli !!!

Struttura Gioco

Se il minore ha subito un maltrattamento, spesso il suo modo di giocare
presenta queste caratteristiche ...

  1. Il minore ha un ATTEGGIAMENTO DI CONTROLLO verso adulto
  2. Il minore mette in atto azioni RIPETITIVE, DISORGANIZZATE (il
    minore cambia attività frequentemente senza mostrare interesse)
  3. Il minore mostra ASSENZA DI IMMAGINAZIONE E CREATIVITA'.

Contenuti del Gioco

  1. Rabbia, aggressività (il piccolo lancia oggetti, colpisce e uccide
    oggetti ... )
  2. Pericolo, sopraffazione, senso di vuoto (il bambino spesso è solo e
    isolato, rappresenta situazioni di pericolo in cui uomini minacciano
    animali o altri uomini ... )
  3. SESSUALITA' (il bambino richiama la violenza sessuale)
  4. VERGOGNA (il bambino rappresenta personaggi che compiono
    azioni sbagliate, come nella violenza sessuale)

Esempio di Gioco: Il Gioco della Sabbia

SANDPLAY THERAPY = terapia ludica inventata dalla psicoanalista
junghiana DORA MARIA KALFF (1904-1990)
che usa la
manipolazione della sabbia.

Regole del Gioco

Vassoio con sfondo blu di sabbia (asciutta o bagnata), oggetti in miniatura
(edifici, case, persone, età, genere sessuale differente, alberi, piante, fiori,
animali, foglie, sassi, personaggi fantastici, mezzi di trasporto .... )

5Le rappresentazioni che il giovane paziente crea sono dei veri e propri
QUADRI DI SAGGIA che vengono fotografati dal terapeuta in modo da
poterli analizzare in un secondo momento.
Per la psicoanalisi questi rappresentano I CONTENUTI INCONSCI DEL
SOGGETTO e LE SUE DINAMICHE INTRAPSICHICHE.
Il minore ha LIBERTA' DI AZIONE, il minore agisce in prima persona
esprimendo col corpo ciò che gli è difficile verbalizzare e dominando il
gioco in modo del tutto personale.
CON
QUESTO
GIOCO
IL
PAZIENTE
RAPPRESENTA
TRIDIMENSIONALMENTE LA SUA SITUAZIONE PSICHICA e rende visibile
il conflitto presente nel suo mondo interiore: prima o poi arriva a dare
sfogo ai contenuti che gli provocano maggiore sofferenza e che lui stesso
nega (imp per rielaborare il trauma subito e scurare le ferite aperte)
Questa terapia puo' essere utilizzata in una terapia psicoanalitica non
solo con i bambini ma anche con gli adulti. Il bambino puo' mettere in
scena la violenza subita creando QUADRI che rimandano a
OPPRESSIONE; AGGRESSIVITA', TERRORE, SENSI DI COLPA

2. Utilizzo del Disegno

Riferimento allo sviluppo del disegno nell'infanzia, in particolare la teoria
di Lowenfeld in File "Disegno Infantile" in "Gioco"
E' una delle attività piu' creative del comportamento dei bambini e delle
bambine ed è considerato un LINGUAGGIO IMP PER COMUNICARE IL
MONDO INTERIEORE:
Il minore proietta TENSIONI, ANSIE, DESIDERI.
Già prima dei 2 anni. Le forme prodotte hanno significati particolari e
diventano la rappresentazione della realtà di esperienze e di stati d animo
precisi.

6IL DISEGNO E' UNO SPAZIO DA RIEMPIRE in cui essi sanno di potersi
esprimere liberamente: UN LUOGO SIMBOLICO CHE ACCOGLIE I VISSUTI E
LE EMOZIONI.
Il DISEGNO COME TERAPIA = DRAW THERAPY Terapia che usa il disegno
per entrare nel mondo psichico del paziente, comprenderne il disagio e
curalo.
Il disegno ha un aspetto positivo = è un modo naturale e poco intrusivo
per entrare in sintonia con i bambini e le bambine. E' una attività di
espressione alternativa quando il soggetto non riesce a esternare a parole
ciò che prova.
SI ANALIZZA:

  1. Tratto
  2. SPAZIO
  3. FORME
  4. COLORI
  5. DIMENSIONI
  6. CONTENUTI

Esempio: nei disegni dei bambini maltrattati sono presenti indicatori
grafici nella FIGURA UMANA che si riconducono a impulsività, rabbia,
aggressività: braccia lunghe, mani grandi, occhi incrociati, arti disegnati in
modo asimmetrico, collo assente.
Oltre al disegno libero, possono essere somministrati TEST PROIETTIVI
come il disegno della famiglia, della casa, dell'albero che vengono
sottoposti in maniera struttura al bambino e alla bambina.
Anche qui è imp CAPIRE IL TRATTO, LE FORME, IL CONTENUTO, LO
SPAZIO usato nel foglio.
Riferimento a test di Rorschach, test della Famiglia di Louis Corman e test
Albero di Karl Koch File "Test Famiglia e Albero" in "Gioco"

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