Documento universitario sull'antropologia del mondo contemporaneo. Il Pdf esplora concetti chiave come la cultura secondo Tylor, la diversità culturale, la globalizzazione, la glocalizzazione, l'indigenizzazione e il non-luogo di Marc Augé, utili per lo studio universitario.
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Tylor (1832-1917), antropologo britannico, elabora la prima definizione (1871) del concetto antropologico di cultura:
Nel corso del Novecento molte definizioni di cultura, suddivisi in tre raggruppamenti:
Non esiste una monocultura Il mondo contemporaneo è unificato ma non uniformato: tanti mondi eterogenei (diverse) ma collegati -> nonostante ci sia il fenomeno della globalizzazione Siamo tutti contemporanei: non esistono culture «inferiori» e «superiori>>
ANTROPOLOGIA DELLA VITA URBANA (1992) LA DIVERSITÀ CULTURALE (2001) Interessi: antropologia urbana, media e globalizzazione Antropologo svedese, professore di antropologia sociale all'università di Stoccolma
-> la cultura è un flusso di significati: l'uomo si distingue dagli animali perché produce cultura e diffonde significati che non sono mai identici, non sono prevedibili e cambiano (bergson- fluidità del tempo)
La città è «Il luogo dove si può trovare una cosa mentre se ne cerca un'altra»): nelle città vede una rielaborazione della cultura globale (ciò che viene dall'esterno viene rielaborato in base allo stile di vita locale) Ecumene globale -> 'espressione, che deriva dalla parola greca "oikoumene - casa in cui tutti viviamo", indica la condizione dell'uomo contemporaneo che vive in un mondo senza più confini tra i diversi paesi e le diverse società, condividendo uno spazio culturale comune, nel quale gli elementi globali vengono recepiti e riformulati localmente. -> l'elemento locale viene modificato dall inserimento di quello globale
Hannerz esamina: - il processo di assorbimento locale dei flussi culturali globali - l'interazione tra elementi culturali globali e locali (glocalizzazione) È a livello locale (= la nostra comunità) che le influenze globali (= il contatto con gli stranieri) sono filtrate, trasformate, incorporate in credenze e pratiche. = un elementi globale inserito in un contesto locale viene trasformato -> Per Hannerz la cultura globale non può esistere senza quella locale. Hannerz considera insufficiente che, in un mondo sempre più interconnesso, la comprensione della cultura venga limitata al contesto nazionale -> si deve tenere conto di queste interazione con il globale , non si può osservare la cultura solo dal punto di vista locale - il locale è contaminato dal globale ( l'interazione è reversibile) Per lui la cultura = è data da un quadro culturale mondiale creato attraverso l' interconnessione di varie culture locali (attraverso lo sviluppo di culture che non hanno un chiaro ancoraggio in un determinato territorio) per Hannerz -> Cultura come FLUSSO DI SIGNIFICATI cioè non più legata ad un luogo preciso MA la circolazione di significati culturali avviene in uno spazio sempre più globale Esempio: le comunità su internet -> c'è uno scambio di cultura, di significati tra diverse persone appartenenti a luoghi diversi
Hannerz riprende i due elementi emersi con Clifford Geertz - l'incompletezza dell'essere umano-> l'uomo non nasce subito provvisto di tutti gli strumenti adeguati alla sopravvivenza (al contrario degli animali che sviluppano subito le capacità di adattamento) - La capacità di produrre significati Mette in evidenza l'autonomia degli individui nella loro relazione con la cultura: -> l'individuo non è un contenitore passivo ma partecipa e modifica la cultura in cui è immerso.
- IL NON LUOGO - ROVINE E MACERIE - IL SENSO DEL TEMPO (2004) - LA MADRE DI ARTHUR (2005), - ANTROPOLOGIA DEL MONDO CONTEMPORANEO (2006) - INTRODUZIONE A UN'ANTROPOLOGIA DELLA SURMODERNITÀ (1996) -> Antropologo, etnologo, scrittore, filosofo francese -> Compie ricerche in Africa, in Costa d'avorio, Togo, in America latina, in Francia, Italia e Spagna (lavora sul campo)
Ha evidenziato alcuni aspetti prioritari della società contemporanea: - La solitudine-> l'uomo è da solo in un mondo globalizzato - La relazione tra «l'io» e «l'altro>> - Il non luogo -> luoghi che non hanno un'identità (autogrill, trasporti pubblici, autostrade) - Spazio anonimo, frequentato da gruppi di persone in transito, che non si relazionano- tutti quegli spazi che hanno la prerogativa di non essere identitari, relazionali e storici - Sono tutti quegli ambiti adibiti alla circolazione, al consumo e alla comunicazione. ) - L'accelerazione della storia (dimensione temporale) - Il restringimento del pianeta (dimensione spaziale)
L'immaginazione diventa il principale strumento di costruzione dell'identità e della soggettività, attraverso-> l'imitazione di flussi culturali globali - favoriti dai media, dagli spostamenti, dalla circolazione di beni. = Immaginiamo di vivere in un luogo diverso, di comportarci in maniera diversa, imitando pratiche e atteggiamenti che riteniamo più attraenti - influenzati dai media -> si creano delle identità collettive diverse dalle nostre
L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione Scientifica e Culturale (UNESCO) definisce la cultura come un "insieme di caratteristiche spirituali, materiali, intellettuali ed emotive distintive di una società o di un gruppo sociale che comprende, oltre all'arte e alla letteratura, stili di vita, modi di convivenza, sistemi di valori, tradizioni e credenze" (UNESCO, 2011). Questa definizione consente due interpretazioni diverse ma complementari del concetto di cultura:
I due significati della cultura sono indissolubilmente legati - interazione dei popoli nel contesto della globalizzazione Uno degli ostacoli fondamentali al dialogo interculturale è l'abitudine di concepire le culture come entità fisse, come se vi fossero delle linee di faglia a separarle. Le culture non sono entità chiuse o statiche - Il dialogo tra le culture diventa più facile se pensiamo alle culture come a confini porosi che trattengono il potenziale creativo degli individui che racchiudono. Le culture, come gli individui, esistono in relazione l'una con l'altra.
ORIGINI E DIFFUSIONE DEI NAZIONALISMI (1983) - un sociologo irlandese - statunitense di ispirazione marxista, noto in particolare per i suoi studi sul nazionalismo e per il concetto di comunità immaginate. - Nel libro del 1983 affronta la questione della genesi e della struttura del nazionalismo -> 'aggettivo "immaginate" utilizzato nel titolo del libro di Anderson si riferisce non a una immaginazione sganciata dalla realtà, quanto alla naturale vocazione simbolica degli individui a immaginarsi come membri di una comunità che li trascende.
-> Dalla libera associazione e dalle relazioni di scambio tra soggetti individuali di diritti e di doveri: il senso di appartenenza deve essere spontaneo -> La secolarizzazione: il venir meno del diritto divino di un sovrano a dominare su un certo territorio. -> Dal capitalismo della stampa: produzione su scala industriale di quotidiani, giornali, romanzi ... (ciascun individuo si sente parte di una comunità) : anche la stampa e i media contribuiscono alla diffusione di queste comunità immaginate - la genesi del concetto di nazione è connessa al fatto che gli individui si sentono immaginati in una comunità (immaginario collettivo) esempi di comunità immaginate oggi: i mezzi di comunicazione permettono di costruire comunità immaginate e quindi di individui che desiderano appartenere a quella comunità.