Documento del Prof. Monti G. su Emergenze medico-chirurgiche – O2 terapia e ventilazione. Il Pdf esplora le strategie terapeutiche per l'insufficienza respiratoria, concentrandosi sull'ossigenoterapia e la ventilazione, utile per lo studio universitario.
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Emergenze medico-chirurgiche - Prof. Monti G. - Dispnea, O2 terapia, ventilazione
Emergenze medico-chirurgiche
O2 terapia e ventilazione
Prof. Giacomo Monti - 12/03/2024 - Autori: Ilaria Leonardo, Marco Gambirasio - Revisore: Francesca Pirone
Le strategie terapeutiche dell'insufficienza respiratoria si basano su tre cardini:
L'ossigenoterapia è il capostipite del supporto respiratorio.
Bisogna sempre ricordare che l'ossigeno è un farmaco, che va somministrato secondo un preciso schema
terapeutico basato su concentrazioni (FiO2) e dosi-tempi (L/min) prestabiliti. Quello che interessa realmente
è la FiO2 perché ci sono diverse modalità (tipi di device e L/min) per ottenere una stessa FiO2.
Gli strumenti a disposizione per la somministrazione di ossigeno sono:
Colore
azzurra
bianca
arancione
gialla
rossa
verde
reservoir
Flusso
2 l/min
4 l/min
6 l/min
8 l/min
10 l/min
15 l/min
15 l/min
Conc.
24%
28%
31%
35%
40%
60%
75-85%
Air
Air
aria
fonte di O2
paziente
O
O
aria
aria
O
O2
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Ad esempio, se si vuole passare dal 31% al 35% bisogna sostituire il nottolino arancione con il giallo.
Questo perché passare direttamente da 6 L/min a 8 L/min non permette di sapere esattamente quello che
sta succedendo e non è scontato che la FiO2 salga.
Solitamente, quando bisogna aumentare la FiO2, si preferisce abbandonare gli occhialini a favore delle
maschere che coprono tutta la faccia (naso e bocca) perché se l'O2 entra dal naso ma il malato respira con
la bocca (che è libera nel caso delle cannule nasali) ovviamente non respira quello che gli vogliamo dare;
dunque, uno dei limiti degli occhialini è l'imprevedibilità del risultato, che dipende dalla modalità di
respirazione del malato.
Questo limite nelle HFNC viene superato dal fatto che il flusso di mescola erogato va dai 20 ai 60 L/min,
superiore al picco di flusso inspiratorio del malato (circa 15 L/min). Se, per esempio, diamo ossigeno a un
flusso di 3 L/min, il paziente prende i restanti 12 L/min dalla bocca. Se, invece, il malato inspira ossigeno
a 20 L/min, i 5 L/min in eccesso escono dalla bocca; nelle HFNC, quindi, il cavo orale viene riempito dalla
mescola che somministriamo e in questo modo, anche respirando dalla bocca, il malato respira l'aria che
noi gli abbiamo messo in bocca attraverso il naso. Il vantaggio delle HFNC è che la bocca è libera e quindi
il malato può mangiare, parlare e sentirsi meno claustrofobicamente costretto dalla mascherina.
Le HFNC oltre ad essere un sistema di ossigenoterapia, perché permettono di modificare la FiO2 respirata
dal paziente aumentando la quantità di ossigeno nella mescola respiratoria, permettono anche di mettere
in atto una terapia basata sulle pressioni, perché riescono a creare una minima pressione positiva di fine
espirazione (PEEP). Infatti, quando il malato è posto di fronte a un flusso che arriva fino a 60 L/min,
l'espirazione sarà più difficoltosa e questo fa si che la pressione residua nel polmone alla fine
dell'espirazione aumenti. Quindi, le HFNC sono un sistema a ponte tra reservoir/Venturi e la CPAP.
Le due indicazioni principali le HFNC sono i pazienti:
Overview of recommendations
Recommendation 1 STRONG
Stop oxygen therapy no higher
than 96% saturation
Recommendation 2 WEAK
We suggest not starting oxygen
therapy between 90-92% saturation
Peripheral capillary
oxygen saturation (SpO2)
100
99
98
96
95
94
92
91
90
89
88
87
or myocardial
infarction
Applies to:
Acutely ill adult
medical patients
(with exceptions)
Recommendation 3
Do not start oxygen therapy
at or above 93% saturation
Recommendation 3 - lower limit (>92%)
Comparison of benefits and harms - patients with stroke
Favours oxygen therapy
No Important difference
Favours na oxygen therapy
In hospital
Events per 1000 people
Evidence quality
* * * * Moderabe
3-6 months
Functionally depend
Ne Important differentt
#### MOOHAR
Severe disability
Ne Important different#
. . . . Moderate
Comparison of benefits and harms - patients with myocardial infarction
Favours ory
No Important different
Favours na oxygen therapy
In hospital
Events per 1000 people
Evidence quality
Mortality
Ne Important difference
* * * * Moderate
Chest pain requiring antanginal
No Important difference
* * * * Moderate
6 months
Oxygen therapy
No oxygen therapy
Coronary revascularisation
106
Modera
Strong
Weak
Weal
Strong
6 months to 1 year
Recument myocardial infarction
11 fewer
. . . . Huth
L'insufficienza respiratoria di tipo II è causata da un difetto di pompa ed è caratterizzata da ipercapnia
(causata dalla riduzione della ventilazione alveolare).
La terapia eziologica si differenzia in base alla componente responsabile dell'insufficienza respiratoria:
La terapia di supporto nell'insufficienza respiratoria di tipo II si basa
sull'aumentare la ventilazione alveolare (VA), ovvero la quantità di aria che
raggiunge gli alveoli: in questo modo, al netto della produzione di CO2, si ha una
riduzione della PACO2, che è uguale alla PaCO2.
L'aumento della ventilazione alveolare si può ottenere andando ad aumentare: