Documento da Università su Patologia clinica. Il Pdf descrive le cellule coinvolte nel processo infiammatorio, distinguendo granulociti e agranulociti, e i mediatori sistemici e non proteici dell'infiammazione. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Biologia, illustra anche le risposte sistemiche associate all'infiammazione, come leucocitosi e febbre.
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Lezione del 04.04.2024 Francesca Chiolle Prof. Alessandro Rimessi
La risposta infiammatoria è vascolare , quindi sono le cellule dei vasi (endotelio e lamina muscolare liscia) che sono responsabili della trasmigrazione dei leucociti attraverso il vaso. Il termine leucocita è generico ed indica tutte le cellule della difesa: essi possono essere residenti, ovvero si trovano in alcuni tessuti all'interno del nostro organismo che fanno reazione vascolare per richiamare altre cellule della difesa
I leucociti si possono suddividere in base alla loro morfologia in due macrocategorie:
Tra le cellule linfoidi troviamo invece i monociti che sono cellule altamente differenziate, il loro completo differenziamento le porterà a diventare macrofagi. Sono circolanti nel sangue e possono migrare a livello extra basale, il loro contributo è minimo in quanto sarebbe opportuno differenziare completamente i macrofagi per poi sfruttare le loro capacità leucocitaria. Noi li reclutiamo per poi completare il differenziamento e farli maturare in macrofagi, cellule altamente fagocitarie.
Fibroblasti e tessuto connettivo non hanno ruolo pro-infiammatorio in quanto producono pochissimi mediatori, il loro ruolo nella risposta infiammatoria è quello di sostituzione cellulare all'interno del tessuto per formare la cosiddetta "cicatrice" in caso di danno tissutale.
Piastrine e le cellule endoteliali si devono predisporre per permettere il passaggio del leucocita attraverso la parete del vaso. Quindi la loro contrazione è fondamentale in quanto devono allargare questa giunzione attraverso la vasodilatazione ma poi attraverso la loro pseudo contrazione. Loro si allargano, questo spazio si allarga e permette quindi la formazione dell'essudato ma anche il passaggio di leucociti.Le piastrine hanno un ruolo molto importante: nel caso in cui ci sia una causa eziologica innescata da una fase infiammatoria che può provocare un danno all'endotelio formando il tappo piastrinico aggregandosi tra di loro per tamponare la perdita di sangue verso l'ambiente extra vascolare, nello spazio interstiziale che permette la riparazione del vaso (il danno all'endotelio si forma quando si rompe la parete di un vaso). Hanno anche un ruolo all'interno della risposta infiammatoria in quanto le piastrine sono in grado di rilasciare i mediatori a reazione pro-infiammatoria.
Per l'attivazione delle piastrine è necessario che la membrana plasmatica diventi appiccicosa per permettere un'interazione proteina-proteina che consente alle piastrine di unirsi tra loro e formare il tappo piastrinico necessario per tamponare la parte del vaso danneggiata. Durante la fase di attivazione le piastrine non solo esprimono le proteine di adesione, ma anche altre proteine che vengono rilasciate nell'ambiente.
È importante portare le cellule della difesa in prossimità del tappo piastrinico, questo avviene attraverso un'azione chemiotattica, generando un gradiente in prossimità dell'aggregato piastrinico. Questo è fondamentale perché è bene che ci sia un cordone di difesa vicino all'aggregato piastrinico per evitare un'infezione sistemica (setticemia).
In caso di setticemia la risposta infiammatoria sarà elevata poiché non è localizzata ma è nel circolo sanguigno. Per cui le piastrine hanno un ruolo "secondario" ma estremamente importante perché la loro attivazione è necessaria per portare le cellule della difesa in loro prossimità e far sì che non ci siano contaminanti nel sangue. La vasodilatazione sistemica porta ad una caduta di pressione arteriosa talmente brusca e veloce per cui non abbiamo più un'adeguata ossigenazione e di conseguenza il nostro individuo sviene, questo si chiama shock legato a setticemia.
Domanda da casa: "una volta che avviene questo danno immediatamente si portano le cellule della difesa verso il punto interessato attraverso l'azione chemiotattica? È una cosa immediata che avviene all'interno del nostro organismo?"
L'immediatezza è data da quante cellule intervengono, l'immediatezza è data dalla capacità di rilasciare mediatori e la velocità s'intende sempre come quantità di mediatori che vengono rilasciati, se voglio una risposta veloce faccio intervenire più cellule della difesa. L'immediatezza della risposta è proporzionale alla quantità dei mediatori che vengono rilasciati e quindi alle cellule della difesa che vengono reclutate. Nel caso della setticemia e quindi di un danno a livello vascolare la risposta sarà più rapida.
La risposta infiammatoria ha luogo nel tessuto connettivo vascolarizzato: plasma, cellule circolanti, vasi sanguigni, componenti cellulari ed extracellulari del tessuto connettivo
Fibroblast Macroing CELLULE CONNETTWO VARI - MATRICE DEL TESSUTO CONNETTIVO -
La matrice extracellulare consiste di glicoproteine adesive (fibronectina, laminina, collagene) proteine fibrose strutturali (collagene, elastina) e proteoglicani.
una risposta infiammatoria acuta è relativamente di breve durata (prima si spegne e meglio è per il nostro organismo poiché fa meno danni), quando si superano i tre giorni (72h) la probabilità di avere perdite cellulari nel tessuto in questione aumenta, è sicuro che dovremmo intervenire con processi di rigenerazione o riparazione. Si ha la formazione di un essudato (il così detto infiltrato), formato principalmente da neutrofili perché sono la tipologia più abbondante nel sangue e sono le cellule meno specializzate, sicuramente è meglio perdere qualche neutrofilo invece di qualche macrofago. Le cellule migrano, intervengono e eliminano la causa, per cui si va in risoluzione. Se è un'infiammazione acuta semplice non c'è un danno tissutale. Nelle risposte acute semplici intervengono solo i leucociti, quando invece c'è una risposta cronica l'essudato presenta cellule altamente specializzate (macrofagi e linfociti). Nelle risposte acute complesse, che sono una via di mezzo tra quella acuta semplice e quella cronica, c'è uno sviluppo dell'essudato che inizia a cambiare e da una semplice risposta acuta che presenta solo neutrofili si passa alla presenza di cellule più specializzate.
è quando la risposta infiammatoria è cronica (e quindi non c'è risoluzione significa che attivo la risposta infiammatoria, faccio intervenire le cellule della difesa anche le più specializzate ma non sono comunque in grado di eliminare la causa che continua a persistere nel tempo, fino a quando non finisce l'individuo ) il profilo citologico dell'essudato tende a modificarsi facendo spazio a cellule più complesse tra cui macrofagi e linfociti (B e T) facendo sparire i neutrofili. Ho anche un danno tissutale, per cui si rischia di andare incontro a necrosi, fenomeno che aggrava ulteriormente la risposta infiammatoria che abbiamo in atto. Quando la velocità di rigenerazione non è sufficiente in confronto alla velocità di distruzione del tessuto (che sono molto alte) si possono verificare fenomeni di fibrosi e formazione di cisti fibrotica; quindi, si comincia a deporre del tessuto fibroso. Maggiore è la deposizione di tessuto fibroso maggiore è la perdita di funzionalità del tessuto.