Slide sui participi in latino e italiano. Il Pdf esplora il participio presente e perfetto, le loro funzioni nominali e verbali, con esempi pratici per la traduzione. Il documento, adatto per la scuola superiore e la materia Lingue, include anche una sezione sui participi perfetti neutri sostantivati e la funzione predicativa del participio.
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In italiano il participio ha due tempi: presente e passato, mentre in latino i tempi del participio sono tre: presente, perfetto e futuro; già conosciamo il participio perfetto ( pag. 129), che si declina come un aggettivo della I classe (amatus, a, um), ora impariamo a conoscere il participio presente, che si declina come un aggettivo della II classe a una sola uscita (es. amans, amantis; videns, videntis). In italiano molti sono i sostantivi o aggettivi derivati da participi presenti latini: es. studente, docente, dirigente, cantante, amante, vedente, udente, sapiente, capiente, conveniente ecc. che hanno tutti mantenuto il suffisso -nt, caratteristico del latino. Tuttavia nello sviluppo della lin- gua italiana la forma del participio presente è spesso caduta in disuso, sostituita da più comuni e corrispondenti proposizioni subordinate, come ad esempio la relativa o la temporale; noi, infatti, mentre diciamo: "Ho visto la luna calante", non diciamo "Ho visto la luna sorgente" ma siamo soliti dire "Ho visto la luna "che sorgeva/mentre sorgeva", esprimendo in tal modo lo stesso concetto espresso dal participio presente italiano e latino.
In latino il participio presente di tutti i verbi si forma dal tema del presente con l'aggiunta di una terminazione in cui si distinguono:
Il participio presente :
Ecco la declinazione completa:
caso singolare plurale masch./femm. neutro masch./femm. neutro Nominativo amans amans amantes amantia Genitivo amantis amantis amantium amantium Dativo amanti amanti amantibus amantibus Accusativo amantem amans amantes amantia Vocativo amans amans amantes amantia Ablativo amanti/amante amanti/amante amantibus amantibus
L'ablativo singolare presenta due forme: -i quando il participio è usato in funzionedi aggettivo -e quando è usato in funzione di sostantivo o di verbo.
Per ora ci limitiamo a dire che il participio presente, in base al contesto e nel rispetto della correttezza espressiva della lingua italiana, può essere tradotto:
ATTENZIONE ! Mentre nei primi due esempi è stato possibile rendere il participio presente latino con il corri- spondente participio presente italiano (in funzione di sostantivo e di aggettivo), negli esempi seguenti, il participio presente latino è stato reso, in base alle esigenze del contesto e all'uso corretto della lingua italiana, con:
Completamento · Completa le seguenti frasi, di cui viene proposta la traduzione, rendendo col participio presente le espressioni sottolineate.
Si parla di "contemporaneità" quando un'azione avviene nello stesso tempo (cum+tempore) di un'altra, ma ciò non significa che le due azioni avvengano necessariamente nel tempo pre- sente, poiché due azioni possono essere avvenute contemporaneamente nel passato (es. "Mentre Roma bruciava, l'imperatore Nerone cantava l'incendio di Troia"), così come possono essere contemporanee nel presente o nel futuro. Pertanto quando si traduce un participio presente con una proposizione relativa o una propo- sizione temporale o causale, bisogna fare attenzione a esprimere correttamente la contempo- raneità rispetto all'azione della reggente, attraverso la scelta dei tempi verbali. In italiano, infatti, l'azione della subordinata contemporanea nel passato a quella della prin- cipale si esprime con l'imperfetto, mentre quella contemporanea nel presente col presente. Lucius Paulam videt cum amica deambulantem. Lucio vede Paola che (mentre) passeggia con un'amica. > contemporaneità nel presente. Lucius Paulam videbat cum amica deambulantem. Lucio vedeva Paola che (mentre) passeggiava con un'amica. > contemporaneità nel passato.
La favola di Esopo insegna che spesso i furbi, anche se deboli, come la volpe, riescono a salvarsi a danno dei più forti come il caprone. Olim vulpes, longo itiněre fessa ac sitiens, in altum putěum ceciděrat («era caduta») neque exire («uscire») potěrat. Dum magna vi salit frustra ad putěi summum ascendere temptans, hircus, siti motus ob solis calorem, ad putèum accēdit et, vulpem in profundo videns, "Estne1 aqua?" quaerit. "Est aqua frigida et copiosa" respondet callidum animal, subtile dolum hirco parans: "Descende, amice: ego enim in putěo manēre volo, quia hic («qui») aquam bonam frigidamque semper biběre possum". Stolīdus hircus, vulpis dolum non intelligens, sine morā in puteum descendit. Statim vulpes in dorsum hirci salit, ex animalis dorso e puteo exit («esce») et, tandem libera, per silvam ad cubīle suum reměat. Hircus, captivus in puteo, copiosas lacrimas effundens, stultitiam suam agnoscit. Fabula docet2: vir callidus, cum in periculo est, salutem petit aliorum quoque damno.
Il participio è una forma verbale che, come dice il nome, "partecipa" delle caratteristiche sia del nome sia del verbo e che pertanto viene anche definito come "nome verbale" (per una tratta- zione approfondita > Grammatica a pag. 337). La formazione dei participi latini è uguale per tutti i verbi regolari e irregolari.
Il participio sia presente sia perfetto viene usato: