Infermieristica clinica nell'anziano: invecchiamento demografico e implicazioni

Documento da Uniud.it su infermieristica clinica nell'anziano. Il Pdf, un materiale didattico universitario, esplora l'invecchiamento demografico e le sue implicazioni, trattando argomenti come malnutrizione, cadute e stipsi nella popolazione anziana.

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14 pagine

INFERMIERISTICA CLINICA NELL’ANZIANO
Irene.mansutti@uniud.it
Una persona anziana si definisce tale quando ha un età maggiore di 65 anni
L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno globale: nel 2019 sono state censite più di 703
milioni di persone con età pari o superiore a 65 anni nel mondo
Corrispondono circa al 9% della popolazione globale
L’Italia è seconda al mondo per longevità soltanto al Giappone. In Italia, nel 2020, quasi 14 milioni
di persone appartengono alla fascia di età over 65
Corrispondono al 23% della popolazione totale
Al mondo ci sono molti anziani rispetto ai nati ciò è dato da:
Aspettativa di vita più alta
Nati sono sempre meno
Rispetto al 1900 l’aspettativa di vita in Italia è aumentata. Nel 1900 l’aspettativa di vita era di circa
45 anni mentre ad oggi è di circa 80 anni, nel 1900 si facevano più figli mentre ad oggi i numeri dei
nati diminuisce e il numero degli anziani aumenta.
Alcuni termini fondamentali
Tasso di natalità: rapporto tra il numero dei nati vivi nell’anno e la numerosità media della
popolazione per mille
Aspettativa di vita alla nascita o speranza di vita: indica il numero di anni che, in media, un
individuo ha la prospettiva di vivere alla nascita
Aspettativa di vita in età senile: indica il numero di anni, che in media, un individuo ha la
prospettiva ancora di vivere una volta raggiunti i 65 anni
Indice di invecchiamento: proporzione tra i soggetti con età superiore ai 65 anni e la
numerosità totale della popolazione
Tasso di mortali: definito dal rapporto tra il numero dei decessi nell’anno e la numerosità
media della popolazione per mille
Indice di vecchia: espressione del rapporto percentuale tra il numero dei soggetti
ultrasessantacinquenni ed il numero di quelli di età inferiore a quindici anni
Indice di dipendenza strutturale degli anziani: derivabile dal rapporto percentuale tra la
popolazione di età superiore ai 65 anni e quella in età attiva, cioè tra i 15 e 64 anni,
moltiplicato per cento
Età media della popolazione: cioè la media di tutte le età ponderata con l’ammontare della
popolazione in ciascuna classe di età
Questi cambiamenti hanno causato
Comorbilità: termine introdotto per valutare, in pazienti affetti da una malattia cronica
considerata come principale, in che misura la presenza di altre malattia croniche può
influenzare modalità di espressione clinica, evoluzione e prognosi
Multipatologia/pluripatologia: termine che descrive la contemporanea presenza di più
malattia croniche nello stesso soggetto, spostando l’attenzione sulle loro possibili
conseguenze nello stesso individuo, senza fare riferimento quindi ad una “malattia indice”,
in quanto mette in primo piano non la malattia, ma il malato nella sua interezza
Disabilità: qualsiasi limitazione o perdita di capacità di compiere un’attività nel modo o
nell’ampiezza considerati normali per un essere umano
Fragilità: una condizione di estrema vulnerabilità che sul piano clinico si lascia
caratterizzare da
o Elevata suscettibilità a sviluppare eventi acuti che si esprimono con quadri clinici
atipici (sindromi geriatriche)
o Fluttuazioni rapide dello stato di salute anche nell’ambito della stessa giornata, con
spiccata tendenza a sviluppare complicanze
o Elevato rischio iatrogeno e di eventi avversi
o Lenta capacità di recupero (quasi sempre parziale)
o Continua richiesta di intervento medico, frequenti e ripetute ospedalizzazioni,
necessità di assistenza continuativa
o Alto rischio di mortalità
Se pure fragilità e disabilità sono condizioni assai spesso associate. L’una non è sinonimo
dell’altra
L’anziano disabile non necessariamente è fragile e viceversa, anche se la fragilità è un
importante fattore di rischio indipendente di disabilità
Disabilità autonomia intima padronanza di sé, libera sia da influenze di controllo, sia da
limitazioni individuali, quali un’adeguata comprensione, che impediscano scelte autentiche
Cosa considerare
Cambiamento demografico
Servizi medico-assistenziali
Aspetti sociali
Aspetti economici
LA MALNUTRIZIONE NELLA PERSONA ANZIANA
Il termine malnutrizione coinvolge l’individuo e la popolazione e non fa riferimento solo ai soggetti
anziani ma anche agli adulti o bambini
La malnutrizione è una condizione sindromica morbosa secondaria alla carenza o all’eccesso,
relativo o assoluto, di uno o più elementi essenziali
Distinguiamo iponutrizione e ipernutrizione
Malnutrizione proteico-energetica: uno stato di alterazione funzionale, strutturale e di sviluppo
dell’organismo, conseguente alla discrepanza tra fabbisogni nutrizionali specifici ed introito (o
utilizzazione) di nutrienti essenziali e/o di energia
Nei diversi contesti
Negli ospedali il 2% degli anziani sono malnutriti
Nei reparti di lungo degenza il 30% degli anziani è malnutrito
Nei servizi domiciliari 8-9% di anziani malnutriti
Migliore è la situazione di anziani che si recano negli ambulatori

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Anteprima

Introduzione all'Invecchiamento della Popolazione

Irene.mansutti@uniud.it Una persona anziana si definisce tale quando ha un età maggiore di 65 anni L'invecchiamento della popolazione è un fenomeno globale: nel 2019 sono state censite più di 703 milioni di persone con età pari o superiore a 65 anni nel mondo Corrispondono circa al 9% della popolazione globale L'Italia è seconda al mondo per longevità soltanto al Giappone. In Italia, nel 2020, quasi 14 milioni di persone appartengono alla fascia di età over 65 Corrispondono al 23% della popolazione totale

Fattori Demografici e Aspettativa di Vita

Al mondo ci sono molti anziani rispetto ai nati ciò è dato da:

  • Aspettativa di vita più alta
  • Nati sono sempre meno

Rispetto al 1900 l'aspettativa di vita in Italia è aumentata. Nel 1900 l'aspettativa di vita era di circa 45 anni mentre ad oggi è di circa 80 anni, nel 1900 si facevano più figli mentre ad oggi i numeri dei nati diminuisce e il numero degli anziani aumenta.

Termini Fondamentali dell'Invecchiamento

Alcuni termini fondamentali

  • Tasso di natalità: rapporto tra il numero dei nati vivi nell'anno e la numerosità media della popolazione per mille
  • Aspettativa di vita alla nascita o speranza di vita: indica il numero di anni che, in media, un individuo ha la prospettiva di vivere alla nascita
  • Aspettativa di vita in età senile: indica il numero di anni, che in media, un individuo ha la prospettiva ancora di vivere una volta raggiunti i 65 anni
  • Indice di invecchiamento: proporzione tra i soggetti con età superiore ai 65 anni e la numerosità totale della popolazione
  • Tasso di mortalità: definito dal rapporto tra il numero dei decessi nell'anno e la numerosità media della popolazione per mille
  • Indice di vecchia: espressione del rapporto percentuale tra il numero dei soggetti ultrasessantacinquenni ed il numero di quelli di età inferiore a quindici anni
  • Indice di dipendenza strutturale degli anziani: derivabile dal rapporto percentuale tra la popolazione di età superiore ai 65 anni e quella in età attiva, cioè tra i 15 e 64 anni, moltiplicato per cento
  • Età media della popolazione: cioè la media di tutte le età ponderata con l'ammontare della popolazione in ciascuna classe di età

Cambiamenti e Condizioni Cliniche

Questi cambiamenti hanno causato

  • Comorbilità: termine introdotto per valutare, in pazienti affetti da una malattia cronica considerata come principale, in che misura la presenza di altre malattia croniche può influenzare modalità di espressione clinica, evoluzione e prognosi
  • Multipatologia/pluripatologia: termine che descrive la contemporanea presenza di più malattia croniche nello stesso soggetto, spostando l'attenzione sulle loro possibiliconseguenze nello stesso individuo, senza fare riferimento quindi ad una "malattia indice", in quanto mette in primo piano non la malattia, ma il malato nella sua interezza
  • Disabilità: qualsiasi limitazione o perdita di capacità di compiere un'attività nel modo o nell'ampiezza considerati normali per un essere umano
  • Fragilità: una condizione di estrema vulnerabilità che sul piano clinico si lascia caratterizzare da
    • Elevata suscettibilità a sviluppare eventi acuti che si esprimono con quadri clinici atipici (sindromi geriatriche)
    • Fluttuazioni rapide dello stato di salute anche nell'ambito della stessa giornata, con spiccata tendenza a sviluppare complicanze
    • Elevato rischio iatrogeno e di eventi avversi
    • Lenta capacità di recupero (quasi sempre parziale)
    • Continua richiesta di intervento medico, frequenti e ripetute ospedalizzazioni, necessità di assistenza continuativa
    • Alto rischio di mortalità

Se pure fragilità e disabilità sono condizioni assai spesso associate. L'una non è sinonimo dell'altra L'anziano disabile non necessariamente è fragile e viceversa, anche se la fragilità è un importante fattore di rischio indipendente di disabilità Disabilità # autonomia > intima padronanza di sé, libera sia da influenze di controllo, sia da limitazioni individuali, quali un'adeguata comprensione, che impediscano scelte autentiche

Considerazioni per l'Assistenza all'Anziano

Cosa considerare

  • Cambiamento demografico
  • Servizi medico-assistenziali
  • Aspetti sociali
  • Aspetti economici

La Malnutrizione nella Persona Anziana

LA MALNUTRIZIONE NELLA PERSONA ANZIANA Il termine malnutrizione coinvolge l'individuo e la popolazione e non fa riferimento solo ai soggetti anziani ma anche agli adulti o bambini La malnutrizione è una condizione sindromica morbosa secondaria alla carenza o all'eccesso, relativo o assoluto, di uno o più elementi essenziali Distinguiamo iponutrizione e ipernutrizione Malnutrizione proteico-energetica: uno stato di alterazione funzionale, strutturale e di sviluppo dell'organismo, conseguente alla discrepanza tra fabbisogni nutrizionali specifici ed introito (o utilizzazione) di nutrienti essenziali e/o di energia

Contesti di Malnutrizione negli Anziani

Nei diversi contesti

  • Negli ospedali il 2% degli anziani sono malnutriti
  • Nei reparti di lungo degenza il 30% degli anziani è malnutrito
  • Nei servizi domiciliari 8-9% di anziani malnutriti
  • Migliore è la situazione di anziani che si recano negli ambulatori

Cause di Malnutrizione Proteico-Energetica

Le cause di malnutrizione proteico energetica nella persona anziana vengono attribuite a due fattori principali

  • Cause sociali: vivere soli, essere vedovi/sperati, incapacità di uscire, pasti irregolari, problemi economici, bassa classe sociale, basso livello di istruzione, istituzionalizzazione, fumo, alcolismo
  • Cause mediche:
    • patologie,
    • disgeusia: assottigliamento dell'epitelio della lingua con conseguente perdita delle papille gustative, aumenta lo spessore della muscolatura striata e del tessuto adiposo, si riducono le sensazioni gustative, diminuzione progressiva del volume globale degli acini delle ghiandole salivari, aumento dei dotti, dello stroma e del tessuto adiposo, riduzione della produzione della saliva > xerostomia. Anche i meccanismi soprattutto quelli ormonali che vanno a ridurre l'appetito nel soggetto anziano. Anche i farmaci possono provocare disgeusia come gli antibiotici, antinfiammatori etc
    • farmaci (gastrointestinali, cardiovascolari, antineoplastici, antireumatici, farmaci per il SNC, supplementi nutrizionali, poli farmacoterapia
    • patologie persistenti,
    • disfagia: prebisfagia-> difficoltà nella deglutizione correlata al normale invecchiamento fisiologico delle strutture implicate nel meccanismo della deglutizione, la causa della prebisfagia non è una condizione patologica. La disfagia è intesta come difficoltà nella deglutizione. I segni e sintomi della disfagia sono tosse, voce gorgogliante, saturazione bassa di almeno 2-4%, aumento della FC e FR, dispnea, cianosi.

Complicanze della Disfagia

Complicanze

  • Penetrazione: passaggio del deglutito o di una sua parte nel vestibolo laringeo fino ad arrivare sulle corde vocali
  • Aspirazione: passaggio de deglutito o di una sua parte al di sotto delle corde vocali nell'albero tracheale
  • Aspirazione silente entrata di materiale in laringe in assenza di manifestazioni cliniche che indicano l'avvenuta aspirazione
  • Ristagno: blocco del deglutito o di una sua parte lungo il canele deglutitorio, tipiche di sedi di ristagno sono le vescicole alla base delle lingua e i seni periformi. Meno frequenti sono le tasche faringee
  • depressione,
  • diarrea,
  • problemi di dentizione: associate a fatica nella masticazione igiene orale scarsa
  • demenza e patologie cognitive

Fattori che Influenzano il Consumo di Cibo e Malnutrizione

Come queste cause possono portare a malnutrizione proteico-energetica nelle persone anziane? Fattori che influenzano il consumo di cibo Stadi del consumo di cibo Consegueare che portano a malnutrizione

  • Cause socio-economiche
  • Ridotta mobilità
  • Solitudine, perdita affetti

Acquisto e pecparazione del cibo

  • Difficoltà a cucinare
  • Scarso appetito
  • Riduzione introito di cibo
  • Anoressia età-correlata
  • Cattiva dentizione, secchezza bocca
  • Alterazione gusto, olfatto, vista
  • Alterazione senso della sete

legestione cibo

  • Scarso appetito
  • Difficoltà deglutizione
  • Disidratazione
  • Riduzione introito di cibo
  • Alterato assorbimento elo utilizzazione o perdita
  • Malattie gastrointestinali (gastrite, malassorbimento, chirurgia)
  • Polifarmacoterapia

Digestione ed assorbimento di nutrienti

  • Sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, stitichezza, sazietà precoce) (erin, 2020)

Segni e Sintomi della Malnutrizione

Livelli di Malnutrizione

LIEVE MODERATA GRAVE

Assunzione di cibo e nutrienti insufficiente insufficiente insufficiente

Calo ponderale 5-10% peso abituale in 3-6 mesi 11-20% peso abituale in 3-6 mesi >20% peso abituale in 3-6 mesi

BMI 17-18.4 16-16.9 < 16

Albumina 3.0-3.5 g/dl 2.5-2.9 g/dl < 2.5 g/dl

Prealbumina 18-20 mg/dl 10-17 mg/dl < 10 mg/dl

Transferrina 150-200 mg/dl 100-149 mg/dl < 100 mg/dl

Linfociti 1200-1500 mm3 800-1199 mm3 < 800 mmª

Plica tricipitale < 6mm M; < 8 mm F ≤ 2.5 mm M; ≤ 3 cm F

Ø braccio ≤ 15 cm M; ≤ 14 cm F ≤ 10 cm M; ≤ 9 cm F

Altri sintomi Astenia, edemi, unghie 'a cucchiaio', glossite, secchezza e desquamazione della cute, perdita di capelli, disorientamento e neuropatia periferica

Segni e sintomi della malnutrizione grave: astenia, edemi, unghie a cucchiaio, glossite, secchezza, e desquamazione della cute, perdita di capelli, disorientamento e neuropatia Sindrome cachessia neoplastica: calo ponderale involontario e progressivo, riduzione massa muscolare, inappetenza, sazietà precoce, astenia > correlati a patologie neoplastica

Valutazione e Conseguenze della Malnutrizione

Valutazione da fare sull'assistito

  • Anamnesi alimentare
  • MUST/MMA

Conseguenze della Malnutrizione

Conseguenze della malnutrizione

  • Primarie: guarigione delle ferite più lenta, ridotta funzionalità intestinale, muscolare, risposta ventilatoria, risposta immunitario, aumentato rischio di infezioni
  • Secondaria: aumentata morbilità, aumentata durata della degenza, aumentato impiego di farmaci, aumento durata ella riabilitazione, ridotta qualità vita, aumentato rischio di mortalità

Riduzione massa muscolo cardiaco - Insufficienza cardiaca, aritmie

Debolezza muscolare e perdita di tessuto muscolare

Riduzione massa muscoli respiratori - Insufficienza respiratoria

Riduzione mobilità - Ulcere da pressione

+ 4

Perdita di tessuto adiposo

Alterazione integrità cutanea, esposizione prominenze ossee Ulcere da pressione

Malnutrizione

Malnutrizione

Ritardato svuotamento gastrico, nausea, vomito, diarrea

Perdita d'integrità della mucosa intestinale

Traslocazione batterica e infezioni

Infezioni

Aherata funzione immunitaria

Ritardata guarigione ferite

Nutrizione Artificiale

Quando considerare la nutrizione artificiale Stato nutrizionale

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