Documento dall'Università degli Studi di Milano su Teoria e Metodi di Ricerca per le Pubbliche Amministrazioni. Il Pdf, di Diritto e livello universitario, esplora la burocrazia pubblica weberiana, le forme di governo delle transazioni e le dinamiche di opportunismo nelle organizzazioni.
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Teorie e metodi di ricerca per la PA (Università degli Studi di Milano) Scan to open on Studocu Studocu is not sponsored or endorsed by any college or university Downloaded by Teodoro Carraretto (teodorocarraretto@gmail.com)TEORIA E METODI DI RICERCA PER LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI: Esame: prova intermedia (intorno 3^ settimana di Febbraio)
Questo concetto, cioè cosa è la burocrazia pubblica, è fortemente influenzato dall'idealtipo burocratico weberiano e la sua contestualizzazione storica. L'idealtipo burocratico weberiano è caratterizzato da
Oltre tutte queste caratteristiche, cosa stiamo dando per scontato? Che lì dentro ci sia qualcuno di razionale, come la macchina burocratica. Stiamo dando per scontato che la razionalità amministrativa coincida con la razionalità dell'individuo. In questo modo, tutte queste caratteristiche presentano delle fragilità.
Per quanto riguarda il contesto storico dell'idealtipo burocratico weberiano, possiamo dire che era caratterizzato da:
Il contesto storico è fondamentale per poter capire come aggiornare la macchina burocratica.
La nascita dei primi apparati amministrativi dei grandi stati moderni avverrà in Francia, Spagna, Prussia, Russia, che rispondono all'idealtipo weberiano.
A partire da Luigi XIV (1660/1715), con la nascita di un sistema ministeriale e dei Segretari di Stato, inzia a nascere la macchina burocratica. Le successive riforme Napoleoniche, portano alla nascita de Grandes Ecoles & Grands Corps Ingresso dei corpi tecnici: Ecole Polytechnique Secondo dopoguerra (1945 in avanti): costituzione dell'Ercole National d'Administration - ENA Si tratta di un modello che presenta un Centralismo gerarchico, una forte specializzazione funzionale grazie a corpi amministrativi e corpi tecnici. Questo contribuisce a renderli autonomi e dà quindi anche continuità alla macchina amministrativa.
le prime fasi sono condotte da Guglielmo I (1713/1740) e Federico II il Grande (1740/1786) È caratterizzato da una Stretta relazione fra organizzazione militare e amministrazione civile (in funzione della potenza militare). Con Federico II entra la nobiltà e si forma un'aristocrazia burocratica. Si tratta di una Struttura amministrativa centralizzata e decentramento politicoamministrativo (divisione del lavoro Ministeri e Lander). I ruoli dominanti sono quelli amministrativi e giuridici.
è caratterizzata dalla riforma elettorale di ampliamento del suffragio (1867) e da un passaggio fondamentale: quello da un sistema amministrativo precedente fondato sul patrimonialismo centralista e l'auto-governo decentrato. Utilizza un sistema legale di diritto consuetudinario (Common Law- guarda maggiormente le conseguenze, a differenza del civil law), che favorisce una classe manageriale amministrativa con formazione umanista (non giuridica !! ) e molto flessibile.
Storicamente la macchina amministrativa degli stati uniti è sempre stata molto fragile. Il problema principale sembrò essere molto legato al sistema delle spoglie (Spoils system), molto utile in generale e capace di garantire continuità, MA ** È un sistema molto frammentato e decentrato, caratterizzato dall'assenza di una classe amministrativa. Questi elementi combinati insieme fanno la fragilità dell'amministrazione americana.
date le caratteristiche viste in precedenza possiamo fare riferimento a:
quello che abbiamo visto è un ideal tipo. Dal punto di vista empirico, confrontandosi con la realtà fatta di amministrazioni diverse, tutte le caratteristiche che abbiamo visto sono caratterizzata da una certa variabilità. Il mutamento nei casi significa che non ci sono solo "tipi puri", ma anche varianti dei tipi puri, a loro volta "tipizzabili". Individuando anche le disfunzioni, cioè comportamenti e strutture che deviando dall'idealtipo weberiano, possono anche dare luogo a esiti contrari agli imperativi funzionali della macchina amministrativa.
Mette in luce le disfunzioni e le discrepanze fra effetti intenzionali e conseguenze inattese dell'agire burocratico. Questo accade poiché il modello di Weber prevede la centralità delle norma e delle Downloaded by Teodoro Carraretto (teodorocarraretto@gmail.com)competenze amministrative formali; ciò porta al ritualismo burocratico, cioè una scarsa disponibilità ala cambiamento. C'è quindi un'incapacità addestrata ad adattarsi allo scopo e governare il nuovo. Si parla di capacità addestrata perché alla fine sei allenato a rispondere in termini individualistici, ovviamente sbagliando e non aiutando la pubblica amministrazione. Merton parla anche del feticismo della norma e di trasposizione dei fini; cioè norme e strumenti burocratici passano dall'essere mezzi a fini in sé. Si produce così assoggettamento dell'utente alla burocrazia.
Osserva che il personale con solide competenze ed esperienze tecnico-professionale procura nei vertici uno stile di direzione indulgente, che talvolta produce prestazioni essenziali e rendimenti subottimale. Questo genera asimmetrie informative tra direzioni e funzionari. La risposta della direzione in questi casi è, solitamente, una maggiore severità nella regolazione ed un ulteriore irrigidimento burocratico. C'è quindi il rischio che comportamenti flessibili vengono contrastati dal richiamo alla disciplina. Gouldner mette in luce diversi modelli di organizzazione burocratica, che suddivide in base a:
Uno studio di Selznick è il Tennessee Valley Authority: ente federale con poteri pubblici e flessibilità da impresa privata con compiti di pianificazioni di opere pubbliche strategiche. In questo caso, la pressione degli interessi locali, crea il passaggio dalla conflittualità alla cooptazione. Esistono due tipi di cooptazioni:
Si tratta di due linee di azione che possono essere implementate grazie alla leadership, che permettono il passaggio da istituzioni strumentali a istituzioni programmatiche, cioè che tengono fede ai propri fini. Le funzioni fondamentali della leadership sono le seguenti:
Simon parla di This document is available on studocu Downloaded by Teodoro Carraretto (teodorocarraretto@gmail.com)
I nostri limiti cognitivi sono limiti connaturati alla razionalità, cioè sono inevitabili e riguardano:
Rispetto a questo noi scegliamo sulla base di un ragionamento soddisfacente: scelgo l'alternativa che mi permette di massimizzare la mia soddisfazione e il livello di soddisfazione delle aspettative. Simon fa quindi una critica alla razionalità individuale. Inoltre, Simon, partendo da un approccio da economista, afferma che l'unità di analisi dell'organizzazione è la decisione; gli organigrammi non dicono nulla sulla vita reale di un'organizzazione, anche perché esiste la razionalità limitata. Quindi, un'organizzazione non è un organigramma, ma è uno schema che fornisce a ogni membro dell'organizzazione, le informazione, le premesse, gli obiettivi e gli atteggiamenti che influenzano le sue decisioni. Qualsiasi persona che si trova all'interno dell'organizzazione deve essere a conoscenza degli obiettivi dell'organizzazione; questo aiuta a costruire e portare valore all'organizzazione. La decisione che ognuno di noi all'interno dell'organizzazione si trova a fare avviene in rapporto a due dimensioni:
. Giudizi di fatto, verificabili in termini di Vero o Falso . Giudizi di valore, non verificabili in termini di Vero o Falso; si tratta di una dimensione normativa Es. piove è un giudizio di fatto; se invece dovessimo decidere a fronte della quantità di pioggia (se piove è un conto, se c'è un'alluvione è un altro), scegliere se condurre una certa azione o meno, è un giudizio di valore. Es. prendo la nave o l'aereo per andare in vacanza in Grecia o in Norvegia. La decisione sul mezzo è frutto di un giudizio di fatto (si sceglie il mezzo più adatto alla situazione). La decisione sul luogo di vacanza è frutto di un giudizio di valore (preferire il Mediterraneo o i fiordi dei mari del Nord) Simon afferma che esiste sempre un continuum mezzi/fini, perché un fine raggiunto in base a una decisione di valore si trasforma in un mezzo per raggiungere un fine successivo. Ad esempio, prendo la nave per andare in vacanza in Norvegia perché voglio vedere i fiordi dei mari del Nord, per fare un servizio fotografico per una rivista di turismo. La decisione sul luogo è fine rispetto alla decisione sulla scelta del mezzo di trasporto ma diventa mezzo per la decisione sul servizio fotografico. In tal senso, ogni azione individuale ha sempre due facce:
Attraverso il continuum mezzi/fini si esprime la razionalità (e la coerenza) del soggetto agente. Osserviamo con Simon che c'è molta soggettività nella razionalità umana: "ciò che la persona vuole ... influenza ciò che la persona vede, e ciò che vede influenza ciò che vuole".