Documento dall'Università degli Studi Roma Tre su "Educare l'infanzia, temi chiave per i servizi 0-6". Il Pdf esplora la didattica pedagogica per i servizi 0-6, il significato del gioco per il bambino secondo Piaget e Winnicott, e include indicatori di qualità per i servizi educativi dell'infanzia in Psicologia.
Mostra di più14 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
RIASSUNTO "EDUCARE
L'INFANZIA,TEMI CHIAVE
PER I SERVIZI 0-6" Anna
Bondioli, Donatella Savio
Didattica Pedagogica
Universita degli Studi Roma Tre
13 pag.
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: Anxhelalika (lika.anxhela@gmail.com)EDUCARE L'INFANZIA
TEMI CHIAVE PER I SERVIZI 0-6
INTRODUZIONE
Verso un sistema integrato 0-6
Passi normativi importanti :
· Decreto legislativo del 2017, stabilisce di guardare ai servizi con una
prospettiva unitaria, con la necessità di costruire una coerenza educativa
pur mantenendo le differenze.
. Proposal for Key Principles of a Quality Framework for Early Childhood
Education and Care, dove viene dichiarato il bisogno di un approccio
pedagogico che promuova la diversità socio-culturale nella società e
migliori la qualità dei servizi 0-6
Situazione in Italia
I servizi educativi dell'infanzia sono visti, sin dalla nascita, come SPLIT SYSTEM.
· 0-3 nidi e servizi integrativi sono gestiti dal comune, province e regioni
· 3-6 scuola dell'infanzia gestita dallo Stato o dal privato sociale
Oltre alla differenziazione gestionale abbiamo quella della documentazione. Le
prospettive educative, anche se possono sembrare simili, non hanno una
coerenza educativa.
Per ridurre questa distanza si è proposto di far conoscere la scuola dell'infanzia
prima che il bambino inizi a frequentarla.
La specificità di un' educazione infantile
Bambino visto come:
· Soggetto peculiare
· Soggetto attivo, desideroso di interagire e conoscere
· Attore sociale e soggetto di diritti, capace di azione a cui prestare
attenzione e dare voce.
I percorsi educativi 0-6 devono promuovere:
· Socialità positiva
Cittadinanza democratica
· Apertura verso l'altro
· Confronto collaborativo
· Risoluzione dei problemi in modo consapevole e intelligente
· Costruzione di un identità solida
L'educazione deve vedere i bambini e gli adulti come co-attori, deve essere
"non trasmissiva", deve promuovere capacità e potenzialità e deve tener conto
delle particolarità di ogni singolo.
Temi chiave per percorsi educativi da zero a sei anni
1. Curricolo
Il curricolo è un percorso intenzionale, frutto di una progettazione collegiale,
monitorato nella sua realizzazione e verificato alla fine.
Tratti caratterizzanti del curricolo :
· Unione di cura ed educazione;
· esperienze determinate dall'intelligenza, corporeità, affetti e relazioni;
· bambino posto al centro;
· adulto che deve facilitare la crescita;
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: Anxhelalika (lika.anxhela@gmail.com)· infanzia da vivere nella sua interezza
2. Relazioni
· Il bambino è capace di condividere esperienze, crea legami, scambia e
condivide significati, interagisce.
· Adulto come scaffolding, cioè come facilitatore degli scambi tra bambini
e deve creare un clima di fiducia e di rispetto
3. Ambiente
· Dà luogo a esperienze: da qui la necessità di un organizzazione degli
spazi, scelta di materiali, configurazione del tempo congruente con l'idea
di bambino, di curricolo e del clima relazionale
· Sorregge e dà forma al percorso educativo
· Affettivamente caldo, deve sollecitare le relazioni e gli scambi, lasciare
libero il bambino di esplorare, apprendere, interagire e giocare
Curricolo, relazione e ambiente sono strettamente collegati tra loro
4. Gioco
· Modo con cui il bambino si esprime, interagisce, apprende e si
impossessa del mondo
LE RELAZIONI
Un approccio partecipativo
L'educazione passa sempre attraverso una relazione.
Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia (ONU, 1989) : Il bambino è
un soggetto diverso ma paritario nella relazione con l'adulto. Il bambino ha il
diritto di esprimersi (art.13) su tutte le questioni che lo interessano (art. 12).
L'adulto lo deve rendere protagonista attivo e partecipe della costruzione del
suo percorso di crescita.
La prospettiva partecipativa porta a due conseguenze:
1. Positiva : Mettere al centro il diritto del bambino di esprimersi e di essere
ascoltato.Tramite questo il bambino valorizza la propria immagine:
diventa sempre più autonomo, è fiducioso, si mette alla prova e
consegue i propri obiettivi.
La qualità del proprio Sé ( Stern ) è fortemente influenzato dal giudizio
degli altri.
2. Negativa : Parità tra adulto e bambino è difficile da realizzare con i
bambini piccoli.
Il bambino, fino ai 6 anni, si rapporta con il mondo tramite la
comunicazione non verbale: la comunicazione infantile è difficile da
decifrare e si rischia di fraintenderla. La relazione adulto-bimbo si basa
principalmente sul contatto fisico e qui il bambino esprime la sua voce
più intima che però può non essere ascoltata poiché l'adulto è
concentrato sulla comunicazione verbale. Il modo di toccarlo, di
valorizzarlo o svalorizzarlo afferma o nega il prenderci cura di lui.
La relazione adulto-bambino
La relazione con l'adulto è fondamentale per la realizzazione degli obiettivi di
crescita e apprendimento.
Rispecchiare, contenere, promuovere
La relazione come rispecchiamento e conferma
Teoria di Carl Rogers
Carl Rogers parla di un approccio relazionale "non direttivo" e di cosa significa
porre al centro della relazione il punto di vista del bambino. Questo approccio
relazionale "non direttivo" si fonda sul fatto che ogni persona abbia valore e
dignità propri, vada rispettata nella sua individualità e ha un impulso di
autorealizzazione. In questo modo si sviluppano appieno le proprie potenzialità
e sono fondamentali sia l'ambiente che le relazioni che si hanno durante la
crescita perché possono ostacolare o sostenere l'autorealizzazione.
In ambito educativo l'adulto deve porre al centro il punto di vista del bambino
per capire come lui sente, comprende e vive il suo mondo: bisogna mettere da
parte se stessi per lasciare l'altro libero di esprimersi (EMPATIA) . La non
direttività, quindi, si esprime con comunicazioni verbali e non verbali che
rispecchiano ciò che si è compreso della comunicazione dell'interlocutore: ciò
che quest'ultimo dice a livello non verbale viene riproposto verbalmente
manifestando vicinanza e comprensione. L'altro si sente capito, confermato e
accettato nella propria esperienza e questo gli permette di esprimersi nel modo
più libero e autentico.
Il potere di questo tipo di relazione viene convalidato considerando un
comportamento di conferma: nello scambio tra due persone ogni comunicante,
quando interviene, dà una definizione di sé; l'altro accetta, cioè conferma, la
definizione di sé data dal proprio interlocutore.
La conferma è la possibilità di crescita della persona, che permette di
definirsi attraverso il riconoscimento degli altri.
La relazione come contenimento
Bion
Parla del processo attraverso cui viene la conoscenza: si chiama Legame K e fa
riferimento al soggetto che apprende qualcosa di nuovo e, questo momento, è
caratterizzato dal dubbio e incertezza. Solo se si è in grado di affrontare il
dolore che il dubbio crea, allora si è in grado di conoscere qualcosa di nuovo
Salzeberger-Wittenberg, Williams Polacco e Osborne
Riprendono la teoria di Bion e analizzano nello specifico la relazione di
insegnamento/apprendimento. Considerare la relazione tra chi apprende e chi
insegna in quanto è ricca di vissuti emotivi che determinano la bontà o meno di
tale relazione.
La relazione con un bambino piccolo: di fronte ad una situazione nuova di
apprendimento, il bambino prova dei sentimenti negativi (ansia, incertezza,
impotenza). Per sbarazzarsene, manifesta questi vissuti tramite dei
comportamenti disturbanti. Gli educatori possono rispondere in due modi:
1. Tentativo di reprimere lo stato emotivo di disagio. L'educatore risponde
al senso di impotenza con un atteggiamento rigido e autoritario, al senso
di inadeguatezza con un atteggiamento di superiorità facendo sentire il
bambino ancora più impotente e inadeguato.
2. Si tollera questo stato di disagio, si entra in relazione con il bambino.
L'educatore svolge una funzione di contenimento: i sentimenti del
bambino vengono accolti, compresi ed elaborati. In questo modo il
bambino capisce che può contenere e gestire questi stati negativi.
Si ha una buona relazione educativa solo se si ha :
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: Anxhelalika (lika.anxhela@gmail.com)
1. Osservazione e attenzione sensibile rispetto a ciò che avviene nella
relazione
2. Apertura e ricettività
3. Disponibilità a vivere delle esperienze emotive
4. Disponibilità a riflettere sulla relazione
5. Disponibilità ad agire e comunicare sulla base di ciò che si comprende
nella relazione
La relazione come "impalcatura"
Vygotskij
La sua visione di relazione educativa è radicata nel concetto di zona prossimale
di sviluppo, cioè la distanza tra ciò che il bambino, in un problema da risolvere,
riesce a fare da solo e ciò che riesce a fare se viene aiutato. La zona è il
risultato dell'intervento educativo.
L'educatore deve osservare e porre attenzione al bambino per poter definire i
confini della zona, cioè il livello di abilità attuali e potenziali. Secondo Bruner,
l'educatore svolge una funzione di coscienza vicaria
Wood, Bruner, Ross
Concetto di coscienza vicaria: funzioni per attivare la zona, cioè la relazione
educativa e l'apprendimento. È consapevole di dove può e vuole arrivare il
bambino.
Livello cognitivo: situazione di problem solving proposta al bambino all'interno
di una relazione di turoring e l'adulto ha una funzione di scaffolding.
Quest'ultimo attiverebbe la zona di sviluppo prossimale tramite diverse
funzioni:
1. Sollecitazione dell'interesse del bambino nei confronti di un compito
2. Semplificazione del compito
3. Mantenimento dell'interesse del bambino per il compito
4. Bisogna evidenziare gli aspetti cruciali del compito
5. Controllo della frustrazione del bambino
6. Offerta di modelli da imitare (modelling)
Lo scaffolding delinea le caratteristiche per una buona relazione educativa e
l'adulto deve avere diverse competenze:
1. Osservazione, formulazione e messa alla prova di ipotesi di soluzione
2. Perseveranza nel perseguimento dell'obiettivo
3. Capacità di contenere le emozioni negative connesse ai fallimenti e
fronteggiarle con curiosità e interesse suscitati da soluzioni impreviste
4. Possibilità di esprimersi rispetto al proprio livello potenziale
Dewey
Il manifestarsi di emozioni negative nel rapporto con il mondo si propone
sempre come un problema da risolvere: è il modo in cui lo risolviamo che
permette una crescita e apprendimento
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: Anxhelalika (lika.anxhela@gmail.com)