Itinerari di pedagogia dell'infanzia, Università Cattolica del Sacro Cuore

Documento dall'Università Cattolica del Sacro Cuore su Itinerari di pedagogia dell'Infanzia. Il Pdf esplora concetti chiave come l'attaccamento, il gioco e lo sviluppo cognitivo, con un focus sulle teorie di pensatori come Comenio, Locke e Piaget, utile per studenti universitari di Psicologia.

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Itinerari di pedagogia dell' Infanzia
Pedagogia Generale (Università Cattolica del Sacro Cuore)
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Itinerari di pedagogia dell' Infanzia
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ITINERARI DI PEDAGOGIA DELL’INFANZIA
PRIMA PARTE: CAPITOLO 1
JAN AMOS KOMENSKY/COMENIUS
Comenio fu un personaggio importante in merito alla riflessione sul sentimento
dell’infanzia, con lui si delineano alcuni problemi della pedagogia. La sua opera
fondamentale “la scuola materna” denuncia la sua convinzione che si dovesse iniziare
l'educazione sin dalla più tenera età, egli aveva un'idea di scuola ispirata alla metodologia
della didattica fondata su dei principi razionali. Già nella “didattica magna” teorizzava
un dispositivo capace di far nascere la curiosità del bambino già dai primi apprendimenti e
dai primi artefatti come la scrittura e la lettura, su queste basi nasce “l’ORBIS” una sorta di
piccola enciclopedia che organizza il sapere elementare grazie all’utilizzo di immagini e
parole.
I principali concetti utilizzati da Comenio:
SINCRETISMO: la conoscenza ha una natura organica e unitaria, in didattica ciò
implica il rispetto della concretezza, della “lezione delle cose” per poi approdare
nell’insegnamento astratto.
PANSOFIA: (onnisapienza) Il sapere riguarda tutte le età della vita
CICLICITA’: l'educazione offre insegnamenti graduali e continui attraverso la
riproduzione dei medesimi argomenti che vengono trattati in maniera sempre più
complessa.
PAMPEDIA: questo principio indica l'educazione universale di tutta la gente, questa
prevede l'istituzione di 7 scuole, tra esse la formazione prenatale riguarda 3 classi.
Comenio pensava a un metodo e a una didattica alla cui base porre la NOBILITAZIONE
dell'uomo e del bambino fondata sulla calma e sulla dolcezza, il contrario di molte
pratiche basate sulla violenza.
JHON LOCKE
Nel suo scritto “pensieri sull'educazione” appare un bambino il cui conseguimento di
buone abitudini costituisce la base per una buona educazione. Egli vede il bambino piccolo
e come un foglio di carta bianca da poter plasmare, la mente dei bambini in base a questo
presupposto può venire facilmente avviata. La responsabilità è dell'educatore che deve
occuparsi della sua formazione, l'abilità del maestro sta nella capacità di avviare l'interesse
del bambino riguardo all'oggetto di studio.
Un altro elemento del pensiero di LOCKE è il principio della gradevolezza
dell’apprendimento e della didattica ludomorfa, egli comprende che nel bambino
l'attenzione nell'apprendimento può essere sostenuta da uno sfondo ludico si tratta allora
di realizzare una condizione positiva che trasforma l'apprendimento in un’alternativa a
traente rispetto al gioco.
Egli pensava che gli aspetti fisici che concorrono alla formazione dell’uomo possano
essere promossi attraverso una serie di regole di facile applicazione (ex. tanta aria aperta,
tanto movimento, dieta semplice, poche medicine, abiti non troppo stretti né troppo
pesanti). Promuoveva un’educazione che esclude l’eccessiva tenerezza e le troppe cure, in
LOCKE la salute è un presupposto per il disciplinamento dell’intera persona. L'uomo è
incline a contrarre abitudini il vero problema è l'acquisizione di abitudini positive.
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Anteprima

Itinerari di pedagogia dell' Infanzia

Pedagogia Generale (Università Cattolica del Sacro Cuore) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Teresa Lo Nardo (teresalonardo04@gmail.com)ITINERARI DI PEDAGOGIA DELL'INFANZIA

Prima parte: Capitolo 1

Jan Amos Komensky/Comenius

Comenio fu un personaggio importante in merito alla riflessione sul sentimento dell'infanzia, con lui si delineano alcuni problemi della pedagogia. La sua opera fondamentale "la scuola materna" denuncia la sua convinzione che si dovesse iniziare l'educazione sin dalla più tenera età, egli aveva un'idea di scuola ispirata alla metodologia della didattica fondata su dei principi razionali. Già nella "didattica magna" teorizzava un dispositivo capace di far nascere la curiosità del bambino già dai primi apprendimenti e dai primi artefatti come la scrittura e la lettura, su queste basi nasce "l'ORBIS" una sorta di piccola enciclopedia che organizza il sapere elementare grazie all'utilizzo di immagini e parole.

I principali concetti utilizzati da Comenio:

  • SINCRETISMO: la conoscenza ha una natura organica e unitaria, in didattica ciò implica il rispetto della concretezza, della "lezione delle cose" per poi approdare nell'insegnamento astratto.
  • PANSOFIA: (onnisapienza) Il sapere riguarda tutte le età della vita
  • CICLICITA': l'educazione offre insegnamenti graduali e continui attraverso la riproduzione dei medesimi argomenti che vengono trattati in maniera sempre più complessa.
  • PAMPEDIA: questo principio indica l'educazione universale di tutta la gente, questa prevede l'istituzione di 7 scuole, tra esse la formazione prenatale riguarda 3 classi.

Comenio pensava a un metodo e a una didattica alla cui base porre la NOBILITAZIONE dell'uomo e del bambino fondata sulla calma e sulla dolcezza, il contrario di molte pratiche basate sulla violenza.

Jhon Locke

Nel suo scritto "pensieri sull'educazione" appare un bambino il cui conseguimento di buone abitudini costituisce la base per una buona educazione. Egli vede il bambino piccolo e come un foglio di carta bianca da poter plasmare, la mente dei bambini in base a questo presupposto può venire facilmente avviata. La responsabilità è dell'educatore che deve occuparsi della sua formazione, l'abilità del maestro sta nella capacità di avviare l'interesse del bambino riguardo all'oggetto di studio.

Un altro elemento del pensiero di LOCKE è il principio della gradevolezza dell'apprendimento e della didattica ludomorfa, egli comprende che nel bambino l'attenzione nell'apprendimento può essere sostenuta da uno sfondo ludico si tratta allora di realizzare una condizione positiva che trasforma l'apprendimento in un'alternativa a traente rispetto al gioco.

Egli pensava che gli aspetti fisici che concorrono alla formazione dell'uomo possano essere promossi attraverso una serie di regole di facile applicazione (ex. tanta aria aperta, tanto movimento, dieta semplice, poche medicine, abiti non troppo stretti né troppo pesanti). Promuoveva un'educazione che esclude l'eccessiva tenerezza e le troppe cure, in LOCKE la salute è un presupposto per il disciplinamento dell'intera persona. L'uomo è incline a contrarre abitudini il vero problema è l'acquisizione di abitudini positive. This document is available on studocu Scaricato da Teresa Lo Nardo (teresalonardo04@gmail.com)

Jean-Jacques Rousseau

Egli metteva alla base la bontà della condizione umana, bontà che degenera nelle mani dell'uomo, questa affermazione comporta da un lato il bisogno di rispettare la natura originale del bambino e dall'altro la nozione dell'educazione negativa che consiste nel criterio di eliminare qualsiasi intervento che soffochi la spontaneità del bambino.

Le sue affermazioni fanno cadere una serie di considerazioni che saranno sviluppate da tutta la pedagogia successiva:

  • Prefigurano un'educabilità umana radicale
  • Disdegnano uno sviluppo fondato sull'esperienza e sui sensi
  • accreditano il valore intrinseco dell'infanzia, per educare occorre pazienza bisogna saper osservare la crescita e l'evoluzione del bambino
  • corroborano il valore di un'infanzia da coltivare e annaffiare
  • rimarcano la dignità del bambino nella dipendenza dall'adulto
  • avvalorano il gioco come forma specifica di manifestazione dell'umano
  • accredito in una teoria dell'azione educativa fondata sull'intenzionalità e osservazione
  • additano la pedagogia come luogo della riflessione antecedente l'azione, non a caso russo è stato definito padre della pedagogia moderna

Su queste basi il fulcro del ragionamento di ROUSSEAU risiede nel concetto di pedagogia negativa, egli sostiene un ambiente in cui il bambino possa fare il più possibile da solo un bambino libero di muoversi capace di esplorare ed esercitare i suoi sensi. Un bambino che può essere educato deve essere sano, egli immagina un educatore che non interviene in modo insistente nell'educazione.

Jhoann Heinrich Pestalozzi

Egli pensa un'educazione concreta attuando alcune esperienze educative scolastiche. La concezione di PESTALOZZI è fondata sull'idea che il potenziale umanizzante dell'esistenza è destinato a rimanere in-attuato. Il punto di partenza della visione di PESTALOZZI rimane l'idea dell'educazione e della formazione dell'uomo concepite come autenticazione del soggetto e della sua singolare individualità.

Per PESTALOZZI l'alfabetizzazione dei poveri, la culturalizzazione nelle comunità rurali sono i veri motivi che lo spingono a sperimentare nuove forme di educazione nello specifico le progressioni delle idee di PESTALOZZI nel dettaglio sono:

  • NEUHOF: Scuola-fattoria per una comunità di 50 fanciulli di età tra i 6-18 anni, l'insegnamento comprendeva abilità strumentali come l'agricoltura e la scuola accoglieva anche gli anormali di mente e gli infermi
  • STANS: dopo la repressione dei francesi dei moti controrivoluzionari la cittadina dove lui si trovava venne distrutta e gli venne affidato il compito di accogliere 80 ragazzi rimasti orfani. Qui capisce la sua passione verso la pedagogia e verso l'insegnamento
  • BURGDORF: è il luogo dove vengono accolti gli 80 scolari provenienti da tutti i cantoni della Svizzera
  • YVERDON: nel momento più alto della sua carriera egli contava più di 250 membri era diventata una scuola comunità dov'erano frequenti le gite, i giochi e le Scaricato da Teresa Lo Nardo (teresalonardo04@gmail.com)passeggiate. Gli educatori-insegnanti vivevano con i ragazzi ed erano scelti tra i giovani poveri e gli alunni stessi dell'istituto.

Friedrich Frobel

Il contributo di FROBEL ci ha consegnato un bambino impegnato nel gioco concepito come autoeducazione. L'autore descrive un bambino-persona in equilibrio con l'ambiente e considerato nella sua globalità, per lui è molto importante che gli adulti sappiano leggere i bisogni del bambino. La reazione dei bambini verso gli stimoli esterni è produttiva a patto che non ci sia un distoglimento dell'essere nella sua piena manifestazione. Il ragionamento di FROBEL identifica nel gioco come equilibrio tra libertà e spontaneità dei processi di autoeducazione e distogliere il bambino dal gioco può essere la causa di un'educazione sbagliata.

Un altro aspetto riguarda la natura "DIAGNOSTICA" del gioco visto anche come unica via per conoscere il bambino, su questi aspetti si baseranno "gli orientamenti dell'attività educativa nelle scuole materne statali"

Il Kindergarten o GIARDINO PER L'INFANZIA venne fondato da FROBEL nel 1840, era un luogo finalizzato alla promozione di una pedagogia sociale per l'infanzia, di pratiche pedagogiche controllate per il miglioramento delle condizioni educative. Qui il bambino verrà visto come "un seme maturo caduto dalla pianta che porta il se stesso la vita che sarà un processo continuo in accordo con la vita universale". Le attività svolte nel Kindergarten:

  • Primo grado: fino a 3 anni, è trascorso in famiglia dove la madre diverte il bambino con canti, fiabe e primi insegnamenti.
  • Secondo grado: da 3 a 5 anni, il programma comprende fiabe, racconti, poesie, esercizi, contare fino a 20, costruzioni, giardinaggio e attività manuali.
  • Terzo grado: dai 5 a 7 anni, comprende racconti di storia naturale, numeri fino a 100, si ritaglia e incolla.

Oltre il gioco importante è la teoria dei doni, i doni rappresentano la esemplificazione della successione attraverso cui si manifesta l'assoluto.

I doni frobeliani

  1. Una palla di stoffa con sei palle minori dai colori dell'arcobaleno e un supporto per farle dondolare: la sfera secondo lui è la forma primitiva che qui viene posta alla base per un insieme di giochi, gli esercizi riguardano la forma, il colore e il movimento finche il bambino non famigliarizza con le sue proprietà.
  2. Una sfera, un cubo e un cilindro in legno con dimensioni e base uguali: egli dice che i giochi qui devono essere accompagnati da canti o versi. È utile il confronto tra gli oggetti opposti tra loro così da risvegliare nel bambino l'idea di calcolo.
  3. Un cubo scomponibile in otto piccoli cubi: ogni costruzione deve racchiudere tutti i cubi, serve a dare l'idea della divisibilità dei corpi.
  4. Cubo diviso in otto mattoni mediante 3 divisioni orizzontali e 1 verticale: occorre tener presente qui la logica di Frobel dove nella successione dei doni ognuno deve essere l'opposto e simile al precedente. Il 3 e il 4 dono sono collegati perché il bimbo deve imparare le similitudini tra cubi e mattoni. This document is available on studocu Scaricato da Teresa Lo Nardo (teresalonardo04@gmail.com)
  5. Un cubo scomponibile in 27 piccoli cubi: il nuovo elemento qui è la divisione obliqua, è un proseguimento degli insegnamenti del 3 e 4 dono e il metodo è il medesimo.
  6. Un cubo scomponibile in 27 parallelepipedi: è la progressione del 5 dono, con esso si possono costruire svariate forme usuali.

Con questi DONI il bambino acquista l'idea dei solidi nelle dimensioni di altezza, larghezza e lunghezza. Si passa poi a 5 scatole che portano il bambino alla scoperta dell'astratto.

Rosa e Carolina Agazzi e Pietro Pasquali

Le AGAZZI propongono una scuola attiva che sollecita e stimola il bambino utilizzando una didattica che pone al centro la concretezza, il fare e l'espressività.

  • Vedere l'educatrice come madre
  • raggiungere lo sviluppo armonico del bambino
  • insegnare il rispetto e la dignità personale
  • sviluppare lo spirito di fanciullezza
  • insegnare l'esercizio della libertà individuale
  • promuovere l'iniziativa spontanea
  • fare acquisire le abitudini d'ordine di precisione e di operosità
  • elevare il sentimento della natura
  • civiltà nella famiglia

la scuola per l'infanzia è ha stretto contatto del con i disagi del vivere ed è infatti una scuola rivolta alla povertà.

Le sorelle Agazzi iniziano a comporre a comporre la loro opera per desiderio di PASQUALI, direttore delle scuole elementari locali. La proposta agazziana si basa sul bambino, altro cardine della scuola è il tratto materno della sua didattica perché costruita su modello dei rapporti familiari. Le sorelle procedono per sviluppare un percorso in cui la didattica in diretta e l'occasionalità esperienziale si intrecciano producendo un'attività logica. Le Agazzi hanno cercato di stabilire un legame con gli oggetti dell'ambiente circostante da qui nasce il museo delle cianfrusaglie. I bambini della scuola delle sorelle Agazzi sono liberi di andare, venire, bere, sedersi o alzarsi secondo i loro bisogni il principio fondamentale è però L'ORDINE.

La parola ordine si traduce in tre modalità di dominare lo spazio ed il tempo educativo:

  • modalità dei contrassegni
  • modalità della routine
  • modalità delle faccende

Maria Montessori

Egli si forma come medico a Roma, qui ebbe l'occasione di interessarsi al problema dell'educazione dei minori e poi venne incaricata dal ministro della pubblica istruzione di organizzare un corso di psichiatria per le maestre di Roma. Per Maria l'origine dell'interesse per il bambino e per la sua educazione nasce dallo studio dei bambini definiti "deficienti" e cioè i bambini con difficoltà psichiche e quindi giudicati e in educabili. Il fulcro dello sviluppo montessoriano risiede nel materiale utilizzato, in merito al materiale sensoriale utilizzato essa evidenzia 4 aspetti:

  • estetica Scaricato da Teresa Lo Nardo (teresalonardo04@gmail.com)

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